“Farne un film è stata una scelta difficile. Ma già con il libro ho visto che dal gesto di raccontare una storia poi ritorna tanto. A convincermi è stata una ragazza in aereo che mi ha detto: ‘Grazie per quello che fai. Grazie alla storia di Giulia io sono ancora viva’. Raccontare questa storia significa raccontare un dolore, ma anche un percorso di salvezza. Portare quel messaggio in modo ancor più capillare all’interno della nostra comunità e della nostra nazione è stato complesso, ma la motivazione che mi sono dato è stata: se non lo raccontiamo, quel dolore lo riviviamo. Da lì l’impegno della Fondazione a sostenere un’opera che racconta non solo l’ultimo giorno di Giulia, ma la vita di una giovane che aveva dei sogni, dei progetti. Lì i ragazzi possono rispecchiarsi e trovare il coraggio di qualche buona azione. Attraverso il film vorremmo che, oltre alla nostra famiglia, gli spettatori conoscano anche loro stessi per diventare agenti di un cambiamento di cui questa società ha tanto bisogno”.
Con queste parole Gino Cecchettin ha inaugurato la conferenza stampa dedicata a Se domani non torno, l’atteso film di Paola Randi sull’omicidio di sua figlia Giulia, avvenuto l’11 novembre 2023.
Un’opera così importante e necessaria da richiedere una “lettura” diversa rispetto agli altri titoli in programma alla 21ª Festa del Cinema di Roma che, peraltro, ha scelto di mostrarla al pubblico a due giorni dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Ispirato al libro Cara Giulia di Gino Cecchettin, scritto con Marco Franzoso (Rizzoli, 2024), e sceneggiato dalla regista insieme a Lisa Nur Sultan, il film è stato prodotto da Notorious Pictures, che lo distribuirà dal 5 novembre.
Con la Fondazione Giulia Cecchettin totalmente coinvolta nel progetto, si tratta di un testo orientato non a chiudere un doloroso caso di femminicidio, bensì ad aprire e rafforzare il dibattito che lo coinvolge, a partire dalla sensibilizzazione sugli orrori generati dalla cultura del patriarcato. In un’estetica rigorosa, che rispetta l’etica del racconto, e interpretato con sensibilità da tutto il cast, fra cui spiccano gli ottimi Filippo Timi nel ruolo di Gino Cecchettin e Tecla Bossi in quello di Elena Cecchettin, sorella maggiore di Giulia, è dunque un vero e proprio film-manifesto, animato dall’urgenza di veicolare i temi che lo attraversano con il dovuto coraggio e la sincera intenzione pedagogica.
“Quando mi è stato affidato il progetto ero intimidita da tanta responsabilità. Ma la lettura del libro di Gino mi ha offerto subito una possibile chiave di accesso al racconto, ovvero quella dell’assenza”, ha spiegato Paola Randi. “Perché l’assenza di una persona all’interno di un nucleo familiare è qualcosa di dirompente, di enorme. Ma quando siamo anestetizzati dalla quantità di stimoli a cui siamo sottoposti, rischiamo di chiudere i rubinetti dell’empatia. È dunque l’assenza che li riapre, la percezione di questo incolmabile vuoto. È questo uno dei motivi per cui l’omicida non è mai né nominato né mostrato: noi volevamo raccontare l’assenza di Giulia e il percorso della sua famiglia per poter trasformare un dolore così grande in impegno civile. Credo che quando ci si focalizza su un colpevole si rischia di assolvere tutti gli altri. Qui invece il crimine è sistemico. Questa famiglia ha fatto un richiamo alle coscienze. Il patriarcato è parte di noi, e dunque solo da noi può essere decostruito”.
Un concetto che la sceneggiatrice Lisa Nur Sultan ha voluto rimarcare: “I femminicidi non sono più dei casi, ma sono le dirette conseguenze di un sistema che Gino ed Elena Cecchettin ci stanno urlando in faccia di mettere a fuoco. Pensiamo che fino a 30 anni fa lo stupro era riconosciuto solo come crimine contro la morale e non la persona. Il problema è che la nostra società sta mantenendo questa cultura del patriarcato, e l’unica forma che abbiamo per attivarci sugli effetti è curare le cause. Come si fa? Con l’educazione sesso-affettiva nelle scuole. Non ci si può definire contrari ai femminicidi e alla violenza di genere senza pensare di incoraggiare l’educazione sesso-affettiva”.
Da parte sua, Filippo Timi ha spiegato di essersi avvicinato al ruolo di papà Cecchettin “con piccole pennellate e mettendo da parte ogni ego, come del resto ha fatto chiunque lavorando a questo film”. Ha poi aggiunto di aver “provato una gioia incredibile nel poter affrontare un personaggio che davanti a qualcosa di così ingiustificabile e imperdonabile reagisce con valore e con dolcezza, senza copiare alcun modello di violenza. Sono grato per tutto questo. Arte e vita vanno a braccetto. L’urgenza è reale, il momento è adesso, non domani”.
A pocos días de la segunda vuelta presidencial en Brasil, Luiz Inácio Lula da Silva y Flávio Bolsonaro intensifican sus estrategias para atraer a los millones de electores que no acudieron a las urnas en la primera vuelta. ¿Qué cambiaron ambos candidatos en sus campañas para ampliar su respaldo y conquistar el voto de los abstencionistas? ¿Qué papel puede desempeñar ese electorado en el desenlace de la contienda? Lo analizamos en El Debate de France 24.
Uma pessoa morreu e outras cinco ficaram feridas após um homem abrir fogo de dentro de seu carro nos arredores de Paris, na França, na manhã desta sexta-feira (23). A Promotoria abriu uma investigação e trata o caso como suspeita de ataque terrorista. Parte das vítimas é de origem imigrante.
Leia mais (10/23/2026 - 08h26)
The magic of cinema is made in the most unexpected places. In an industrial park on the outskirts of Portland, Oregon, past small woods and residential neighborhoods, several gray warehouses hide eagles, castles, monsters and mice. You wouldn’t guess it, but there sits Laika which, alongside the British studio Aardman, is the most famous film studio specialized in stop motion animation.
A duas semanas do segundo turno das eleições brasileiras, o norte-americano Robert Kennedy Jr., secretário de Saúde dos Estados Unidos e expoente do movimento antivacina, esteve no Rio de Janeiro para casar seu filho, Conor Kennedy. A noiva era a cantora Giulia Be, que, apesar de ter declarado voto em Luiz Inácio Lula da Silva em 2022, é membro de outro clã da direita, a família Marinho, ligada aos Bolsonaro. Seu pai, Paulo Marinho, foi um dos principais nomes da campanha de Jair em 2018 e é suplente de Flávio no Senado.
A cerimônia religiosa foi na Igreja Nossa Senhora do Carmo da Antiga Sé, no centro do Rio de Janeiro, onde Dom Pedro I e Dom Pedro II foram coroados. Com pompa e circunstância, a celebração ganhou cobertura internacional.
Apenas uma semana depois do casamento, em São Paulo, apoiadores de Flávio Bolsonaro carregaram um míssil inflável com os dizeres “Trump nuke Brazil” (Trump, faça um ataque nuclear ao Brasil), em mais uma demonstração de subserviência ao governo de Donald Trump.
Casamento de direita reúne André Marinho (ao centro) e Robert Kennedy Jr. (à esquerda) no Rio de Janeiro, duas semanas antes das eleições
Os dois eventos revelam a crescente proximidade da extrema direita brasileira com a norte-americana. Uma eventual vitória de Flávio representaria a consolidação do projeto por trás da Doutrina Donroe, que promove o retorno do domínio norte-americano sobre a América Latina, na opinião do cientista político Guilherme Casarões, da Florida International University.
“A Doutrina Monroe, a original do século 19, tinha como ideia básica proteger o hemisfério americano dos interesses europeus e consolidar a hegemonia dos EUA. O que o Trump tenta fazer agora é justamente revitalizá-la com características novas, que se baseiam não só na imposição de um certo poderio militar e de relações econômicas, mas também envolvem a construção de uma aliança ideológica nas Américas”.
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Terras raras: do fundo do poço para o bolso de Trump Jr.
No início de abril, André Marinho, o irmão da noiva do casamento no Rio, esteve nos EUA, onde se encontrou com o vice-presidente americano, J.D. Vance. O encontro foi articulado por Robert Kennedy Jr.. Na ocasião, Marinho disse ter tratado com Vance da expansão do crime organizado no Rio de Janeiro e das conexões de facções criminosas com redes internacionais.
De lá pra cá, uma profusão de digitais dos EUA apareceu nas articulações do bolsonarismo para as eleições de 2026, da abertura de uma filial brasileira da Rockbridge, rede de financiadores da extrema direita criada por Vence, ao financiamento do filme “Dark Horse”, realizado por meio de um fundo estabelecido no Texas.
Na frente econômica, chamou atenção o documento produzido por André Marinho com as possíveis vantagens de uma administração de Flávio Bolsonaro para o governo e os negócios da família Trump. O “Prosperity Partnership”, de autoria do irmão da noiva, mostra como os EUA explorariam terras raras – elementos químicos essenciais para a produção de ímãs de alta potência em turbinas, eletrônicos e armamento – em mais um governo de extrema direita no Brasil.
Revelado pelo jornalista Guilherme Amado, o plano foi elaborado em março deste ano, cerca de duas semanas antes de Marinho viajar aos EUA para se reunir com Vance. Marinho negou que o documento, com a capa “Flávio Bolsonaro | 2026 Campaign”, tivesse relação com a campanha bolsonarista.
Segundo o “Prosperity Partnership”, um novo governo Bolsonaro “posicionará o Brasil como o principal fornecedor e polo de processamento de minerais críticos alinhado ao Ocidente no Hemisfério Ocidental”; não tornará o país “dependente” de cadeias de processamento chinesas; e, por fim, “se alinhará com os Estados Unidos na construção de um sistema de abastecimento paralelo”. O documento também fala em “aceleração no processo regulatório”, em consonância com o programa de governo de Flávio Bolsonaro, que, ao tratar do tema, promete “licenciamento ágil e técnico”.
Procurado pela reportagem, Marinho afirmou que o “assunto é superado exatamente por não haver qualquer consequência prática na realidade”. Em seguida, mandou nota em que disse que “o estudo foi elaborado por iniciativa exclusivamente pessoal, como um exercício hipotético de análise de cenários. Não se tratava de proposta oficial nem foi produzida a pedido de qualquer campanha, autoridade ou organização.”
Marinho disse ainda que não enviou o material à “campanha de Flávio Bolsonaro, a autoridades ou organizações americanas, nem foi objeto de qualquer reunião ou tratativa”. Completou que seu encontro com Vance, em abril de 2026, “não teve qualquer relação com esse estudo”.
Acesso facilitado a recursos naturais
As ideias do apoiador de Flávio e mais novo integrante da família de Robert Kennedy Jr. se alinham aos pilares econômicos da Doutrina Donroe, fundamentados no acesso facilitado dos EUA a recursos naturais de países latino-americanos.
A doutrina vem sendo aplicada com êxito por Trump na Venezuela. Após intervir militarmente no país vizinho, multinacionais americanas e empresários alinhados a Trump já conseguiram contratos para exploração de petróleo e, em agosto, o governo dos EUA anunciou um acordo que garante ao país a concessão, por 100 anos, para extrair barris de 17 campos de petróleo venezuelanos.
Já na Argentina, um decreto do presidente Javier Milei revogou a lei que impunha restrições à compra de terras por estrangeiros. Apesar da resistência popular e nos tribunais, a Suprema Corte do país primeiro confirmou a decisão de Milei, mas agora reverteu o entendimento.
O desequilíbrio de poder entre os EUA e os países latino-americanos levanta dúvidas sobre o futuro da exploração de terras e recursos naturais com o fortalecimento da Doutrina Donroe. Casarões destaca que, em um cenário de “subserviência ao governo norte-americano”, caso Flávio vença a eleição, “pode ser que os países da América do Sul, sobretudo Brasil e Argentina, mas também Colômbia e Chile, entrem numa espécie de corrida para o fundo do poço. Um leilão às avessas, com uma dinâmica de quem cede mais [aos EUA]”.
O fundo 1789 Capital, que tem como sócio Donald Trump Jr., filho mais velho do presidente, já investiu na norte-americana Vulcan Elements, que, por sua vez, faz parte de uma cadeia de empresas envolvidas no Projeto Caldeira, de exploração de terras raras no sul de Minas Gerais.
A Pública mostrou que outra empresa envolvida no projeto, a australiana Meteoric, responsável pela extração de minério, assinou um memorando com a canadense Ucore, que garantiu investimentos do Departamento de Defesa dos EUA para desenvolvimento de uma planta de separação de terras raras.
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Milícia e mortes de crianças
Não menos importante para o governo Trump é a afinidade com a abordagem bolsonarista ao combate ao tráfico de drogas. Em maio de 2026, dias depois do encontro de Flávio Bolsonaro com Trump na Casa Branca, o governo dos EUA designou o Primeiro Comando da Capital (PCC) e o Comando Vermelho como organizações terroristas. Esta é considerada uma das principais vitórias de Flávio Bolsonaro, que atribuiu a si a reivindicação.
Por outro lado, as conexões de Flávio com a milícia e o caso da menina Ana Clara, morta por um tiro de fuzil de um policial em Niterói (RJ), em 2021, por enquanto passam ao largo das discussões sobre segurança entre a extrema direita. Além de defender o policial autor da morte da menina em Niterói, em 2021, Flávio também já justificou o assassinato de outra criança, dessa vez nos EUA. Tamir Rice, de 12 anos, brincava com uma arma de brinquedo num parque de Cleveland, em 2014, quando foi morto pela polícia.
“Os policiais chegaram para abordar esse menor, que estava com a arma na cintura, e disseram: ‘Mãos ao alto!’ O menino meteu a mão na arma e a puxou apontando para os policiais. Ele foi alvejado na hora, como tem que ser”, disse em 2007, em discurso na Assembleia Legislativa do Rio de Janeiro, quando era deputado estadual.
“A imprensa brasileira ou grande parte dela trata isso como um erro grave porque morreu uma criança. O fato é, sim, lamentável. Quem não se incomoda com isso? E se fosse uma arma de verdade?”, completou.
O Brasil não faz parte do Escudo das Américas, que reúne pelo menos 13 países da região, sob liderança dos EUA. O grupo foi criado em março de 2026 e reúne governos aliados de Trump, com o propósito de se tornar uma espécie de Otan da região para enfrentar o crime organizado.
Em outubro, o The New York Times revelou que os EUA já estão enviando centenas de soldados para treinar e realizar exercícios com forças locais na América Latina, com o argumento de combater o narcotráfico na região. Há presença militar americana no território de países signatários da aliança, como Panamá, Colômbia e Equador.
Casarões aponta a contradição entre a postura bolsonarista receptiva ao intervencionismo norte-americano e o pensamento militar que a família sempre disse defender, que, paradoxalmente, defende a mesma soberania que se tornou bandeira de Lula nesta eleição:
“Depois do golpe de 1964, mesmo os militares tinham muitos problemas em aceitar qualquer tipo de presença ou ingerência militar norte-americana no Brasil. Os novos tempos têm convidado a família Bolsonaro a fazer uma coisa muito distinta daquilo que eles supostamente defendem, que é o legado dos militares no Brasil.”
Agendas espelhadas no Legislativo
No novo Congresso brasileiro, eleito no primeiro turno, algumas das figuras mais votadas também emulam pautas trumpistas e de candidatos que concorrem nas eleições de meio de mandato dos EUA, marcadas para 3 de novembro, menos de dez dias depois do segundo turno brasileiro. O pleito vai renovar toda a Câmara dos Deputados e 35% do Senado norte-americano.
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Eduarda Campopiano (PL), a deputada estadual mais votada de São Paulo, não acredita em feminicídio. Lucas Pavanato (PL), o mais votado para a Câmara Federal pelo mesmo estado, apostou no pânico moral dos banheiros trans, assim como Nikolas Ferreira (PL), reeleito para a Casa com recorde de mais de 3 milhões de votos.
Nos EUA, as discussões sobre atletas trans e tratamento para transição de gênero em menores fazem parte da agenda moral de vários candidatos conservadores. Pesquisa do FactCheck.org, ONG ligada à Universidade da Pensilvânia, identificou mais de US$ 100 milhões em gastos pelo Partido Republicano com pelo menos 200 anúncios desde 1º de agosto, com as palavras “mudança de sexo”. Somente nas eleições para o Senado, os gastos superaram US$ 77 milhões.