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Serie A, Mbangula sbanca San Siro: Noslin non si ferma, Kalulu-Cambiaso serata horror. I top e flop della nona giornata

30 October 2026 at 11:41

Mbangula ne fa tre al Milan, la Lazio travolge il Sassuolo e il Frosinone continua a sorprendere. La Juventus sprofonda a Genova, mentre Nico Paz salva il Como. Ecco promossi e bocciati della nona giornata.

La Lazio scappa, il Milan si fa rimontare e la Juventus affonda: una giornata da non credere

Nove giornate, quarantatré gol. E questa Serie A non ci fa annoiare. La Lazio di Gattuso continua a correre, rifila sei reti al Sassuolo e guarda tutti dall’alto insieme all’Inter. Il Milan si fa rimontare dal Bologna dopo essere stato avanti 2-1, mentre la Juventus riesce nell’impresa di perdere 2-0 contro un Genoa che, fino a poche settimane fa, sembrava avere ben altri problemi.

Ma c’è anche chi sorride. Mbangula si porta a casa il pallone, Turati para due rigori nonostante la goleada subita, Nico Paz si prende il Como quando il Torino pensava di averla vinta e Calò continua a segnare, tanto che forse una telefonata del Ct Mancini comincerebbe a starci. E poi ci siamo noi, con i nostri Fantaconsigli. Qualcuno lo abbiamo azzeccato, qualcuno decisamente meno. Su Frattesi, per esempio, forse sarebbe stato meglio tacere. Ma il bello del calcio è anche questo: una settimana sei un fenomeno, quella dopo ti ritrovi nei Flop. E viceversa.

I top della nona giornata: Mbangula fa tris, Noslin trascina la Lazio e il Frosinone non si ferma

Mbangula: un, due, tre… stella. E il Milan guarda

Prima da titolare e Samuel Mbangula decide di presentarsi a San Siro con una tripletta. Segna dopo otto minuti, poi il Milan la ribalta con Cissé. Finita? Neanche per sogno. Nella ripresa il belga rimette avanti il Bologna e all’86’ firma il 4-2. Tre gol alla Scala del calcio, il pallone sotto il braccio e Palladino che se la ride. Per una prima da titolare, niente male come biglietto da visita. Per il Milan, invece, una presentazione che sarebbe stato meglio evitare.

Zaccagni: Fantaconsiglio azzeccato, anche con rigore sbagliato

Lo avevamo consigliato al Fantacalcio e Mattia Zaccagni ci ripaga con un gol e due assist nel 6-2 della Lazio al Sassuolo. Il capitano serve Isaksen, segna prima dell’intervallo e manda in porta anche Noslin. In mezzo si prende un’entrataccia da Thorstvedt che costa il rosso al norvegese. Tutto perfetto? Quasi. Turati gli para il rigore. Un gol, due assist e un rigore sbagliato. Il bonus lo portiamo a casa comunque. E per una volta possiamo anche permetterci di dire che il Fantaconsiglio era quello giusto.

Isaksen: Gustav, ma chi ti ferma più?

Gol, assist e rigore procurato. Gustav Isaksen contro il Sassuolo fa praticamente quello che vuole. Segna il 2-1, serve Zaccagni per il quarto gol e nella ripresa costringe Ćaleta-Car al fallo da rigore. Che inizio di stagione per il danese, sempre più determinante nella Lazio di Gattuso. Se continua così, dalle sue parti il problema non sarà trovare spazio. Sarà convincere gli avversari a lasciargliene un po’.

Noslin: doppietta e tutti a casa. Titolare della ditta

Tijjani Noslin chiude la festa della Lazio con una doppietta e si conferma uno dei protagonisti dell’avvio biancoceleste. Prima raccoglie l’invito di Zaccagni e trova il 5-2, poi si inventa un destro magnifico dalla distanza che finisce all’incrocio. Due gol diversi, stesso risultato: Turati battuto. Gattuso ha trovato un attacco che segna da ogni posizione. E Noslin, a quanto pare, ha deciso di essere il titolare della ditta.

Turati: sei gol subiti e due rigori parati. Tutto normale, no?

Prendere sei gol e finire tra i Top. Sembra uno scherzo, invece Stefano Turati ci riesce davvero. Contro la Lazio para due rigori, prima a Zaccagni e poi a Frattesi, diventando il primo portiere del Sassuolo a riuscirci in una partita di Serie A. Non può fare molto sui sei gol subiti, con una difesa che gli lascia ben poche possibilità. E pensare che nelle prime giornate avevamo criticato parecchio Muric. Aquilani, almeno una cosa sembra chiara: il problema del Sassuolo non è più chi mettere in porta.

Lulli: rinnovo col botto

Una settimana fa il primo gol con la Roma, Emanuele Lulli concede il bis. Contro il Cagliari pareggia di testa dopo il vantaggio di Nzola e poco dopo serve a Pisilli l’assist del 2-1. Gol e assist, classe 2007 e rinnovo fino al 2031 appena firmato. Gasperini gli sta dando spazio e il ragazzo risponde come meglio non potrebbe. Servivano giovani italiani capaci di giocare senza paura? Bene, eccolo. E sembra pure intenzionato a non fermarsi.

Mora: il più piccolo di tutti ci mette di testa

La Roma è sul 2-2 contro il Cagliari e all’85’ Rodrigo Mora decide che è arrivato il momento di chiuderla. Cross di Ghilardi, stacco perfetto e colpo di testa vincente. Proprio lui, che non fa certo della statura la propria arma migliore. Non contento, due minuti dopo partecipa anche al gol del 4-2 di Malen. Entra dalla panchina e cambia la partita. Il più piccolo di tutti decide di fare il gigante. Segnando di testa. Gasperini ringrazia. La Roma pure.

Gollini: il vice che diventa capo

Il Cagliari segna due volte all’Olimpico, ma Pierluigi Gollini è tra i principali protagonisti della vittoria della Roma. Interventi su Fadera, Deiola e Rodriguez, poi una parata fondamentale su Mendy poco prima del pareggio di Maldini. La difesa giallorossa concede parecchio, lui prova a metterci una pezza ogni volta. Due gol subiti e una partita da protagonista. Gasperini può ringraziare anche il suo portiere, che non sta facendo sentire la mancanza di Svilar. Il vice che diventa capo. Garanzia.

Nico Paz: “Eh amigo… i campioni sono così”

Per ottanta minuti Nico Paz sonnecchia. Il Torino è avanti 1-0 e il Como sembra avviarsi alla sconfitta. Poi l’argentino decide che è ora di smetterla di scherzare. All’81’ mette sulla testa di Ramón il pallone del pareggio, sei minuti dopo si inserisce sul cross di Yan Couto e firma il sorpasso. Gol e assist in sei minuti. Perché puoi anche giocare una partita “normale”, sbagliare qualche pallone e non convincere nessuno. Poi però se ti chiami Nico Paz, finisce così. “Eh amigo…”

Ramón: dalle stalle alle stelle

Fino all’80’ lo avremmo messo tranquillamente nei Flop. Jacobo Ramón perde un pallone sanguinoso sotto la pressione di Fitz-Jim e permette al Torino di costruire il vantaggio di Adams. Poi, però, decide di farsi perdonare. Sale nell’area avversaria, raccoglie il pallone di Nico Paz e di testa firma l’1-1. Terzo gol stagionale per un difensore, ma soprattutto una bella dimostrazione di carattere. Dal quasi Flop al Top, con un colpo di testa. E il Toro preso per le corna.

Miranda: dalla panchina con furore

Palladino manda in campo Juan Miranda al 59′ e il Bologna impiega pochissimo a cambiare marcia. Da una sua punizione nasce l’autogol di Bartesaghi che vale il 2-2. Passa appena un minuto e lo spagnolo confeziona anche l’assist per il sorpasso di Mbangula. Due gol propiziati praticamente appena entrato. Il Milan passa dal vantaggio alla sconfitta nel giro di un amen. Amorim guarda la panchina, Palladino la usa. E la differenza si vede eccome.

Cissé: l’uomo “Alfa”

Il Milan ne prende quattro dal Bologna, ma Alphadjo Alfa Cissé continua a essere la notizia migliore di questo inizio di stagione rossonero. Prima sfrutta il recupero di Hutchinson per pareggiare, poi si avventa sul tiro-cross di Tomori e firma la doppietta. Quarto gol in campionato, settimo in stagione. Personalità e una fame che il resto dell’attacco sembra aver smarrito. Amorim ha parecchi problemi da risolvere, ma su una cosa può sorridere: in mezzo a tanti milioni spesi, il ragazzino continua a segnare. E a salvare almeno la faccia.

Provedel: Chivu, ma siamo sicuri che Martinez giocherà ancora?

L’Inter vince 2-0 a Venezia grazie a due autogol, ma prima di portare a casa i tre punti deve ringraziare Ivan Provedel. Il portiere respinge su Adams e poi compie un intervento straordinario sulla conclusione ravvicinata di Lauberbach, deviata sulla traversa. Porta inviolata e tanta sicurezza nei momenti più difficili. Chivu lo ha preferito a Josep Martínez e la scelta sta dando risultati. La concorrenza in porta non manca, ma per il momento cambiare Provedel sembra davvero un’idea poco furba.

Okoye: sei sconfitte e poi il rigore parato. Finalmente, Maduka!

L’Udinese arriva da sei sconfitte consecutive e contro il Parma rischia di collezionare la settima. Al 69′ Bernabé va sul dischetto e ha tra i piedi il pallone della possibile vittoria. Ma Maduka Okoye gli dice di no. Rigore parato, porta inviolata e primo punto per i friulani dopo sei gare da dimenticare. Dopo qualche errore di troppo nelle prime giornate, il nigeriano torna finalmente a fare la differenza. Maduka, era ora! Perché un pareggio non risolve certo i problemi dell’Udinese, ma almeno stavolta il portiere ha evitato che diventassero ancora più grossi.

Højlund: Rasmus, bentornato! E noi lo avevamo detto

Tra gli attaccanti consigliati al Fantacalcio avevamo inserito anche Rasmus Højlund. Dopo 53 giorni senza gol, il danese decide di sbloccarsi contro il Monza. Al 10′ sfrutta il pallone di Di Lorenzo e porta avanti il Napoli, dando il via al 4-1 degli azzurri. Finalmente un gol per un attaccante che doveva essere uno dei protagonisti della stagione. Allegri ritrova la vittoria e noi possiamo rivendicare un Fantaconsiglio azzeccato.

Milinković-Savić: Vanja ci mette le mani

Il Napoli vince 4-1, ma prima di dilagare rischia più volte contro Varela. A impedire ai brianzoli di approfittarne ci pensa Vanja Milinković-Savić, decisivo con un paio di interventi sul portoghese e poi ancora su Foe Ondoa. Sul gol del Monza può fare poco, ma quando gli azzurri devono resistere è lui a tenerli in piedi. I quattro gol del Napoli si prendono la copertina, giustamente. Prima del poker, però, erano servite anche le mani di Milinković-Savić. E non è un dettaglio.

Østigård: da qui non si passa!

La Juventus arriva a Marassi cercando conferme dopo la vittoria contro il Lecce. Trova invece Leo Østigård, che insieme ai compagni di reparto trasforma l’attacco bianconero in una lunga collezione di figuracce. Kolo Muani fatica, Woltemade entra e non cambia nulla. Il Genoa vince 2-0 e De Rossi si gode una difesa finalmente solida. Il cliente non sembrava particolarmente ispirato, ma era comunque da tenere a bada. Missione compiuta. E porta chiusa a doppia mandata.

Alex Amorim: no, non l’allenatore del Milan

Di Amorim, in questa giornata, se ne parla parecchio. Uno allena il Milan e prende quattro gol dal Bologna. L’altro, Alex Amorim, gioca a centrocampo nel Genoa e contribuisce a mandare al tappeto la Juventus. Il brasiliano lavora tra le linee, recupera palloni e aiuta Frendrup a togliere spazio alla squadra di Spalletti. De Rossi può sorridere, i bianconeri decisamente meno. Stesso cognome, due serate opposte. In Liguria Amorim è un nome che mette di buonumore.

Baldanzi: l’arte di saper attendere il momento giusto

Tommaso Baldanzi mette in difficoltà la Juventus praticamente ogni volta che riceve il pallone. Al 12′ confeziona il cross che porta al gol di Ehizibue, poi al 28′ si avventa su un pallone vagante in area e firma il 2-0, con la deviazione di Bremer. Gol e assist, partita da protagonista e una bella soddisfazione per De Rossi. La Juventus cerca di reagire, ma Baldanzi ha già fatto il suo lavoro. E pensare che per anni abbiamo parlato soprattutto del suo talento. Stavolta ci sono anche i numeri a dargli ragione.

Ehizibue: il primo schiaffo alla Vecchia Signora

Il Genoa parte forte e dopo dodici minuti Kingsley Ehizibue decide di mettere subito in chiaro le intenzioni dei rossoblù. Baldanzi crossa, lui arriva e calcia, trovando anche la deviazione di Cambiaso che inganna Vicario. Uno a zero. Poi il Genoa continua a spingere e raddoppia. Ehizibue, intanto, corre sulla fascia e mette continuamente in difficoltà i bianconeri. De Rossi ritrova una squadra aggressiva e concreta. La Juventus, invece, continua a cercare qualcuno che ricordi ai suoi giocatori come si difende.

Calò: pronto, Mancini? GIACOMO CALÒ!

Ormai non sappiamo più cosa scrivere. Giacomo Calò segna ancora, stavolta su rigore contro il Lecce, e il Frosinone continua a volare. Quarto gol stagionale, qualità, personalità e un centrocampo che funziona soprattutto grazie a lui. Lo avevamo consigliato al Fantacalcio e pure questa volta il bonus è arrivato. E allora ci permettiamo di fare una cosa. Pronto, Mancini? GIACOMO CALÒ. Sì, proprio lui. Quello del Frosinone. Magari un’occhiata gliela diamo?

Birligea: se a Frosinone comincia a funzionare anche la panchina…

Il Frosinone sta già vincendo contro il Lecce quando entra Daniel Bîrligea. Evidentemente il romeno non ha nessuna intenzione di accontentarsi. Al 74′ sfrutta l’invito di Schmid e segna il 4-0, poi nel recupero arriva ancora prima di tutti su un pallone da calcio d’angolo e firma la doppietta. Due gol da subentrato e Frosinone che ne fa cinque. Alvini continua a trovare risorse da ogni parte della rosa. E a questo punto viene da chiedersi dove vogliono arrivare.

Varela e Raimondo: giochi di coppia

Uno perde 4-1, l’altro vince 5-1. Ma Varela e Raimondo continuano ad avere una cosa in comune: segnano sempre. Il portoghese del Monza trova il gol anche contro il Napoli, mentre l’attaccante del Frosinone mette la firma sul successo contro il Lecce e sale a nove reti in campionato. Raimondo lo avevamo consigliato anche al Fantacalcio. Varela, invece, continua a essere una delle poche certezze di Juric. Due attaccanti che in estate non erano esattamente in cima alle liste dei grandi bomber. E invece eccoli qui, puntuali come le bollette.

De Ketelaere: Charles de Gaulle, il generale della Dea

La Fiorentina prova a mettere in difficoltà l’Atalanta, ma Charles De Ketelaere prende il comando delle operazioni. Prima combina con Zalewski e firma il vantaggio nerazzurro, poi, quando i viola ribaltano il risultato, restituisce il favore al polacco per il definitivo 2-2. Gol, assist e la firma su entrambe le reti dell’Atalanta. Il generale torna a difendere il suo esercito.

João Mário: chi si rivede! Il portoghese accende il Franchi

Vanoli decide di rilanciare João Mário sulla sinistra e il portoghese risponde con una prestazione convincente e il gol del momentaneo 2-1 contro l’Atalanta. Conclusione dalla distanza, deviazione di Obric e Carnesecchi battuto. Non sarà un gol pulitissimo, ma al Franchi di questi tempi non è proprio il caso di fare gli schizzinosi. João Mário si riprende la scena in una Fiorentina che continua a cercare una via d’uscita dalla crisi. Il pareggio finale lascia l’amaro in bocca, ma almeno una buona notizia c’è. Una cosa: bastava tenere fuori Valdepeñas.

I flop della nona giornata: Juventus a pezzi, Milan in blackout e Sassuolo travolto

La Juventus: la vecchia Signora va in pensione

La Juventus a Marassi fa una figuraccia. Spalletti cambia uomini, prova a sistemare le cose, manda in campo Zhegrova e Woltemade, ma il risultato non cambia. Kalulu e Cambiaso pasticciano, Baldanzi fa quello che vuole e Kolo Muani sembra in vacanza. Quattordici punti in nove giornate, un attacco che non segna e una squadra che ha perso anche quel poco di carattere mostrato contro il Lecce. La Vecchia Signora ha una certa età, d’accordo. Ma qui sembra proprio arrivato il momento di accompagnarla alla pensione.

Thorstvedt: prima il gol, poi il rosso. Bene, ma non benissimo

Kristian Thorstvedt comincia alla grande contro la Lazio: dopo sette minuti trova il gol dell’1-1. Poi al 31′ rovina tutto. Entrata durissima su Zaccagni, tacchetti sulla tibia e rosso diretto. Il Sassuolo resta in dieci, la Lazio ne approfitta e alla fine ne segna sei. Prima protagonista, poi principale responsabile del disastro neroverde. Kristian, lasciare il segno sulla partita va bene. Ma sulla tibia dell’avversario anche no. E infatti la sua serata finisce parecchio prima del previsto.

Frattesi: il Fantaconsiglio non era male. Il rigore sì

Lo avevamo consigliato al Fantacalcio e Davide Frattesi ci ripaga con un rigore sbagliato. Contro il Sassuolo, la sua ex squadra alla quale non ha mai segnato, si presenta sul dischetto dopo l’errore di Zaccagni. L’occasione è perfetta per sfatare il tabù. Peccato che calci malissimo e Turati gli dica di no. La Lazio vince comunque 6-2, ma il bonus non arriva. Davide, noi ci avevamo creduto. Forse era meglio lasciar tirare qualcun altro. E così anche il nostro Fantaconsiglio finisce tra i Flop.

Ćaleta-Car e Odenthal: i saldi invernali sono già cominciati

Sei gol subiti, due rigori concessi e una difesa da mettersi le mani nei capelli. Duje Ćaleta-Car e Cas Odenthal sono tra i principali responsabili della disfatta del Sassuolo contro la Lazio. Il croato provoca il rigore su Isaksen, l’olandese si perde Zaccagni sul 4-2. In mezzo una collezione di marcature sbagliate e praterie a disposizione dei biancocelesti. Turati para persino due rigori, ma non basta. Aquilani, qui serve qualcuno che difenda. E possibilmente qualcuno che si ricordi anche di marcare.

Lipani: tutti in campo, Luca in vacanza

La Lazio passeggia a centrocampo e Luca Lipani non fa praticamente nulla per impedirlo. Taylor e Belahyane gestiscono il pallone con troppa facilità, Frattesi trova spazio e il Sassuolo perde continuamente le distanze. Dopo l’espulsione di Thorstvedt va anche peggio, ma i problemi erano cominciati molto prima. Poca interdizione, poca personalità e troppi palloni lasciati agli avversari. Luca, le vacanze sono finite da un pezzo. E con sei gol sul groppone, anche il centrocampo deve prendersi le sue responsabilità.

Berardi: Mimmo, stavolta avevamo ragione noi

Nei Fantaconsigli avevamo inserito Domenico Berardi tra i giocatori da evitare. E contro la Lazio il capitano del Sassuolo ci dà ragione. Pochi spunti, nessuna giocata decisiva, un’ammonizione e la sostituzione nella ripresa. Dopo la brutta prova contro il Como, un’altra partita da dimenticare. Fantaconsiglio azzeccato. Mimmo, però, adesso basta. Perché avere ragione fa piacere, ma vedere Berardi giocare così fa male al cuore.

Adopo: scusate la battuta: “A dopo”

Michel Adopo gioca una buona partita contro la Roma, lotta a centrocampo e aiuta il Cagliari a rimettersi in piedi per due volte. Poi, nel finale, perde lucidità e un pallone pericoloso. I giallorossi tornano a spingere e poco dopo arriva il 3-2 di Mora. Non è tutta colpa sua, sia chiaro, ma l’errore pesa. Ottanta minuti di buon calcio e un finale da dimenticare. Il Cagliari aveva riacciuffato la Roma sul 2-2, ma alla fine i punti li ha salutati. Scusate ancora la battuta: a dopo.

Sugawara: corsia preferenziale per la Roma

La Roma trova spazio sulle fasce e Yukinari Sugawara passa una serata a rincorrere gli avversari. Lulli e compagni lo mettono spesso in difficoltà, mentre il Cagliari concede troppo e non riesce a difendere nemmeno i due pareggi conquistati durante la partita. Il giapponese fatica nelle chiusure e non dà a Pisacane le garanzie che servirebbero. Quattro gol subiti, un’altra sconfitta e parecchio lavoro da fare. Il Cagliari aveva cominciato bene il campionato. Adesso, però, comincia a farsi dura.

Comuzzo: buonanotte gioiellino

Il Torino è avanti 1-0 e Pietro Comuzzo sembra avere la partita sotto controllo. Poi arriva il finale e succede di tutto. Ramón pareggia all’81’, sei minuti dopo Yan Couto mette il pallone in mezzo e Nico Paz anticipa Comuzzo di testa, firmando il sorpasso del Como. Nel recupero segna anche Baturina: 1-3 e tutti a casa. Pietro, contro uno come Nico Paz non puoi permetterti nemmeno mezzo secondo di distrazione. Il gioiellino argentino ringrazia, il Torino si dispera. Buonanotte davvero.

Bartesaghi: sbaglia tutto e anche la porta

La settimana scorsa lo avevamo messo tra i Top. Stavolta Davide Bartesaghi finisce dall’altra parte. Contro il Bologna soffre, sbaglia qualche pallone e al 60′ devia nella propria porta la punizione di Miranda, regalando agli emiliani il 2-2. Sessanta secondi dopo arriva anche il sorpasso di Mbangula. Dal Top al Flop nel giro di quattro giorni, con tanto di autogol. Davide, la settimana scorsa i complimenti erano meritati. Stavolta tocca incassare la bocciatura. E magari ricordarsi qual è la porta giusta.

Diawara: forse ci vuole tempo?

Amorim manda in campo Diawara al 58′ per dare una mano al Milan, che sta vincendo 2-1 contro il Bologna. Due minuti dopo arriva il pareggio, un altro minuto e i rossoneri sono sotto. Il giovane fatica a trovare posizione e distanze, non riesce a dare equilibrio e viene travolto insieme ai compagni dal ritorno degli emiliani. Non può certo essere lui l’unico colpevole. Forse gli serve ancora tempo per crescere. Comprensibile, ma il Milan aveva bisogno di qualcuno pronto ad aiutare la squadra. Non di un altro giocatore in difficoltà.

Gonçalo Ramos: nove giornate. Le scuse sono finite

Il Milan prende quattro gol dal Bologna, ma davanti Gonçalo Ramos continua a fare pochissimo. Il portoghese fatica a rendersi pericoloso e passa buona parte della partita lontano dalla porta. Nel frattempo il giovane Cissé segna una doppietta, la seconda della sua stagione. Nove giornate, pochi gol e troppe occasioni sprecate. Gonçalo, la fiducia non può essere infinita. Anche perché al momento il ragazzino sta facendo il lavoro del centravanti.

Il Milan: sessanta minuti di calcio, trenta di psicodramma

Il Milan reagisce al vantaggio del Bologna, ribalta tutto con la doppietta di Cissé e per un’ora sembra avere la partita in mano. Poi arriva l’autogol di Bartesaghi e i rossoneri vanno completamente in tilt. Dal 2-1 al 2-4 davanti a San Siro, con due reti incassate in appena un minuto e una difesa che sembra di burro. I cambi di Amorim non aiutano, mentre Palladino trova dalla panchina la mossa vincente. Il problema non è perdere contro il Bologna. È spegnere continuamente la luce. E il Milan continua a farlo troppo spesso.

Cambiaso: la testa in Spagna

Si continua a parlare di Barcellona per Andrea Cambiaso, ma intanto a Genova l’esterno della Juventus combina un bel pasticcio. Al 12′ prova a opporsi al tiro di Ehizibue, devia il pallone e inganna Vicario. Il Genoa passa in vantaggio e la serata bianconera comincia malissimo. Cambiaso fatica anche nel resto della partita, tanto che Spalletti lo sostituisce nella ripresa. Da un giocatore del suo livello ci si aspetta ben altro. Barcellona sarà pure una bella città, ma prima di pensare alla Spagna sarebbe il caso di sistemare qualcosa a Torino.

Kalulu: serata horror in vista di Halloween

A Marassi Pierre Kalulu anticipa Halloween con una partita da incubo. Vitinha e Baldanzi lo mettono in difficoltà, il Genoa trova spazio con troppa facilità e il francese non riesce a dare sicurezza alla difesa bianconera. Nel primo tempo avrebbe anche l’occasione per accorciare le distanze, ma da buona posizione calcia fuori. Errori dietro, gol sbagliato davanti. E pensare che dovrebbe essere uno degli uomini più affidabili di Spalletti. Per i tifosi della Juventus, quest’anno, Halloween è arrivato con qualche giorno d’anticipo.

Kolo Muani: cercato per due anni, sparito per novanta minuti

La Juventus lo ha inseguito a lungo, ma Randal Kolo Muani continua a non ripagare le aspettative. Contro il Genoa viene controllato senza troppi problemi da Østigård e compagni, gioca pochi palloni e quando ha l’occasione di rendersi pericoloso si fa anticipare da Bijlow. Spalletti prova ad affiancargli Woltemade, ma non cambia molto. Il centravanti tanto desiderato non segna e non riesce nemmeno a spaventare gli avversari. Due anni per portarlo a Torino. A Genova, invece, sono bastati novanta minuti per chiedersi dove fosse finito.

Busio: Bastava spingerla dentro

Il Venezia gioca una partita bellissima contro l’Inter e per lunghi tratti mette in difficoltà la capolista. Provedel salva i nerazzurri in più occasioni, ma nella ripresa arriva il pallone che può cambiare tutto. Gianluca Busio si ritrova praticamente davanti alla porta, con la possibilità di segnare. Calcia alto. Poco dopo l’Inter passa in vantaggio e alla fine vince 2-0 grazie a due autogol. Ma come si fa a sbagliare un’occasione così? Contro l’Inter non puoi permettertelo. E infatti Chivu se ne torna a Milano con tre punti che il Venezia avrebbe potuto mettergli seriamente in discussione.

Bernabé: “Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore”

Adrián Bernabé ha sul piede il pallone che potrebbe regalare al Parma tre punti fondamentali contro l’Udinese. Al 69′ va sul dischetto, prende la rincorsa e calcia. Okoye para, il risultato resta sullo 0-0. Un’altra occasione persa per il talento spagnolo, che non sta vivendo un inizio di stagione semplice. Quel rigore poteva cambiare la partita, invece regala al portiere friulano una serata da protagonista. De Gregori, probabilmente, lo perdonerebbe. I tifosi del Parma un po’ meno.

Ederson: la fascia pesa

Una settimana fa lo avevamo bocciato per il pallone regalato a Schmid nei primi secondi di Atalanta-Frosinone. Contro la Fiorentina Ederson non combina disastri, ma continua a giocare al di sotto delle sue possibilità. Il capitano nerazzurro fatica a dare ritmo e personalità al centrocampo, mentre De Ketelaere e Zalewski devono pensarci da soli a evitare la sconfitta. Sarri si aspetta molto di più da uno come lui. La fascia al braccio è una responsabilità, non un accessorio. E per il momento il brasiliano non sta trascinando la Dea come dovrebbe.

Pellegrino: il gol continua a essere un optional

Anche questa settimana Mateo Pellegrino finisce tra i Flop. Contro l’Atalanta prova qualche sponda, lotta con i difensori e cerca di partecipare alla manovra. Tutto bello, ma il centravanti dovrebbe anche segnare. La Fiorentina trova due gol con Njie e João Mário, mentre l’argentino resta ancora a secco. Due reti viola, nessuna del numero nove. Mateo, va bene lavorare per la squadra. Ma prima o poi bisognerebbe anche cominciare a fare il mestiere per cui sei stato comprato.

Siebert: un rigore e una giornata da cancellare

Il Lecce prende cinque gol dal Frosinone e Jamil Siebert contribuisce alla disfatta con l’intervento su Kvernadze che costa il rigore del 2-0. Il contatto è leggero, il georgiano cade e il VAR conferma la decisione dell’arbitro. Dal dischetto Calò non sbaglia. Il problema, però, non è soltanto quel rigore: la difesa salentina concede troppo per tutta la partita e gli attaccanti del Frosinone fanno quello che vogliono. Cinque gol subiti, un rigore provocato e ben poco da salvare. Per Siebert e per il Lecce, una giornata da cancellare in fretta.

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Juventus, una poltrona per otto: ecco chi insidia Spalletti. Conte in pole, ma spunta anche un ex Inter

29 October 2026 at 13:45

La sconfitta contro il Genoa fa tremare la panchina di Luciano Spalletti. La Juventus riflette sul futuro dell’allenatore e alla Continassa cominciano a circolare i nomi dei possibili sostituti. Sono otto i profili accostati alla guida bianconera, compreso quello dell’attuale tecnico. Antonio Conte torna in pole, ma per la prossima stagione prende quota anche Simone Inzaghi. Sullo sfondo altre cinque alternative.

Dal ko col Genoa al confronto alla Continassa: Spalletti si gioca la conferma nelle prossime partite

Otto allenatori per una sola panchina, quella della Juventus. A Torino l’aria si è fatta pesante e la sconfitta per 2-0 contro il Genoa ha complicato ulteriormente la posizione di Luciano Spalletti. I bianconeri sono usciti dal Ferraris dopo una prestazione da dimenticare, dominati dalla squadra di Daniele De Rossi e incapaci di costruire una reazione convincente. Con appena 14 punti dopo nove giornate e la zona Champions distante sei lunghezze, la società è chiamata a prendere decisioni importanti.

Per il momento Spalletti resta al suo posto, ma il futuro del tecnico è tutt’altro che scontato. Secondo quanto riportato da SportMediaset, la dirigenza sta valutando diverse possibilità, compresa quella di affidarsi a un nuovo allenatore già durante la stagione. L’alternativa sarebbe aspettare giugno e ripartire con un progetto tecnico differente. Intanto l’attuale allenatore continua a difendere la propria posizione, convinto di poter risollevare una squadra che fatica a trovare continuità. Ma il calendario non gli concede grandi margini. Le prossime sfide contro Napoli, AZ Alkmaar e Fiorentina, prima della sosta, potrebbero diventare determinanti per la sua permanenza.

Juventus, Conte torna in pole. Ma spunta la suggestione Inzaghi

Il nome che scalda maggiormente la tifoseria è quello di Antonio Conte. L’ex allenatore del Napoli rappresenterebbe un ritorno particolarmente significativo per la Juventus, che con lui ha aperto il ciclo dei nove scudetti consecutivi.

Secondo SportMediaset, Conte sarebbe la prima scelta di Giovanni Carnevali, anche se l’operazione resta complicata. Lo stesso tecnico ha recentemente smentito l’esistenza di trattative avanzate con altri club. Per un eventuale ritorno a Torino potrebbe avere un ruolo decisivo anche John Elkann. Ma nelle valutazioni per il futuro spunta un altro nome di peso, quello di Simone Inzaghi. L’ex allenatore dell’Inter, attualmente alla guida dell’Al-Hilal in Arabia Saudita, sarebbe uno dei profili considerati per aprire un nuovo ciclo a partire dalla prossima stagione.

L’ipotesi Inzaghi, già circolata nelle scorse settimane, avrebbe soprattutto una prospettiva estiva. Il tecnico è legato al club saudita da un contratto importante e un eventuale ritorno in Italia richiederebbe un’intesa economica e contrattuale ancora tutta da costruire. Conte e Inzaghi, dunque, rappresentano due possibilità differenti. Il primo potrebbe essere chiamato a imprimere una svolta immediata, mentre il secondo rientrerebbe soprattutto nei ragionamenti per giugno.

Da Deschamps a Farioli: tutte le alternative per la panchina bianconera

Oltre a Conte e Inzaghi, la Juventus tiene aperte altre strade. Tra i nomi circolati c’è quello di Didier Deschamps, vecchia conoscenza bianconera, segnalato tra i profili che potrebbero entrare nelle valutazioni della società. Restano aperte le candidature di Stefano Pioli e Paulo Sousa. Il primo viene indicato tra le possibili soluzioni nel caso in cui la dirigenza decidesse di cambiare allenatore a stagione in corso, anche attraverso un incarico temporaneo. Il secondo rappresenta un’altra alternativa accostata alla panchina juventina, pur senza conferme su eventuali contatti.

Per un progetto da avviare in estate, invece, vengono fatti anche i nomi di Vincenzo Italiano e Francesco Farioli, due allenatori con idee di gioco precise e caratteristiche differenti rispetto ai profili più esperti.

Il conto arriva così a otto, considerando anche Spalletti: Conte, Inzaghi, Deschamps, Pioli, Sousa, Italiano, Farioli e lo stesso tecnico toscano.

La Juventus, però, deve prima decidere se cambiare davvero. Perché l’allenatore rischia, ma il 2-0 contro il Genoa ha mostrato problemi che vanno oltre la panchina. Errori individuali, un centrocampo incapace di costruire gioco e un attacco poco incisivo hanno confermato le difficoltà di una squadra che, nonostante gli interventi sul mercato, continua a non trovare la propria identità. Spalletti ha ancora la possibilità di invertire la rotta, ma deve farlo subito. Le prossime tre partite potrebbero essere decisive per capire se sarà ancora lui a guidare la Juventus dopo la sosta oppure se uno dei sette nomi accostati alla panchina diventerà qualcosa di più di una semplice candidatura.

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Crisi Juventus: la squadra va in ritiro anticipato prima del Napoli. Il confronto tra Carnevali e i calciatori: cosa è successo

29 October 2026 at 13:33

La Juventus va in ritiro anticipato in vista della sfida contro il Napoli. I bianconeri lo faranno da domani fino appunto alla gara di domenica sera con il Napoli in programma all’Allianz Stadium, alle 20:45. Una decisione presa dal tecnico Luciano Spalletti – che era stato pesante nel post Genoa nei confronti della squadra – di comune accordo con la società dopo una mattinata molto intensa.

Questa mattina infatti l’ad della Juventus Giovanni Carnevali ha avuto un confronto molto diretto con la squadra, richiamando tutti alle proprie responsabilità verso la proprietà, la società e i tifosi, e ribadendo la fiducia nel gruppo di lavoro, ma sottolineando con grande fermezza come il momento attuale non sia accettabile. La richiesta è stata molto chiara: serve una reazione immediata, forte e concreta. Ora tutti sono chiamati a dare una risposta sul campo, visto il periodo molto complicato, culminato con la sconfitta per 2-0 al “Ferraris” contro la squadra allenata da Daniele De Rossi. La decisione finale è stata quella di andare in ritiro al JHotel a partire da domani, con un giorno di anticipo. Periodo delicato e partita altrettanto delicata quella che i bianconeri si preparano ad affrontare domenica, contro un Napoli galvanizzato dalla vittoria per 1-4 di Monza arrivata nell’infrasettimanale, arrivata dopo il 3-3 contro la Roma dell’ultimo weekend.

La Juventus si trova al momento all’ottavo posto in classifica, con 14 punti, a 11 punti da Inter e Lazio capolista, e già a 6 punti dal quarto posto che vale la Champions League, obiettivo minimo dei bianconeri a inizio anno. La sfida di domenica è già uno spartiacque, anche perché se fino a questo momento Spalletti non è a rischio, una sconfitta (ma anche una non vittoria) contro il Napoli cambierebbe tutto. Spalletti lo sa e deve recuperare innanzitutto il rapporto con la squadra, “vittima” di un attacco proprio da parte del tecnico di Certaldo dopo il Genoa. “Dobbiamo metterci qualcosa in più, ammesso che questi calciatori ce l’abbiano”, ha dichiarato ieri Spalletti, mettendo in discussione le qualità tecniche e di personalità dei calciatori.

Uno sfogo arrivato dopo una serie di frasi già pesanti nelle precedenti conferenze stampa e dopo lo sfogo di qualche settimana fa di Gleison Bremer, che aveva puntato il dito contro i compagni. Intanto è arrivata una sola vittoria nelle ultime quattro sfide tra campionato ed Europa League. Poco per una squadra come la Juve. Serve invertire la rotta già domenica o arriveranno inevitabilmente le prime conseguenze.

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“Bisogna mettere qualcosa in più, sempre che questi calciatori ce l’abbiano”: l’accusa di Spalletti. La sua Juve non c’è più

29 October 2026 at 10:50

Non è ironica per niente, la sorte. Ma definire ‘agghiacciante’, parola guarda un po’ di contiana memoria, la tremenda sconfitta subita dalla Juventus contro il Genoa è, in effetti, abbastanza ironico. Basta un rapidissimo sguardo alle statistiche per attribuire tutti i meriti di questo 2-0 alla formazione di De Rossi, che contro quella di Spalletti ha giocato una grande partita. Maggiore distanza coperta, solo tre tiri in meno degli avversari, un expected goal (fonte Sofascore) di 1.01 contro 1.26 dei bianconeri e una maggiore copertura di campo. Di fatto, è stata una partita giocata alla pari. E senza nulla togliere ai rossoblù, la classifica impone una riflessione: la Juventus è davvero questa?

È ovvio, la riposta è no. Non può essere così. Ma Spalletti a fine partita è stato chiaro: “Penso di essere ancora l’uomo giusto per risollevare questo gruppo”. Di fatto, un anno dopo il suo arrivo, la Juventus sembra aver fatto dei passi indietro paurosi. E la panchina scotta, non può essere altrimenti. Spalletti, questo, lo sa molto bene e non l’ha minimamente nascosto. I problemi sono diversi e partono da uno spogliatoio che appare scollato: prima, la rabbia di Conceiçao sostituito nella partita contro il Celta; poi, le parole di Bremer che ha criticato pubblicamente il gruppo dopo il 3-0 subìto contro la Lazio, facendo arrabbiare l’allenatore; quindi le considerazioni dello stesso Spalletti, che ha parlato di poca personalità e poca voglia di emergere. “Dobbiamo metterci qualcosa in più, ammesso che questi calciatori ce l’abbiano”, ha dichiarato ieri Spalletti.

La Juve appare in crisi e molto discontinua: gli errori individuali, clamorosi, che hanno portato alle reti degli avversari (con Cambiaso e Kalulu a emergere in negativo più di tutti), sono segno di una distrazione che in Serie A, non solo in casa bianconera, non ci si può permettere. E fa specie pensare che in nove partite, la Juve abbia preso sì 10 gol, ma con 4 clean sheet: sono il segno di una mancanza di continuità che non può appartenere a chi punta come minimo al quarto posto. Che al momento, sembra proprio un’utopia.

La sensazione è che la partita persa contro il Genoa abbia aperto una voragine, che Spalletti dovrà colmare il prima possibile, onde evitare scenari peggiori. E la partita contro il Napoli di domenica prossima sembra proprio lo spartiacque peggiore che potesse capitare: la squadra di Allegri, pure molto altalenante, cerca una conferma dopo il buon 4-1 rifilato al Monza. Chi perde, resta indietro e rischia di staccarsi troppo dal vertice. Chi vince, invece, si rilancia. In casa Juve, intanto, le riflessioni continuano e una sconfitta potrebbe essere davvero esiziale per l’allenatore toscano. Che i bianconeri, l’anno scorso, li ha risollevati anche solo in parte, facendo un discreto lavoro da subentrato. Ma ora è tutto in mano a lui.

Serie A, la Juventus perde ancora: la nuova classifica

1. Inter — 25 punti
2. Lazio — 25 punti
3. Roma — 21 punti
4. Como — 20 punti
5. Milan — 18 punti
6. Napoli — 14 punti
7. Frosinone — 14 punti
8. Juventus — 14 punti
9. Torino — 13 punti
10. Cagliari — 13 punti
11. Bologna — 11 punti
12. Atalanta — 10 punti
13. Genoa — 10 punti
14. Lecce — 9 punti
15. Sassuolo — 8 punti
16. Monza — 7 punti
17. Udinese — 5 punti
18. Parma — 5 punti
19. Fiorentina — 4 punti
20. Venezia — 3 punti

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Juventus, Spalletti a rischio dopo Genova? Cosa filtra e quel fantasma chiamato Antonio Conte

29 October 2026 at 10:41

La sconfitta contro il Genoa riapre le discussioni sul futuro di Luciano Spalletti. I tifosi contestano e sui social chiedono il ritorno di Antonio Conte, ma la Juventus non sembra intenzionata a cambiare allenatore nell’immediato. Intanto i bianconeri sono ottavi, a undici punti dalla vetta.

Carnevali aveva chiesto continuità, ma il ko di Marassi aumenta la pressione sul tecnico

La vittoria contro il Lecce sembrava aver concesso un po’ di respiro alla Juventus. È durata appena tre giorni. A Genova i bianconeri sono tornati a perdere, battuti 2-0 dalla squadra di Daniele De Rossi, e stavolta i fischi sono arrivati direttamente dal settore ospiti del Ferraris. Nel mirino dei tifosi è finito ancora Luciano Spalletti, la cui posizione torna a far discutere dopo un avvio di campionato ben lontano dalle aspettative. Il successo in Salento aveva interrotto un periodo complicato, ma contro il Genoa sono riemersi tutti i problemi della Juventus. I rossoblù hanno chiuso la partita già nel primo tempo con le reti di Ehizibue e Baldanzi, mentre la squadra di Spalletti ha faticato a reagire, rendendosi pericolosa soltanto nel finale, quando Koopmeiners ha colpito la traversa su punizione.

E i numeri cominciano a diventare difficili da giustificare. Quattordici punti in nove giornate, con quattro vittorie, due pareggi e tre sconfitte. La Juventus è ottava, a undici lunghezze da Inter e Lazio, e ha segnato appena undici gol in campionato. Troppo poco per una società che vuole tornare stabilmente a competere per le prime posizioni. Al termine della partita, lo stesso Spalletti non ha cercato attenuanti: “Prima di tutto chiediamo scusa ai tifosi per la prestazione”. Il tecnico ha riconosciuto le difficoltà della squadra nei duelli e nell’intensità, spiegando di voler capire perché i suoi giocatori non siano riusciti a contrastare il Genoa.

I tifosi chiedono Conte, ma la Juventus (per il momento) non pensa all’esonero

La rabbia dei tifosi si è spostata rapidamente sui social, dove una parte della tifoseria bianconera ha cominciato a chiedere le dimissioni di Spalletti e il ritorno di Antonio Conte. L’ex allenatore della Juventus, attualmente senza squadra, continua a essere un nome particolarmente apprezzato dalla piazza, che ricorda gli scudetti conquistati durante la sua precedente esperienza a Torino. Ma il desiderio dei tifosi non coincide con i programmi della società. Non risultano trattative concrete per riportare Conte sulla panchina bianconera e, secondo la ricostruzione di Calciomercato.com, la dirigenza non avrebbe intenzione di procedere con un esonero immediato di Spalletti.

Il tecnico di Certaldo ha un contratto fino al 30 giugno 2028, con un ingaggio che supera i cinque milioni di euro netti a stagione, bonus compresi. Ma soprattutto, la società continua a ritenere che possa essere l’allenatore giusto per risollevare la squadra. Una posizione che l’amministratore delegato Giovanni Carnevali aveva già espresso prima della sfida di Europa League contro il Rennes. “La panchina scotta”, aveva spiegato il dirigente, ricordando però anche la necessità di non cambiare allenatore a ogni difficoltà. Il club vuole ricostruire e ritrovare continuità, evitando di ricominciare ogni volta da un nuovo progetto tecnico.

La prestazione del Ferraris non può essere ignorata. Spalletti continua a godere della fiducia della società, ma i risultati devono arrivare. La Juventus ha già cambiato diversi allenatori negli ultimi anni senza ritrovare quella stabilità che cerca da tempo. Un altro esonero sarebbe una scelta importante, tanto sul piano sportivo quanto su quello economico. Il tecnico, intanto, non sembra intenzionato a fare un passo indietro. Dopo il Genoa ha ribadito di sentirsi ancora la persona giusta per guidare la squadra, pur ammettendo che le difficoltà attuali renderebbero complicato il lavoro a qualsiasi allenatore.

La prossima partita non aiuterà ad abbassare la pressione. Domenica all’Allianz Stadium arriva il Napoli di Massimiliano Allegri, reduce dal 4-1 contro il Monza e appaiato alla Juventus a quota 14 punti. Una sfida che metterà di fronte due squadre con lo stesso punteggio ma reduci da risultati opposti.

Per Spalletti sarà l’occasione di dimostrare che la vittoria di Lecce non è stata soltanto un episodio isolato. L’esonero, per ora, non è nei radar, ma dopo tre sconfitte in nove giornate la Juventus ha disperato bisogno di risultati, non di rassicurazioni.

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“Intervento complesso, il percorso di ripresa sarà lungo e difficile”: la prima foto di Zambrotta dopo l’operazione

29 October 2026 at 10:26

“Un secondo, immenso GRAZIE sincero, speciale“. Si apre così un post di Gianluca Zambrotta, ex terzino di Milan e Juventus tra le tante, che si è sottoposto al secondo intervento per correggere il varismo, una deformità ortopedica che causa un disallineamento degli arti, facendo sì che le ginocchia siano più distanziate e gli arti inferiori assumano una forma ad “arco” o a parentesi. Zambrotta si è poi congratulato con il medico che l’ha operato e con tutta l’équipe medica per il lavoro svolto “per il secondo complesso intervento a cui sono stato sottoposto di doppio livello di osteotomia valgizzante alla gamba destra su tibia e femore custom Made 3D più trapianto di cellule staminali autologhe”.

Un intervento che banale non è stato, come precisato da Zambrotta nel suo post social: “Il percorso di ripresa è lungo e complesso ma ritornerò più forte di prima! Ora c’è solo da lavorare e riprendersi il più rapidamente possibile! Andiamo avanti sempre positivi. Un GRAZIE particolare anche a chi mi ha sempre sostenuto e supportato in questi giorni”, ha concluso l’ex terzino di Milan e Juventus.

Si tratta di una malformazione che, soprattutto dopo il ritiro dal calcio, gli ha causato problemi enormi alle gambe. Un argomento di cui l’ex giocatore di Juve, Milan, Barcellona e Nazionale è tornato a parlare in pubblico, mostrandosi subito dopo l’ultima operazione al ginocchio destro. Aveva già svolto il primo a novembre 2025. Zambrotta si era sottoposto a un intervento di osteotomia, riallineando l’osso della gamba sinistra. Adesso il secondo intervento, a cui si è sottoposto pochi giorni fa, per raddrizzare ulteriormente l’angolatura delle gambe e rimettere “a nuovo” il ginocchio danneggiato, incidendo tibia e femore.

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Serie A, Juventus in crisi nera: il Genoa domina e vince 2-0. Cambiaso e Kalulu disastrosi, per Spalletti è notte fonda

28 October 2026 at 22:03

La Juventus è in crisi totale. Il Genoa domina al Ferraris e vince 2-0 grazie ai gol di Ehizibue e Baldanzi. I bianconeri non entrano praticamente mai in partita, traditi dagli errori di Cambiaso e Kalulu, da un centrocampo che continua a non funzionare e da un attacco inesistente. Per Luciano Spalletti tornano tutti i fantasmi: la zona Champions si allontana e la luce in fondo al tunnel, per ora, non si vede.

Ehizibue e Baldanzi colpiscono nel primo tempo: Cambiaso e Kalulu regalano due gol al Genoa

La Juventus è in crisi nera. E, a giudicare da quello che si è visto al Ferraris, la luce in fondo al tunnel sembra ancora lontanissima. Il problema non è soltanto la sconfitta per 2-0 contro il Genoa, ma la prestazione di una squadra che non ha quasi mai dato l’impressione di poter mettere in difficoltà gli avversari. Daniele De Rossi ha dominato l’amico Luciano Spalletti, con i rossoblù più organizzati, aggressivi e soprattutto convinti di quello che stavano facendo. La Juve, invece, è sembrata una squadra senza capo né coda. Una formazione che fatica a difendere, non riesce a costruire gioco e davanti combina pochissimo. E quando tutti e tre i reparti non funzionano, diventa difficile pensare che basti cambiare qualche interprete per rimettere in piedi la stagione.

A Genova, poi, ci si sono messi anche i singoli. Cambiaso e Kalulu hanno disputato una partita da dimenticare, diventando protagonisti in negativo delle due reti rossoblù. Al 12′ Baldanzi arriva sul fondo e serve un pallone rasoterra per Ehizibue, che calcia di prima intenzione. Cambiaso prova a intervenire, ma la sua deviazione finisce per mettere fuori causa Vicario, regalando al Genoa il vantaggio. La Juventus non reagisce e il raddoppio arriva al 29′. Stavolta a sbagliare è Kalulu, che gestisce malissimo un pallone recuperato dopo un calcio d’angolo bianconero. Vitinha ne approfitta e si presenta in area, trovando prima la respinta della difesa e poi il pallone sul quale si avventa Baldanzi, bravo a battere Vicario.

Due errori gravi, ma soprattutto due episodi che fotografano una squadra incapace di gestire anche le situazioni più semplici. E il Genoa avrebbe potuto fare ancora più male, perché per tutto il primo tempo ha trovato spazi e possibilità di ripartire contro una Juventus spesso disordinata e troppo lenta a rientrare.

Juventus, il centrocampo non carbura e l’attacco non esiste: Spalletti prova a cambiare tutto

Se Cambiaso e Kalulu sono i peggiori in campo, il resto della Juventus non offre molti motivi per sorridere. Il centrocampo continua a non carburare. McKennie, Douglas Luiz e Sarr non riescono a dare ritmo alla manovra, recuperano troppo poco e faticano a trovare collegamenti con gli uomini offensivi. La conseguenza è un attacco praticamente inesistente. Kolo Muani e Alajbegovic restano isolati per lunghi tratti, ricevono pochi palloni utili e raramente riescono a mettere sotto pressione la retroguardia del Genoa. La squadra di Spalletti tiene il pallone in alcune fasi, ma fatica tremendamente a trasformare il possesso in pericoli concreti. Per capire quanto sia stata complicata la serata basta guardare le occasioni costruite. Nel recupero del primo tempo Kalulu spreca l’unica vera possibilità bianconera, confermando una prestazione già compromessa dagli errori in difesa.

Nella ripresa Spalletti prova a cambiare tutto, inserendo progressivamente Woltemade, Zhegrova, Boga, Cabal e Koopmeiners. Ma la Juventus non cambia passo. Al 65′ Bremer cerca di riaprire la partita con un colpo di testa che termina sopra la traversa. Undici minuti dopo Zhegrova prova la conclusione dalla distanza, trovando la risposta di Bijlow. Sono episodi isolati, troppo poco per una squadra che deve recuperare due gol e che dovrebbe avere ben altre ambizioni. In pieno recupero Koopmeiners colpisce la traversa e il portiere del Genoa si oppone anche a Lucumí, ma il risultato non cambia.

Genoa 2, Juventus 0. Una vittoria meritata per De Rossi, che ha preparato meglio la partita e ha visto i suoi giocatori eseguire il piano con una convinzione completamente assente dall’altra parte.

Juve, tutti i fantasmi di Spalletti: la zona Champions si allontana e la squadra non convince

A questo punto, però, bisogna andare oltre la cronaca. Perché la Juventus sta mostrando limiti che non possono più essere liquidati come semplici giornate storte. La vittoria contro il Lecce aveva dato l’illusione di una ripartenza, ma a Genova sono tornati gli stessi problemi che accompagnano i bianconeri da settimane. Spalletti continua a cercare risposte, cambia gli uomini, prova soluzioni differenti, ma il risultato è quasi sempre lo stesso. Il centrocampo non costruisce, l’attacco non c’è e la difesa concede occasioni troppo facilmente. Manca soprattutto una personalità collettiva, quella che dovrebbe permettere alla squadra di reagire quando la partita si mette male.

E qui tornano tutti i fantasmi del tecnico di Certaldo. Perché Spalletti ha le sue responsabilità, a cominciare dalla difficoltà di dare un’identità riconoscibile a questa Juventus. Ma sarebbe sbagliato pensare che basti mettere sotto accusa l’allenatore per risolvere tutto. Anche i giocatori devono rispondere di prestazioni come quella del Ferraris. Cambiaso e Kalulu sono stati disastrosi, ma quanti altri possono dire di aver giocato una partita all’altezza? Quanti hanno provato davvero a prendere in mano la squadra? Troppo pochi. E la sensazione è che il problema sia ormai più profondo del singolo errore o della scelta sbagliata di formazione.

La classifica rende tutto ancora più complicato. Dopo nove giornate, il Como quarto è distante sei punti e la corsa alla Champions League comincia già a diventare una rincorsa.

La Juventus ha bisogno di ritrovare gioco, gol e soprattutto convinzione. Spalletti deve riuscire a far funzionare una squadra che oggi sembra non avere nemmeno le basi per competere con continuità. Perché perdere a Genova può succedere. Farsi dominare senza quasi reagire, per una Juventus che punta alla Champions, è molto più difficile da giustificare.

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Juventus-SP é investigado por suspeita de desvio de recursos da SAF

28 October 2026 at 09:47

O Clube Atlético Juventus, um dos mais tradicionais da capital paulista, é alvo de uma investigação da Polícia Civil que apura supostos repasses indevidos de parte dos recursos obtidos com a venda de sua SAF (Sociedade Anônima do Futebol).

O caso tramita sob sigilo na 3ª Delegacia da Divisão de Combate à Lavagem de Dinheiro do DPPC.

Entre os principais investigados estão o presidente do Conselho Deliberativo, Carlos Eduardo Gomes Pedroso, e o presidente do clube social, Tadeu Deradeli.

Segundo as denúncias, às quais a CNN teve acesso, os valores teriam sido repassados aos beneficiários por meio de pagamentos de honorários advocatícios. Um ex-casal de advogados está no centro do caso.

A venda da SAF foi aprovada em junho de 2025 pelo Conselho Deliberativo do clube, que aceitou a proposta do grupo liderado pela REAG Capital Holding. A investigação se concentra na parcela do negócio destinada ao clube social, e busca rastrear o caminho desse dinheiro.

A Corregedoria Geral da Polícia Civil de SP também conduz procedimento próprio.

Em nota, o Juventus afirma que não comenta questões que tramitam em sigilo e que eventuais responsabilidades devem ser “devidamente apuradas e tratadas nas vias próprias, com absoluto respeito ao devido processo legal”.

Já o Juventus SAF diz que opera de forma “completamente distinta do clube social” e que, após o depósito dos valores previstos em contrato, não tem responsabilidade sobre sua utilização.

As informações foram reveladas pelo site ge e confirmadas pela CNN.

O que diz o Juventus

O Clube Atlético Juventus reitera que não comenta o mérito de questões que tramitam em sigilo perante as autoridades competentes. Ressalta, ainda, que não cabe à instituição antecipar conclusões, atribuir responsabilidades ou condenar de forma prévia, respeitando integralmente o andamento de qualquer processo em curso.

O Clube mantém sua confiança em seus conselhos e no compromisso de seus membros com a ética, a responsabilidade e a governança. O Juventus confia na atuação da Justiça e afirma que eventuais responsabilidades, sejam elas de quem forem, devem ser devidamente apuradas e tratadas nas vias próprias, com absoluto respeito ao devido processo legal.

Neste sentido, reforça a importância de que informações sigilosas não sejam compartilhadas por vias informais — em grupos de mensagens, conversas pessoais ou qualquer canal alheio aos autos do processo.

Condutas dessa natureza podem trazer consequências para quem as pratica, cabendo exclusivamente ao Poder Judiciário o julgamento de qualquer responsabilidade no caso.

A instituição reforça, ainda, que questões de natureza pessoal envolvendo indivíduos que integram, integraram ou prestaram serviços ao Juventus não se confundem com sua gestão ou atuação institucional.

E lamenta que episódios dessa natureza ofusquem o trabalho organizacional que vem sendo conduzido em benefício de seus associados, da região da Mooca e da cidade de São Paulo, fruto do sabido empenho de sua atual gestão.

Com mais de um século de história e uma trajetória profundamente ligada ao esporte e à cidade de São Paulo, o Juventus preserva o compromisso de conduzir sua atuação institucional com responsabilidade e respeito à sua história, à sua comunidade e à sua tradição.

O que diz o Juventus SAF

 O Juventus SAF informa que, desde o início do projeto, opera de forma completamente distinta do clube social, com processos, gestões e sedes diferentes.

No âmbito da aquisição das ações do departamento de futebol, os pagamentos previstos contratualmente são realizados pelo Juventus SAF na conta bancária formalmente indicada pelo clube social. A partir do depósito, a gestão e a destinação desses recursos são de responsabilidade exclusiva do titular da conta, não cabendo ao Juventus SAF qualquer ingerência ou responsabilidade sobre sua utilização.

Registra-se que o Juventus SAF não possui qualquer relação com o ocorrido, uma vez que se trata de estruturas distintas e com gestões independentes. 

A SAF permanece à disposição para eventuais esclarecimentos, reforçando seu compromisso com a transparência e a correta informação dos fatos.

O que diz a Polícia Civil de São Paulo

A Polícia Civil informa que as investigações sobre possíveis irregularidades em repasses financeiros a um clube seguem em andamento pela 3ª Delegacia da Divisão de Combate à Lavagem de Dinheiro do DPPC.

A apuração busca rastrear a movimentação dos recursos. A Corregedoria Geral também mantém procedimento próprio. O caso segue sob sigilo. 

Uefa define sedes das finais da Champions League de 2028 e 2029; veja

 

“Stamattina ho deciso di rinunciare al ricorso. Non si sa mai, magari invece di 2 ne prendo 4”: così Allegri

27 October 2026 at 15:58

“C’è poco da dire, tanto ormai è successa. Stamattina ho deciso di rinunciare al ricorso, non si sa mai, magari invece di 2 ne prendo 4″. A parlare è Massimiliano Allegri, allenatore del Napoli, alla vigilia della sfida contro il Monza in programma domani, mercoledì 28 ottobre, alle 20:45. Il riferimento è all’espulsione ricevuta nella partita di domenica contro il Napoli, pareggiata per 3-3. Allegri aveva contestato il cartellino rosso ricevuto, arrivato per le proteste dopo il gol 3 a 3 della Roma: Beukema era rimasto a terra, anche se le immagini hanno successivamente mostrato che il difensore del Napoli ha simulato. “Il quarto uomo ha richiamato l’arbitro, che mi ha cacciato fuori. Non avevo detto nulla, ormai è andata e dispiace”, aveva spiegato Allegri a Dazn nell’immediato post gara. “Ogni volta che mi muovo vengo buttato fuori, l’anno scorso mi hanno anche dato 80mila euro di multa“.

Allegri non sarà presente né domani, 28 ottobre, per la trasferta in casa del Monza e soprattutto domenica 1 novembre quando gli azzurri affronteranno la Juventus all’Allianz Stadium. “Il dispiacere più grosso non è la squalifica ma che non abbiamo portato a casa i tre punti dopo una buona partita, il resto sono tutte chiacchiere“, ha spiegato Allegri che ha poi voluto mettere un punto alla questione. “Gasperini? Non ho sentito quello che ha detto, poi le frasi riportate possono essere sbagliate. Voglio che questa cosa sia chiusa. Non si cambiano squalifiche e risultato. C’è un dato di fatto, siamo indietro in classifica. Dobbiamo migliorare in alcune fasi della partita dove pecchiamo“, ha concluso Allegri.

Allegri si è poi concentrato sull’analisi della partita: “I giocatori stanno migliorando la condizione, diversi sono stati fermi per due mesi, McTominay, Anguissa, Alisson fra dentro e fuori, Neres s’è fermato, ora anche Badiashile. Dobbiamo recuperare chi è fuori e migliorare la condizione di chi ha giocato meno“, ha aggiunto. E ancora: “De Bruyne è straordinariamente bravo a giocare a 50 metri, ma non può giocare tutte le partite, come le altre, poi i cambi diventano fondamentali“.

Parlando del prossimo avversario. “Il Monza ha fatto 15 gol, noi dobbiamo migliorare dei dati, nei primi tempi abbiamo subito solo due reti e nel secondo tempo otto. Quindi quelli sono dati su cui migliorare e capire che in certi momenti bisogna essere più bravi, ci sono i momenti in cui le cose ti vanno meno bene e devi alzare l’asticella“, ha detto Allegri. “Con la Roma abbiamo fatto una buona gara, bisogna fare meglio nella distribuzione del gioco, soprattutto in certi momenti“, ha aggiunto. Nelle ultime due gare Allegri ha cambiato tatticamente la squadra. “Se davanti alla difesa gioca Lobotka ha delle caratteristiche da sfruttare, è un ottimo giocatore, se ci gioca Gilmour è già diverso, con De Bruyne è più verticale, cambia il campo in un attimo, ma è questione di caratteristiche“, ha concluso Allegri.

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Stangata per Allegri: due giornate di squalifica, salta anche la Juve. Le motivazioni del giudice sportivo, il Napoli fa ricorso

26 October 2026 at 13:27

Costa caro a Max Allegri l’espulsione rimediata nel finale di Napoli-Roma, il big match di sabato scorso al Maradona: il tecnico infatti ha ricevuto dal giudice sportivo di Serie A due giornate di squalifica, oltre a una ammenda di 10mila euro. Allegri non potrà sedere in panchina mercoledì 28 per la trasferta in casa del Monza e soprattutto domenica 1 novembre quando gli azzurri affronteranno la Juventus all’Allianz Stadium. Tornerà regolarmente al suo posto per l’altro big match dell’8 novembre, che vedrà il Napoli ospitare la Lazio di Gattuso allo stadio Maradona alle 12.30. Il Napoli però ha annunciato ricorso.

Allegri aveva fortemente contestato il cartellino rosso, arrivato per le proteste dopo il 3 a 3 della Roma: Beukema era rimasto a terra, anche se le immagini hanno successivamente chiarito che il difensore del Napoli ha simulato. “Il quarto uomo ha richiamato l’arbitro, che mi ha cacciato fuori. Non avevo detto nulla, ormai è andata e dispiace”, aveva spiegato Allegri a Dazn. “Ogni volta che mi muovo vengo buttato fuori, l’anno scorso mi hanno anche dato 80mila euro di multa“: il conto ora va aggiornato con la nuova ammenda.

Le motivazioni della squalifica

Nel comunicato del giudice sportivo viene fornita una ricostruzione diversa. La squalifica del tecnico è arrivata “per avere, al 45° del secondo tempo, rivolto un’espressione ingiuriosa nei confronti degli Ufficiali di gara, per avere, inoltre, negli spogliatoi, rivolto ai medesimi un’espressione gravemente irrispettosa e assunto un atteggiamento aggressivo nei confronti di un dirigente della squadra avversaria; infrazioni rilevate dal Quarto Ufficiale e dal Direttore di gara e l’ultima dai collaboratori della Procura federale“, scrive il giudice sportivo.

Non si fa quindi riferimento alla famosa frase che Allegri – stando a quanto riportato da molti testimoni – avrebbe pronunciato nei corridoi del Maradona: “Vi hanno messo la Champions in tasca ed ho pagato io con il Milan”. Su questo punto potrebbero esserci ulteriori indagini da parte della Procura federale. Nel frattempo Gian Piero Gasperini in conferenza stampa oggi ha commentato: “Ci sono i numeri, le testimonianze, i dati, nostri e delle altre squadre. Non ho letto un commento a favore di questa constatazione che mi sembra veramente infelice. Non c’è bisogno che io aggiunga altro“, ha chiuso il tecnico della Roma.

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Antonio Conte sul suo futuro: “Il mio nome accostato a tanti club. Leggo di richieste economiche, pieni poteri e di riserve per il mio carattere ‘forte’. Sono supposizioni”

23 October 2026 at 14:00

“Alla luce delle indiscrezioni pubblicate negli ultimi giorni da diversi organi di informazione, in Italia e all’estero, ritengo opportuno intervenire per fare chiarezza. Il mio nome è stato accostato a numerosi club, ma al momento non vi è alcuna trattativa in fase avanzata“. Comincia così il messaggio di Antonio Conte nelle sue storie Instagram in cui fa chiarezza sul suo futuro. Il tecnico leccese – che nelle settimane precedenti aveva strizzato l’occhio a club “blasonati”, che “hanno perso di vista la propria storia” – ha deciso di uscire allo scoperto dopo che nelle ultime settimane il suo nome è stato accostato a diversi club italiani e stranieri, tra cui Juventus e Manchester United tra le tante, dove le panchine di Spalletti e Carrick non sono più al sicuro dopo gli ultimi deludenti risultati.

“Dopo una splendida e vincente esperienza alla guida del Napoli, mi prenderò il tempo necessario per valutare come e quando tornare ad allenare. Sarà una scelta ponderata, che farò quando riterrò che vi siano le condizioni giuste“, scrive Conte, che poi entra più nello specifico: “Ho letto di presunte richieste economiche e di pieni poteri che avrei già avanzato alle società citate, così come di riserve legate a quello che viene definito il mio un ‘carattere forte‘”.

Nessuna trattativa avanzata con la Juventus e nessuna con il Manchester United, così come con tutti gli altri club a cui Conte è stato accostato nell’ultimo mese: “Si tratta di ricostruzioni prive di fondamento poiché, allo stato attuale, non esistono elementi concreti sui quali basare simili valutazioni. Qualora si presentasse un’opportunità concreta, sarà il momento di confrontarsi con il club interessato e valutare insieme le condizioni di un eventuale accordo, nel rispetto delle reciproche esigenze e delle caratteristiche che contraddistinguono il mio lavoro di allenatore. Fino ad allora, ogni ipotesi sulle mie richieste e sul mio futuro professionale resta una supposizione e non può essere considerata come un fatto”, ha concluso nel lungo messaggio pubblicato anche in inglese.

Nonostante la smentita, però, dall’Inghilterra insistono: se nel prossimo weekend – domenica alle 17:30 contro il Bournemouth – il Manchester United non dovesse vincere, Carrick verrebbe esonerato e il club andrebbe forte su Antonio Conte. E la sua ombra, inevitabilmente, è anche dietro Luciano Spalletti, visto che la sua Juventus non riesce a trovare continuità.

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Francisco Conceição tem lesão e para por tempo indeterminado

19 October 2026 at 16:50
O clube italiano, Juventus, não divulgou o tempo de paragem esperado do extremo de 23 anos, mas a imprensa local aponta que Conceição deverá ficar afastado dos relvados durante um mês.

© JOSE COELHO/EPA

"O jogador passará por tratamentos e já iniciou a reabilitação com o objetivo de regressar às atividades competitivas", avisa o clube
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