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“Un’eternità di terrore”: i tre fratelli “re del mattone” che drogavano e stupravano le donne nelle ville da sogno condannati a 30 anni a testa. Il giudice: “Mostruosi”

28 October 2026 at 12:09

Trent’anni di carcere ciascuno. È la pena inflitta martedì a Tal, Oren e Alon Alexander, i tre fratelli noti come “Alexander Brothers”, riconosciuti colpevoli di aver sfruttato ricchezza e accesso a immobili di extra-lusso per drogare e violentare decine di donne. La sentenza è stata pronunciata dalla giudice federale Caproni al termine di un’udienza in cui 11 vittime hanno preso la parola in aula. I fratelli, impassibili, hanno ascoltato lo sguardo fisso nel vuoto. La pena è inferiore all’ergastolo chiesto dalla procura federale.

Nel motivare la decisione, la giudice ha paragonato gli imputati al dottor Jekyll e a Mr. Hyde, cercando di conciliare la condanna per traffico sessuale, arrivata a marzo, con la versione dei fratelli: diventati padri e mariti, sostengono di aver lasciato alle spalle la vita di feste e donne della giovinezza. “Fatico a credere che abbiano cambiato pelle così, d’un tratto”, ha detto Caproni.

E ancora: “È difficile credere che il matrimonio li abbia trasformati da predatori sessuali in gentiluomini modello”. Rivolta agli imputati, che continuano a negare di aver drogato o violentato qualcuno, ha tagliato corto: “È una bugia, e lo sapete tutti”. La giudice si è detta convinta che un giorno proveranno “profonda vergogna. La vostra condotta è stata mostruosa”.

Gli Alexander, in carcere senza cauzione dal 2024, dovranno versare almeno 300mila dollari di multa a testa. A Oren è stata inflitta una sanzione ulteriore di 50mila dollari per produzione di materiale pedopornografico: avrebbe filmato quello che l’accusa descrive come lo stupro di una ragazza di 17 anni. Oren e Alon, gemelli, hanno 39 anni; Tal ne ha 40. Usciranno di prigione all’età in cui la maggior parte degli americani va in pensione, un dettaglio che ha lasciato delusione sul volto di molte donne presenti in un’aula gremita.

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“Quando assumo droghe vado fuori di testa. Mi assale la rabbia e l’unica cosa a cui penso è uccidere, uccidere, uccidere. In quei momenti divento il diavolo”: parla il killer col sorriso del Joker Wade Wilson

23 October 2026 at 10:10

“Il bel diavolo: il killer dal fascino letale” disponibile su Paramount+ si pone una domanda: come può un uomo accusato di due brutali omicidi trasformarsi in un fenomeno virale e conquistare migliaia di fan? La docuserie in tre episodi ricostruisce il caso di Wade Wilson, condannato per gli omicidi di Kristine Melton e Diane Ruiz in Florida. Viene analizzato il sorprendente culto online nato intorno alla sua figura durante il processo.

Attraverso testimonianze, interrogatori, bodycam e materiale d’archivio, la serie ripercorre i crimini e il processo, esplorando allo stesso tempo l’ossessione del pubblico per il suo aspetto, i tatuaggi e la sua immagine da “bad boy” col il sorriso del Joker.

Attraverso filmati d’archivio e testimonianze dirette, la docuserie dà voce anche a Mila Montanez, ex compagna di Wilson, e Allie Williams, sua fidanzata durante la prima parte della detenzione, oltre a familiari delle vittime, investigatori e persone coinvolte nel caso. La docuserie indaga così il lato più oscuro della fascinazione contemporanea per il true crime: quando il criminale diventa una celebrity e le vittime rischiano di scomparire dietro la sua fama.

“Il bel diavolo: il killer dal fascino letale” mostra anche alcune delle dichiarazioni choc del killer: “Quando assumo droghe vado fuori di testa. Mi assale la rabbia e l’unica cosa a cui penso è uccidere, uccidere, uccidere. In quei momenti divento il diavolo”.

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