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Concerto com Ricardo Toste (órgão) e Rebeca Csalog (Harpista) em Lagoa

16 October 2026 at 11:58

No âmbito do XIX Festival Internacional de Órgão do Algarve, a Igreja Matriz de Lagoa recebe, no dia 1 de novembro, pelas 18h00, o Concerto com Ricardo Toste (órgão) e Rebeca Csalog (Harpista) e a entrada é livre.

Natural da Ilha Terceira, nos Açores, Ricardo Toste iniciou os estudos de órgão em 2001 e desenvolveu a sua formação na Universidade de Aveiro, onde concluiu a Licenciatura em Música e dois mestrados, em Teoria e Formação Musical e em Órgão de Tubos. Tem realizado concertos a solo em Portugal continental e nos Açores, afirmando-se como intérprete e pedagogo. Atualmente, leciona Formação Musical e Órgão em várias instituições de ensino artístico e exerce as funções de organista titular da Catedral de Aveiro, mantendo uma ativa ligação à música litúrgica e à formação de jovens músicos.

Rebeca Csalog, harpista luso-húngara nascida em Lisboa, cresceu num ambiente familiar ligado à música, iniciando-se no violino e mais tarde na harpa. Após concluir os estudos musicais, licenciou-se em Antropologia e obteve um mestrado em Migrações, Inter-Etnicidades e Transnacionalismo. Regressou à música em 2020, realizando um Mestrado em Harpa na ESML e uma pós-graduação em Milão. Atualmente, atua como harpista com algumas das principais orquestras portuguesas, bem como em projetos a solo e de música de câmara, explorando repertórios para além da tradição clássica.

Integrado no XIX Festival Internacional de Órgão do Algarve, organizado pela Associação Música XXI. Entrada livre, limitada à lotação; qualquer donativo será bem-vindo para apoiar as instituições que acolhem o festival.

Stress test, così il G7 mette alla prova l’AI per evitare una crisi finanziaria

16 October 2026 at 15:48

Uno stress test per il settore finanziario. È quello che il G7 pensa di fare per verificare la pericolosità dell’intelligenza artificiale. A Bangkok, dove sono riuniti i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali, è emersa la volontà di mettete a punto esercitazioni “teoriche” per capire fino a che punto possono stare tranquilli di fronte alle minacce rappresentate dagli agenti di AI di frontiera. L’obiettivo è studiare la risposta più efficace per difendersi.

A scriverlo è il Financial Times, secondo cui l’esercitazione potrebbe coinvolgere le banche. Come sottolinea il ministro delle Finanze olandese, “stiamo tutti fissando la stessa scatola nera. Vediamo i rischi, ma come affrontarli?”, si chiede Eelco Heinen. “Se pochi Paesi possiedono la tecnologia, ma il mondo interno può esserne vittima, la cooperazione internazionale è fondamentale. È proprio qui che risiede la preoccupazione”. L’idea arriva d’altronde in un momento topico. L’AI viene continuamente descritta come uno strumento rivoluzionario, ma a due facce. Quella negativa potrebbe comportare delle conseguenze ancora poco quantificabili, ma sicuramente drammatiche. Una di queste è che gli agenti di AI possano autonomamente impossessarsi di altri sistemi, sdoppiandosi ed infiltrandosi. Ad esempio, in una banca.

Lo afferma anche il Fondo Monetario Internazionale in un suo rapporto, in cui si legge che “gravi incidenti informatici potrebbero minare la fiducia del mercato e interrompere le infrastrutture e le operazioni critiche dei mercati finanziari”.

Se e quando i test partiranno, si potrà capire meglio a che livello sono le difese. Nel tempo si sono prese delle precauzioni e ci sono dei manuali di risposta già stilati. Ma il pericolo è cambiato, si presenta sotto forme diverse. Per cui bisogna vedere se il sistema architettato possa reggere all’urto. “La situazione può diventare davvero molto difficile”, ammette Caio Ferreia, vice presidente del reparto global markets analysis dell’Fmi. Non è solo una questione operativa. “La perdita di fiducia potrebbe di per sé rappresentare un evento sistemico”.

Resta da capire quando e come si svolgeranno le esercitazioni. Sicuramente il messaggio che invia il G7 è chiaro: con l’AI tutti devono fare i conti, perché nessuno ne è immune. C’è però un dettaglio, neanche troppo piccolo, sottolineato anche dal ministro dell’Economia italiano Giancarlo Giorgetti. I grandi assenti al tavolo di Bangkok erano gli americani. “Il punto di partenza, sinceramente va detto, è che qui non è venuto Scott Bessent“, dice riferendosi al segretario del Tesoro. Al suo posto c’era un sottosegretario. “Evidentemente questo mette in una luce diversa sia le riunioni del G20 sia del G7, sia in qualche modo l’Fmi. Una situazione di grande incertezza, instabilità geopolitica con conseguenze economiche e finanziarie evidenti, con gli Stati Uniti un po’ protagonisti di tutto, che qua sono presenti in tono minore”. In sintesi, conclude Giorgetti, ci troviamo in “un mondo in cerca di equilibrio in cui gli Usa giocano una partita d’isolamento”.

China previews a world where the algorithm is switched off

16 October 2026 at 07:34

The Australian government has introduced its digital duty of care legislation to parliament today. The bill includes an “off switch” to allow social media users to opt out of recommender algorithms. If passed, Australians could choose to switch off their algorithmic recommendation and consume a news feed populated by the accounts they subscribe to. It’s […]

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Don’t let Musk and the billionaires buy America’s elections

16 October 2026 at 07:01

On a recent episode of the Bulwark podcast, journalist Ron Brownstein described the election as a contest between “the wave versus the wall.” The wave being voter anger and President Donald Trump’s plummeting popularity. The wall being structural impediments to voters’ voices, such as gerrymanders and the Republican Party’s stark spending advantage. Now we know […]

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