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Hydra, il pentito Francesco Bellusci svela i rapporti con Davide Lacerenza e la champagneria dei Senese a Roma

29 October 2026 at 16:32

C’è anche il nome di Davide Lacerenza nella grande storia del nuovo sistema mafioso lombardo. L’ex titolare della Gintoneria ed ex compagno di Stefania Nobile, figlia di Vanna Marchi, è stato citato dal collaboratore di giustizia Francesco Bellusci, affiliato alla ‘ndrangheta di Legnano, oggi durante l’udienza pubblica del processo Hydra. E così il racconto da criminale-affaristico si fa più mondano, mettendo sul tavolo la gestione occulta del clan di Michele Senese di una nota champagneria di Roma. Quello di Lacerenza è un nome noto delle serate milanesi e non solo. Coinvolto in un’inchiesta di droga e prostituzione ha patteggiato una pena a poco più di 4 anni. L’inchiesta della Guardia di finanza ha riguardato la gestione di due locali: la Gintoneria di via Napo Torriani proprio dietro la stazione Centrale e il locale La Malmaison di fronte all’altro e nella stessa strada. La Gintoneria negli ultimi anni era diventato uno dei locali più frequentati non solo da vip e calciatori, ma anche da esponenti delle forze dell’ordine e anche figure vicine alla malavita, come avviene in molti locale della città.

Lacerenza non risulta indagato nell’inchiesta sul Consorzio di mafie. Il suo nome viene fatto da Bellusci durante il controesame dell’avvocato Mario Marino, già difensore di Giancarlo Vestiti, e legale attuale di Emanuele Gregorino detto Dollarino, rappresentante romano del clan Senese all’interno del nuovo sistema mafioso lombardo. Nello spiegare la sua conoscenza con Gregorini e in generale gli affari dei Senese in Lombardia, mediati da Vestiti e Dollarino per conto di Vincenzo Senese, figlio del boss, Bellusci torna indietro al 2018 per collocare la sua amicizia con Gregorini. Per farlo ricorda l’episodio che, a dire di Bellusci, riguarderebbe Davide Lacerenza. Si tratta di una circostanza inedita perché mai messa a verbale. Inizia Bellusci: “Gregorini all’epoca gestiva una champagneria a Roma”. E lo faceva per conto di “Vincenzo Senese”. In quel locale molto noto, spiega Bellusci, voleva entrare un socio di Lacerenza “o – spiega il pentito – lo stesso Lacerenza, ora non ricordo”. Quel che ben rammenta è invece il fatto che lo stesso Gregorini gli avrebbe chiesto se lui conoscesse lo stesso Lacerenza. Insomma l’uomo dei Senese, dice Bellusci, “voleva parlare con Lacerenza”. E il motivo è presto spiegato: quel socio o lo stesso ex titolare della Gintoneria, spiega al giudice l’ex affiliato alla ‘ndrangheta, “aveva fatto un debito o non mantenuto una promessa” creando un ammanco in denaro “al quale avevano fatto fronte i Senese”. Insomma, la storia del nuovo Consorzio di mafie non ha fine.

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‘Ndrangheta, blitz a Cosenza: arrestati anche il boss ferito in un agguato e il sindaco di Corigliano-Rossano

28 October 2026 at 10:22

Operazione anti ‘ndrangheta stamani dei carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Cosenza che hanno arrestato 41 persone, di cui 24 in carcere e 17 ai domiciliari. Ai domiciliari anche Flavio Stasi, sindaco di centrosinistra di Corigliano-Rossano. Il provvedimento, emesso dal Gip di Catanzaro su richiesta della Dda, ipotizza, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, omicidio, detenzione e porto di armi, estorsione, rapina, furto, intestazione fittizia di beni, procurata inosservanza di pena, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, aggravati da metodo o finalità mafiose, nonché patto elettorale politico mafioso.

C’è anche Damiano Pepe, il presunto boss rimasto ferito venerdì scorso in un agguato in contrada Lattughelle di Cassano allo Ionio, tra le 41 persone arrestate nell’operazione condotta dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale (Ros) e del Comando provinciale di Cosenza contro le cosche dell’Alto Tirreno Cosentino. Tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della Dda di Catanzaro, figura anche il nome della compagna, Silvana Sibarelli, rimasta uccisa nello stesso agguato.

Contro la coppia erano stati sparati oltre trenta colpi di armi lunghe, forse anche un Kalashnikov, davanti al cancello della loro villetta, mentre stavano rientrando in auto. I proiettili hanno ucciso la donna e ferito il compagno che adesso si trova ricoverato nell’ospedale di Cosenza e non è in pericolo di vita. L’uomo era piantonato per motivi di sicurezza dopo l’agguato ma adesso è in stato di arresto. Tra gli arrestati nell’operazione – posto ai domiciliari – anche il consigliere comunale di opposizione di Corigliano-Rossano Pietro Lucisano.

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Agguato mafioso in Calabria: uccisa Silvana Sibarelli, la moglie del boss Damiano Pepe. Lui è ferito gravemente

24 October 2026 at 09:55

È stata uccisa nella notte Silvia Sibarelli, 60 anni, moglie del boss ‘ndranghetista Damiano Pepe, 64 anni, ritenuto dagli inquirenti uno dei vertici della criminalità organizzata della Sibaritide. I due sono stati vittima di un agguato, avvenuto intorno alla mezzanotte, in contrada Lattughelle, a Cassano allo Jonio (Cosenza): la coppia è stata colpita alle spalle da dei proiettili esplosi quasi sicuramente da un’arma lunga. Secondo chi indaga, all’agguato hanno partecipato almeno due persone. Sui fatti indagano i carabinieri della Compagnia di Cassano allo Ionio.

Il boss mafioso è adesso ricoverato nel reparto di chirurgia d’urgenza dell’ospedale Annunziata di Cosenza: è in gravi condizioni ma, secondo Il Corriere della Calabria, non sarebbe in pericolo di vita. Nel 2019 Damiano Pepe è uscito dal carcere dopo 26 anni di detenzione per un omicidio, mentre il fratello, Eduardo, fu ucciso nel 2002 in una guerra tra clan.

“Giù le mani dalla città”, commenta Gianpaolo Iacobini, sindaco di Cassano allo Jonio. “Davanti a una scìa di sangue che si allunga restano indispensabili e fondamentali la prevenzione, la formazione e lo sviluppo socio-economico. Tuttavia, altrettanto importante, e sicuramente urgente, diventa una risposta fatta di ancor più intenso controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine, di un’azione giudiziaria sempre più rapida e incisiva, di un impegno civile maggiormente visibile ed efficace”. Il primo cittadino annuncia che, già nelle prossime ore, chiederà formalmente al prefetto “la convocazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, per l’adozione di ogni misura utile e opportuna”, mentre “lunedì pomeriggio, insieme al vescovo, monsignor Francesco Savino, promuoveremo un’assemblea pubblica per discutere di quanto accaduto e, soprattutto, delle iniziative da assumere”.

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