Primeiro filme de IA da China chega às salas. Estão vazias
È stato presentato fuori concorso alla Festa del cinema di Roma “Un tranquillo funerale di famiglia”, dal 29 ottobre in sala. È l’adattamento firmato da Massimiliano Bruno della black comedy britannica di Dean Craig. Nel cast Stefania Sandrelli, Diego Abatantuono, Pietro Sermonti, Claudia Pandolfi, Stefano Fresi e Beatrice Arnera.
Al centro la famiglia Mancuso, in Ciociaria, nel giorno del funerale del patriarca: i figli Daria e Riccardo (Pandolfi e Sermonti) fanno i conti con rancori e segreti, e la cerimonia si trasforma in una catena di rivelazioni ed equivoci grotteschi. “Raccontiamo due fratelli coltelli e una famiglia incasinata, come lo sono le nostre”, spiega il regista.
“È il film più spinto che abbia mai fatto. Perché ha una comicità esplicita, a tratti volgare, politicamente scorretta. – ha detto Pandolfi a Io Donna – Ho adorato girarlo e non solo per amore dell’originale inglese ma per quel tipo di humor e di irriverenza. Si gioca con la morte e con Dio, cosa molto inusuale per noi italiani. E mi piace moltissimo passare dalla fiction rassicurante di prima serata a qualcosa di trasgressivo, spero di poter continuare a divertirmi così nel mio lavoro. Del resto, divertimento e impegno sono stati le mie linee guida, negli anni”.
Mamma di due figli maschi il 19enne Gabriele, avuto dal cantautore Roberto Angelini, e Tito nato dalla relazione con il produttore Marco De Angelis, che ha 10 anni. “Ho creduto nell’educazione sessuale e affettiva, li ho fatti crescere soprattutto con l’esempio. – ha detto – I miei figli hanno papà, zii e nonni che hanno molta cura del lato femminile della famiglia e delle vite degli altri in generale. È importante dare ai ragazzi strumenti per affrontare il “mondaccio”, come dico io, di oggi. Insegnargli a ragionare, anche a sbagliare, perché una società che ci vuole sempre performanti e vincenti può diventare paralizzante”.
L'articolo “Proprio dietro una parvenza di ‘normalità’ c’è un uomo che non accetta i cambiamenti e, piuttosto che essere lasciato, uccide la compagna. Certe belle maschere mi spaventano”: così Claudia Pandolfi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Dopo il premio del pubblico alla Quinzaine des Cinéastes a Cannes, il bellissimo film corale “I See Buildings Fall Like Lightning” della britannica Clio Barnard trionfa anche alla 21esima Festa del cinema di Roma, vincendo come Miglior Film. Così ha infatti decretato la giuria guidata dallo sceneggiatore e regista polacco Jan Komasa che, comunque, non ha dimenticato l’Italia. A portare in alto il tricolore è stata la notevole interpretazione di Paolo Pierobon, premiato ex aequo come miglior attore per Brianza di Simone Catania, nel quale affianca Fausto Russo Alesi. Con lui premiato anche l’inglese Anthony Boyle, tra i protagonisti del film di Barnard.
Il riconoscimento alla miglior attrice è andato con merito alla giovane spagnola Victoria Luengo per Sants di Mikel Gurrea, che ricordiamo protagonista femminile anche de L’essere amato di Rodrigo Sorogoyen, presto nelle sale italiane.
Al solido dramma statunitense The Life and Deaths of Wilson Shedd di Tim Blake Nelson è andato il Gran Premio della Giuria, mentre quello “speciale” la Giuria ha voluto attribuirlo alla famiglia Al Mawla, protagonista del film Yesterday the Eye Didn’t Sleep (in Italia uscirà prossimamente col titolo Ieri notte non ho dormito). È invece quella del centrafricano Rafiki Fariala per il suo vibrante Congo Boy (co-prodotto da Rai Cinema) la Miglior Regia della Festa. La miglior sceneggiatura è stata giudicata quella scritta da Abia Castillo, Diego Rabasa e Diego Luna per Ceniza en la boca dello stesso Luna.
Da segnalare che il Premio del Pubblico Terna è andato ex aequo al buon documentario di Kasia Smutniak Mustang – quindi un altro premio per l’Italia – e all’acclamato Congo Boy.
A trionfare in Alice nella Città è stato il magnifico Everytime dell’austriaca Sandra Wollner, film scelto dalla Germania come proprio rappresentante ai prossimi Oscar.
Complessivamente il livello del concorso Progressive Cinema dell’edizione 2026 della Festa del cinema di Roma è stato medio-alto in linea con lo scorso anno, sintomo di un’attenzione al miglior prodotto disponibile nell’ambito dei festival internazionali che l’hanno preceduto.
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