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Spread a 122 punti ma i rendimenti calano, cosa sta succedendo ai titoli italiani

By: matrun
26 October 2026 at 08:35

Lo spread tra Btp e Bund ha aperto in leggero calo il 26 ottobre. Non è però sceso sotto la soglia dei 120 punti base, rimanendo a 122, soltanto un punto sotto la chiusura di venerdì. A scendere sensibilmente sono i rendimenti, calati sotto quota 4,60%, dopo i picchi della scorsa settimana.

Dopo la conclusione dell’emissione dei Btp Valore e dei Btp Valore insieme, domani riprenderanno le aste regolari, con quella dei Btp Short Term e dei Btp€i.

Lo spread non cala ma i rendimenti sì

L’apertura dei mercati obbligazionari ha portato a un calo dei rendimenti dei titoli di Stato italiani ma a una sostanziale stabilità dello spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi. Si tratta di un classico segnale di allentamento delle tensioni, almeno parziale, sui mercati delle obbligazioni in generale.

I rendimenti di Bund e Btp stanno calando con lo stesso ritmo, mantenendo quindi grosso modo costante il differenziale. Il dato importante è però proprio la riduzione dei rendimenti, sia per via dei preoccupanti picchi della scorsa settimana, sia per l’avvicinamento delle aste di fine mese.

Il prezzo del petrolio aiuta lo spread

Il calo dei rendimenti è contestuale a una riduzione del prezzo del petrolio. Il Wti ha aperto la settimana poco sopra i 101 dollari al Barile, mentre il Brent poco sopra i 112. Valori in senso assoluto alti, ma in riduzione rispetto alla chiusura della scorsa settimana e quindi visti come positivi dai mercati.

Cala la pressione anche sui titoli europei

Anche gli altri Paesi europei stanno beneficiando della riduzione della tensione sui mercati obbligazionari internazionali. La Spagna ha visto il suo spread calare sotto 70 punti base.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 26 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,36% –
Btp italiani 4,58% 122
Oat francesi 4,98% 162
Bonos spagnoli 4,05% 69

La Francia, che in questo momento è il Paese con i titoli di Stato maggiormente sotto pressione, è riuscita a riportare gli Oat sotto il 5% di rendimento dopo i record della scorsa settimana.

Le prossime aste dei titoli di Stato

Nella giornata di domani si terrà la prima asta dei titoli di Stato tra quelle che concluderanno il mese di ottobre. Si tratta di un asta di Btp Short Term e di Btp€i, che proporrà diversi prodotti:

  • un Btp Short Term a 2 anni con cedola annuale del 3%;
  • un Btp€i a 15 anni con cedola annuale all’1,25%;
  • un Btp€i a 30 anni con cedola annuale all’2,35%.

Le aste successive si terranno:

  • mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

Spread Btp-Bund a 124 punti base, calano i rendimenti: oggi ultimo giorno per i Btp Valore

By: matrun
23 October 2026 at 08:20

L’apertura del 23 ottobre ha visto lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi raggiungere un nuovo record recente a 124 punti base. Il differenziale non apriva la giornata a questi livelli dal 2024, ma si tratta comunque di un miglioramento rispetto ai picchi raggiunti nella giornata di ieri.

Anche i rendimenti sono migliorati, rientrando al 4,60% dopo che ieri avevano sfiorato il 4,70%. Oggi è l’ultimo giorno per acquistare i Btp Valore e i Btp Valore Insieme. Dopo le 13, orario in cui terminerà l’emissione si sapranno i tassi definitivi.

Lo spread continua ad aumentare

Nonostante la situazione dello spread tra Btp e Bund sembri simile a quella che ieri aveva portato il differenziale a raggiungere i 122 punti base in apertura, nelle prime ore del 23 ottobre si sono verificati movimenti più complessi e in un certo senso opposti. Ieri la pressione sui debiti pubblici europei, determinata da vari fattori, aveva portato i rendimenti a nuovi record recenti, lasciando invece invariati quelli dei Bund.

Oggi, invece, tutti i rendimenti sono in calo. Quelli dei Bund si sono però ridotti più rapidamente di quelli degli altri Paesi europei, determinando l’allargamento dello spread.

Perché i rendimenti di Bund calano quando le cose vanno male

Sembra controintuitivo, ma nei momenti di crisi i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi tendono a calare. Tradizionalmente, la Germania è vista come uno dei Paesi con il debito pubblico più solido e maggiormente sotto controllo. Gli investitori trattano quindi i suo Bund come un bene rifugio.

Questo status è al momento incrinato sia dalle difficoltà economiche del Paese, che appaiono però in via di risoluzione, sia dalla maggiore spesa pubblica degli ultimi governi tedeschi. Ciononostante, nei momenti di crisi, si può ancora notare una maggiore stabilità dei rendimenti tedeschi rispetto a quelli degli altri Paesi europei.

Francia oltre ogni record, continua la pressione sui titoli europei

Nonostante il calo dei rendimenti, la pressione sui titoli europei non si è allentata. I Bonos spagnoli hanno raggiunto 70 punti base di spread, ma è in Francia che la situazione è critica.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 22 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,36% –
Btp italiani 4,60% 124
Oat francesi 5,06% 170
Bonos spagnoli 4,06% 70

Gli Oat sono a 170 punti dai Bund, con rendimenti del 5,06%, il livello più alto da quando è stato introdotto l’euro. È il risultato di una combinazione di fattori, che vanno dalle difficoltà economiche del Paese a un debito pubblico fuori controllo, fino a un certo livello di speculazione sui titoli di Parigi e all’instabilità politica che potrebbe compromettere anche la prossima manovra finanziaria.

Ultimo giorno dell’emissione dei Btp Valore, poi le aste regolari

Oggi alle 13 so concluderà l’asta dei Btp Valore dedicati agli investitori retail. Il Tesoro ha già raccolto più di 14 miliardi di euro da questa iniziativa. In pomeriggio verranno resi pubblici i rendimenti definitivi. Dalla prossima settimana ricominceranno invece le aste regolari. Le date da segnarsi sono:

  • martedì 27 ottobre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
  • mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

Lo spread sale a 122 punti base, rendimenti a 4,62%: mai così alti dal 2023

By: matrun
22 October 2026 at 08:26

Lo spread tra Btp e Bund ha toccato 122 punti base in apertura del 22 ottobre. Si tratta del livello più alto del differenziale da quasi due anni, ma a preoccupare sono soprattutto i rendimenti dei titoli decennali. Nelle prime battute dell’avvio delle contrattazioni, i Btp decennali benchmark hanno toccato il 4,62%.

Il dato è a pochi decimali dai picchi del 2023, il record recente. Per trovare interessi più alti sui titoli di Stato italiani bisogna andare alla crisi del debito del 2008-2012, quando il Paese era a rischio bancarotta.

Cosa sta succedendo ai rendimenti e allo spread

C’è stato un balzo dello spread, dovuto a un aumento improvviso dei rendimenti dei titoli di Stato italiani. Non si tratta però di un problema italiano, ma globale e, in parte minore, europeo. Lo testimonia il fatto che con i rendimenti che, da quando esiste l’euro, sono stati così alti solo una manciata di volte, il differenziale con i Bund tedeschi è comunque relativamente basso, a 122 punti base.

I fattori che stanno spingendo i rendimenti così in alto sono diversi e c’entrano poco con il debito pubblico italiano:

  • tante aziende e tanti Stati tanno prendendo molti soldi in prestito in un periodo in cui le banche centrali stanno limitando la circolazione di denaro;
  • l’inflazione continua ad aumentare, così come il prezzo del petrolio, oggi tornato sopra 110 dollari al barile;
  • gli Oat francesi hanno superato il record storico di rendimento da quando esiste l’euro.

Si tratta di un misto di circostanze provenienti dall’economia, dalla finanza e dall’opinione pubblica, che stanno contemporaneamente mettendo sotto pressione l’intero mercato delle obbligazioni, statali e non.

I rendimenti al 4,62% in prospettiva

L’ultima volta che i rendimenti erano stati più alti del 4,62% era il 2023, tra settembre e ottobre. L’inflazione era al 5,7%, la Bce aveva alzato i tassi al 4,5%, l’Europa si avviava verso il suo secondo inverno senza gas russo e Trump verso il suo secondo mandato alla Casa Bianca.

Se si vuole trovare la volta precedente in cui i rendimenti sono stati più alti di quelli odierni, bisogna tornare all’inizio del 2013. L’Italia stava ancora uscendo dalla più grave crisi finanziaria del secolo, quella del 2011, in cui il debito pubblico del Paese era andato sotto attacco speculativo mentre l’Europa subiva le conseguenze della crisi economica innescata dal crollo di Wall Street nel 2008.

Francia oltre ogni record di rendimento, regge la Spagna

Che la crisi sia internazionale lo si vede dai dati degli altri Paesi europei. La Spagna, che continua a essere la più stabile, fa segnare un differenziale vicino a 70 punti base e rendimenti al 4,10%.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 22 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,40% –
Btp italiani 4,62% 122
Oat francesi 5,05% 165
Bonos spagnoli 4,10% 70

La pressione è più forte sulla Francia, indebolita da un debito fuori controllo e da un’instabilità politica che dura da anni. I rendimenti degli Oat hanno superato il livelli della crisi del 2011, arrivando al 5,05%, con lo spread a 165 punti base.

Altra giornata positiva per i Btp Valore, le prossime aste

Ieri si è conclusa la terza giornata dell’emissione dei Btp Valore, con una raccolta che ha portato il totale vicino a 12 miliardi di euro per il Tesoro. Le prossime aste regolari saranno invece:

  • martedì 27 ottobre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
  • mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

Lo spread si mantiene stabile a 111 punti base, ma sui Btp c’è ancora pressione

By: matrun
20 October 2026 at 08:19

Apertura stabile i 20 ottobre per i Btp, che si sono mantenuti su rendimenti e spread del tutto simili a quelli di ieri. Si tratta comunque di risultati critici, 111 punti di differenziale e rendimenti oltre il 4,55%, che testimoniano una certa pressione dei mercati finanziari verso i titoli di Stato.

Ieri si è conclusa la prima giornata dell’emissione dei Btp Valore, i nuovi titoli di Stato destinati agli investitori retail. Il Tesoro ha raccolto 4,5 miliardi, grazie a cedole molto generose che lo Stato può permettersi per la tendenza dei privati italiani a non vendere i propri titoli di Stato prima della scadenza.

Spread stabile, ma i rendimenti rimangono alti

Giornata di stabilità per lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi. L’apertura ha confermato i livelli di ieri, con il differenziale che per tutta la giornata è rimasto attorno a quota 111 punti base. I rendimenti sono però ancora piuttosto alti, al 4,55%, a confermare che c’è ancora molta pressione sui titoli di Stato.

Petrolio i gas mantengono alti i rendimenti

Negli ultimi gironi prezzi di petrolio e gas hanno ricominciato ad aumentare. Per quanto riguarda il greggio, il problema rimane il Medio Oriente. La situazione tesa a Hormuz e gli attacchi sempre più frequenti degli Houthi contro l’Arabia Saudita agitano i mercati e fanno alzare i prezzi.

Per quanto riguarda il gas invece, l’aumento dei prezzi è dovuto a una crescita della domanda. Molti Paesi europei sono rimasti indietro sulle scorte e stanno correndo ai ripari proprio nei mesi prima del periodo invernale. L’Italia ha riempito gli stoccaggi all’88%, un buon risultato ma più basso rispetto al passato.

L’aumento dei prezzi dell’energia è una delle cause principali dell’inflazione, che a sua volta è una delle metriche più osservate per determinare l’andamento dei tassi di interesse e dei titoli di Stato. Questa situazione, quindi, impedisce ai Btp di tornare ai rendimenti di qualche mese fa.

Buona partenza per i Btp Valore

Nella giornata di ieri si è tenuta la prima parte dell’emissione dei Btp Valore, dedicati agli investitori retail. Il Tesoro ha raccolto circa 4,5 miliardi di euro. Gli strumenti a disposizione sono due:

  • un Btp Valore con cedole trimestrali step-up;
  • un Btp Valore Insieme, con cedola unica alla scadenza.

I rendimenti di questi Btp, che durano 7 anni, sono tendenzialmente più alti della media dei titoli di durata simile sul mercato. Il Tesoro può permettersi questo tipo di offerta perché, tendenzialmente, i privati non vendono i propri titoli di Stato se non in rare occasioni. Il debito pubblico di proprietà dei cittadini tende quindi a essere più stabile. L’emissione dei Btp Valore continuerà fino al 23 ottobre.

A fine mese si terranno invece le aste dei titoli di Stato regolari. Le date da segnarsi sono:

  • martedì 27 ottobre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
  • mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

Ridurre il debito pubblico si può. E conviene a tutti

8 October 2026 at 09:52

Italia e Francia devono finanziare difesa e investimenti. Ma hanno un enorme debito pubblico. Una proposta del 2014, aggiornata, consente di ridurne lo stock senza trasferimenti tra paesi e senza perdite per i creditori. E può convenire anche ai “frugali”.

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Nell’Eurozona l’autobus è uno solo, le cinture fiscali no

14 September 2026 at 09:49

Se la banca centrale è come l’autista di un autobus, allora lo spazio fiscale si può interpretare come una cintura di sicurezza. Nell’Eurozona il volante è unico, affidato alla Bce, ma le cinture sono tante quante i paesi membri. Quali sono le conseguenze?

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