❌

Normal view

“L’unica cosa importante era salvargli la vita”: giornalista interrompe la diretta per salvare un cane travolto dall’alluvione, la storia di Alejandro e Bartolito

30 October 2026 at 11:37

Immaginate la scena: un inviato televisivo con il microfono in mano, immerso nel fango e nell’acqua alta di una strada allagata, sta documentando in diretta nazionale le conseguenze devastanti di un’alluvione. All’improvviso, l’attenzione della telecamera si sposta: un cane sta per essere inghiottito dalla furia della corrente, ormai incapace di nuotare e di mettersi in salvo. A quel punto la cronaca si ferma, il microfono viene messo da parte e l’inviato si lancia letteralmente in acqua, finendo completamente sommerso pur di afferrare l’animale e tirarlo a riva.

È esattamente ciò che è accaduto a Puerto Vilelas, nella provincia argentina del Chaco, dove le recenti e violente inondazioni hanno costretto all’evacuazione oltre mille persone. Il giornalista Alejandro Pueblas, inviato dell’emittente A24 per il programma América Noticias, ha scelto di sospendere il proprio lavoro di reporter per compiere un salvataggio disperato insieme al suo operatore di ripresa, Valentín Correa.

L'articolo “L’unica cosa importante era salvargli la vita”: giornalista interrompe la diretta per salvare un cane travolto dall’alluvione, la storia di Alejandro e Bartolito proviene da Il Fatto Quotidiano.

Inaugurata a Roma una statua dedicata a Dox, il cane che per decenni ha servito la Polizia di Stato

29 October 2026 at 14:40

Una statua per celebrare un cane che per decenni ha servito la Polizia di Stato è stata inaugurata lo scorso martedì 27 ottobre, a Roma, al complesso di Salita del Foro Ostiense. La statua rappresenta un dono della famiglia del brigadiere Giovanni Maimone, che acquistò il cane Dox, nato nel 1946 in Baviera, per la questura di Roma.

Dox, durante i suoi anni di lavoro per la polizia romana, presso la Squadra Mobile, si è sempre distinto per le sue eccezionali capacità investigative e per un fiuto che lo ha reso protagonista di alcune delle più importanti attività dell’epoca. Con la sua attività ha contribuito in centinaia di indagini e procedimenti giudiziari, ma anche al ritrovamento di persone scomparse e malviventi.

Nel corso della sua carriera il cane è stato ferito più volte, conquistandosi numerosi riconoscimenti. La statua, secondo quanto dichiarato dalla Polizia di Stato, “intende trasmettere alle nuove generazioni il valore dell’impegno, del senso del dovere e del legame speciale che può nascere tra un uomo ed un amico a quattro zampe, quando entrambi sono chiamati a servire una missione comune”.

All’inaugurazione, a cui era presente il questore di Roma Roberto Massucci, c’era una rappresentanza di studenti degli istituti scolastici del territorio. La statua di Dox viene, infatti, considerata “uno strumento di educazione alla legalità e testimonianza concreta di come il servizio alla comunità possa lasciare un segno duraturo nel tempo”.

L'articolo Inaugurata a Roma una statua dedicata a Dox, il cane che per decenni ha servito la Polizia di Stato proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Stava accarezzando uno squalo bianco selvatico come se fosse il cane di famiglia e un attimo dopo quello squalo si è girato di scatto e si è avventato contro di lei”: le immagini dell’attacco

29 October 2026 at 11:44

Poteva finire molto peggio di come poi sono andate le cose nell’incontro ravvicinato che una signora ha avuto in Georgia con un grande squalo bianco. La donna, infatti, incuriosita dall’animale, mentre si trovava al largo di Tybee Island aveva allungato una mano per accarezzare lo squalo, quando questo improvvisamente si è girato per cercare di azzannarle la mano.

“Un attimo prima Jen, una delle nostre veterane, stava accarezzando uno squalo bianco selvatico come se fosse il cane di famiglia, e un attimo dopo quello squalo si è girato di scatto e si è avventato contro di lei” ha raccontato Jimmy Lee Armel, che faceva parte del programma di marcatura degli squali bianchi Knot Lucky con il quale si trovava anche la donna che è riuscita a sventare per poco l’aggressione dello squalo.

Armel ha affermato che la donna non è mai stata in pericolo immediato perché l’equipaggio aveva la situazione sotto controllo e lo squalo non si è avvicinato abbastanza da poterla ferire. La donna si trovava a bordo della nave che fa parte del programma Knot Lucky, che cattura, marca e rilascia gli squali bianchi per aiutare i ricercatori a studiarne i movimenti e il comportamento.

L'articolo “Stava accarezzando uno squalo bianco selvatico come se fosse il cane di famiglia e un attimo dopo quello squalo si è girato di scatto e si è avventato contro di lei”: le immagini dell’attacco proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Sono uscito dal bagno e me lo sono ritrovato davanti. Mi ha morso alla gamba con le fauci spalancate, se avesse centrato l’arteria sarei potuto morire”: uomo denuncia l’attacco di un molosso al Lido di Venezia

29 October 2026 at 11:40

“Mi ha morso alla gamba destra con le fauci spalancate, se avesse centrato l’arteria sarei potuto morire”. Queste sono le parole che ha pronunciato l’uomo finito a essere vittima di un’aggressione da parte di un molosso all’interno di un bar del Lido di Venezia. L’uomo era appena uscito dalla toilette quando si è visto venirgli incontro uno dei due cani lasciati senza guinzaglio e museruola dai loro proprietari.

I proprietari dei due molossi erano dei due turisti austriaci, che, non appena resisi conto di quello che era successo, sono scappati dal locale e sono saliti su un autobus, per evitare di fornire le proprie generalità. Nonostante il loro tentativo di fuga, dopo poco tempo sono stati identificati dai carabinieri, che sono stati in grado di intercettare il mezzo sul quale si trovavano e di farli così scendere.

L’uomo rimasto ferito dall’aggressione subita nel locale veneziano si è recato poi al pronto soccorso dell’ospedale di Chioggia, presentandosi in seguito a sporgere denuncia per quanto verificatosi. La vittima dell’aggressione, raggiunto dal Gazzettino, ha voluto denunciare anche il rischio sanitario corso: “I cani dovrebbero indossare la museruola. E se attraverso la saliva il cane mi avesse trasmesso una patologia contro la quale l’antitetanica è inadatta? Quale malattia potrebbe avermi trasmesso?”.

L'articolo “Sono uscito dal bagno e me lo sono ritrovato davanti. Mi ha morso alla gamba con le fauci spalancate, se avesse centrato l’arteria sarei potuto morire”: uomo denuncia l’attacco di un molosso al Lido di Venezia proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Cinque gatti torturati e uccisi sempre con le stesse modalità tanto brutali quanto sistematiche, fate attenzione: in giro c’è un serial killer di felini”: l’allarme degli animalisti dopo i fatti di Pietrasanta

29 October 2026 at 09:51

Si chiamavano Morticia, Pandora, Andrea, Nerone e Denise. Vivevano liberi per le strade di Pietrasanta, accuditi all’interno di una colonia felina della cittadina in provincia di Lucca, ma la loro esistenza è stata stroncata da una ferocia sistematica e letale. Tra febbraio e l’autunno in corso, i cinque felini sono stati rinvenuti senza vita, tutti vittime di aggressioni brutali e torture eseguite in serie con le medesime, agghiaccianti modalità.

A far luce sulla strage sono le guardie zoofile di Lucca dell’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), che da mesi seguono il caso. I cinque animali accertati sono stati ritrovati in condizioni estreme, massacrati attraverso un modus operandi identico: trauma facciale e mandibolare, sfondamento cranico e sevizie. Violenze che l’Oipa definisce “tanto brutali quanto sistematiche”, tali da far ipotizzare agli investigatori persino la responsabilità congiunta di più persone.

Il macabro bilancio, tuttavia, potrebbe essere drammaticamente più grave. Secondo quanto emerso dalle denunce e dai rilievi sul territorio, nel corso degli ultimi mesi e anni risultano scomparsi almeno un’altra trentina di gatti nella medesima area, sollevando il forte sospetto che le uccisioni seriali e le sparizioni non siano affatto casuali, ma collegate a un unico disegno criminale.

L'articolo “Cinque gatti torturati e uccisi sempre con le stesse modalità tanto brutali quanto sistematiche, fate attenzione: in giro c’è un serial killer di felini”: l’allarme degli animalisti dopo i fatti di Pietrasanta proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Ci mancherà, ma che vita straordinaria ha vissuto”: è morto Fred, l’elefante simbolo del Maasai Mara e della lotta al bracconaggio

28 October 2026 at 13:58

Un simbolo, oltre che un animale al quale tutti coloro che fanno parte del Mara Elephant Project (MEP) si erano affezionati. L’elefante Fred è morto per cause naturali e con lui se ne va uno degli emblemi della lotta al bracconaggio per l’avorio in Kenya.

“Molti degli elefanti della sua generazione non sono sopravvissuti al bracconaggio abbastanza a lungo da raggiungere la sua età”, ha raccontato Claire Bolles, direttrice esecutiva di Mara Elephant Project USA, ad Africa Geographic. Secondo Bolles, Fred aveva circa 55 anni ed era uno degli esemplari più conosciuti del Maasai Mara.

A renderlo eccezionale non era soltanto la mole, ma soprattutto la dimensione delle zanne: le misurazioni effettuate negli anni fanno ritenere che ciascuna pesasse oltre 45 chili, anche se il dato ufficiale verrà confermato dopo l’esame post mortem del Kenya Wildlife Service. E oggi gli elefanti con zanne di queste dimensioni sono sempre più rari: secondo una stima di Africa Geographic, in tutto il continente resterebbero poco più di 85 super tusker, almeno 26 dei quali nell’Africa orientale.

Fred veniva seguito con un collare satellitare dal 2013, nell’ambito della collaborazione tra Mara Elephant Project, Kenya Wildlife Service e Wildlife Research and Training Institute. I dati raccolti attraverso i suoi spostamenti hanno contribuito a mettere a punto strategie di conservazione e protezione utilizzate anche per altri grandi elefanti del Kenya. Il Mara Elephant Project lo ha definito un vero emblema del Maasai Mara e un simbolo dei risultati ottenuti negli ultimi anni contro il bracconaggio. “Molti degli elefanti della generazione di Fred non sono arrivati alla vecchiaia. Quanto siamo stati fortunati che lui ci sia riuscito”, ha scritto l’organizzazione. Poi il saluto: “Ci mancherà, ma che vita straordinaria ha vissuto”.

L'articolo “Ci mancherà, ma che vita straordinaria ha vissuto”: è morto Fred, l’elefante simbolo del Maasai Mara e della lotta al bracconaggio proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Gatti rubati per i riti sacrificali di Halloween, sono già spariti 20 felini. E nel mirino non ci sono più solo i gatti neri. Tenete gli occhi aperti”: l’allarme degli animalisti

28 October 2026 at 10:48

Con l’avvicinarsi della notte di Halloween, si intensificano le segnalazioni di gatti scomparsi e di tentativi di furto all’interno delle colonie feline, alimentando il sospetto che gli animali vengano sottratti per essere impiegati in riti sacrificali. A lanciare l’allarme è la sezione Lav (Lega Anti Vivisezione) di Ancona, che ha invitato istituzioni, forze dell’ordine e proprietari di animali domestici a innalzare i livelli di guardia dopo un recente episodio registrato sul territorio provinciale.

A far scattare l’allerta nelle Marche è stata una segnalazione riguardante un presunto tentativo di sottrazione di gatti da una colonia felina situata a Chiaravalle. L’episodio è attualmente al vaglio delle autorità competenti, ma l’associazione animalista ha diffuso una nota ufficiale per prevenire ulteriori casi: “Le recenti segnalazioni destano preoccupazione e richiamano l’attenzione sulla necessità di proteggere gli animali“, scrive la Lav di Ancona.

L’invito rivolto a chi si prende cura delle colonie e ai cittadini è di “mantenere alta la vigilanza e a segnalare tempestivamente alle forze dell’ordine qualsiasi comportamento sospetto, evitando allarmismi e la diffusione di notizie non confermate”. Contestualmente, viene richiesto un rafforzamento del presidio territoriale: “In vista di Halloween, chiediamo alle forze dell’ordine di mettere in campo tutte le misure preventive possibili, rafforzando la vigilanza sul territorio e prestando particolare attenzione alle aree in cui sono presenti colonie feline. Intervenire per tempo è essenziale per prevenire possibili episodi di maltrattamento, cattura illecita o scomparsa degli animali”.

L'articolo “Gatti rubati per i riti sacrificali di Halloween, sono già spariti 20 felini. E nel mirino non ci sono più solo i gatti neri. Tenete gli occhi aperti”: l’allarme degli animalisti proviene da Il Fatto Quotidiano.

“È irresistibile e affettuosa, ma è una grande responsabilità”: la storia di Petar, l’elettricista che ha trovato un’orsa nel bosco e non l’ha più lasciata

28 October 2026 at 09:33

Pesava due chili quando Petar Tubić l’ha trovata, sola in un bosco, senza più la madre. Oggi Masa ne pesa circa 150, ma non se n’è accorta: ogni volta che può prova a salire sulle ginocchia dell’uomo che l’ha cresciuta, come faceva da cucciola. Lo riporta l’agenzia AP.

Vivono insieme sul monte Ozren, nei pressi di Doboj, nel nord della Bosnia-Erzegovina. Il legame è nato nel 2019, quando Tubić l’ha trovata abbandonata e, senza di lui, difficilmente avrebbe superato quei giorni in montagna. L’uomo se l’è portata a casa e l’ha nutrita con latte e frutta finché non si è ripresa.

Quell’incontro, racconta, ha cambiato la direzione della sua vita. Tubić, elettricista di professione, si è ritrovato a occuparsi di un animale di cui sapeva quasi nulla. Da allora non si sono più separati.

Con il tempo la famiglia si è allargata. Tubić ha adottato un’altra femmina, Ljubica, che vive nella stessa proprietà. Si prende cura anche di due lupi, di cervi, di procioni e di decine di altri animali. Vive lì con la moglie Milica e la figlia Eva, di nove anni. Fuori dal lavoro ama il parapendio, la speleologia e le escursioni, ma la famiglia trova la sua gioia principale nel tempo passato con gli animali.

La casa sul monte Ozren è diventata anche una meta per i curiosi. Molti visitatori salgono per vedere gli orsi e gli altri ospiti del rifugio.

L'articolo “È irresistibile e affettuosa, ma è una grande responsabilità”: la storia di Petar, l’elettricista che ha trovato un’orsa nel bosco e non l’ha più lasciata proviene da Il Fatto Quotidiano.

Sareste contenti di salire in aereo e trovarvi accanto un cane di oltre 50 chili? Il video dell’influencer con il suo alano da assistenza diventa virale: “Come mai non posso accarezzarlo?”

27 October 2026 at 11:26

Sareste contenti di salire in aereo e trovarvi accanto un cane di oltre 50 chili? Può succedere ai passeggeri che viaggiano sullo stesso volo di Piêtra Luccas, influencer brasiliana che porta con sé Charlie, un enorme alano da assistenza. La sua presenza non passa certo inosservata, ma a colpire è anche la naturalezza con cui si muove tra corridoi e sedili. I video di Charlie e Piêtra diventano spesso virali sui social. In uno dei più condivisi, l’alano sale a bordo di un volo United Airlines. Prima dell’imbarco, un assistente di volo spiega all’influencer di aver parlato con i passeggeri seduti vicino a loro e che questi hanno accettato di viaggiare accanto al cane. Per avere più spazio e non creare problemi agli altri, Piêtra ha raccontato di acquistare tre posti quando vola con Charlie.

L’alano indossa una pettorina che segnala il suo ruolo di cane da assistenza e invita i passeggeri a non accarezzarlo mentre sta lavorando. Charlie, dal canto suo, appare curioso e si avvicina alle persone, annusandole e attirando inevitabilmente l’attenzione. Va da sé che i pareri sull’opportunità di avere a bordo un cane di quelle dimensioni sono molto diversi. “Io presenterei sicuramente un reclamo alla compagnia aerea. È inaccettabile. La gente è impazzita! Come sarebbe a dire che il cane sta seduto accanto a me e io non posso accarezzarlo?”, ha scherzato un utente nei commenti al video.

C’è chi contesta la presenza in cabina di un cane così grande, chi solleva il tema delle allergie e chi mette in dubbio che Charlie sia davvero un cane di assistenza, accusando la proprietaria di cercare soprattutto visibilità. Altri utenti ricordano invece che, se l’animale è effettivamente addestrato e autorizzato dalla compagnia, il problema non si pone. Non manca poi chi lancia un allarme più generale: “La situazione dei ‘cani di assistenza’ è fuori controllo. I certificati si possono comprare online”, scrive qualcuno, chiedendo regole più chiare per distinguere gli animali effettivamente addestrati per assistere persone con disabilità da quelli presentati come tali senza averne i requisiti.

Negli Stati Uniti, però, le regole sono abbastanza precise. Il Dipartimento dei Trasporti definisce cane da assistenza un animale addestrato individualmente a svolgere compiti per una persona con disabilità. Non basta quindi un giubbotto o la semplice funzione di supporto emotivo. Le compagnie possono richiedere specifici moduli sullo stato di salute, il comportamento e l’addestramento dell’animale. Possono inoltre rifiutare l’imbarco se il cane è troppo grande o pesante per essere sistemato in sicurezza in cabina, rappresenta un rischio o crea disturbo.

La normativa americana vieta invece di escludere un cane da assistenza soltanto per la razza: la valutazione deve riguardare il singolo animale e il suo comportamento. A bordo, inoltre, non può bloccare il corridoio o le uscite di emergenza. Charlie, almeno nei video diventati virali, sembra affrontare il viaggio con una tranquillità decisamente superiore a quella di molti passeggeri.

L'articolo Sareste contenti di salire in aereo e trovarvi accanto un cane di oltre 50 chili? Il video dell’influencer con il suo alano da assistenza diventa virale: “Come mai non posso accarezzarlo?” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Catturato il pitone reticolato da record che spaventa Porto Rico: lungo oltre 5 metri, stritolava un gatto in giardino

27 October 2026 at 10:48

Un esemplare di pitone reticolato lungo circa 5,6 metri è stato catturato a Porto Rico. Secondo le fonti locali e internazionali è il più grande mai catturato e misurato sull’isola. Il rettile sarebbe stato avvistato nel retro di un’abitazione mentre cercava di divorare un gatto domestico.

A catturarlo è stato Kevin Pavlidis, cacciatore di serpenti della Florida meridionale noto sui social come “Snakeaholic”. Ha operato in collaborazione con Proyectos Retic, un gruppo che raccoglie dati ed esemplari di pitoni invasivi. Pavlidis ha pubblicato su Instagram un video della cattura e delle operazioni di misurazione, per certificare il primato.

Il pitone reticolato più lungo mai misurato in assoluto raggiunge i 7,22 metri, quindi l’esemplare portoricano è lontano dal record mondiale, ma resta un gigante per l’isola. Non è chiaro invece quale sia stata la sorte del gatto: le cronache disponibili non chiariscono se sia sopravvissuto, né forniscono dettagli sul proprietario o sul luogo esatto dell’avvistamento.

L'articolo Catturato il pitone reticolato da record che spaventa Porto Rico: lungo oltre 5 metri, stritolava un gatto in giardino proviene da Il Fatto Quotidiano.

L’asino Marcello fa troppo “rumore” e divide il paese: i potenti ragli, l’esposto e la petizione. Il 7 novembre si decide il suo destino e intanto diventa una star tv

25 October 2026 at 14:16

Nei giorni in cui l’Italia discute di tutto, c’è un protagonista che non parla ma si fa sentire benissimo. Si chiama Marcello, è un asino e il suo “difetto”, almeno per qualcuno, è quello di ragliare. Un verso che a Gargallo, piccolo comune collinare del Novarese, è diventato il centro di una disputa che ha superato di slancio i confini del paese. Lo riporta La Prealpina.

Marcello è un asinello di quasi quattro anni arrivato dalla Valsesia. La sua storia comincia a Scopello, dove viveva prima di essere adottato da una famiglia: Mattia, Chiara e lo zio Orlando. A Gargallo, un paese collinare vicino a Borgomanero, noto per l’agricoltura e per la produzione di miele, ha trovato un prato e una routine fatta di passeggiate e visite. Nel terreno, raccontano le cronache locali, può muoversi liberamente mentre bambini, famiglie e passanti si fermano a salutarlo, e il suo menu è fatto di carote, finocchi e mele.

IIl guaio, per alcuni, è la colonna sonora di Marcello. I ragli hanno spinto alcuni cittadini a presentare un esposto in Comune perché le autorità intervenissero per allontanare l’animale. Da una parte ci sono dunque i residenti che chiedono più tranquillità, dall’altra chi si è affezionato a Marcello al punto da considerarlo parte della comunità. Il confronto, come spesso accade, è presto uscito dai tavoli istituzionali per approdare sui social e in televisione.

L'articolo L’asino Marcello fa troppo “rumore” e divide il paese: i potenti ragli, l’esposto e la petizione. Il 7 novembre si decide il suo destino e intanto diventa una star tv proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Più il gatto è innamorato di te meno sei stressato”: una ricerca svela il legame segreto tra padrone e felino

25 October 2026 at 06:01

“Avere un gatto in casa non basta per stare meglio: conta quanto gli si sta vicino”: è la conclusione di uno studio dell’Università di Kyoto, pubblicato su iScience, che ha seguito per un mese 29 gatti e 19 proprietari. I felini portavano al collare piccoli sensori Bluetooth che misuravano il tempo trascorso a stretto contatto con le persone, mentre i padroni compilavano questionari sull’umore. Lo riporta il Daily Mail.

Il risultato: chi passa più tempo fisicamente vicino al proprio gatto mostra livelli più alti di “vigore”, cioè energia e vitalità. Non c’è invece un legame con gli anni di convivenza. Anzi, più a lungo si possedeva il gatto, più tendevano a salire gli stati d’animo negativi. “Forse non basta tenere un gatto per averne benefici: a contare è la qualità dell’interazione”, spiega la prima autrice, Saho Takagi.

Lo studio ha poi indagato il lato biologico, finora esplorato soprattutto sui cani, dato che i gatti passano per animali indipendenti e distaccati. Misurando cortisolo (l’ormone dello stress) e ossitocina (quella del legame e della fiducia), i ricercatori hanno trovato una forte sintonia: quando l’ossitocina del gatto era alta, lo era anche quella del padrone, che mostrava meno cortisolo e meno emozioni negative.

L'articolo “Più il gatto è innamorato di te meno sei stressato”: una ricerca svela il legame segreto tra padrone e felino proviene da Il Fatto Quotidiano.

❌