L’aspetto fisico ha condizionato parecchio la vita di Barry Keoghan negli ultimi anni, come lui stesso ha avuto modo di raccontare negli scorsi mesi. Per questo non deve stupire il fatto che l’attore presti particolare attenzione al proprio corpo. Negli scorsi giorni, infatti, Keoghan ha raccontato di sottoporsi a un trattamento estetico chiamato Xerf, eseguito su di lui da Nilam Holmes, esperta britannica di trattamenti per il viso.
Si tratta di un trattamento estetico basato sulla radiofrequenza, utilizzata per rassodare la pelle e stimolare la produzione di collagene. A mostrare che l’attore si sottopone a questo tipo di trattamento è stata proprio Nilam Holmes, condividendo un video su Instagram.
Keoghan racconta le ragioni che lo hanno portato a sperimentarlo: “Ne ho sentito parlare molto e Nilam è davvero entusiasta di questo trattamento. È bravissima in quello che fa, e lo dico sul serio. Ogni volta che vengo qui, trovo l’esperienza rilassante, quasi terapeutica. Mi sento meglio con me stesso e mi vedo meglio. Credo sia importante prendersi cura di sé, dentro e fuori“.
Il trattamento effettuato dall’attore presso Nilam Holmes avrebbe un costo di 3.500 dollari a seduta e quella che Holmes ha documentato sulla propria pagina Instagram era la seconda seduta a cui si sottoponeva l’attore. La collaborazione tra Holmes e Koeghan va avanti, però, da diversi anni.
Patrick Stewart with 'Blackie' in a production of Shakespeare's 'The Two Gentlemen of Verona', in December 1970. Trained in Shakespearean theater, at first he did not receive a very warm welcome in the television industry, precisely because of that classical background.
Patrick Stewart and his wife Sheila Falconer in California in January 1988. Stewart was married three times. His first marriage, to Sheila, lasted from 1966 to 1990 and they had two children, Daniel and Sophia. Between 2000 and 2003 he was married to Wendy Neuss. His last wife was the singer Sunny Ozell.
Patrick Stewart in a promotional photo for 'Star Trek' in L.A. in April 1990. For 176 episodes, between 1987 and 1994, he embodied Captain Jean-Luc Picard, a role that turned him into one of the most popular and beloved television actors for decades.
Patrick Stewart and William Shatner during an event to commemorate 'Star Trek' in Los Angeles in 1991. At first, very few people believed that Stewart could successfully take over from Shatner as the captain of the USS Enterprise.
Patrick Stewart getting his star on the Hollywood Walk of Fame in December 1996. It was not his only accolade: in 2001 he was appointed Officer of the Order of the British Empire by Queen Elizabeth II, and was knighted by her in 2010.
Patrick Stewart and Stan Lee at the premiere of 'X-Men' in New York in the year 2000. For over a quarter of a century he had been playing Professor Charles Xavier in Marvel's X-Men saga. He plays the role in the upcoming 'Avengers: Doomsday' (2026).
Patrick Stewart on the set of 'Star Trek: Nemesis'. The role of Captain Picard in the television series brought him fame and fortune, and led to several movies and videogames based on it.
Dallo smoking femminile al punk: quando la moda rompe gli schemi
Nel 1946 bastò un costume da bagno per scandalizzare il mondo. Oggi, in un’industria in cui le immagini raggiungono milioni di persone in pochi secondi, provocare sembra facile. Ma essere rivoluzionari è un’altra storia.
Soo Catwoman e Vivienne Westwood
La moda ha sempre avanzato attraverso le sue rotture. Nel 1966 Yves Saint Laurent introdusse il celebre smoking femminile, trasferendo nel guardaroba delle donne un simbolo di eleganza maschile. Inizialmente accolto con diffidenza da parte della clientela haute couture, sarebbe diventato un classico. Negli anni Settanta, Vivienne Westwood trasformò l’estetica punk in un linguaggio di ribellione, portando strappi, spille da balia e tartan contro le convenzioni del gusto borghese. Due visioni diverse, un principio comune: mettere in discussione ciò che la società considerava normale.
Oggi la sfida si gioca anche su un altro terreno: quello della visibilità. Le sfilate non sono più soltanto appuntamenti per addetti ai lavori, ma eventi globali, osservati in tempo reale attraverso social network e piattaforme digitali. Una creazione può diventare virale prima ancora di arrivare nei negozi. Eppure, essere ovunque non significa necessariamente lasciare un segno.
Roma e Valentino: quando la passerella diventa un manifesto
Un esempio significativo arriva proprio da Roma, città che custodisce una parte fondamentale della storia dell’alta moda italiana. L’8 luglio 2022, Pierpaolo Piccioli riportò Valentino nella Capitale con The Beginning, una spettacolare sfilata che trasformò la scalinata di Trinità dei Monti e piazza di Spagna in una passerella fino a piazza Mignanelli, sede dello storico atelier della maison. Ma oltre alla scenografia monumentale, a caratterizzare l’evento fu soprattutto una precisa scelta creativa: celebrare la diversità attraverso modelle e modelli di differenti età, origini e identità. Un modo per dimostrare che anche una casa di moda profondamente legata alla tradizione può mettere in discussione i canoni estetici consolidati. E che Roma può essere non soltanto una cornice straordinaria, ma anche un laboratorio di nuove idee sulla bellezza.
Valentino Garavani e il suo iconico rosso
Tra creatività e viralità: la vera rivoluzione resiste al tempo
Il settore stesso sembra interrogarsi su questa contraddizione. Secondo il rapporto The State of Fashion 2026 di McKinsey e Business of Fashion, nove delle quindici maggiori aziende del lusso hanno nominato nuovi direttori creativi nei dodici mesi fino a settembre 2025. Un ricambio che riflette anche la ricerca di nuove idee e di una maggiore differenziazione. La creatività, infatti, resta un elemento decisivo per rendere desiderabile un marchio.
Ma dove finisce l’innovazione e dove comincia lo spettacolo? Un abito estremo può sorprendere, una campagna può far discutere, una sfilata può conquistare i social. La vera prova arriva dopo: quando l’immagine svanisce e resta ciò che quella creazione ha realmente cambiato.
Forse oggi essere rivoluzionari non significa necessariamente scandalizzare. Significa avere una visione riconoscibile, rompere gli schemi senza inseguire ogni tendenza e proporre un’estetica capace di resistere alla velocità del presente. Perché la moda non ha bisogno soltanto di nuovi abiti. Ha bisogno di nuove idee. E la differenza tra una tendenza e una rivoluzione sta tutta lì: la prima cattura lo sguardo, la seconda cambia il modo di vedere.
Salma Hayek y Penelope Cruz en los Oscar, el 26 de marzo de 2000. En la década de los noventa la prensa española le preguntó a Salma Hayek con quién le gustaría trabajar. La actriz respondió que con Penélope Cruz. Tras esa declaración, ambas intérpretes comenzaron a hablar. Hayek le aconsejó que se mudara a Los Ángeles para hacer ‘castings’ en las grandes ligas de Hollywood: “Nos decíamos: ‘Vale, las dos queremos conseguir un papel en esta película, pero si yo no lo logro, espero que tú sí”, recordaba en una entrevista a ‘Vogue’ Arabia. Era el comienzo de sus carreras en la meca del cine. “¿Por qué no te quedas en mi casa? Puedo ir a recogerte al aeropuerto", le dijo Hayek. “No me dejó irme a ningún hotel”, recordaba Cruz en la misma entrevista. Luego vinieron 30 años de una amistad de hierro, que han mostrado en alfombras rojas como la de los Oscar como una pareja de amigas. La primera vez que aparecieron juntas en los premios de la Academia fue en el año 2000, la edición en la que Pedro Almodóvar recogió la estatuilla por ‘Todo sobre mi madre’, en la que participó Cruz con solo 25 años.
Matt Damon y Ben Affleck en la proyección de la película 'El botín', el 13 de enero de 2026. Los dos actores son amigos desde niños, y a mediados de los noventa decidieron mudarse juntos a Los Ángeles y compartir piso mientras trataban de hacerse un hueco en la industra. Durante esa época, los también guionistas escribieron ‘El indomable Will Hunting’ (1998), que les valió un Oscar a mejor guion original —y Robin Williams se llevó la estatuilla como mejor actor de reparto—. En enero de este año Affleck recordó una ocasión en la que él y su hermano Casey (con quien también vivían) decidieron declararse en huelga de limpieza, algo que a Damon no le molestó en absoluto: “¿Sabes cómo hay gente que bloquea ciertas cosas de su mente? Una de las cosas que él bloquea es la idea de que, cuando terminas de usar algo, hay que lavarlo o tirarlo”, bromeó. Sobre su larga amistad también ha hablado Damon, quien dijo que Ben es uno de los grandes “amores de su vida” durante la promoción de la película La Odisea.
Àngel Llàcer y Silvia Abril en la cuarta temporada de 'Tu Cara Me Suena' en los estudios de Antena 3 el 17 de septiembre de 2015. En su época de estudiantes de Arte Dramático en el Institut del Teatre de Barcelona, Àngel Llàcer y Silvia Abril compartieron piso en Barcelona. Según el actor, director teatral y presentador, la actriz y humorista era la mejor de su clase. Vivir juntos les permitió dividir gastos en un mundo laboral complicado para los intérpretes. Su convivencia fue el punto de partida para una colaboración artística de años. En el plató de ‘Tu cara me suena’, por ejemplo recordaron que comían hasta las cáscaras de las naranjas en unos momentos difíciles que ya han dejado atrás.
Michael Douglas y Danny DeVito en la edición anual del evento benéfico 'Reel Stories, Real Lives', el 7 de abril de 2016. Dos años después de conocerse en los años sesenta en la Universidad de California, Douglas y DeVito se mudaron juntos a Santa Bárbara (California). Cuando tiempo después el primero fue preguntado si conservaba amigos de su juventud, respondió: “¡Danny de Vito, por ejemplo! Todavía conservo a muchos de mis viejos amigos de la universidad. Y es que resulta difícil encontrar buenos amigos cuando te adentras en el mundo del espectáculo. La gente se comporta de forma extraña con respecto a la industria del cine, así que terminas apoyándote en los que conocías antes de alcanzar el éxito. Es más complicado hacer nuevas amistades porque te vuelves un poco más cauteloso", dijo Douglas en una entrevista con ‘The Talks’. Según detalló en la publicación, se conocieron en 1966 y fueron compañeros de habitación en 1968.
Caetano Veloso y Gilberto Gil en Sao Pablo, el 20 de agosto de 2015. Las cabezas de la Tropicàlia, un movimiento brasileño que mezcla el rock y psicodelia, vivieron tres años juntos y exiliados en Londres. Caetano Veloso y Gilberto Gil combatieron la dictadura (1964-1985) con sus canciones de tinte político, que terminaron por llevarlos a un arresto domiciliario durante cuatro meses y luego a salir de su país juntos. Se casaron con dos mujeres que eran hermanas, aunque ambos matrimonios ya finalizaron. Veloso ha dicho que no se habría vuelto músico si no fuera por la influencia, y las clases de guitarra, de Gilberto Gil, quien trabajó como ministro de Cultura por cinco años durante la presidencia de Lula da Silva. Veloso, por su parte, actuó en la película de Pedro Almodóvar ‘Hable con ella’. Tras medio siglo, su amistad continúa. El pasado 2 de octubre cantaron en un mismo escenario como parte de la campaña por Lula.
Raven y Lindsay Lohan en 'Disney's California Adventure'. Las actrices de Disney se conocieron durante una sesión de fotos de moda y se llevaron bien al instante. Raven sugirió que, ya que ninguna asistía a la universidad, podrían compartir piso. También contó que Lohan estaba “muy ocupada” con el trabajo, por lo que no estaba mucho tiempo en casa. Aun así guardó sus pertenencias en el apartamento y pagó 14 meses de renta. “Aunque estuvo allí probablemente tres veces”, dijo Raven en 2008 a US Weekly, “ella prácticamente dejó toda su ropa allí. Yo pensaba: ‘¡Vaya!’. Soy una buena compañera de piso, porque yo me la habría puesto. No me la puse, Lindsay", dijo entonces.
Mario Vargas Llosa y a la derecha Bryce Echenique. Murieron con casi un año exacto de diferencia. Vargas Llosa el 13 de abril de 2025 y Bryce Echenique, el pasado 10 de marzo. Vivieron juntos en el París de los sesenta. En 2025, Bryce recordaba al Nobel de literatura como un “amigo entrañable” y como “el peruano de todos los tiempos”. “Estuvo a mi lado cuando empecé a escribir. Mi primer libro, a pedido de él, se lo di a leer y me aconsejó lo que debía hacer, incluso desde el punto de vista de los editores. Me recomendó que escogiera a Carlos Barral, de la editorial Seix Barral”, indicó. El autor de ‘El huerto de mi amada’ describió su amistad con Vargas Llosa de esta forma: “Soledad y tranquilidad para escribir y leer”.
Justin Timberlake y, a la derecha, Ryan Gosling. Cuando estaban juntos en The Mickey Mouse Club, Ryan Gosling tuvo que mudarse a la casa de Justin Timberlake porque la serie se grababa en Estados Unidos, pero la madre del primero, hoy un actor consolidado en Hollywood, tenía que seguir trabajando en Canadá. Quien después se convertiría en una estrella del pop se lo contó a Ellen DeGeneres: “Probablemente éramos un poco más cercanos que el resto de los chicos que estaban en el programa, solo porque teníamos que compartir el baño”. En el elenco de ese programa infantil también estaban Britney Spears y Christina Aguilera.
De izquierda a derecha, Ariel Rot y Andrés Calamaro. El rockero argentino Andrés Calamaro estaba en una situación precaria cuando se fue a vivir a Madrid con su compañero de Los Rodríguez, el guitarrista y compositor Ariel Rot. Tenían un antiguo alquiler, de renta baja, en un barrio “inhóspito” por Chamberí, en la calle Martínez Campos. Asistían a bares y pedían instrumentos prestados. “Imagina cómo lo teníamos, le llamábamos El Rancho. Todo el salón era espejado, así que tenía una especie de glamur decadente. Al principio, los oficiales éramos Andrés y yo, pero como había muchas habitaciones Julián [el guitarrista de la banda] se consiguió la suya (…) nos quedamos allí, éramos un montón de vagos viviendo".
Ewan McGregor y a su lado Jude Law en el lanzamiento de la película 'Pequeño Malcolm y su lucha contra los eunucos', en enero de 1999. Jude Law aun recuerda cuando Ewan McGregor consiguió el papel de Obi-Wan Kanobi en las precuelas de ‘La guerra de las galaxias’ —su primera aparición en la saga fue en 1999—. En esos momentos, compartían vivienda cuando apenas comenzaban su carrera como actores en los noventa. “Creo que filmó en Australia y recuerdo que podía contarnos en secreto algunos pequeños detalles”, rememoraba Law en una entrevista de 2024.
Cristina Almeida y Maria Barranco en el estreno de la película 'La Banda Picasso' el 24 de enero de 2013. María Barranco, conocida por su papel en ‘Mujeres al borde de un ataque de nervios’ (1988), de Pedro Almodóvar, fue alojada en la vivienda de la reconocida abogada y exlíder política Cristina Almeida, quien le abrió sus puertas en el exclusivo barrio de Arturo Soria, en Madrid. Barranco atravesaba por entonces dificultades económicas. Puesto que compartía una amistad y una visión política afín a la abogada, se mudaron juntas en 2013. La actriz define a Almeida —defensora de los trabajadores y estudiantes represaliados por la dictadura— en sus redes como “una de las personas más importantes de su vida”.
Un joven Luis Alberto Spinetta y, a la derecha, David Lebón. Los rockeros que formaron parte de la banda Pescado Rabioso también vivieron juntos. Permanecieron en la casa de la hermana de Lebón durante casi un año, al principio de los setenta. “Éramos hermanos, no hacíamos fiestas, pero venían amigos como Pappo, Edelmiro, Molinari... Un montón de gente que tenía que ver con la música”, afirmaba Lebón en una entrevista con Teleshow en 2024. “Con la muerte de Luis tuve dos meses que no podía parar de llorar en mis ‘shows’. Y me dejé llorar, y lloramos varios, lloramos muchos… Vivíamos juntos en una época, él me escuchaba tocar la viola y decía: ‘No, me da vergüenza ser el guitarrista“, recuerdó Lebón en una entrevista para el periódico argentino ‘Clarín’.
Owen Wilson y Wes Anderson en Beverly Hills, California. Se conocieron durante su segundo año en la Universidad de Texas, en Austin. Su arrendador se negaba a arreglar todo lo que estuviera roto en la casa y por eso idearon un plan para fingir un allanamiento con el fin de presionar al dueño. El actor y el director de cine le contaron a la policía lo supuestamente sucedido, mientras su arrendador estaba presente, pero ninguno les creyó. El asunto sirvió de inspiración para el primer largometraje de Anderson, ‘Ladrón que roba a ladrón’ (1996), en el que participó Wilson. Más de 20 años después siguieron trabajando juntos. ‘La crónica francesa’ (2021) fue su última colaboración.
James Corden y Dominic Cooper en la fiesta del té de los BAFTA, el 10 de enero de 2015 en el hotel 'Four Seasons'. Antes de casarse con su esposa, el cómico James Corden vivió junto al actor de ‘Mamma Mia!’ (2008) Dominic Cooper en un piso en Londres. El actor ha contado en el pasado que en la cocina solo tenían una herramienta: una espátula. “Recuerdo una noche deprimente en la que [James] llegó a casa y yo estaba comiendo frijoles cocidos con la espátula”, recordaba el Cooper. “No ofrecía una base sólida para la existencia”, decía a ‘The Standard’: “Era la vida que dos tipos creían querer y de la que pronto se dieron cuenta de que no era así”. Cooper había exigido una habitación grande, mientras que a Corden le tocó una tan pequeña que ni siquiera tenía cama: “Así que a menudo nos despertábamos acurrucados el uno junto al otro”, recordaba en la entrevista.
Lili Reinhart y, a la derecha, Madelaine Petsch, en la alfombra roja de la fiesta de 'Vanity Fair' posterior a los Oscar de 2020. Durante la grabación de la primera temporada de ‘Riverdale’, Madelaine Petsch y Lili Reinhart vivieron juntas en Vancouver (Canadá), donde se rodaba la serie. Petsch comentó para ‘Glamour’ que había conocido a Reinhart antes de la grabación de la ficción, pero el trabajo las unió como buenas amigas. A las actrices se les vio en la fiesta de compromiso de su compañera de rodaje, Camila Mendes, en octubre del año pasado.
El actor Robert Downey Jr. y, a la derecha, Kiefer Sutherland. Tras el divorcio de sus padres, Robert Downey Jr. estuvo un tiempo viajando entre la costa este y la costa oeste de Estados Unidos hasta establecerse en Hollywood, donde vivió con Kiefer Sutherland durante tres años. Se hicieron amigos en el set de la película ’1969′ (estrenada en 1988). Durante esa época, Downey pasaba un momento dificil en su relación con Sarah Jessica Parker. Sutherland se convirtió en un gran apoyo emocional y “hombro para llorar” tanto para Downey Jr. como para la propia actriz. En el mismo edificio donde vivían, justo al otro lado del pasillo, residía el actor de ‘Regreso al futuro’ (1989) y ‘Titanic’ (1997) Billy Zane.
Mae Whitman y Miles Heizer en un evento benéfico en Los Ángeles, el 24 de noviembre de 2021. Se hicieron muy amigos mientras interpretaban a dos hermanos en la serie ‘Todo en familia’ (2010-2015) y decidieron mudarse juntos. En 2014, Whitman comentó para la revista ‘Glamour’: “Ha vivido conmigo durante dos años. Es muy especial. Lo mataría antes de dejar que se fuera. Es el músico y actor más talentoso. Creo que llegará lejos, por no mencionar que es muy sexy, lo cual resulta desagradable porque es como mi hermano pequeño. Me imagino viviendo en una casa junto a él durante toda la vida y envejeciendo en la misma calle que él. Quisiera que nuestras familias estuvieran siempre unidas”, confesaba la actriz. Aunque ya no vivien juntos, siguen siendo buenos amigos.
Adam Sandler y Judd Apatow en la Gala Baby2Baby el 13 de noviembre de 2021 en Hollywood, California. Antes de ser famosos, Apatow y Sandler compartían un apartamento en el Valle de Los Ángeles. En el programa ’60 Minutes Overtime’ de la CBS, el primero aseguró que, incluso después de que Sandler se mudara a Nueva York, siguió pagando la renta porque tenía miedo de que lo “despidieran” y tuviera que volver a la ciudad californiana. Apatow explicó: “Simplemente se fue, como si fuera a regresar, pero ya no volvió”.
Stanley Tucci y Ving Rhames. El actor de ‘El diablo viste de Prada’ Stanley Tucci y el actor de ‘Misión imposible’ Ving Rhames vivieron juntos cuando estudiaban en el Conservatorio de Teatro en la Universidad de Nueva York. En una entrevista con ‘The Daily Beast’, Tucci confirmó que fue él quien apodó a Ving (cuyo nombre completo es Irving Rameses) con su emblemático nombre artístico. Los actores han trabajado juntos en la industria del cine, por ejemplo, en la película ‘El beso de la muerte’ (Kiss of Death, 1995).
Patrick Stewart, el capitán Jean-Luc Picard de la saga Star Trek y el profesor Charles Xavier en la saga de Marvel X-Men, falleció el miércoles 28 de octubre en Los Ángeles (California), aunque su familia lo ha comunicado un día después. Tenía 86 años.
Patrick Stewart, who rose from poverty in England to become an accomplished Shakespearean stage actor and then achieved global stardom as the erudite Captain Jean-Luc Picard in TV’s “Star Trek: The Next Generation” and the telepathic Professor Charles Xavier in the “X-Men” movies, has died at the age of 86.
Stewart, knighted in 2010 by Queen Elizabeth II for his contributions to drama, died at his home in Los Angeles, according to a statement on his X account.
“We announce with great sorrow the passing of Sir Patrick Stewart yesterday at his home in Los Angeles, in the loving care of his beloved wife Sunny following a brief and poignant journey with Alzheimer’s Disease and Lewy Body Dementia,” it said.
Stewart became an actor at age 18 and gained acclaim on the stage as a member of the Royal Shakespeare Company beginning in the 1960s. But it was not until after he was hired at age 47 for “Star Trek: The Next Generation” – a TV series that ran from 1987 to 1994 as a sequel to the original 1960s “Star Trek” – that he gained mainstream fame, acting into his 80s.
“Make it so,” his character Picard often said, instructing a subordinate to carry out a command, or sometimes deploying the similar catch phrase, “Engage.”
It was a role he had debated even taking after his longtime friend and fellow Shakespearen Ian McKellen advised him to spurn “Star Trek” and remain in theater. Stewart did take the role and became both a fan favorite and an indispensable part of a lucrative sci-fi franchise, playing Picard not only in 176 episodes over seven seasons of that series but also in several “Star Trek” films and in the later streaming series “Star Trek: Picard” that began airing in 2020 when he was 79.
“As the seven seasons of TNG (“The Next Generation”) went by, the distinction between Jean-Luc Picard and Patrick Stewart became thinner and thinner, until it was impossible for me to know where he left off and I began. So much of what I believed and felt went into that show,” Stewart told the Guardian newspaper in 2022.
Stewart also initially balked at being cast as the wheelchair-using mutant Professor X in the “X-Men” movies, based on the popular Marvel comic book character.
“I said, ‘Look, I know this isn’t science fiction, but it’s fantasy, and I’ve done that.’ But they persuaded me that it wouldn’t be like ‘Star Trek,’ so I did it. And yet again I was proved wrong,” Stewart told the Guardian.
He became a critical part of another big-money franchise starting with the first entry “X-Men” in 2000 and followed by several more.
ACTING WAS SAFE SPACE
Stewart was born on July 13, 1940, in the English town of Mirfield in Yorkshire. He was raised in poverty, with a father who he said returned from World War Two an alcoholic who suffered from post-traumatic stress syndrome and physically abused Stewart’s mother. Stewart recalled putting his body between his father and mother to try to protect her.
As a child, Stewart said, acting became a “safe space” after a schoolteacher introduced him to Shakespeare – specifically “The Merchant of Venice” – during a class when he was 12. He started losing his hair at age 17 and was bald by 19. He was embarrassed at the time, but eventually embraced it.
“Star Trek,” created by Gene Roddenberry, presented a hopeful vision of the future, with humankind venturing into the cosmos in spaceships exceeding the speed of light and encountering alien races. The enduring popularity of the original series and the success of spinoff films prompted Roddenberry to create “The Next Generation” sequel series.
The Picard character was the opposite of the swashbuckling and sometimes unintentionally buffoonish Captain James T. Kirk, played by William Shatner, of the original series – envisioned as more cerebral and disciplined, though sometimes coming across as stuffy, humorless, or self-important.
Stewart recalled being a little bit too serious toward his cast mates early on.
“I tell the story of calling a meeting of my principal fellow cast members and telling them that I thought we were not disciplined enough, that we should not be fooling about on the set as much as we were but taking everything seriously,” Stewart told the New Yorker in 2023.
“And one of the cast members said, ‘Oh, come on, Patrick, we’ve got to have some fun.’ And I thumped the chair and said, ‘We are not here to have fun’ – which they have never let me forget. They taught me so much about loosening up and being freer,” Stewart added.
Stewart also felt the series improved as it went along, faulting his own portrayal of Picard in the first two seasons.
“I found it lacking intimacy. It was very authoritative, but there were few other qualities in him,” Stewart said, adding that his work got better in subsequent seasons.
In fact, the finest work for the entire cast may have been the two-part, time-bending series finale.
He became Sir Patrick Stewart when he was knighted by the queen at Buckingham Palace in 2010. He told reporters that his heroes were British actors Laurence Olivier, John Gielgud and Alec Guinness, who also had been knighted, adding that being “in that company is the grandest thing that has professionally happened to me.”
Stewart was married three times and had two children. His third marriage, in 2013, was to American musician Sunny Ozell.
Nuevo capítulo en la agria batalla entre Olivier Martinez y Halle Berry por la custodia de su hijo Maceo. Este jueves, 29 de octubre, el exmatrimonio de actores se ha visto las caras en los juzgados de Los Ángeles para retomar el caso legal por el que ambos se disputan la potestad del adolescente, de 13 años. Y ambos han salido vencedores, o perdedores, según quién cuente la historia.
La lucha de Paris Jackson por proteger el legado que su padre, Michael Jackson, les dejó a ella y a sus dos hermanos sigue imparable. La hija del cantante y megaestrella del pop, de 28 años, se ha plantado contra el administrador del legado de su padre, acusándole de no cumplir con sus obligaciones y de querer únicamente dinero. Y ahora pretende bajar su remuneración económica y hacer que el caso llegue hasta los tribunales.
La muerte de la actriz Hayden Panettiere, ocurrida el 16 de agosto a los 36 años, ha sido declarada como accidental, por lo que la investigación policial sobre las causas de su fallecimiento ha concluido, según anunció este miércoles 28 de octubre el Departamento de Policía de Greenville, Carolina del Sur, encargado del caso, ya que es donde se produjo la muerte de la intérprete de Héroes o Nashville.