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Manovra 2027, stop alla rivalutazione delle pensioni: chi perde con quest’ipotesi e quanto

28 October 2026 at 14:31

Le pensioni assorbono circa il 15% del Pil e oltre il 30% della spesa pubblica primaria dello Stato, motivo per cui rappresentano uno dei capitoli più dibattuti ogni volta che si avvicina la sessione di bilancio per la Manovra 2027.

Per guadagnare margini di bilancio, il Governo sta immaginando di congelare la perequazione automatica per le pensioni di importo medio-alto. Ecco cosa accadrebbe ai cedolini dei pensionati se l’Esecutivo decidesse di confermare il blocco dell’adeguamento all’inflazione.

Quante pensioni sono coinvolte e quanto si risparmia

Per far quadrare i conti pubblici e reperire coperture finanziarie a stretto giro, l’Esecutivo starebbe valutando di confermare anche per il 2027 la stretta sul meccanismo di adeguamento degli assegni all’inflazione, replicando uno schema già ampiamente sfruttato nelle ultime leggi di Bilancio.

Non si tratta di una riduzione nominale dell’assegno, ma di un mancato adeguamento pieno all’aumento del costo della vita. Una misura che andrebbe a colpire la platea dei trattamenti superiori a quattro volte il minimo Inps, che per il 2026 è fissato a 611,85 euro: la soglia è quindi di 2.447,40 euro lordi al mese. I pensionati che percepiscono importi al di sopra di questo valore rappresentano circa il 45,9% del totale dei pensionati italiani.

Una scelta di questo tipo garantisce allo Stato un gettito di risparmio di diversi miliardi di euro all’anno a scapito del potere d’acquisto della classe media.

Effetti di lungo corso del blocco dell’indicizzazione

La ragione per cui il blocco della rivalutazione rappresenta la leva preferita dai governi risiede nella sua immediata praticabilità tecnica e nella straordinaria efficacia sui saldi di finanza pubblica.

Le cifre contabili evidenziano un risparmio netto per le casse dello Stato così articolato:

  • 2 miliardi di euro incassati nel solo 2023;
  • 4 miliardi di euro all’anno di risparmio strutturato nel triennio 2024-2026;
  • oltre 54 miliardi di euro di risparmio cumulato lordo proiettato sull’arco di un decennio.

Il vero punto di forza contabile per lo Stato risiede nell’effetto trascinamento. Poiché la quota di rivalutazione negata in un determinato anno non viene più reintegrata nella base di calcolo dell’assegno, l’importo della pensione resta permanentemente inferiore rispetto a quello che si sarebbe raggiunto con la perequazione al 100%, generando un beneficio permanente per le casse pubbliche.

Quanto perde il singolo pensionato

Per comprendere l’impatto sulle tasche dei cittadini, basta osservare l’evoluzione di un assegno pensionistico medio-alto nell’ultimo quadriennio. Un pensionato che nel 2022 percepiva 2.000 euro netti al mese, per effetto dei tagli percentuali alla rivalutazione applicati negli anni successivi, percepisce oggi circa 2.260 euro netti.

Se il meccanismo di indicizzazione fosse rimasto integrale e privo di tetto, lo stesso assegno avrebbe raggiunto la soglia dei 2.329 euro netti mensili. La perdita cumulata per il singolo assegno ammonta dunque a circa 69 euro netti al mese, per un danno complessivo al potere d’acquisto pari a 828 euro all’anno.

Flessibilità rinviata e risorse limitate

L’ipotesi di rinnovare la stretta sulle rivalutazioni si inserisce in un quadro di interventi sulla previdenza estremamente contenuto. Con le riforme sulla flessibilità in uscita per provare a superare la Legge Fornero o le nuove formule di Quota sostanzialmente congelate o rinviate al 2027, le risorse a disposizione della previdenza sono ridotte all’osso.

La creazione di un fondo da circa un miliardo di euro previsto in Manovra per gestire le future uscite anticipate conferma la linea di estrema prudenza adottata dal Ministero dell’Economia, che per finanziare le misure a sostegno dei redditi bassi torna a fare cassa sulla fascia intermedia dei trattamenti previdenziali.

Rinnovato contratto Funzionari PA triennio 2025-28, arretrati entro dicembre: di quanto aumenta lo stipendio

28 October 2026 at 13:02

Durante la mattinata di oggi è stata messa la firma definitiva al rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle Funzioni locali per il triennio 2025-2027. L’accordo è stato siglato all’Aran alla presenza del presidente Antonio Naddeo e dei rappresentanti dei sindacati di categoria.

Sono circa 400.000 i dipendenti pubblici impiegati in Regioni, Province, Comuni, Città metropolitane e Camere di Commercio che vedranno i propri salari aumentare già a partire da dicembre 2026.

Un iter rapido per evitare attese e arretrati pendenti

L’intesa è entrata ufficialmente in vigore a seguito del via libera e della certificazione favorevole arrivata dalla Corte dei Conti. A differenza di quanto avvenuto in passato, però, i lavoratori non dovranno attendere anni prima di vedere riconosciuti i giusti adeguamenti stipendiali, trattandosi di un rinnovo firmato in vigenza di contratto per la copertura del triennio iniziato a gennaio 2025.

Le competenze e gli incrementi spettanti saranno erogati direttamente nelle buste paga del mese di dicembre 2026, estendendosi anche alla tredicesima mensilità.

Come sottolineato dal ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, la rapida conclusione dell’iter procedurale consente di liquidare gli adeguamenti tabellari prima della chiusura dell’anno, integrando le nuove somme spettanti e i relativi conguagli direttamente nei cedolini di fine anno.

Di quanto aumenteranno gli stipendi

L’accordo economico prevede un incremento retributivo a regime pari al 5,36% del monte salari. In termini medi, la rivalutazione comporta i seguenti benefici stipendiali:

  • 152 euro lordi mensili per i dipendenti comunali;
  • 140 euro lordi mensili per il personale afferente agli altri enti territoriali e camerali.

Trattandosi di cifre lorde calcolate su scala media, l’impatto reale sul netto in busta paga varierà in base all’inquadramento professionale, all’anzianità di servizio e alle aliquote fiscali e contributive personali.

A beneficiare dell’adeguamento sono le seguenti categorie operative del comparto:

  • personale dell’Area dei Funzionari ed Elevate Qualificazioni, con scatti stipendiali a regime previsti di oltre 150 euro lordi mensili;
  • dipendenti dell’Area degli Istruttori (ex assistenti), che vedranno incrementi medi parametrati sulla retribuzione tabellare di categoria per la copertura del triennio;
  • personale dell’Area degli Operatori, per cui sono previsti adeguamenti progressivi della base retributiva volti a tutelare il potere d’acquisto dei livelli d’inquadramento base.

Cos’altro cambia oltre allo stipendio

Oltre alle cifre in busta paga, la trattativa ha introdotto alcune tutele organizzative del tutto nuove per la macchina amministrativa locale.

Intelligenza artificiale

La novità più significativa riguarda la regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale nel pubblico impiego. L’impiego degli algoritmi negli enti territoriali viene subordinato al principio della responsabilità humana, stabilendo che la firma e la decisione finale sugli atti rimarranno tassativamente in capo ai dirigenti. Inoltre, viene istituito l’obbligo di formare il personale e monitorare l’impatto delle nuove tecnologie tramite gli Organismi paritetici per l’innovazione.

Lavoro più agile

Sul fronte dell’organizzazione quotidiana, si registra una maggiore elasticità sugli orari. Il margine temporale per recuperare l’eventuale debito orario sale da due a tre mesi, imponendo agli enti di strutturare i turni tenendo conto delle esigenze del personale pendolare o residente in aree logisticamente svantaggiate.

Visite mediche

Vengono infine snellite le procedure per le visite mediche, precisando che le consultazioni con il medico di famiglia rientrano nel monte di 18 ore annue di permessi retribuiti già previsti per gli esami specialistici, mentre si rafforzano gli investimenti nel welfare aziendale e nelle misure a sostegno della genitorialità e delle disabilità.

Job Day Esselunga, si cercano addetti alla gastronomia senza esperienza: come partecipare

28 October 2026 at 12:51

Esselunga, il marchio che ha portato il concetto di supermercato in Italia, organizza a Parma un evento di reclutamento fissato per giovedì 5 novembre 2026. Con la giornata di colloqui, il colosso della grande distribuzione intende selezionare nuovi addetti alla gastronomia da inserire nei punti vendita della rete. Per candidarsi c’è tempo fino a domenica 1° novembre 2026.

Le selezioni sono aperte anche a candidati alla prima esperienza, per i quali è previsto un iter di affiancamento sul campo che condurrà all’ottenimento dell’attestato di igiene e sicurezza alimentare.

Trattamento economico, turnazione e vantaggi aziendali

Gli ingressi avvengono mediante contratto diretto con l’azienda, a tempo pieno o parziale, regolato dal Ccnl della Distribuzione moderna organizzata, con inquadramento al quinto livello. L’annuncio non specifica se si tratti di contratti a tempo determinato o indeterminato. Il quadro retributivo si articola come segue:

  • per l’impiego a tempo pieno la retribuzione annua lorda (Ral) è compresa tra i 23.241,12 e i 23.400,16 euro, in virtù dell’assegno territoriale provinciale;
  • per i contratti a tempo parziale l’importo viene proporzionato in base al monte orario concordato;
  • la paga è comunque distribuita su 14 mensilità, per un importo mensile stimato tra 1.370 e 1.390 euro netti nella modalità a tempo pieno.

L’orario lavorativo è ripartito su turni stabiliti lungo sei giornate settimanali, con riposo infrasettimanale. L’azienda offre inoltre una convenzione per i pasti presso i bar del gruppo e le strutture ristorative locali, oltre all’accesso a un pacchetto di agevolazioni sugli acquisti nel supermercato riservato al personale Esselunga.

Quali sono le mansioni operative

Le risorse inserite si occuperanno delle attività gestionali e di servizio relative al banco dei salumi, dei formaggi e della gastronomia pronta. Nello specifico, le responsabilità quotidiane comprendono:

  • ricevimento, stoccaggio e corretto rifornimento dei prodotti negli spazi espositivi;
  • preparazione, taglio e porzionatura di affettati, formaggi e specialità gastronomiche;
  • assistenza diretta e servizio alla clientela al banco;
  • confezionamento delle pietanze nel rispetto delle norme igienico-sanitarie.

Non sono richieste competenze pregresse nel ruolo. Esselunga, infatti, si farà carico della preparazione teorica e pratica dei candidati selezionati, affiancando i neoassunti a colleghi esperti per insegnare le procedure caratteristiche del reparto.

Requisiti e profilo dei candidati

L’azienda valuta principalmente attitudini personali e interesse per il comparto alimentare. I requisiti ricercati prevedono:

  • manualità, cura del dettaglio e propensione al lavoro di gruppo e al contatto con il pubblico;
  • flessibilità nell’organizzazione dei turni e disponibilità al lavoro nei giorni festivi e nei fine settimana;
  • patente di guida e mezzo di trasporto proprio, considerati titoli preferenziali.

Come ed entro quando candidarsi

Per partecipare alle selezioni è necessario trasmettere la propria richiesta entro e non oltre domenica 1° novembre 2026 dalla pagina dedicata al Gastronomy Job Day di Parma sul portale di Esselunga.

La giornata è a numero chiuso e l’azienda non ha reso noto quanti posti siano disponibili. I profili ritenuti idonei riceveranno una convocazione tramite posta elettronica contenente l’orario e la sede esatta del colloquio individuale, che non sono indicati nell’annuncio.

Altre selezioni attive nella grande distribuzione e nei servizi

Le assunzioni in Esselunga si aggiungono alle numerose opportunità di impiego promosse da altre realtà operative in Italia. Tra le ricerche in corso si segnalano i reclutamenti curati da Mango per responsabili e addetti alle vendite e le offerte di lavoro firmate dal Gruppo Mondadori per i propri punti vendita e le sedi culturali.

Inquinamento nei cantieri edili: 5 soluzioni operative per tagliare la CO₂

28 October 2026 at 10:49

Che il settore delle costruzioni presenti un’elevata impronta ecologica lungo l’intera filiera non è certo una novità. Le metodologie d’analisi sul ciclo di vita degli immobili (Lca) e gli standard europei codificano da almeno 15 anni l’impatto ambientale di ciascun passaggio, distinguendo tra la produzione dei materiali, la fase operativa dell’edificio e le attività di costruzione vera e propria.

Dall’analisi di Deerns emerge che solo le operazioni relative al modulo A4, ossia di trasporto, generano 11,30 kg di CO₂ equivalente per metro quadrato costruito. Poi ci sono i consumi di macchinari e impianti per mesi. Ma oltre ai dati, la società di ingegneria ha anche provato a stilare 5 possibili rimedi all’inquinamento prodotto dal settore.

Le cinque leve operative per ridurre l’impatto ambientale

Al di là dei numeri, il report di Deerns riassume cinque direttrici d’intervento, ben note ai tecnici del settore, la cui applicazione sistematica consentirebbe di coniugare la riduzione delle emissioni con l’efficienza economica dei cantieri:

  • elettrificazione delle attrezzature e installazione di impianti fotovoltaici temporanei per ridurre la dipendenza dai carburanti e tutelare il budget dalla volatilità dei prezzi energetici;
  • approvvigionamento di energia elettrica da fonti rinnovabili certificate;
  • pianificazione avanzata della logistica per ottimizzare i flussi dei mezzi pesanti ed eliminare i viaggi a vuoto;
  • gestione circolare dei rifiuti da demolizione e costruzione per favorire il recupero delle materie prime secondo le direttive sui Criteri Ambientali Minimi (CAM);
  • investimento sulla formazione delle maestranze per garantire che le soluzioni ad alta efficienza previste in fase progettuale siano applicate correttamente sul campo.

L’edilizia off-site

Tra le strategie industriali richiamate dall’analisi figura l’accelerazione dell’edilizia prefabbricata off-site. Questo modello produttivo sposta il momento di costruzione di pareti, impianti e di quasi tutte le altre componenti al chiuso negli stabilimenti industriali dei fornitori, trasformando il cantiere vero e proprio in un puro luogo di assemblaggio finale.

Costruire in fabbrica non è certo una rivoluzione, ma per l’edilizia rappresenta una soluzione pragmatica: riduce le lavorazioni sul posto, abbatte i tempi d’impiego di gru e gruppi elettrogeni e, soprattutto, limita lo spreco di materiale, con un beneficio diretto sia sul fronte delle emissioni sia su quello del bilancio economico dell’opera.

La rendicontazione

Il cuore del report non è quindi la scoperta di quanto sia alta l’impronta ecologica dei cantieri né si tratta di fornire facili soluzioni. Si fa leva, però, sulla reale capacità delle imprese di raccogliere dati reali anziché affidarsi a stime teoriche.

In un quadro normativo guidato dai criteri Esg e da parametri bancari sempre più vincolati alla trasparenza ambientale, la rendicontazione accurata di ogni passaggio della filiera smette di essere un mero esercizio d’immagine e diventa un requisito concreto per tutelare il valore finanziario degli immobili. Si tratta di capire se il tessuto imprenditoriale italiano, costituito perlopiù da Pmi, è davvero pronto a farsi carico di una contabilità di questo tipo.

Concorso da 80 posti per docenti a Roma: assunzione a tempo indeterminato

28 October 2026 at 10:21

Roma Capitale ha indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo pieno e indeterminato di 80 posti per insegnanti della scuola dell’infanzia. Le domande possono essere presentate fino al 4 novembre 2026.

Il bando, indetto con determinazione dirigenziale pubblicata all’Albo Pretorio capitolino il 5 ottobre 2026, garantisce le pari opportunità e applica le riserve di legge per i volontari delle Forze armate (30%) e per chi ha concluso il servizio civile universale o nazionale senza demerito (15%).

Profilo e requisiti di accesso

I candidati devono possedere competenze educative, organizzative, gestionali e relazionali per la progettazione e la gestione delle sezioni scolastiche 3-6 anni, oltre ai requisiti generali prescritti per l’accesso al pubblico impiego.

I vincitori saranno inquadrati come funzionari insegnanti nell’Area dei funzionari e dell’elevata qualificazione, con il trattamento economico previsto dal Ccnl Funzioni locali 2022-2024: stipendio tabellare, indennità contrattuali e tredicesima mensilità.

I titoli di studio abilitanti ammessi per la partecipazione sono:

Tipologia Titoli ammessi
Titoli universitari Laurea Magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria (LM-85 bis) oppure Diploma di Laurea in Scienze della Formazione Primaria (indirizzo scuola dell’infanzia).
Titoli non universitari conseguiti entro l’a.s. 2001/2002 Diploma di Scuola magistrale (corsi triennali o quinquennali sperimentali); diploma di Tecnico dei Servizi Sociali o Assistente di Comunità Infantili; diploma di Istituto magistrale (corsi quadriennali o quinquennali sperimentali compreso indirizzo linguistico); diploma di Liceo Socio-Psico-Pedagogico.

Struttura delle prove e punteggi

La procedura concorsuale prevede le seguenti fasi:

  • una prova scritta composta da 40 quesiti a risposta chiusa a scelta multipla da svolgere al computer in 60 minuti, che si considererà superata con una votazione minima di 21 su 30;
  • un colloquio orale riservato ai soli candidati idonei al quiz, su argomenti di pedagogia generale e dell’infanzia, psicologia dello sviluppo, didattica e metodologia, normativa del sistema integrato 0-6, inclusione scolastica e Bes, ordinamento di Roma Capitale e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Chi avrà superato la prova orale sarà sottoposto alla valutazione di ulteriori titoli:

  • fino a 10 punti per certificazioni o pubblicazioni o ulteriori titoli di studio;
  • fino a 20 punti per il servizio svolto tra il 1° gennaio 2010 e il 31 dicembre 2025.

Come ed entro quando inviare la domanda

La candidatura deve essere inoltrata esclusivamente online sul portale inPA, autenticandosi tramite Spid, Cie, Cns o eIDAS. È necessario essere in possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata (Pec) personale.

Il termine perentorio per la presentazione delle domande scade alle ore 23:59:59 del 4 novembre 2026. Per partecipare è richiesto il versamento di un contributo di iscrizione pari a 10,33 euro da effettuare tramite il sistema pagoPA di Roma Capitale.

Altri concorsi attivi

Oltre alle selezioni negli enti locali, il panorama dei concorsi pubblici offre importanti opportunità di arruolamento e carriera nelle Forze armate e di Polizia. È attualmente attivo il bando per il reclutamento di 400 marescialli dell’Arma dei Carabinieri, un’occasione preziosa per accedere al ruolo di ispettori ed entrare in servizio permanente.

Inoltre, il Ministero della Difesa ha aperto le candidature per il primo blocco del concorso per 2.300 volontari in ferma iniziale nell’Esercito italiano, rivolto ai giovani intenzionati a intraprendere un percorso formativo e professionale nella difesa nazionale.

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