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Padova, genitori in corteo per la scuola: “Vogliamo che gli spazi siano degni. Diventi una priorità della politica”

24 October 2026 at 18:33

“Tutti in piazza per l’edilizia scolastica”. Con questo slogan, sabato 24 ottobre, circa cinquecento genitori di Padova sono scesi in piazza per chiedere più investimenti per rendere le scuole sicure, accoglienti, a misura di bambino e soprattutto adeguate al cambiamento climatico. Tra licei e istituti occupati oltre le manifestazioni degli studenti in tutt’Italia, nella città di Sant’Antonio, hanno deciso di farsi sentire anche le mamme e i papà.

A promuovere il corteo sono stati in primis l’associazione Genitori per l’Arcella che hanno collaborato con il gruppo Genitori Scuole Guizza-Salboro, il Comitato Palestro 10 e Lode, Priorità alla Scuola, il comitato Genitori della scuola primaria “Martiri della Vittoria”, Padova Scuola Aperta, “Quale scuola per il futuro?”, la Polisportiva San Precario, oltre che le organizzazioni sindacali Flc e Fp-Cgil, Adl-Cobas, Usb e Cobas Scuola. Un corteo promosso ben prima che scoppiassero le tensioni sociali degli ultimi giorni soprattutto a Milano e Torino. E una campagna simile a quella lanciata da il Fatto quotidiano – “Il futuro non si arma, si insegna” (firma qui) – con una petizione per chiedere stipendi dei docenti adeguati all’Europa e una maggiore attenzione per la scuola. Chi vuole può raccontarci la sua storia a redazioneweb@ilfattoquotidiano.it.

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Una manifestazione pacifica, ma sorvegliata persino da un elicottero della Polizia. “Ci sono scuole con muri che cadono a pezzi, pareti con infiltrazioni, bagni inagibili, finestre rotte, giardini che con la pioggia diventano pozze d’acqua, aule invivibili appena la temperatura sale, guasti permanenti. Il nostro appello – ha spiegato l’associazione Genitori per l’Arcella – è chiaro: vogliamo scuole più belle, accoglienti, funzionali, funzionanti, calde in inverno e fresche d’estate. Vogliamo che ci sia attenzione e cura affinché gli spazi scolastici siano degni di tutti coloro che li vivono e all’altezza dell’enorme compito che la scuola ha. La scuola deve diventare una priorità nell’agenda politica di questa città”.

In piazza anche l’amministrazione: “In questi anni abbiamo fatto molto, non c’è dubbio che si possa fare di più – ha sottolineato l’assessora comunale Margherita Colonnello a “Padova Oggi” -. Come Comune, andiamo a confermare il nostro impegno e a incrementarlo. Chiediamo comunque sempre al Governo e alla Regione di fare anche loro la propria parte”.

Mamme e papà che hanno sfilato fino a piazza delle Erbe chiedono un piano straordinario di interventi e uno ordinario di manutenzione superando l’approccio emergenziale. “È stata una manifestazione molto partecipata e vivace. Le famiglie e molti bambini sono scesi in piazza – spiega Caterina Benato di Genitori della Guizza a “Il Fatto Quotidiano.it”- chiedendo di prendersi cura di uno dei beni più preziosi che abbiamo, le scuole. Noi chiediamo un Piano di manutenzione degli interventi ordinari e straordinari, per scuole più datate e di recente costruzione, perché non deperiscano e diventino un problema di sicurezza per chi è dentro. Più soldi alla scuola vuole dire investire nel nostro futuro”. Anche il sindaco della città, Sergio Giordani, ha voluto dir la sua a “Padova Oggi”: “I genitori e le famiglie che aiutano, come hanno fatto oggi, a mettere un faro sul tema degli asili e delle scuole vanno ringraziati. Ci impegniamo a un piano straordinario a 360 gradi sul tema della scuola. Una scuola accogliente, inclusiva, per tutti è la chiave di volta per un futuro più sereno e bello per la comunità. Continueremo il dialogo”.

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Agressão de recluso deixa guarda com lesão craniana em Grândola

24 October 2026 at 17:05

Um guarda da prisão de Pinheiro da Cruz, no concelho de Grândola, sofreu uma lesão craniana, por ter sido agredido com murros violentos por um recluso considerado perigoso (que está na secção de segurança do estabelecimento prisional, a cumprir uma medida disciplinar de reclusão), segundo noticia avançada pelo website do Correio da Manhã (CM), que acrescenta, o ataque violento ter ocorrido quando o preso estava a ser retirado do pátio de recreio, tendo o guarda sido submetido a um período indeterminado de internamento hospitalar.

Segundo o CM, a violência desencadeou-se na tarde de sexta-feira, quando o guarda agredido, por falta de efetivos, estava a vigiar sozinho o preso no período de recreio. Depois de receber ordens nesse sentido, o agressor mostrou-se renitente em regressar à cela. Colocou-se mesmo de cócoras, e a agressão ocorreu quando o guarda o tentou fazer levantar-se. Depois de agarrar a vítima por trás, com um golpe de ‘mata-leão’, desferiu-lhe uma sucessão de murros na cabeça. Só com o apoio de mais guardas foi possível manietar o agressor, e colocá-lo, de novo, na secção de segurança da cadeia.

O guarda, por seu turno, foi assistido por bombeiros ainda no estabelecimento prisional. Depois de passar por um hospital na zona, foi decidido que teria de ser transferido para o Hospital de São José, em Lisboa, devido à lesão craniana sofrida.

Contactado pelo CM, Frederico Morais, presidente do Sindicato Nacional da Guarda Prisional, confirmou a ocorrência. “A gravidade da situação é diferente. O nosso colega foi atacado numa secção de segurança. Os serviços prisionais geraram um caos tão grande a nível de segurança, colocando guardas a trabalharem sozinhos. Para haver todos os objetivos de atividades que os senhores diretores dos estabelecimentos prisionais querem, limitamos as condições de segurança no interior dos mesmos“, considerou o responsável sindical. 

Kenya Reports Its Second Ebola Dead in the Country

24 October 2026 at 15:58

The Government of Kenya announced a second Ebola death, after the detection of at least nine infections in the country so far, including the index case, a Kenyan citizen who also died and who had traveled from the Democratic Republic of Congo (DRC), a country that declared an outbreak last May.

Africa CDC Urges Global Help as Ebola Spreads: Kenya Reports Its Second Ebola Dead in the Country

As detailed in a statement late Friday by the Kenyan Ministry of Health, the deceased patient was a 65-year-old woman who was the third confirmed case in Kenyan territory.

“She was a direct contact and close family member of the first (deceased) case and was in quarantine when she developed symptoms on October 13, 2026,” the Ministry explained.

After being admitted to a hospital infectious disease unit and receiving care from specialized medical teams, the woman succumbed to the disease on Friday afternoon.

The Ministry of Health mourns the death of a 65-year-old woman who was receiving care for Bundibugyo Ebola and extends heartfelt condolences to her family, friends and community. Seven patients continue to receive care. All nine cases remain within one cluster, with no evidence… pic.twitter.com/HSWQcC0mck

— Ministry of Health (@MOH_Kenya) October 23, 2026

The Ministry assured that it would facilitate a “safe and dignified burial” for the patient, in accordance with public health protocols.

“This loss raises the number of deaths to two among the nine confirmed cases. The seven remaining patients continue to receive care in the two isolation facilities,” the Executive specified, reiterating that “all cases are part of the same group of known contacts and there is no evidence of community transmission.”

“Her death is a painful reminder that Ebola is a serious disease that can be fatal and that the condition of patients can change suddenly,” the Ministry concluded.

Kenya confirmed its first imported Ebola case on October 5, corresponding to a forty-year-old man who had lived the last seven years in the DRC.

Patient zero received treatment in several Congolese hospitals before traveling by road to Kampala (Uganda’s capital) and, subsequently, flying to Nairobi, where he landed on October 3 and died two days later.

Intelligenza collettiva in corso. L’open day della Scuola di cittadinanza del Fatto

By: F. Q.
24 October 2026 at 09:18

La Scuola del Fatto di Cittadinanza “Domenico De Masi” si prepara a inaugurare il nuovo anno accademico 2026/2027, con tanti nuovi corsi, grandi temi da approfondire e docenti d’eccezione. Sabato 24 ottobre, dalle 12 alle 14, è in programma l’Open Day “Intelligenza collettiva IN CORSO”, in diretta streaming su www.scuoladelfatto.it e sul canale YouTube de Il Fatto Quotidiano.

Sarà l’occasione per conoscere i nuovi percorsi formativi e ascoltare direttamente i docenti e i responsabili scientifici che ci accompagneranno durante l’anno accademico. Tra i protagonisti dell’incontro: Pino Arlacchi, Nicola Armaroli, Marco D’Eramo, Vittorio Agnoletto, Gabriele Guzzi, Giulio Di Donato, Emiliano Bosio, Jeffrey Sachs e Massimo Di Felice e la Direttrice della scuola Miriam Mirolla.

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Assemblee, picchetti e barricate: da Milano a Palermo, la mappa delle occupazioni nelle scuole di tutta Italia

24 October 2026 at 08:08

Da Palermo a Milano passando per Napoli, Roma, Firenze, Bologna e Genova, decine di scuole sono occupate. Gli studenti protestano contro il carovita, la destra di governo, le scuole fatiscenti, il decreto Scuola e tanto altro. E a Roma c’è persino chi scende in piazza contro chi manifesta a difesa delle lezioni. Gli studenti si preparano al prossimo sciopero proclamato da Usb, l’Unione sindacale di base, per il 30 ottobre e allo sciopero internazionale del 20 novembre. Ad alimentare la rabbia anche le parole del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: “Gran parte delle proteste che si svolgono in questi giorni nelle scuole non ha un fondamento razionale. Partiamo da dati veri e non inganniamo gli studenti”.

La mappa delle occupazioni ha bandierine su ogni regione. A Palermo i ragazzi del liceo “Meli“, del “Rutelli“, del “Catalano“, del “Cannizzaro” e del “Duca degli Abruzzi” hanno manifestato davanti alla scuola con un sit-in, mentre al “Regina Margherita” è stata organizzata un’assemblea permanente. Al “Cascino” è stato bloccato un ingresso con cassonetti rovesciati, petardi e lanci di uova. Così all’”Umberto I” e al “Vittorio Emanuele II“, dove da giorni non si fanno più lezioni ma assemblee e momenti di confronto, cercando di coinvolgere anche i docenti.

A Napoli sono occupate 25 scuole. All’Istituto Orientale è stato organizzato anche un collegamento con gli autotrasportatori parlando di caro affitti, di guerra in Palestina, riarmo e Cpr. Anche al “Mazzini” al Vomero, al “Vico”, al “Canova”, al “Fonseca” e all’istituto “Elena di Savoia” le lezioni sono sospese. Al “Mazzini” si sono registrate anche devastazioni, armadietti svuotati, libri stracciati e palloni scaraventati contro i soffitti. Una vicenda sulla quale stanno facendo luce gli investigatori, dal momento che i danni ammontano a trentamila euro. La protesta è arrivata anche fuori dal centro e in provincia: a Fuorigrotta sono occupato il professionale “Rossini”, lo scientifico “Labriola” e l’artistico “Boccioni”; a Torre del Greco il “De Bottis”e il “Nobel”; il “Flacco” a Portici; il “Pitagora” e il “Majorana” a Pozzuoli e il “Segre” a Marano.

Nel Lazio l’onda della mobilitazione è arrivata in decine di scuole oltre a quelle della Capitale. A Firenze è scattato l’allarme per la presenza in città, lunedì, del ministro Valditara. Allo stato attuale, nel capoluogo toscano sono occupati il “Gramsci”, il “Michelangelo”, il “Galileo”, l’”Alberti Dante”, il “Castelnuovo”, il “Peano”, il “Rodolico”, il “Pascoli”, il “Duca d’Aosta” e il “Macchiavelli”, dove la preside ha presentato denuncia. Occupazioni anche all’“Enriques” di Castel Fiorentino e al “Pacinotti” di Pisa. A Novoli, al “Sassetti”, il dirigente ha dovuto fare i conti con corridoi allagati, lavagne rotte e barricate. A Bologna il collettivo del “Minghetti” ha bloccato l’entrata. Proteste anche a Genova al professionale “Odero” di Borzoli, al liceo “Klee Barabino”, al “Filippo Buonaroti”, al “Gastaldi”, al “Majorana” e all’”Einaudi”.

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