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Antonelli padrone del Mondiale: Austin certifica il divario con Russell. Leclerc ha ritrovato la Ferrari? L’analisi del Gp

26 October 2026 at 09:18

Manca un solo passo per arrivare al paradiso, ma è questione di giorni. Settantatré anni di attesa possono finire domenica prossima, quando Andrea Kimi Antonelli avrà la possibilità di riportare l’Italia sul tetto della Formula 1, dove manca dal 1953 con Alberto Ascari su Ferrari. Dopo aver dominato anche il GP di Austin, il ventenne bolognese è padrone assoluto del proprio destino: in Messico gli basterà arrivare nono per conquistare matematicamente il titolo, anche in caso di vittoria del compagno George Russell. Potrà permettersi persino un decimo posto se l’inglese non vincerà, oppure restare a secco qualora né Russell né Lewis Hamilton conquistassero il successo. Una serie di combinazioni che raccontano quanto il Mondiale sia ormai nelle sue mani. E quanto Austin, con la nona vittoria stagionale, abbia avvicinato un appuntamento con la storia che sembrava impossibile appena un anno fa.

Il Texas ha incoronato ancora una volta il talento della Mercedes, capace di trasformare una gara potenzialmente complicata in una dimostrazione di forza. Lo ha fatto sin dal via, scattando nettamente meglio di un Max Verstappen (3° finale) dato davanti da molti alla vigilia. La realtà è che Antonelli ha preso immediatamente il largo mentre alle sue spalle Ferrari e Red Bull si contendevano le posizioni. Nessuna sbavatura, nessuna esitazione, neppure quando le strategie hanno mescolato temporaneamente le carte. La scelta della sosta unica, con il passaggio dalle medie alle dure al 25° giro, si è rivelata vincente. Charles Leclerc, secondo, ha chiuso a 13 secondi, Verstappen a oltre 17. Distacchi pesanti, specie per la Red Bull che aveva dimostrato un altro passo tra Malesia e Singapore. Probabilmente il pacchetto aggiornamenti introdotto a Sepang dalle Frecce d’Argento è stato capito meglio.

Se Antonelli ha corso praticamente da solo, alle sue spalle la Ferrari ha finalmente ritrovato una competitività incoraggiante. Leclerc è stato protagonista di una delle migliori prestazioni stagionali, cominciata con un avvio aggressivo che gli ha permesso di superare Verstappen. “Da 5-6 gare capisco meglio la vettura, che per il resto della stagione è sempre stata strana. Proviamo a battagliare con Kimi nel finale di stagione”, le parole del monegasco dopo la gara. La battaglia con Verstappen è proseguita attraverso strategie differenti, fino al sorpasso decisivo del monegasco al 49esimo giro, favorito da pneumatici più freschi. Una seconda posizione meritata, che restituisce fiducia a Maranello e conferma i progressi della SF-26.

Anche Lewis Hamilton ha lasciato Austin con qualche motivo per sorridere, pur accompagnato dal rimpianto per un podio sfumato. Quarto al traguardo, il britannico aveva progressivamente ridotto il distacco da Verstappen, portandosi a poco più di un secondo dalla Red Bull. Proprio quando l’attacco sembrava possibile, però, la Virtual Safety Car provocata dal ritiro della Cadillac di Valtteri Bottas ha congelato le posizioni. Resta la buona prestazione di Maranello, che ha l’obiettivo di chiudere bene la stagione riprogettare il motore in inverno col fine di recuperare il gap di velocità che anche sabato si è visto.

Più sorprendente nel weekend è stato il passo indietro della Red Bull, arrivata negli Stati Uniti con ben altre aspettative dopo le recenti prestazioni. Verstappen ha dovuto fare i conti con una monoposto difficile da gestire, lamentando problemi di freno-motore e un comportamento tutt’altro che rassicurante. Neppure la strategia delle due soste ha permesso all’olandese di contrastare il ritmo dei migliori. Risaltano i nervi, i pugni al voltante, dopo il secondo pit-stop.

Disperso infine George Russell, ottavo, dopo una gara anonima e una penalità di 5”, accusando addirittura 54 secondi di ritardo da Antonelli. Un abisso quello tra i due piloti di Brackley. La penalità è arrivata per aver tratto vantaggio lasciando la pista in un lungo in curva-12, una condizione che l’inglese non è poi riuscito a migliorare, rimanendo per larga parte della gara bloccato alle spalle della McLaren di Oscar Piastri. Insomma, se Antonelli questa auto l’ha capita alla grande, dando un divario maggiore al rivale con l’arrivo degli aggiornamenti, il britannico avrà bisogno di un importante reset mentale in inverno. Per il primo titolo della carriera del bolognese è solo questione di tempo.

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F1, Antonelli parte dalla pole nel giorno del suo primo match point Mondiale | La griglia di partenza del Gp Usa ad Austin

25 October 2026 at 12:13

Kimi Antonelli parte dalla pole position nel giorno del suo primo match point Mondiale. Il bolognese ha firmato il miglior tempo delle qualifiche del Gp Usa 2026 di Formula 1 ad Austin, davanti alle due Red Bull di Verstappen e Hadjar, poi le due Ferrari di Leclerc e Hamilton, infine il compagno di squadra George Russell. Per diventare campione del mondo, però, Antonelli deve vincere il Gp degli Stati Uniti e aspettare due risultati precisi: George Russell nono o peggio, Lewis Hamilton quinto o peggio. Solo con questa combinazione, nella serata italiana di domenica 25 ottobre, il pilota della Mercedes potrà festeggiare il titolo con cinque gare d’anticipo. Un titolo che a un italiano manca dal 1953.

La griglia di partenza del Gp Usa 2026

  1. Kimi Antonelli (Mercedes)
  2. Max Verstappen (Red Bull)
  3. Isaac Hadjar (Red Bull)
  4. Charles Leclerc (Ferrari)
  5. Lewis Hamilton (Ferrari)
  6. George Russell (Mercedes)
  7. Oscar Piastri (McLaren)
  8. Lando Norris (McLaren)
  9. Liam Lawson (Racing Bulls)
  10. Pierre Gasly (Alpine)
  11. Nico Hulkenberg (Audi)
  12. Fernando Alonso (Aston Martin)
  13. Oliver Bearman (Haas)
  14. Arvin Lindblad (RB Team) – penalizzato di 5 posizioni per cambio ICE
  15. Esteban Ocon (Haas)
  16. Lance Stroll (Aston Martin)
  17. Carlos Sainz (Williams)
  18. Alexander Albon (Williams)
  19. Sergio Perez (Cadillac)
  20. Valtteri Bottas (Cadillac)
  21. Franco Colapinto (Alpine) – penalizzato di 10 posizioni per cambio PU
  22. Gabriel Bortoleto (Audi) – penalizzato per cambio PU, partirà dalla pit-lane

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F1, Kimi Antonelli campione 2026: le combinazioni per vincere il titolo già ad Austin

24 October 2026 at 11:54

Il primo match point è ad Austin. Per sfruttarlo, però, Kimi Antonelli deve vincere il Gp degli Stati Uniti e aspettare due risultati precisi: George Russell nono o peggio, Lewis Hamilton quinto o peggio. Solo con questa combinazione, nella serata italiana di domenica 25 ottobre, il pilota della Mercedes potrà diventare campione del mondo con cinque gare d’anticipo. Un titolo che a un italiano manca dal 1953. Antonelli arriva in Texas con 102 punti di vantaggio sul compagno di squadra. Un margine che rende possibile chiudere il Mondiale già negli Usa, ma lascia ancora aperta la corsa degli inseguitori. L’occasione più favorevole sarà quella successiva, tra una settimana in Messico.

La classifica e i punti ancora disponibili

Questa la situazione prima del Gp degli Stati Uniti:

  1. Kimi Antonelli (Mercedes): 340 punti
  2. George Russell (Mercedes): 238 punti, a −102
  3. Lewis Hamilton (Ferrari): 229 punti, a −111
  4. Max Verstappen (Red Bull): 221 punti, a −119
  5. Charles Leclerc (Ferrari): 215 punti, a −125

Compreso quello di Austin, restano sei Gran Premi. Dopo la gara americana, rimarranno quindi 125 punti a disposizione. È questa la soglia da raggiungere per festeggiare in Texas: Antonelli dovrà avere almeno 125 punti di vantaggio sul secondo in classifica. Non ne servono 126, perché l’italiano è già sicuro di prevalere in un eventuale arrivo a pari punti con Russell, che non potrà eguagliare il suo numero di vittorie stagionali nemmeno vincendo tutte le gare rimanenti.

Antonelli, le combinazioni per diventare campione ad Austin

Le condizioni devono verificarsi tutte insieme:

  • Antonelli deve vincere.
  • Russell deve arrivare nono o peggio.
  • Hamilton deve arrivare quinto o peggio

Con la vittoria, Antonelli salirebbe a 365 punti. Russell nono ne avrebbe 240, esattamente 125 in meno: potrebbe ancora raggiungerlo, ma perderebbe il titolo per il minor numero di successi. Hamilton quinto arriverebbe invece a 239, con un ritardo di 126 punti. Nessun altro vincolo per Verstappen e Leclerc: con Antonelli vincitore, potrebbero arrivare al massimo secondi. Anche in quel caso resterebbero rispettivamente a 126 e 132 punti di distanza. La vittoria dell’italiano è indispensabile. Un secondo posto lo porterebbe a 358 punti: persino con Russell fuori dai punti, il vantaggio sarebbe di 120, insufficiente per chiudere il Mondiale.

Perché il Messico sarà la grande occasione

Dopo Austin e il Gp del Messico resteranno quattro gare, quindi un massimo di 100 punti da conquistare. Per vincere il titolo in Messico, quindi, ad Antonelli basterà conservare nel bilancio delle due gare il margine che possiede già oggi sui rivali. Potrà anche permettersi di cedere qualcosa. Rispetto alla classifica attuale, complessivamente tra Stati Uniti e Messico, Antonelli potrà perdere al massimo: 2 punti da Russell, 11 punti da Hamilton, 19 punti da Verstappen, 25 punti da Leclerc.

Ecco perché il Messico offrirà condizioni più favorevoli: il vantaggio attuale è già superiore ai punti che resteranno disponibili dopo quella gara. Antonelli dovrà “solo” difenderlo nei due appuntamenti. Altrimenti, poco male: l’occasione potrebbe arrivare nel Gp del Brasile, in casa del suo mito, Ayrton Senna. Sempre che nel frattempo non cambi il calendario di Formula 1, con la rinuncia per questioni geopolitiche ai Gp in Qatar e Arabia Saudita: in quel caso, ci sarebbe una sola gara di recupero a Imola. E ovviamente per Antonelli il Mondiale sarebbe ancora più vicino.

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GTWC no AIA: Verstappen escala 15 posições e garante top-10 em Portugal

18 October 2026 at 19:48

O titular da Red Bull na Fórmula 1, Max Verstappen terminou na nona posição a etapa de Portugal do GT World Challenge Europe (GTWC), disputada este sábado (17) no Autódromo Internacional do Algarve (AIA), em Portimão.

Numa corrida de três horas de duração, o holandês, que pilotou um Mercedes-AMG GT3 da sua própria equipa, a Verstappen Racing, fez o stint final da prova e avançou 15 posições em quase 50 minutos de prova.

O holandês teve como companheiros nesta tarde Ben Barnicoat, responsável pela largada, e Chris Lulham, que pilotou no segundo stint, assumindo os comandos do carro para o encerramento da prova.

Pouco antes, Lulham foi penalizado com uma passagem pelas boxes após tocar num concorrente e fazê-lo rodar na pista. Verstappen, então, passou a escalar o pelotão assim que assumiu a pilotagem.

Distante 47 segundos do líder quando assumiu a pilotagem, Verstappen começou a avançar no pelotão, entrando no top-20 pouco tempo depois. Um Safety Car em pista, na sequência de um problema com o BMW do team de outra estrela do desporto motorizado a nível mundial, Valentino Rossi, juntou o pelotão, e permitiu ao astro da F1 prosseguir na classificação de forma ascendente, como reporta a F1Mania.

Após a relargada e com todos os rivais próximos, Verstappen continuou avançando, incluindo uma ultrapassagem tripla quando os adversários lutavam por uma posição.

O dono do Mercedes número 3 tomou o nono posto quando restavam cinco minutos para o final e chegou a aproximar-se do oitavo colocado, sem tempo para buscar essa ultrapassagem.

A vitória ficou com outro trio que competiu com um Mercedes, formado por Maximilian Götz, Ralf Aron e Fabian Schiller, que abriu vantagem sobre os adversários após a última relargada, aproveitando-se da disputa pelo segundo lugar.

Recorde-se que estreando na categoria pela Verstappen.com Racing (#3) ao lado de Ben Barnicoat e Chris Lulham, o holandês largou em condições desfavoráveis após punições e tráfego, caindo para fora do top 20.
A recuperação registou-se no último stint, protagonizando uma impressionante série de ultrapassagens e Verstappen cortou a linha de chegada na 9ª posição.

Classificação Final


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