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Un gabbiano s’impiglia nella sua lenza da pesca, lui tenta di salvarlo e muore annegato

29 October 2026 at 12:36

Un gabbiano s’impiglia nella sua lenza da pesca, lui tenta di salvarlo e muore annegato. Siamo a Carillon Beach, circa 35 chilometri a ovest di Panama City, in Florida. Qui William “Stone” Romberg, 31 anni, stava pescando insieme ad alcuni amici quando si è accorto che un uccello era rimasto impigliato nella lenza. I fatti risalgono a domenica 25 ottobre e li racconta People. Romberg ha cercato di liberare il gabbiano entrando in acqua, ma sia l’amo sia l’uccello sono rimasti impigliati nella sua mano. A quel punto tornare a riva è diventato estremamente difficile: la corrente lo ha trascinato sempre più al largo e l’uomo è annegato.

Romberg e la moglie Taylor avevano due figlie, Hadley, 3 anni, e Lainey, 1 anno. Lavorava come responsabile dei servizi sulla spiaggia per La Dolce Vita a Carillon Beach. “Stone era una parte importante della nostra famiglia LDV, ricordato per il suo cuore gentile, il suo impegno nel lavoro e la disponibilità ad aiutare sempre gli altri. La sua gentilezza ha lasciato un segno profondo in tutti coloro che lo conoscevano e ci mancherà moltissimo”, si legge in un post pubblicato sul profilo Facebook dello stabilimento balneare.

Carillon Beach ha definito Romberg “un membro amatissimo della nostra comunità. Siamo davvero impressionati da tutto l’affetto, dalle condivisioni e dalle donazioni che sono state riversate con tanta generosità sulla famiglia di Stone in questo momento così difficile”, si legge ancora nel messaggio, con riferimento alle due raccolte fondi avviate per sostenere la moglie e le figlie.

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“Cinque gatti torturati e uccisi sempre con le stesse modalità tanto brutali quanto sistematiche, fate attenzione: in giro c’è un serial killer di felini”: l’allarme degli animalisti dopo i fatti di Pietrasanta

29 October 2026 at 09:51

Si chiamavano Morticia, Pandora, Andrea, Nerone e Denise. Vivevano liberi per le strade di Pietrasanta, accuditi all’interno di una colonia felina della cittadina in provincia di Lucca, ma la loro esistenza è stata stroncata da una ferocia sistematica e letale. Tra febbraio e l’autunno in corso, i cinque felini sono stati rinvenuti senza vita, tutti vittime di aggressioni brutali e torture eseguite in serie con le medesime, agghiaccianti modalità.

A far luce sulla strage sono le guardie zoofile di Lucca dell’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), che da mesi seguono il caso. I cinque animali accertati sono stati ritrovati in condizioni estreme, massacrati attraverso un modus operandi identico: trauma facciale e mandibolare, sfondamento cranico e sevizie. Violenze che l’Oipa definisce “tanto brutali quanto sistematiche”, tali da far ipotizzare agli investigatori persino la responsabilità congiunta di più persone.

Il macabro bilancio, tuttavia, potrebbe essere drammaticamente più grave. Secondo quanto emerso dalle denunce e dai rilievi sul territorio, nel corso degli ultimi mesi e anni risultano scomparsi almeno un’altra trentina di gatti nella medesima area, sollevando il forte sospetto che le uccisioni seriali e le sparizioni non siano affatto casuali, ma collegate a un unico disegno criminale.

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“È irresistibile e affettuosa, ma è una grande responsabilità”: la storia di Petar, l’elettricista che ha trovato un’orsa nel bosco e non l’ha più lasciata

28 October 2026 at 09:33

Pesava due chili quando Petar Tubić l’ha trovata, sola in un bosco, senza più la madre. Oggi Masa ne pesa circa 150, ma non se n’è accorta: ogni volta che può prova a salire sulle ginocchia dell’uomo che l’ha cresciuta, come faceva da cucciola. Lo riporta l’agenzia AP.

Vivono insieme sul monte Ozren, nei pressi di Doboj, nel nord della Bosnia-Erzegovina. Il legame è nato nel 2019, quando Tubić l’ha trovata abbandonata e, senza di lui, difficilmente avrebbe superato quei giorni in montagna. L’uomo se l’è portata a casa e l’ha nutrita con latte e frutta finché non si è ripresa.

Quell’incontro, racconta, ha cambiato la direzione della sua vita. Tubić, elettricista di professione, si è ritrovato a occuparsi di un animale di cui sapeva quasi nulla. Da allora non si sono più separati.

Con il tempo la famiglia si è allargata. Tubić ha adottato un’altra femmina, Ljubica, che vive nella stessa proprietà. Si prende cura anche di due lupi, di cervi, di procioni e di decine di altri animali. Vive lì con la moglie Milica e la figlia Eva, di nove anni. Fuori dal lavoro ama il parapendio, la speleologia e le escursioni, ma la famiglia trova la sua gioia principale nel tempo passato con gli animali.

La casa sul monte Ozren è diventata anche una meta per i curiosi. Molti visitatori salgono per vedere gli orsi e gli altri ospiti del rifugio.

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L’asino Marcello fa troppo “rumore” e divide il paese: i potenti ragli, l’esposto e la petizione. Il 7 novembre si decide il suo destino e intanto diventa una star tv

25 October 2026 at 14:16

Nei giorni in cui l’Italia discute di tutto, c’è un protagonista che non parla ma si fa sentire benissimo. Si chiama Marcello, è un asino e il suo “difetto”, almeno per qualcuno, è quello di ragliare. Un verso che a Gargallo, piccolo comune collinare del Novarese, è diventato il centro di una disputa che ha superato di slancio i confini del paese. Lo riporta La Prealpina.

Marcello è un asinello di quasi quattro anni arrivato dalla Valsesia. La sua storia comincia a Scopello, dove viveva prima di essere adottato da una famiglia: Mattia, Chiara e lo zio Orlando. A Gargallo, un paese collinare vicino a Borgomanero, noto per l’agricoltura e per la produzione di miele, ha trovato un prato e una routine fatta di passeggiate e visite. Nel terreno, raccontano le cronache locali, può muoversi liberamente mentre bambini, famiglie e passanti si fermano a salutarlo, e il suo menu è fatto di carote, finocchi e mele.

IIl guaio, per alcuni, è la colonna sonora di Marcello. I ragli hanno spinto alcuni cittadini a presentare un esposto in Comune perché le autorità intervenissero per allontanare l’animale. Da una parte ci sono dunque i residenti che chiedono più tranquillità, dall’altra chi si è affezionato a Marcello al punto da considerarlo parte della comunità. Il confronto, come spesso accade, è presto uscito dai tavoli istituzionali per approdare sui social e in televisione.

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