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Serie A, Mbangula sbanca San Siro: Noslin non si ferma, Kalulu-Cambiaso serata horror. I top e flop della nona giornata

30 October 2026 at 11:41

Mbangula ne fa tre al Milan, la Lazio travolge il Sassuolo e il Frosinone continua a sorprendere. La Juventus sprofonda a Genova, mentre Nico Paz salva il Como. Ecco promossi e bocciati della nona giornata.

La Lazio scappa, il Milan si fa rimontare e la Juventus affonda: una giornata da non credere

Nove giornate, quarantatré gol. E questa Serie A non ci fa annoiare. La Lazio di Gattuso continua a correre, rifila sei reti al Sassuolo e guarda tutti dall’alto insieme all’Inter. Il Milan si fa rimontare dal Bologna dopo essere stato avanti 2-1, mentre la Juventus riesce nell’impresa di perdere 2-0 contro un Genoa che, fino a poche settimane fa, sembrava avere ben altri problemi.

Ma c’è anche chi sorride. Mbangula si porta a casa il pallone, Turati para due rigori nonostante la goleada subita, Nico Paz si prende il Como quando il Torino pensava di averla vinta e Calò continua a segnare, tanto che forse una telefonata del Ct Mancini comincerebbe a starci. E poi ci siamo noi, con i nostri Fantaconsigli. Qualcuno lo abbiamo azzeccato, qualcuno decisamente meno. Su Frattesi, per esempio, forse sarebbe stato meglio tacere. Ma il bello del calcio è anche questo: una settimana sei un fenomeno, quella dopo ti ritrovi nei Flop. E viceversa.

I top della nona giornata: Mbangula fa tris, Noslin trascina la Lazio e il Frosinone non si ferma

Mbangula: un, due, tre… stella. E il Milan guarda

Prima da titolare e Samuel Mbangula decide di presentarsi a San Siro con una tripletta. Segna dopo otto minuti, poi il Milan la ribalta con Cissé. Finita? Neanche per sogno. Nella ripresa il belga rimette avanti il Bologna e all’86’ firma il 4-2. Tre gol alla Scala del calcio, il pallone sotto il braccio e Palladino che se la ride. Per una prima da titolare, niente male come biglietto da visita. Per il Milan, invece, una presentazione che sarebbe stato meglio evitare.

Zaccagni: Fantaconsiglio azzeccato, anche con rigore sbagliato

Lo avevamo consigliato al Fantacalcio e Mattia Zaccagni ci ripaga con un gol e due assist nel 6-2 della Lazio al Sassuolo. Il capitano serve Isaksen, segna prima dell’intervallo e manda in porta anche Noslin. In mezzo si prende un’entrataccia da Thorstvedt che costa il rosso al norvegese. Tutto perfetto? Quasi. Turati gli para il rigore. Un gol, due assist e un rigore sbagliato. Il bonus lo portiamo a casa comunque. E per una volta possiamo anche permetterci di dire che il Fantaconsiglio era quello giusto.

Isaksen: Gustav, ma chi ti ferma più?

Gol, assist e rigore procurato. Gustav Isaksen contro il Sassuolo fa praticamente quello che vuole. Segna il 2-1, serve Zaccagni per il quarto gol e nella ripresa costringe Ćaleta-Car al fallo da rigore. Che inizio di stagione per il danese, sempre più determinante nella Lazio di Gattuso. Se continua così, dalle sue parti il problema non sarà trovare spazio. Sarà convincere gli avversari a lasciargliene un po’.

Noslin: doppietta e tutti a casa. Titolare della ditta

Tijjani Noslin chiude la festa della Lazio con una doppietta e si conferma uno dei protagonisti dell’avvio biancoceleste. Prima raccoglie l’invito di Zaccagni e trova il 5-2, poi si inventa un destro magnifico dalla distanza che finisce all’incrocio. Due gol diversi, stesso risultato: Turati battuto. Gattuso ha trovato un attacco che segna da ogni posizione. E Noslin, a quanto pare, ha deciso di essere il titolare della ditta.

Turati: sei gol subiti e due rigori parati. Tutto normale, no?

Prendere sei gol e finire tra i Top. Sembra uno scherzo, invece Stefano Turati ci riesce davvero. Contro la Lazio para due rigori, prima a Zaccagni e poi a Frattesi, diventando il primo portiere del Sassuolo a riuscirci in una partita di Serie A. Non può fare molto sui sei gol subiti, con una difesa che gli lascia ben poche possibilità. E pensare che nelle prime giornate avevamo criticato parecchio Muric. Aquilani, almeno una cosa sembra chiara: il problema del Sassuolo non è più chi mettere in porta.

Lulli: rinnovo col botto

Una settimana fa il primo gol con la Roma, Emanuele Lulli concede il bis. Contro il Cagliari pareggia di testa dopo il vantaggio di Nzola e poco dopo serve a Pisilli l’assist del 2-1. Gol e assist, classe 2007 e rinnovo fino al 2031 appena firmato. Gasperini gli sta dando spazio e il ragazzo risponde come meglio non potrebbe. Servivano giovani italiani capaci di giocare senza paura? Bene, eccolo. E sembra pure intenzionato a non fermarsi.

Mora: il più piccolo di tutti ci mette di testa

La Roma è sul 2-2 contro il Cagliari e all’85’ Rodrigo Mora decide che è arrivato il momento di chiuderla. Cross di Ghilardi, stacco perfetto e colpo di testa vincente. Proprio lui, che non fa certo della statura la propria arma migliore. Non contento, due minuti dopo partecipa anche al gol del 4-2 di Malen. Entra dalla panchina e cambia la partita. Il più piccolo di tutti decide di fare il gigante. Segnando di testa. Gasperini ringrazia. La Roma pure.

Gollini: il vice che diventa capo

Il Cagliari segna due volte all’Olimpico, ma Pierluigi Gollini è tra i principali protagonisti della vittoria della Roma. Interventi su Fadera, Deiola e Rodriguez, poi una parata fondamentale su Mendy poco prima del pareggio di Maldini. La difesa giallorossa concede parecchio, lui prova a metterci una pezza ogni volta. Due gol subiti e una partita da protagonista. Gasperini può ringraziare anche il suo portiere, che non sta facendo sentire la mancanza di Svilar. Il vice che diventa capo. Garanzia.

Nico Paz: “Eh amigo… i campioni sono così”

Per ottanta minuti Nico Paz sonnecchia. Il Torino è avanti 1-0 e il Como sembra avviarsi alla sconfitta. Poi l’argentino decide che è ora di smetterla di scherzare. All’81’ mette sulla testa di Ramón il pallone del pareggio, sei minuti dopo si inserisce sul cross di Yan Couto e firma il sorpasso. Gol e assist in sei minuti. Perché puoi anche giocare una partita “normale”, sbagliare qualche pallone e non convincere nessuno. Poi però se ti chiami Nico Paz, finisce così. “Eh amigo…”

Ramón: dalle stalle alle stelle

Fino all’80’ lo avremmo messo tranquillamente nei Flop. Jacobo Ramón perde un pallone sanguinoso sotto la pressione di Fitz-Jim e permette al Torino di costruire il vantaggio di Adams. Poi, però, decide di farsi perdonare. Sale nell’area avversaria, raccoglie il pallone di Nico Paz e di testa firma l’1-1. Terzo gol stagionale per un difensore, ma soprattutto una bella dimostrazione di carattere. Dal quasi Flop al Top, con un colpo di testa. E il Toro preso per le corna.

Miranda: dalla panchina con furore

Palladino manda in campo Juan Miranda al 59′ e il Bologna impiega pochissimo a cambiare marcia. Da una sua punizione nasce l’autogol di Bartesaghi che vale il 2-2. Passa appena un minuto e lo spagnolo confeziona anche l’assist per il sorpasso di Mbangula. Due gol propiziati praticamente appena entrato. Il Milan passa dal vantaggio alla sconfitta nel giro di un amen. Amorim guarda la panchina, Palladino la usa. E la differenza si vede eccome.

Cissé: l’uomo “Alfa”

Il Milan ne prende quattro dal Bologna, ma Alphadjo Alfa Cissé continua a essere la notizia migliore di questo inizio di stagione rossonero. Prima sfrutta il recupero di Hutchinson per pareggiare, poi si avventa sul tiro-cross di Tomori e firma la doppietta. Quarto gol in campionato, settimo in stagione. Personalità e una fame che il resto dell’attacco sembra aver smarrito. Amorim ha parecchi problemi da risolvere, ma su una cosa può sorridere: in mezzo a tanti milioni spesi, il ragazzino continua a segnare. E a salvare almeno la faccia.

Provedel: Chivu, ma siamo sicuri che Martinez giocherà ancora?

L’Inter vince 2-0 a Venezia grazie a due autogol, ma prima di portare a casa i tre punti deve ringraziare Ivan Provedel. Il portiere respinge su Adams e poi compie un intervento straordinario sulla conclusione ravvicinata di Lauberbach, deviata sulla traversa. Porta inviolata e tanta sicurezza nei momenti più difficili. Chivu lo ha preferito a Josep Martínez e la scelta sta dando risultati. La concorrenza in porta non manca, ma per il momento cambiare Provedel sembra davvero un’idea poco furba.

Okoye: sei sconfitte e poi il rigore parato. Finalmente, Maduka!

L’Udinese arriva da sei sconfitte consecutive e contro il Parma rischia di collezionare la settima. Al 69′ Bernabé va sul dischetto e ha tra i piedi il pallone della possibile vittoria. Ma Maduka Okoye gli dice di no. Rigore parato, porta inviolata e primo punto per i friulani dopo sei gare da dimenticare. Dopo qualche errore di troppo nelle prime giornate, il nigeriano torna finalmente a fare la differenza. Maduka, era ora! Perché un pareggio non risolve certo i problemi dell’Udinese, ma almeno stavolta il portiere ha evitato che diventassero ancora più grossi.

Højlund: Rasmus, bentornato! E noi lo avevamo detto

Tra gli attaccanti consigliati al Fantacalcio avevamo inserito anche Rasmus Højlund. Dopo 53 giorni senza gol, il danese decide di sbloccarsi contro il Monza. Al 10′ sfrutta il pallone di Di Lorenzo e porta avanti il Napoli, dando il via al 4-1 degli azzurri. Finalmente un gol per un attaccante che doveva essere uno dei protagonisti della stagione. Allegri ritrova la vittoria e noi possiamo rivendicare un Fantaconsiglio azzeccato.

Milinković-Savić: Vanja ci mette le mani

Il Napoli vince 4-1, ma prima di dilagare rischia più volte contro Varela. A impedire ai brianzoli di approfittarne ci pensa Vanja Milinković-Savić, decisivo con un paio di interventi sul portoghese e poi ancora su Foe Ondoa. Sul gol del Monza può fare poco, ma quando gli azzurri devono resistere è lui a tenerli in piedi. I quattro gol del Napoli si prendono la copertina, giustamente. Prima del poker, però, erano servite anche le mani di Milinković-Savić. E non è un dettaglio.

Østigård: da qui non si passa!

La Juventus arriva a Marassi cercando conferme dopo la vittoria contro il Lecce. Trova invece Leo Østigård, che insieme ai compagni di reparto trasforma l’attacco bianconero in una lunga collezione di figuracce. Kolo Muani fatica, Woltemade entra e non cambia nulla. Il Genoa vince 2-0 e De Rossi si gode una difesa finalmente solida. Il cliente non sembrava particolarmente ispirato, ma era comunque da tenere a bada. Missione compiuta. E porta chiusa a doppia mandata.

Alex Amorim: no, non l’allenatore del Milan

Di Amorim, in questa giornata, se ne parla parecchio. Uno allena il Milan e prende quattro gol dal Bologna. L’altro, Alex Amorim, gioca a centrocampo nel Genoa e contribuisce a mandare al tappeto la Juventus. Il brasiliano lavora tra le linee, recupera palloni e aiuta Frendrup a togliere spazio alla squadra di Spalletti. De Rossi può sorridere, i bianconeri decisamente meno. Stesso cognome, due serate opposte. In Liguria Amorim è un nome che mette di buonumore.

Baldanzi: l’arte di saper attendere il momento giusto

Tommaso Baldanzi mette in difficoltà la Juventus praticamente ogni volta che riceve il pallone. Al 12′ confeziona il cross che porta al gol di Ehizibue, poi al 28′ si avventa su un pallone vagante in area e firma il 2-0, con la deviazione di Bremer. Gol e assist, partita da protagonista e una bella soddisfazione per De Rossi. La Juventus cerca di reagire, ma Baldanzi ha già fatto il suo lavoro. E pensare che per anni abbiamo parlato soprattutto del suo talento. Stavolta ci sono anche i numeri a dargli ragione.

Ehizibue: il primo schiaffo alla Vecchia Signora

Il Genoa parte forte e dopo dodici minuti Kingsley Ehizibue decide di mettere subito in chiaro le intenzioni dei rossoblù. Baldanzi crossa, lui arriva e calcia, trovando anche la deviazione di Cambiaso che inganna Vicario. Uno a zero. Poi il Genoa continua a spingere e raddoppia. Ehizibue, intanto, corre sulla fascia e mette continuamente in difficoltà i bianconeri. De Rossi ritrova una squadra aggressiva e concreta. La Juventus, invece, continua a cercare qualcuno che ricordi ai suoi giocatori come si difende.

Calò: pronto, Mancini? GIACOMO CALÒ!

Ormai non sappiamo più cosa scrivere. Giacomo Calò segna ancora, stavolta su rigore contro il Lecce, e il Frosinone continua a volare. Quarto gol stagionale, qualità, personalità e un centrocampo che funziona soprattutto grazie a lui. Lo avevamo consigliato al Fantacalcio e pure questa volta il bonus è arrivato. E allora ci permettiamo di fare una cosa. Pronto, Mancini? GIACOMO CALÒ. Sì, proprio lui. Quello del Frosinone. Magari un’occhiata gliela diamo?

Birligea: se a Frosinone comincia a funzionare anche la panchina…

Il Frosinone sta già vincendo contro il Lecce quando entra Daniel Bîrligea. Evidentemente il romeno non ha nessuna intenzione di accontentarsi. Al 74′ sfrutta l’invito di Schmid e segna il 4-0, poi nel recupero arriva ancora prima di tutti su un pallone da calcio d’angolo e firma la doppietta. Due gol da subentrato e Frosinone che ne fa cinque. Alvini continua a trovare risorse da ogni parte della rosa. E a questo punto viene da chiedersi dove vogliono arrivare.

Varela e Raimondo: giochi di coppia

Uno perde 4-1, l’altro vince 5-1. Ma Varela e Raimondo continuano ad avere una cosa in comune: segnano sempre. Il portoghese del Monza trova il gol anche contro il Napoli, mentre l’attaccante del Frosinone mette la firma sul successo contro il Lecce e sale a nove reti in campionato. Raimondo lo avevamo consigliato anche al Fantacalcio. Varela, invece, continua a essere una delle poche certezze di Juric. Due attaccanti che in estate non erano esattamente in cima alle liste dei grandi bomber. E invece eccoli qui, puntuali come le bollette.

De Ketelaere: Charles de Gaulle, il generale della Dea

La Fiorentina prova a mettere in difficoltà l’Atalanta, ma Charles De Ketelaere prende il comando delle operazioni. Prima combina con Zalewski e firma il vantaggio nerazzurro, poi, quando i viola ribaltano il risultato, restituisce il favore al polacco per il definitivo 2-2. Gol, assist e la firma su entrambe le reti dell’Atalanta. Il generale torna a difendere il suo esercito.

João Mário: chi si rivede! Il portoghese accende il Franchi

Vanoli decide di rilanciare João Mário sulla sinistra e il portoghese risponde con una prestazione convincente e il gol del momentaneo 2-1 contro l’Atalanta. Conclusione dalla distanza, deviazione di Obric e Carnesecchi battuto. Non sarà un gol pulitissimo, ma al Franchi di questi tempi non è proprio il caso di fare gli schizzinosi. João Mário si riprende la scena in una Fiorentina che continua a cercare una via d’uscita dalla crisi. Il pareggio finale lascia l’amaro in bocca, ma almeno una buona notizia c’è. Una cosa: bastava tenere fuori Valdepeñas.

I flop della nona giornata: Juventus a pezzi, Milan in blackout e Sassuolo travolto

La Juventus: la vecchia Signora va in pensione

La Juventus a Marassi fa una figuraccia. Spalletti cambia uomini, prova a sistemare le cose, manda in campo Zhegrova e Woltemade, ma il risultato non cambia. Kalulu e Cambiaso pasticciano, Baldanzi fa quello che vuole e Kolo Muani sembra in vacanza. Quattordici punti in nove giornate, un attacco che non segna e una squadra che ha perso anche quel poco di carattere mostrato contro il Lecce. La Vecchia Signora ha una certa età, d’accordo. Ma qui sembra proprio arrivato il momento di accompagnarla alla pensione.

Thorstvedt: prima il gol, poi il rosso. Bene, ma non benissimo

Kristian Thorstvedt comincia alla grande contro la Lazio: dopo sette minuti trova il gol dell’1-1. Poi al 31′ rovina tutto. Entrata durissima su Zaccagni, tacchetti sulla tibia e rosso diretto. Il Sassuolo resta in dieci, la Lazio ne approfitta e alla fine ne segna sei. Prima protagonista, poi principale responsabile del disastro neroverde. Kristian, lasciare il segno sulla partita va bene. Ma sulla tibia dell’avversario anche no. E infatti la sua serata finisce parecchio prima del previsto.

Frattesi: il Fantaconsiglio non era male. Il rigore sì

Lo avevamo consigliato al Fantacalcio e Davide Frattesi ci ripaga con un rigore sbagliato. Contro il Sassuolo, la sua ex squadra alla quale non ha mai segnato, si presenta sul dischetto dopo l’errore di Zaccagni. L’occasione è perfetta per sfatare il tabù. Peccato che calci malissimo e Turati gli dica di no. La Lazio vince comunque 6-2, ma il bonus non arriva. Davide, noi ci avevamo creduto. Forse era meglio lasciar tirare qualcun altro. E così anche il nostro Fantaconsiglio finisce tra i Flop.

Ćaleta-Car e Odenthal: i saldi invernali sono già cominciati

Sei gol subiti, due rigori concessi e una difesa da mettersi le mani nei capelli. Duje Ćaleta-Car e Cas Odenthal sono tra i principali responsabili della disfatta del Sassuolo contro la Lazio. Il croato provoca il rigore su Isaksen, l’olandese si perde Zaccagni sul 4-2. In mezzo una collezione di marcature sbagliate e praterie a disposizione dei biancocelesti. Turati para persino due rigori, ma non basta. Aquilani, qui serve qualcuno che difenda. E possibilmente qualcuno che si ricordi anche di marcare.

Lipani: tutti in campo, Luca in vacanza

La Lazio passeggia a centrocampo e Luca Lipani non fa praticamente nulla per impedirlo. Taylor e Belahyane gestiscono il pallone con troppa facilità, Frattesi trova spazio e il Sassuolo perde continuamente le distanze. Dopo l’espulsione di Thorstvedt va anche peggio, ma i problemi erano cominciati molto prima. Poca interdizione, poca personalità e troppi palloni lasciati agli avversari. Luca, le vacanze sono finite da un pezzo. E con sei gol sul groppone, anche il centrocampo deve prendersi le sue responsabilità.

Berardi: Mimmo, stavolta avevamo ragione noi

Nei Fantaconsigli avevamo inserito Domenico Berardi tra i giocatori da evitare. E contro la Lazio il capitano del Sassuolo ci dà ragione. Pochi spunti, nessuna giocata decisiva, un’ammonizione e la sostituzione nella ripresa. Dopo la brutta prova contro il Como, un’altra partita da dimenticare. Fantaconsiglio azzeccato. Mimmo, però, adesso basta. Perché avere ragione fa piacere, ma vedere Berardi giocare così fa male al cuore.

Adopo: scusate la battuta: “A dopo”

Michel Adopo gioca una buona partita contro la Roma, lotta a centrocampo e aiuta il Cagliari a rimettersi in piedi per due volte. Poi, nel finale, perde lucidità e un pallone pericoloso. I giallorossi tornano a spingere e poco dopo arriva il 3-2 di Mora. Non è tutta colpa sua, sia chiaro, ma l’errore pesa. Ottanta minuti di buon calcio e un finale da dimenticare. Il Cagliari aveva riacciuffato la Roma sul 2-2, ma alla fine i punti li ha salutati. Scusate ancora la battuta: a dopo.

Sugawara: corsia preferenziale per la Roma

La Roma trova spazio sulle fasce e Yukinari Sugawara passa una serata a rincorrere gli avversari. Lulli e compagni lo mettono spesso in difficoltà, mentre il Cagliari concede troppo e non riesce a difendere nemmeno i due pareggi conquistati durante la partita. Il giapponese fatica nelle chiusure e non dà a Pisacane le garanzie che servirebbero. Quattro gol subiti, un’altra sconfitta e parecchio lavoro da fare. Il Cagliari aveva cominciato bene il campionato. Adesso, però, comincia a farsi dura.

Comuzzo: buonanotte gioiellino

Il Torino è avanti 1-0 e Pietro Comuzzo sembra avere la partita sotto controllo. Poi arriva il finale e succede di tutto. Ramón pareggia all’81’, sei minuti dopo Yan Couto mette il pallone in mezzo e Nico Paz anticipa Comuzzo di testa, firmando il sorpasso del Como. Nel recupero segna anche Baturina: 1-3 e tutti a casa. Pietro, contro uno come Nico Paz non puoi permetterti nemmeno mezzo secondo di distrazione. Il gioiellino argentino ringrazia, il Torino si dispera. Buonanotte davvero.

Bartesaghi: sbaglia tutto e anche la porta

La settimana scorsa lo avevamo messo tra i Top. Stavolta Davide Bartesaghi finisce dall’altra parte. Contro il Bologna soffre, sbaglia qualche pallone e al 60′ devia nella propria porta la punizione di Miranda, regalando agli emiliani il 2-2. Sessanta secondi dopo arriva anche il sorpasso di Mbangula. Dal Top al Flop nel giro di quattro giorni, con tanto di autogol. Davide, la settimana scorsa i complimenti erano meritati. Stavolta tocca incassare la bocciatura. E magari ricordarsi qual è la porta giusta.

Diawara: forse ci vuole tempo?

Amorim manda in campo Diawara al 58′ per dare una mano al Milan, che sta vincendo 2-1 contro il Bologna. Due minuti dopo arriva il pareggio, un altro minuto e i rossoneri sono sotto. Il giovane fatica a trovare posizione e distanze, non riesce a dare equilibrio e viene travolto insieme ai compagni dal ritorno degli emiliani. Non può certo essere lui l’unico colpevole. Forse gli serve ancora tempo per crescere. Comprensibile, ma il Milan aveva bisogno di qualcuno pronto ad aiutare la squadra. Non di un altro giocatore in difficoltà.

Gonçalo Ramos: nove giornate. Le scuse sono finite

Il Milan prende quattro gol dal Bologna, ma davanti Gonçalo Ramos continua a fare pochissimo. Il portoghese fatica a rendersi pericoloso e passa buona parte della partita lontano dalla porta. Nel frattempo il giovane Cissé segna una doppietta, la seconda della sua stagione. Nove giornate, pochi gol e troppe occasioni sprecate. Gonçalo, la fiducia non può essere infinita. Anche perché al momento il ragazzino sta facendo il lavoro del centravanti.

Il Milan: sessanta minuti di calcio, trenta di psicodramma

Il Milan reagisce al vantaggio del Bologna, ribalta tutto con la doppietta di Cissé e per un’ora sembra avere la partita in mano. Poi arriva l’autogol di Bartesaghi e i rossoneri vanno completamente in tilt. Dal 2-1 al 2-4 davanti a San Siro, con due reti incassate in appena un minuto e una difesa che sembra di burro. I cambi di Amorim non aiutano, mentre Palladino trova dalla panchina la mossa vincente. Il problema non è perdere contro il Bologna. È spegnere continuamente la luce. E il Milan continua a farlo troppo spesso.

Cambiaso: la testa in Spagna

Si continua a parlare di Barcellona per Andrea Cambiaso, ma intanto a Genova l’esterno della Juventus combina un bel pasticcio. Al 12′ prova a opporsi al tiro di Ehizibue, devia il pallone e inganna Vicario. Il Genoa passa in vantaggio e la serata bianconera comincia malissimo. Cambiaso fatica anche nel resto della partita, tanto che Spalletti lo sostituisce nella ripresa. Da un giocatore del suo livello ci si aspetta ben altro. Barcellona sarà pure una bella città, ma prima di pensare alla Spagna sarebbe il caso di sistemare qualcosa a Torino.

Kalulu: serata horror in vista di Halloween

A Marassi Pierre Kalulu anticipa Halloween con una partita da incubo. Vitinha e Baldanzi lo mettono in difficoltà, il Genoa trova spazio con troppa facilità e il francese non riesce a dare sicurezza alla difesa bianconera. Nel primo tempo avrebbe anche l’occasione per accorciare le distanze, ma da buona posizione calcia fuori. Errori dietro, gol sbagliato davanti. E pensare che dovrebbe essere uno degli uomini più affidabili di Spalletti. Per i tifosi della Juventus, quest’anno, Halloween è arrivato con qualche giorno d’anticipo.

Kolo Muani: cercato per due anni, sparito per novanta minuti

La Juventus lo ha inseguito a lungo, ma Randal Kolo Muani continua a non ripagare le aspettative. Contro il Genoa viene controllato senza troppi problemi da Østigård e compagni, gioca pochi palloni e quando ha l’occasione di rendersi pericoloso si fa anticipare da Bijlow. Spalletti prova ad affiancargli Woltemade, ma non cambia molto. Il centravanti tanto desiderato non segna e non riesce nemmeno a spaventare gli avversari. Due anni per portarlo a Torino. A Genova, invece, sono bastati novanta minuti per chiedersi dove fosse finito.

Busio: Bastava spingerla dentro

Il Venezia gioca una partita bellissima contro l’Inter e per lunghi tratti mette in difficoltà la capolista. Provedel salva i nerazzurri in più occasioni, ma nella ripresa arriva il pallone che può cambiare tutto. Gianluca Busio si ritrova praticamente davanti alla porta, con la possibilità di segnare. Calcia alto. Poco dopo l’Inter passa in vantaggio e alla fine vince 2-0 grazie a due autogol. Ma come si fa a sbagliare un’occasione così? Contro l’Inter non puoi permettertelo. E infatti Chivu se ne torna a Milano con tre punti che il Venezia avrebbe potuto mettergli seriamente in discussione.

Bernabé: “Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore”

Adrián Bernabé ha sul piede il pallone che potrebbe regalare al Parma tre punti fondamentali contro l’Udinese. Al 69′ va sul dischetto, prende la rincorsa e calcia. Okoye para, il risultato resta sullo 0-0. Un’altra occasione persa per il talento spagnolo, che non sta vivendo un inizio di stagione semplice. Quel rigore poteva cambiare la partita, invece regala al portiere friulano una serata da protagonista. De Gregori, probabilmente, lo perdonerebbe. I tifosi del Parma un po’ meno.

Ederson: la fascia pesa

Una settimana fa lo avevamo bocciato per il pallone regalato a Schmid nei primi secondi di Atalanta-Frosinone. Contro la Fiorentina Ederson non combina disastri, ma continua a giocare al di sotto delle sue possibilità. Il capitano nerazzurro fatica a dare ritmo e personalità al centrocampo, mentre De Ketelaere e Zalewski devono pensarci da soli a evitare la sconfitta. Sarri si aspetta molto di più da uno come lui. La fascia al braccio è una responsabilità, non un accessorio. E per il momento il brasiliano non sta trascinando la Dea come dovrebbe.

Pellegrino: il gol continua a essere un optional

Anche questa settimana Mateo Pellegrino finisce tra i Flop. Contro l’Atalanta prova qualche sponda, lotta con i difensori e cerca di partecipare alla manovra. Tutto bello, ma il centravanti dovrebbe anche segnare. La Fiorentina trova due gol con Njie e João Mário, mentre l’argentino resta ancora a secco. Due reti viola, nessuna del numero nove. Mateo, va bene lavorare per la squadra. Ma prima o poi bisognerebbe anche cominciare a fare il mestiere per cui sei stato comprato.

Siebert: un rigore e una giornata da cancellare

Il Lecce prende cinque gol dal Frosinone e Jamil Siebert contribuisce alla disfatta con l’intervento su Kvernadze che costa il rigore del 2-0. Il contatto è leggero, il georgiano cade e il VAR conferma la decisione dell’arbitro. Dal dischetto Calò non sbaglia. Il problema, però, non è soltanto quel rigore: la difesa salentina concede troppo per tutta la partita e gli attaccanti del Frosinone fanno quello che vogliono. Cinque gol subiti, un rigore provocato e ben poco da salvare. Per Siebert e per il Lecce, una giornata da cancellare in fretta.

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Serie A, McTominay non basta, Balerdi rovina la festa. Allegri, ancora con ‘sta giacca? I top e flop dell’ottava giornata

26 October 2026 at 12:29

Tre assist per Ghedjemis, doppiette per Balerdi, McTominay, Schmid, Krstovic e Douvikas. La Juventus ritrova Douglas Luiz, il Milan vince con Pulisic e Hutchinson. Male Allegri, Valdepeñas e Diego Carlos. Tutti i promossi e bocciati dell’ottava giornata.

L’ottava giornata regala gol a raffica, rimonte e partite pazze: Inter e Lazio continuano a volare

Otto gol a Bergamo, sei a Napoli, due rimonte della Roma e l’ennesima vittoria dell’Inter arrivata allo scadere. La Serie A continua a regalare spettacolo e qualche partita vietata ai deboli di cuore. Ghedjemis distribuisce assist come fossero caramelle, Balerdi si inventa bomber al Maradona e McTominay segna due volte senza riuscire a regalare i tre punti ad Allegri. Nel frattempo la Lazio di Gattuso non si ferma, Douglas Luiz e McKennie riportano il sorriso alla Juventus e il Milan trova in Pulisic e Hutchinson le firme della vittoria di Udine. Fabregas, invece, può persino permettersi di lasciare Nico Paz in panchina. Ci pensa Douvikas.

Dall’altra parte ci sono quelli che si mangiano le mani. La Fiorentina passa in vantaggio a San Siro, resiste fino al novantesimo e poi combina il disastro. Il Parma fa praticamente tutto da solo contro la Lazio, il Cagliari continua a perdere la magia e Allegri torna a togliersi la giacca, prima di farsi espellere. Ma siamo sicuri che basti arrabbiarsi per risolvere i problemi del Napoli?

I top della giornata: Ghedjemis fa il fenomeno, Balerdi salva la Roma e Douvikas non perdona

Ghedjemis: un, deux, trois… chapeau, monsieur!

Il Frosinone ci sta prendendo gusto. E anche noi, a dire il vero, a ritrovare sempre più spesso i giocatori ciociari tra i Top. Stavolta, però, Fares Ghedjemis decide di esagerare. A Bergamo l’Atalanta segna quattro gol, il Frosinone risponde con altri quattro e il francese mette lo zampino su tre reti. Tre assist, signori. Tre.

Prima serve Schmid per il momentaneo 2-1, poi apparecchia per il destro di Calò che vale il 3-3. Quando l’Atalanta torna avanti e la partita sembra chiusa, Ghedjemis si inventa un’altra giocata sulla destra e consegna a Terzic il pallone del definitivo 4-4. Nel frattempo punta chiunque gli capiti davanti, mette in difficoltà la difesa di Sarri e sfiora anche la soddisfazione personale del gol. I nerazzurri provano a fermarlo, ma dalle sue parti c’è poco da fare. Otto gol a Bergamo e Ghedjemis non ne segna nemmeno uno. Eppure riesce a essere uno dei grandi protagonisti della partita. Schmid, Calò e Terzic finiscono sul tabellino dei marcatori, ma la firma sulle loro reti è quella del francese. E se Sarri sta ancora cercando un modo per fermarlo, gli conviene riguardare la partita. Un, deux, trois. Au revoir!

Balerdi: Max, festa rimandata (due volte)

Allegri pensava di averla portata a casa. E invece Leonardo Balerdi aveva altri programmi. La Roma è sotto 2-0 al Maradona, Gasperini manda in campo l’argentino e al Napoli cominciano a venire i primi mal di testa. Al 74′ Balerdi si avventa su un pallone vagante nell’area piccola e firma il 2-2. Tutto da rifare. Poi McTominay segna il 3-2 all’83’ e gli azzurri possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. Finalmente? Macché. Passano sei minuti, Wesley mette il pallone in mezzo e chi spunta a colpire di testa? Sempre lui. Tre a tre. Una doppietta al Maradona, entrando dalla panchina, per riprendere due volte una partita che sembrava ormai persa. Gasperini se la ride, Allegri perde la pazienza e viene espulso. E pensare che il Napoli aveva segnato tre gol in casa e si preparava a festeggiare. Una volta può essere un caso. Due volte è accanimento. Leonardo, ma proprio con Allegri ce l’avevi?

Douglas Luiz: Juve, chi non muore si rivede

A Lecce la Juventus ritrova la vittoria e, soprattutto, ritrova un Douglas Luiz che finalmente fa la differenza. Il brasiliano impiega dodici minuti per decidere una partita che fino alla mezz’ora sembrava piuttosto bloccata. Al 29′ batte una punizione con i tempi giusti, pesca l’inserimento di McKennie e confeziona l’assist per lo 0-1. Al 41′ decide di mettersi in proprio: destro dal limite, pallone che tocca il palo interno e finisce in rete. Gol e assist. En plein. Spalletti aveva bisogno di risposte dal centrocampo, soprattutto dopo le difficoltà delle ultime giornate. La Juventus continua ad aspettare i gol dei centravanti, ma intanto vince grazie ai centrocampisti. E quando anche Douglas Luiz torna a fare il Douglas Luiz, qualche speranza in più comincia a esserci.

McTominay: due gol, zero vittorie. Scott, che altro devi fare?

Il Napoli passa in vantaggio contro la Roma con una rovesciata di Anguissa, ma nella ripresa ci pensa Scott McTominay a prendersi la scena. Al 48′ si inserisce sul secondo palo e di testa firma il 2-0. La Roma rimonta, arriva il 2-2 e lo scozzese decide che è arrivato il momento di sistemare nuovamente le cose. All’83’ riceve da Olivera, prende la mira e lascia partire una rasoiata che batte Gollini. Doppietta e Napoli avanti 3-2. Una partita che, a quel punto, McTominay pensa di aver risolto. Poi arriva Balerdi, pareggia di nuovo e rimanda tutti a casa con un punto. Lo scozzese corre, si inserisce, segna e continua a essere uno degli uomini più affidabili di Allegri. Stavolta, però, nemmeno due gol bastano. Scott, sinceramente, che altro dovevi fare? Metterti anche in porta?

Schmid: nemmeno mezzo minuto per presentarsi, diciassette minuti per esagerare

Romano Schmid non ha nessuna intenzione di perdere tempo. Atalanta-Frosinone comincia, Ederson combina il pasticcio e dopo meno di mezzo minuto l’austriaco ha già portato avanti i ciociari. L’Atalanta pareggia con Krstovic, ma al 17′ Ghedjemis scappa sulla destra e mette in mezzo. Schmid arriva puntuale, calcia e firma la doppietta. Due gol in meno di venti minuti alla squadra di Sarri. Il Frosinone continua a sorprendere. Certo, segnare subito grazie a un regalo dell’avversario aiuta. Ma segnare ancora poco dopo significa anche sapersi trovare sempre nel posto giusto. Romano, almeno il tempo di sederci e accendere la televisione potevi concedercelo.

Douvikas: Nico Paz si riposa? Tranquilli, ci pensa Tasos

Il Como affronta il Sassuolo e Fabregas lascia Nico Paz in panchina per tutti i novanta minuti. Una scelta che in altri momenti avrebbe fatto preoccupare più di qualcuno. Ma quest’anno i lariani hanno imparato a vincere in tanti modi.

Contro i neroverdi ci pensa Anastasios Douvikas. Nel primo tempo colpisce un legno e trova un Turati attento, poi nella ripresa decide che è arrivato il momento di fare sul serio. Al 49′ sfrutta il pallone di Caqueret e sblocca il risultato. Undici minuti più tardi Kaiki gli mette in mezzo un altro traversone e il greco, in spaccata, firma il 2-0. Doppietta, tre punti e Como che continua a guardare la classifica dall’alto. Fabregas può permettersi di far riposare il suo giocatore più talentuoso e ritrovarsi comunque due gol del centravanti. Nico Paz, buon riposo. Al gol ci pensa Tasos.

Krstovic: ci ha preso gusto, adesso chi lo ferma?

Dopo le prime giornate complicate lo avevamo spedito tra i Flop. Poi è arrivata la doppietta contro il Venezia. E adesso Nikola Krstovic decide di concedere il bis anche contro il Frosinone. Al 14′ riceve da De Ketelaere, prende la mira e batte Palmisani. Alla fine del primo tempo è ancora lì, pronto ad anticipare tutti sul pallone di Zappacosta per il momentaneo 3-2. Nella ripresa serve anche a Elmas l’assist del 4-3. Due gol e un assist, esattamente come una settimana fa. Quattro reti e due passaggi vincenti in due giornate. Non male per uno che sembrava aver smarrito la strada della porta. L’Atalanta, però, si fa rimontare e deve accontentarsi del 4-4. Sarri avrà parecchio da rimproverare alla difesa, decisamente meno al suo centravanti. Nikola, adesso basta scherzare. Ci eravamo quasi abituati a trovarti nei Flop e ci stai rovinando tutte le battute.

Calò: sempre lui, ancora lui. E che gol!

L’Atalanta torna negli spogliatoi avanti 3-2. Il Frosinone rientra in campo e dopo tre minuti Giacomo Calò decide di rimettere tutto in discussione. Ghedjemis lo serve, lui prende la mira e trova un destro a giro che lascia Carnesecchi senza possibilità di intervento. Tre a tre. Un gol bellissimo, arrivato nel momento in cui il Frosinone aveva bisogno di dimostrare di non essere venuto a Bergamo soltanto per assistere allo spettacolo. Calò continua a essere uno dei riferimenti della squadra di Alvini. Gestisce il pallone, aiuta i compagni e quando trova lo spazio giusto sa anche rendersi pericoloso. In una partita nella quale saltano praticamente tutti gli schemi, il centrocampista ciociaro trova il modo di mettere ordine. E di disegnare una traiettoria che meriterebbe di essere incorniciata. Otto gol a Bergamo, ma quello di Calò merita decisamente un replay.

De Gea: David contro Golia

La Fiorentina arriva a San Siro contro la capolista Inter e per novanta minuti può ringraziare soprattutto un uomo. David De Gea. Prima chiude la porta a Thuram, poi si inventa una parata straordinaria sul colpo di testa ravvicinato di Pio Esposito. Nella ripresa continua a respingere tutto quello che gli capita davanti e quando Jimenez porta avanti la Fiorentina sembra quasi che i viola possano davvero portarsi via tre punti. Poi arriva il recupero. Thuram trova il pareggio al 91′, Valdepeñas commette il fallo da rigore e Zielinski firma il sorpasso dal dischetto.

Due gol subiti, ma almeno quattro interventi che avrebbero potuto cambiare completamente il risultato. De Gea prova a trascinare la Fiorentina da solo, ma neanche l’ex portiere del Manchester United può fare miracoli all’infinito. David, tu il tuo lo hai fatto. Il problema è che davanti avevi undici nerazzurri e, a quanto pare, un cronometro che non voleva proprio fermarsi.

Pulisic: Capitan America colpisce ancora

Il Milan arriva a Udine dopo la brutta sconfitta europea contro il Bournemouth. Amorim cerca risposte immediate e Christian Pulisic decide di dargliele dopo appena sei minuti. Modric vede uno spazio, batte rapidamente una punizione e pesca l’americano che taglia alle spalle della difesa. Controllo delizioso, conclusione e pallone alle spalle di Okoye. Semplice. Almeno per lui. Pulisic continua poi a muoversi tra le linee, dialoga con Bartesaghi e mette ripetutamente in difficoltà i friulani. Nel secondo tempo il Milan trova anche il raddoppio e porta a casa una vittoria importante. La squadra di Amorim resta imbattuta in campionato e aggancia la Roma al terzo posto. Quando Capitan America decide di partire in missione, il Milan comincia sempre con un gol di vantaggio.

Hutchinson: primo gol rossonero, buona la prima!

Omari Hutchinson aveva bisogno di una serata così. Contro l’Udinese parte titolare, si muove molto, cerca di accompagnare Pulisic e soprattutto non smette di attaccare gli spazi. Al 65′ Jashari lascia partire un sinistro violento dal limite. Okoye respinge corto e l’inglese arriva prima di tutti. Pallone in porta, primo gol con la maglia del Milan e partita praticamente chiusa. Non sarà una rete da cineteca, ma per un giocatore che cerca spazio e fiducia anche questi palloni valgono oro. Hutchinson se lo va a prendere con convinzione e ripaga la scelta di Amorim. Pulisic apre, Omari chiude. Il Milan vince 2-0 e trova un altro protagonista offensivo. Il primo gol non si scorda mai. E farlo con la maglia rossonera, in una vittoria che serve a rilanciare la squadra dopo una batosta europea, ha un sapore ancora migliore.

Bartesaghi: il ragazzo si prende la fascia

Contro l’Udinese Davide Bartesaghi parte titolare e gioca una partita di grande personalità. Spinge, accompagna le azioni e soprattutto dimostra di avere il coraggio di cercare la giocata. Dopo dodici minuti Pulisic lo pesca con un pallone interessante sulla sinistra. Bartesaghi entra in area e calcia, senza trovare la porta. Più avanti si inserisce ancora e costringe la difesa friulana a un recupero provvidenziale. Il ragazzo continua a farsi vedere, offre una soluzione ai compagni e aiuta il Milan a controllare il match. Amorim lo tiene in campo fino all’85’, quando lascia spazio a Cisse. E pensare che sulla fascia sinistra del Milan, in questo avvio di stagione, ne abbiamo viste parecchie. Estupinan titolare e puntualmente sostituito, dubbi, esperimenti e discussioni. Poi arriva Bartesaghi, uno cresciuto in casa, e comincia a far venire qualche dubbio anche all’allenatore. Davide non avrà ancora l’esperienza dei grandi nomi, ma intanto gioca con personalità e soprattutto senza paura. Amorim, siamo sicuri che la soluzione non fosse già a Milanello?

McKennie: lo schema funziona. Stavolta davvero

La Juventus fatica a Lecce, il risultato rimane bloccato e Spalletti ha bisogno di qualcuno che rompa l’equilibrio. Weston McKennie capisce che è il momento di fare quello che gli riesce meglio: infilarsi dove gli avversari non lo aspettano. Al 29′ Douglas Luiz batte una punizione, lo statunitense legge la traiettoria prima dei difensori salentini e anticipa Falcone. Gol dello 0-1, partita sbloccata e strada spianata verso una vittoria importantissima dopo giorni di polemiche.

E qui arriva il bello. Quella punizione la Juventus l’aveva già provata contro il Rennes in Europa League. Koopmeiners e Douglas Luiz sul pallone, finta dell’olandese e battuta a sorpresa del brasiliano. In Francia lo schema aveva procurato un rigore, a Lecce produce direttamente un gol. Stessa idea, risultato ancora migliore. McKennie scatta al momento giusto e si fa trovare esattamente dove serve. Come detto sopra, Spalletti aspetta i gol degli attaccanti. Intanto segna Weston. E quando persino uno schema provato in allenamento comincia a funzionare alla perfezione, forse significa che qualcosa in casa Juventus sta finalmente girando.

Kaiki: Berardi si ferma, lui mette il turbo

Fabregas ha lasciato Nico Paz in panchina, ma il Como continua a creare occasioni. Dalla sinistra arriva una delle migliori sorprese della giornata, Kaiki Bruno. Il brasiliano accompagna l’azione, spinge e soprattutto trova il pallone giusto per mandare Douvikas a segnare il raddoppio. Al 60′ attacca lo spazio, mette in mezzo un traversone basso e il greco deve soltanto farsi trovare pronto.

Un assist che premia una prestazione di grande qualità, nella quale Kaiki riesce a dare ampiezza, creare problemi alla difesa del Sassuolo e accompagnare continuamente i compagni. E il confronto con Berardi, uno che di solito sulla fascia fa venire il mal di testa agli avversari, è piuttosto curioso. Il capitano neroverde lascia il campo al 74′ senza essere riuscito a incidere. Kaiki, invece, ha già messo la firma sul risultato.

A Como Fabregas può fare a meno di Nico Paz e continuare a vincere. E se cominciano a fare la differenza anche i terzini, per gli avversari il pomeriggio rischia di diventare piuttosto lungo.

Belghali: settimana scorsa due assist, stavolta fa da solo

Sette giorni fa lo avevamo premiato per i due assist a Simeone. Contro il Monza Rafik Belghali decide che servire i compagni è bello, ma segnare personalmente deve essere ancora meglio. Il Torino è sull’1-1 quando il belga riceve da Gineitis, converge verso il centro e lascia partire un tiro a giro che batte Törnqvist. Gol del 2-1 e granata nuovamente avanti. Non contento, continua a spingere e partecipa anche all’azione del gol di Vlasic, con un traversone deviato che arriva sui piedi del croato. Il Torino di Abate centra la terza vittoria consecutiva e Belghali continua a essere una delle armi migliori della squadra. Due assist una settimana fa, un gol e una partecipazione al tris questa volta. Rafik, ma a questo punto perché non fai direttamente tutto tu?

Ellertsson: il gol dell’ex. E che gol!

Il Genoa affronta il Venezia, reduce dalla prima vittoria stagionale, e trova un protagonista che la Laguna la conosce piuttosto bene. Mikael Ellertsson, tre stagioni con la maglia arancioneroverde, decide di fare uno scherzetto alla sua ex squadra. Al 25′ prende la mira dalla distanza e lascia partire un sinistro violentissimo che si infila all’incrocio dei pali. Un gol bellissimo, che vale il secondo successo consecutivo del Genoa e regala a De Rossi altri tre punti fondamentali. I rossoblù soffrono nella ripresa, Bijlow deve intervenire per salvare il risultato e il Venezia prova in tutti i modi a pareggiare. Ma il gol dell’islandese basta. Tre stagioni in Laguna, poi basta un sinistro da fuori area per rovinare il pomeriggio alla sua vecchia squadra. Mikael, almeno potevi evitare l’incrocio dei pali. Già segnare contro gli ex compagni non è il massimo della delicatezza. Farlo in quel modo è proprio voler esagerare.

Taylor: Kenneth, il primo posto ti dona

La Lazio di Gattuso continua a correre, ma contro il Parma per un tempo non riesce a trovare il gol. Ci pensa Kenneth Taylor a rompere l’equilibrio. Al 50′ il pallone di Belahyane viene deviato dalla difesa e l’olandese si inserisce con i tempi giusti. Sinistro preciso, Corvi battuto e Olimpico in festa. Un gol che mancava da marzo, dopo tredici partite senza segnare. La Lazio acquista fiducia, raddoppia poco dopo grazie all’autorete di Diego Carlos e conquista altri tre punti. Ventidue punti in otto giornate, miglior partenza della storia biancoceleste. Taylor segna, Gattuso ringhia e la Lazio continua a guardare tutti dall’alto insieme all’Inter. Kenneth, quale occasione migliore per tornare a segnare? La Lazio corre verso la vetta, il suo centrocampista ritrova la porta. E dalle parti dell’Olimpico, al momento, non sembrano esserci molti motivi per lamentarsi.

Casale: a Cagliari ci pensa il difensore

Il Bologna cerca una vittoria per allontanarsi dalle ultime posizioni, ma a Cagliari il primo tempo finisce senza gol. Palladino ha bisogno di una giocata e a trovarla è Nicolò Casale. Al 57′ Miranda batte un calcio d’angolo dalla sinistra, il difensore salta più in alto di tutti e schiaccia il pallone nell’angolo. Caprile non può arrivarci e il Bologna passa in vantaggio. Casale continua poi a guidare la difesa rossoblù, lasciando pochissime occasioni a un Cagliari che nelle prime giornate aveva fatto parlare di sé soprattutto per i gol di Maldini. Gol e porta inviolata. Il Bologna porta a casa tre punti che servivano disperatamente e Palladino può finalmente sorridere. Per una domenica, a fare il bomber ci pensa Casale.

Vlasic: il Torino ingrana la terza. Nikola mette la firma

Il Torino vince ancora, la terza partita consecutiva, e Nikola Vlasic trova finalmente il primo gol del suo campionato. Contro il Monza Belghali ha appena riportato avanti i granata, ma Abate vuole chiudere la partita. Al 72′ arriva un pallone dalla destra, il croato si fa trovare pronto in area e lo scaraventa sotto la traversa. Tre a uno. Il Monza accorcia nel recupero grazie a un’autorete di Patterson, ma ormai i tre punti sono in cassaforte. Vlasic accompagna le azioni, lavora per la squadra e trova un gol che mancava. Il Torino, intanto, continua a salire. Terza vittoria consecutiva e primo gol stagionale per il croato. Fino a qualche settimana fa Abate doveva preoccuparsi soprattutto di non perdere, adesso comincia a vincere con una certa regolarità. E Vlasic, che finora aveva lasciato il lavoro sporco e i gol agli altri, decide finalmente di partecipare anche alla festa. Nikola, meglio tardi che mai. Il Toro aveva cominciato a correre, mancava soltanto la tua firma.

I flop della giornata: Allegri perde la giacca, Diego Carlos fa autogol e la Fiorentina si fa male da sola

Ederson: meno di mezzo minuto per combinare il pasticcio

Atalanta-Frosinone comincia e Ederson decide di lasciare subito il proprio biglietto da visita. Peccato che lo consegni alla persona sbagliata. Dopo meno di mezzo minuto il brasiliano perde malamente il pallone in fase di costruzione e lo regala a Schmid. L’austriaco ringrazia, si presenta davanti a Carnesecchi e porta avanti il Frosinone. Nemmeno il tempo di sistemarsi sul divano. Ederson prova a rimediare. Al 33′ si presenta dal dischetto e trasforma il rigore del 2-2, mostrando anche una bella dose di sangue freddo. Il problema è che segnare non cancella automaticamente quello che hai combinato prima. L’Atalanta realizza quattro gol, ne subisce altrettanti e rimane con un solo punto. Il brasiliano finisce a metà strada tra Top e Flop, ma regalare un gol dopo pochi secondi è un’impresa difficile da ignorare. Ederson, il riscaldamento era finito. Qualcuno avrebbe dovuto avvisarti.

Allegri: Max, la giacca non può risolvere tutti i problemi

Il Napoli è avanti 2-0 contro la Roma. Poi si fa rimontare, torna avanti 3-2 grazie a McTominay e all’89’ incassa un’altra volta il pareggio. Massimiliano Allegri non la prende benissimo. Protesta, viene espulso e torna a togliersi la giacca. Ormai un grande classico. Questa volta, almeno, evita di lanciarla. Ma davvero possiamo continuare a parlare soltanto della giacca? Il Napoli ha segnato tre gol in casa e non ha vinto. Ha perso due volte il vantaggio e si è fatto rimontare da un difensore entrato dalla panchina che ha realizzato una doppietta. E non è nemmeno un episodio isolato. La settimana scorsa gli azzurri avevano perso contro un Venezia che fino a quel momento non aveva conquistato un punto. Allegri ha una squadra costruita per stare ai vertici, con giocatori di livello internazionale, eppure continua a perdere terreno. Poi certo, c’è l’arbitro, c’è il quarto uomo, c’è il contatto tra Beukema e Balerdi. Tutto quello che vogliamo. Ma Max, prima di toglierti la giacca, forse sarebbe il caso di capire perché la tua squadra continua a buttare via punti. Perché il campionato non si vince a colpi di sceneggiate.

Valdepeñas: novanta minuti di sacrifici, cinque secondi di follia

La Fiorentina sta per compiere l’impresa a San Siro. David De Gea ha parato praticamente tutto, Jimenez ha portato avanti i viola e l’Inter sembra avviata verso la prima sconfitta in campionato. Poi Thuram pareggia al 91′. E quando ormai il punto sembra comunque alla portata, Víctor Valdepeñas decide di regalare ai nerazzurri l’occasione per vincere. Minuto 95, cross di Akanji e il difensore viola trattiene Thuram in area. Rigore. Zielinski va sul dischetto, segna e l’Inter completa la rimonta. Novanta minuti passati a resistere alla capolista, vanificati da una trattenuta evitabilissima. Il difensore perde il riferimento del pallone e pensa soltanto a fermare l’attaccante.

Valdepeñas, ma proprio adesso? De Gea aveva fatto gli straordinari per portare a casa almeno un punto. E alla fine deve arrendersi per un fallo che si poteva tranquillamente evitare. La Fiorentina torna a casa con zero punti e un rimpianto grande quanto San Siro.

Diego Carlos: il Parma non segna? Ci pensa lui. Nella porta sbagliata

Una settimana fa era finito tra i Flop dopo la sconfitta contro il Torino. Evidentemente Diego Carlos ci ha preso gusto, perché contro la Lazio riesce a fare anche peggio. Il Parma regge per un tempo, poi Taylor trova il vantaggio e i ducali cominciano a perdere lucidità. Al 58′ arriva l’azione che chiude praticamente la partita. Errore in costruzione del Parma, Nuno Tavares recupera e mette il pallone in mezzo. Diego Carlos prova ad anticipare tutti in spaccata e finisce per infilare la palla alle spalle del proprio portiere. Autogol, 2-0 Lazio e Parma che si ritrova a inseguire anche sé stesso. Certo, la responsabilità dell’azione è condivisa con chi perde il pallone, ma il brasiliano completa il disastro. Nel finale Lontani accorcia, troppo tardi per riaprire la partita. Diego Carlos, due presenze consecutive nei nostri Flop. La prossima volta, magari, proviamo almeno a segnare nella porta giusta.

Gonçalo Ramos: quasi 80 milioni di motivi per preoccuparsi

Una settimana fa lo avevamo premiato per il ritorno al gol contro l’Atalanta. Stavolta, però, Gonçalo Ramos deve tornare dalla parte dei bocciati. E comincia a essere un problema.

Contro l’Udinese il Milan vince 2-0, Pulisic segna, Hutchinson si sblocca e il portoghese rimane ancora a secco. Ci prova, questo va riconosciuto. Nella ripresa trova prima una conclusione alta di poco, poi Okoye gli nega il gol con una parata straordinaria e devia il pallone sulla traversa. Poco dopo un altro tentativo finisce fuori. Ma il centravanti del Milan, acquistato per un’operazione valutata intorno ai 75 milioni di euro, deve fare molto di più. Ramos fatica a trovare continuità, non riesce a trasformare le occasioni e spesso sembra muoversi poco rispetto a quello che richiede il gioco di Amorim.

Il Milan vince anche senza i gol del suo numero 9. Bello, certo. Ma fino a quando? Gonçalo, non possiamo continuare a premiarti soltanto perché ogni tanto ritrovi la porta. Quando spendi certe cifre, i gol devono diventare un’abitudine. E per il momento non lo sono affatto.

Davis: Modric batte, Pulisic segna. Ma Keinan dov’era?

Minuto sei di Udinese-Milan. Luka Modric guadagna una punizione, vede Pulisic partire e decide di batterla immediatamente. L’americano scappa alle spalle della difesa e segna lo 0-1. Tutto molto bello per il Milan. Decisamente meno per Keinan Davis, che non si mette davanti al pallone e permette al croato di giocarlo velocemente.

Va bene la classe di Modric, va bene l’intelligenza di Pulisic, ma quando un avversario si prepara a battere una punizione così vicino alla propria area, forse bisognerebbe prestare un minimo di attenzione. Davis prova poi a rendersi pericoloso in attacco, ma nel finale spreca anche una buona occasione centrando Maignan.

Keinan, la prossima volta magari prova a metterti davanti al pallone. Perché Modric avrà pure quarant’anni, ma il cervello continua a viaggiare molto più veloce di quello degli avversari.

Gaspar: profondo rosso

Il Lecce perde 2-0 contro la Juventus e Kialonda Gaspar decide di aggiungere una bella dose di nervosismo a una domenica già complicata.

Al 76′ si prende il primo cartellino giallo per una trattenuta su Woltemade, poi nel recupero protesta troppo vivacemente contro Maresca e arriva il secondo. Espulsione. Al 94′, quando la partita è praticamente finita. Di Francesco deve già fare i conti con una sconfitta e si ritrova anche un difensore squalificato per il prossimo turno. Il tutto per delle proteste che, francamente, non avrebbero cambiato il risultato.

Una settimana fa Gaspar era finito tra i Top per il gol e la prestazione contro l’Udinese. Stavolta cambia completamente reparto nella nostra rubrica. Diciamo che farsi cacciare quando sei già sotto di due gol e manca pochissimo alla fine è un capolavoro al contrario.

Berardi: Mimmo, stavamo giocando?

Il Sassuolo va a Como e Domenico Berardi dovrebbe essere uno degli uomini in grado di mettere in difficoltà la squadra di Fabregas. Dovrebbe, appunto. Perché il capitano neroverde passa buona parte del pomeriggio lontano dalle zone che contano. Pochi spunti, poche occasioni e soprattutto un errore che contribuisce al secondo gol dei padroni di casa. Berardi perde il pallone, il Como riparte e poco dopo Douvikas completa la propria doppietta. Aquilani prova a cambiare qualcosa, ma la partita ormai è compromessa. Al 74′ anche Mimmo lascia il campo. Da un giocatore della sua esperienza e della sua qualità ci si aspetta molto di più, soprattutto quando il Sassuolo ha bisogno di qualcuno che si prenda delle responsabilità.

Berardi, il talento non si discute. Ma a Como, fino alla sostituzione al 74′, è rimasto praticamente inutilizzato. E senza il suo capitano il Sassuolo diventa una squadra decisamente più prevedibile.

Pellegrino: cercasi centravanti a Firenze. Ancora

La Fiorentina sfiora l’impresa contro l’Inter, ma tra le tante cose che non funzionano nella squadra viola ce n’è una che continua a ripetersi. Mateo Pellegrino fatica tremendamente a rendersi pericoloso. Contro i nerazzurri passa buona parte della partita spalle alla porta, prova a proteggere qualche pallone e cerca di dare una mano ai compagni. Almeno una conclusione riesce a trovarla, ma Bisseck la mura. Il problema è tutto quello che manca dalle parti di Provedel. Un centravanti che gioca contro la capolista e non costringe praticamente mai il portiere avversario a sporcarsi i guanti. La Fiorentina riesce perfino ad andare in vantaggio con Jimenez. Pellegrino, invece, continua a lottare lontano dalla porta e quando Vanoli decide di sostituirlo con Beto, nel finale, il tabellino è ancora fermo a zero.

La Fiorentina ha segnato, ha sfiorato una vittoria incredibile e alla fine ha perso. Ma mentre De Gea faceva gli straordinari dall’altra parte, Pellegrino non è riuscito a dare una sola vera preoccupazione a Provedel. Giocare spalle alla porta va benissimo. Ogni tanto, però, bisognerebbe anche girarsi.

Kristensen: otto gol a Bergamo. La difesa non era invitata

Atalanta-Frosinone finisce 4-4 e ci sarebbe quasi da chiedersi se i difensori abbiano partecipato alla partita oppure abbiano deciso di concedersi un pomeriggio di libertà. Thomas Kristensen non fa eccezione, anche se il pasticcio iniziale di Ederson e gli altri errori individuali non possono essere scaricati tutti sulle sue spalle. Il Frosinone trova continuamente spazio per attaccare e la difesa dell’Atalanta fatica a tenere insieme le distanze. Schmid si inserisce due volte e segna, Calò trova il 3-3 dalla distanza e Terzic completa la rimonta quando i nerazzurri pensavano di averla finalmente chiusa.

Kristensen prova a tenere insieme il reparto, ma con l’Atalanta avanti 4-3 la linea difensiva continua a concedere troppo. Da uno dei centrali più esperti in campo ci si aspetterebbe anche la capacità di mettere ordine quando la partita diventa una specie di flipper. Certo, non c’è una papera clamorosa da attribuirgli. Ma quattro gol subiti in casa e l’ennesimo vantaggio buttato via impongono qualche riflessione anche a chi dovrebbe guidare la retroguardia. A Bergamo lo spettacolo non è mancato. I difensori, a quanto pare, avevano comprato il biglietto in tribuna.

Cittadini: il rigore che rimette in corsa l’Atalanta

Il Frosinone parte fortissimo a Bergamo, segna con Schmid dopo pochi secondi e torna avanti 2-1 dopo il momentaneo pareggio di Krstovic. Sembra una giornata perfetta. Poi Giorgio Cittadini decide di complicare le cose.

Alla mezz’ora allarga il braccio mentre De Ketelaere prova a colpire di testa e concede il rigore per l’Atalanta. Ederson va sul dischetto, trasforma e rimette la partita sul 2-2. Il difensore ciociaro prova a rimettersi in carreggiata, ma fatica soprattutto quando i nerazzurri attaccano con più uomini. Era già stato sorpreso da Krstovic sul gol dell’1-1, perdendo l’attaccante sul pallone di De Ketelaere. Due errori che permettono all’Atalanta di rimontare due volte.

Cittadini lascia il campo nella ripresa, quando la squadra di Alvini è ancora sotto 4-3. Poi arriverà il pareggio di Terzic. Due volte in vantaggio, due volte raggiunti. E in entrambe le occasioni Cittadini ci mette lo zampino. Il Frosinone riesce comunque a portare a casa un punto, ma Giorgio, stavolta non è proprio il caso di presentarsi a Bergamo per chiedere gli applausi.

Maldini: Daniel, magia finita anche per te?

Quattro reti consecutive, il Cagliari dei miracoli e un ragazzo che sembrava finalmente essersi preso la scena. Poi, improvvisamente, Daniel Maldini si ferma. Contro il Bologna l’ex Milan gioca una partita nella quale fatica a trovare gli spazi, riceve pochi palloni utili e soprattutto non riesce mai a creare un vero pericolo. Pisacane prova a cambiare qualcosa, ma al 67′ decide di richiamarlo in panchina. Al suo posto entra Kevin Carlos, quando il Bologna ha appena trovato il vantaggio con Casale. Il Cagliari perde 2-0 e incassa la seconda sconfitta consecutiva. Dopo i quattro gol di Monza, ne arrivano altri due in casa.

Daniel, nessuno pretende un gol ogni domenica. Ma quando ti abitui a segnare sempre e poi sparisci proprio nel momento in cui la squadra ha bisogno di te, qualche domanda viene spontanea. Sei gol subiti e nessuno segnato nelle ultime due giornate. Il Cagliari che faceva paura a tutti sembra essersi dimenticato come si fa. E Maldini, che fino a due settimane fa trasformava praticamente ogni pallone in una buona notizia, adesso fatica perfino a trovare un’occasione. Daniel, che fine ha fatto quella magia? Perché a Cagliari ne avrebbero un disperato bisogno.

Bowie: a Como il gol era fuori programma

Il Sassuolo va a Como con l’ambizione di mettere in difficoltà una squadra che sta sorprendendo tutti. Davanti c’è Kieron Bowie, chiamato a tenere impegnata la difesa di Fabregas.

Lo scozzese lotta, prova a proteggere il pallone e cerca di offrire una soluzione ai compagni. Ma quando si tratta di rendersi realmente pericoloso, dalle parti di Butez arriva davvero poco. E il confronto con Douvikas è piuttosto impietoso. Il greco colpisce un legno, trova Turati pronto in più occasioni e nella ripresa segna due gol. Bowie, dall’altra parte, passa novanta minuti a cercare un pallone buono senza mai riuscire a mettere davvero in difficoltà i centrali lariani. Nemmeno quando Fabregas cambia uomini all’intervallo.

Il Sassuolo ha bisogno anche dei gol dei propri attaccanti, soprattutto quando Berardi non gira. E Bowie, stavolta, ha fatto soprattutto una cosa: guardare il collega dell’altra squadra spiegargli come si fa.

Foe Ondoa: una settimana da re, quella dopo da comparsa

Sette giorni fa lo avevamo celebrato tra i Top. Vent’anni, origini camerunesi, un’esperienza in Portogallo e una scalata nelle gerarchie del Monza che aveva convinto Juric a preferirlo persino a Folorunsho. Contro il Cagliari Manga Foe Ondoa aveva giocato una partita straordinaria, con tanto di assist per Varela.

A Torino, invece, sembra un altro giocatore. Al 39′ perde un pallone sanguinoso in mezzo al campo e il Torino ne approfitta per costruire l’azione del vantaggio di Fitz-Jim. Un errore che compromette una partita fino a quel momento equilibrata. Il Monza riesce anche a pareggiare con Varela, ma nella ripresa Foe Ondoa continua a faticare. Juric lo sostituisce al 63′ con Folorunsho. Proprio lui, l’uomo che una settimana prima aveva scavalcato nelle gerarchie.

Dal Top al Flop in sette giorni. E il bello, o forse il brutto per Foe Ondoa, è che la panchina gliela restituisce proprio il compagno al quale aveva sottratto il posto. Una settimana fa Folorunsho guardava Foe Ondoa giocare, stavolta succede esattamente il contrario. Occhio. Perché nel calcio le gerarchie cambiano in fretta. E qualche volta basta un passaggio sbagliato per tornare al punto di partenza.

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