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Ciudades ajenas

31 October 2026 at 04:30

A fines del siglo XX, la avenida Corrientes, de Buenos Aires, estaba repleta de librerías y cines. Hoy hay menos, pero quedan algunas cosas. Entre otras, el cine Lorca, la librería Hernández y, no se sabe hasta cuándo, la disquería y librería Zivals. Ocupa la esquina emblemática de Corrientes y Callao desde hace 55 años. El local, enorme, es propio. Les va bien. Tienen 35 empleados y un catálogo de más de cincuenta mil títulos entre música y libros. Ahora, el gobierno de la ciudad planea expropiarla y demolerla para construir el vestíbulo de una estación de la línea F del subterráneo. A comienzos de 2026, la misma legislatura que debe votar su expropiación declaró a Zivals Sitio Destacado de la Cultura. Sus propietarios no se oponen al subte: plantean desplazar el acceso unos metros, a un pasaje peatonal, y ubicar el vestíbulo en el subsuelo. Sostienen que si en esa esquina hubiera un edificio de diez pisos, ese sería el camino que hubieran elegido las autoridades, y no la expropiación. En conversaciones con el gobierno, escasas y ripiosas, les ofrecieron una “salida de convivencia”: cederles, cuando la estación esté construida, un espacio en el primer piso. Para eso, Zivals debería permanecer cerrada por tres años: una desaparición discreta, sin escándalo. El Estado tiene diversas formas de borrar la idiosincrasia de las ciudades: usa la impunidad o la indiferencia. En 2019, el gobierno de Buenos Aires permitió que se inaugurara, en el barrio de Villa Crespo, el mega estadio Movistar Arena con capacidad para 15.000 personas, un proyecto privado que destruyó la vida calma del vecindario. En Madrid, la librería Tipos Infames tuvo que cerrar porque el costo del local que alquilaban en Malasaña aumentaba drásticamente por causa de la gentrificación. Y Maricarmen, ya se sabe. En Madrid, en Buenos Aires, en todas partes, el Estado es una inmobiliaria brutal que arrasa imponiéndose por la fuerza o mirando, cómplice, hacia otro lado.

© Javier Ghersi (Getty Images)

La avenida Corrientes, en Buenos Aires.

Spinte, cazzotti e stampelle che volano: il torneo per calciatori amputati finisce in rissa dopo i rigori | Video

30 October 2026 at 12:07

Spinte, cazzotti e colpi proibiti con le stampelle: è finita nel modo peggiore la Copa Fortaleza Guaraní, prestigioso torneo di calcio per amputati che si è tenuto a Buenos Aires. Tutto è accaduto al termine della finalissima tra gli argenti del Los Teros de Cordoba e gli uruguagi dei Rampla Juniors. La partita è terminata 1 a 1 e si è decisa quindi ai calci di rigore. L’ultimo penalty fallito da un giocatore della formazione uruguaiana ha scatenato la reazione festante dei calciatore del Cordoba, ma qualcosa è andato storto.

Nel parapiglia generale, infatti, mentre gli argentini correvano per abbracciare il loro portiere, un calciatore uruguaiano è stato sgambettato – forse involontariamente – ed è finito a terra. Da lì però si è scatenata una rissa senza esclusione di colpi, complice la tensione per la partita e la storica rivalità tra Argentina e Uruguay. Già durante il match c’erano stati diversi momenti tesi, tra entrate al limite e insulti verbali.

Dopo il match però è partita la vera rissa. Chi stava riprendendo l’incontro dopo pochi secondi ha deciso di girare la telecamera, per non mostrare quello spettacolo indecoroso. Nelle immagini però si vedono spinte e pugni, con diversi calciatori che finiscono a terra. Il portiere viene anche colpito con una stampella.

I Los Teros de Córdoba su Instagram hanno poi cercato di stemperare gli animi: “Facendo le congratulazioni ai nostri giocatori per l’obiettivo raggiunto, vogliamo esprimere la nostra solidarietà per gli eventi sfortunati che sono avvenuti alla fine della partita, augurando una pronta guarigione dalle lesioni”. Il club argentino ha aggiunto: “Ricordiamo a tutti che si tratta di un incidente isolato, mai abbiamo vissuto una situazione così triste e riprovevole come questa”. Il messaggio si conclude: “Condanniamo qualsiasi atto di violenza”.

I Rampla Juniors però hanno fornito una secca replica: “Vogliamo essere molto chiari, noi non siamo venuti in Argentina a litigare, siamo venuti a giocare a calcio. Dietro questo viaggio ci sono stati mesi di sforzo e sacrificio“. Il club uruguaiano ha chiesto quindi che vengano presi provvedimenti contro i rivali che a loro dire hanno scatenato la rissa finale.

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Universidad de Buenos Aires distingue al papa León XIV con el título Honoris Causa

29 October 2026 at 02:01
La casa de estudios distinguirá al papa León XIV con el doctorado honoris causa por su contribución al diálogo social, además de abordar temas como la convivencia democrática y la necesidad de fortalecer el diálogo entre distintas tradiciones.

Argentine man arrested for keeping his wife and three children locked up for years

28 October 2026 at 14:16

Set against the snow-capped mountains of the Andes, Esquel is one of the most beautiful towns in Argentine Patagonia. Since last Thursday, this quiet municipality has been in an uproar over the arrest of Miguel Edgardo Battista, a biochemist accused of holding his wife and three children captive for at least four years. The situation came to light following reports from neighbors, who found it strange that only he would occasionally leave the house, that the children did not attend school, and that the windows were covered with cloth or paper. They heard desperate screams and noticed that the house seemed to come alive only at night.

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© Policía de Esquel

Security deployment in Chubut, Argentina.
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