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Nuova legge contro le frodi alimentari, cosa rischia ora chi vende falso made in Italy

25 October 2026 at 12:46

Al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione organizzato da Coldiretti e dall’Osservatorio agromafie, tenutosi a Roma a ottobre 2026, è stato tracciato il primo bilancio sui risultati ottenuti dall’entrata in vigore della legge contro le frodi agroalimentari. Con l’avvio dei controlli su larga scala, il nuovo sistema sanzionatorio è entrato pienamente a regime, andando a individuare tutte le fattispecie di reato che rischiano di compromettere il valore del made in Italy, il reddito degli agricoltori e la salute dei consumatori.

Le ispezioni delle autorità, ovviamente, continueranno su questa scia, con l’obiettivo di individuare chi ancora commette illeciti o non rispetta le regole su tracciabilità e denominazione.

Nuova legge contro le frodi alimentari: cosa cambia

La riforma approvata introduce un quadro normativo più articolato per contrastare gli illeciti nel settore agroalimentare. Il provvedimento, che riprende i contenuti già elaborati dalla cosiddetta legge Caselli, interviene principalmente introducendo:

  • nuovi reati penali;
  • sanzioni più incisive;
  • strumenti di controllo più stringenti.

Tra le fattispecie introdotte figurano i reati per:

  • frode in commercio di alimenti;
  • frode in commercio di alimenti con segni mendaci.

Le nuove disposizioni mirano a contrastare le condotte che ingannano il consumatore sulla qualità, sulla quantità o sulla provenienza dei prodotti (comprese quelle realizzate attraverso segni, indicazioni o presentazioni commerciali ingannevoli).

La riforma introduce inoltre il delitto di agropirateria, destinato a colpire le forme più strutturate e sistematiche di frode agroalimentare, soprattutto quando emerge un modello di business organizzato e continuativo. In questo caso si considera illecito quando le frodi alimentari o la vendita di cibo con segni e marchi mendaci non sono episodi occasionali, ma vengono commesse:

  • in modo sistematico e continuativo;
  • attraverso un’organizzazione complessa;
  • con una distribuzione dei prodotti contraffatti su larga scala, invadendo i mercati nazionali o internazionali.

Cosa rischia chi vende falso made in Italy

Con la nuova legge non rischia più solo chi produce materialmente un alimento contraffatto, ma può coinvolgere anche gli operatori che partecipano consapevolmente alla sua distribuzione o vendita, come un’impresa che presenta un alimento straniero come italiano. Lo stesso vale per chi commercializza prodotti accompagnati da informazioni false sulla qualità o su altre caratteristiche rilevanti.

Sotto il profilo penale, la responsabilità individuale degli amministratori, dei titolari d’azienda o dei commercianti varia a seconda della gravità e della sistematicità della condotta:

  • in caso di frode alimentare e commercio con segni mendaci, chi produce, confeziona o vende alimenti spacciandoli per made in Italy o attribuendo loro qualità, quantità o provenienze geografiche false rischia la reclusione unitamente a multe edittali inasprite;
  • in caso di agropirateria, per chi mette in piedi un’attività sistematica, organizzata e professionale di falsificazione (ad esempio, una rete strutturata per importare olio o formaggi esteri e rivenderli stabilmente come italiani Dop o Igp) è prevista la detenzione, commisurata ai delitti d’impresa e di criminalità organizzata;
  • In caso di pericoli per la salute (cosiddetto disastro sanitario), se il falso Made in Italy coinvolge cibi adulterati, nocivi o pericolosi per il consumo, l’imprenditore risponde dei nuovi delitti contro la salute pubblica e rischia la reclusione.

A livello patrimoniale, invece, il piano sanzionatorio prevede:

  • la confisca dei beni nei casi di agropirateria o di associazione a delinquere finalizzata alla frode alimentare. Lo Stato applica la confisca dei beni, del denaro e delle proprietà di cui il condannato non possa giustificare la legittima provenienza, per un valore sproporzionato al proprio reddito;
  • il sequestro immediato dei prodotti falsificati, le etichette, gli imballaggi e gli strumenti di produzione, che vengono eventualmente anche distrutti.

Anche la semplice mancata collaborazione con gli organi ispettivi comporta rischi penali: gli operatori che ostacolano, impediscono o non consentono la ricostruzione della tracciabilità degli alimenti incorrono in un reato contravvenzionale punito con l’ammenda da 600 a 6.000 euro, oltre alle sanzioni previste per l’eventuale frode sottostante.

Agromafie, il business raggiunge 25,2 miliardi di euro

La necessità di rafforzare gli strumenti di contrasto a chi commercializza prodotti contraffatti, falsifica l’origine delle materie prime o presenta alimenti con caratteristiche diverse da quelle dichiarate nasce soprattutto per far fronte a un fenomeno sempre più problematico, ovvero il business delle agromafie, che oggi ha raggiunto un valore di 25,2 miliardi di euro.

Si tratta di cifre che si traducono in un danno economico che si distribuisce lungo tutta la filiera. La diffusione delle frodi alimentari è confermata anche dalla percezione dei consumatori. Secondo il rapporto Coldiretti/Censis, il 75% degli italiani dichiara di essere stato vittima almeno una volta di un inganno a tavola.

Così, mentre il consumatore paga un prezzo che potrebbe non essere giustificato dalle caratteristiche reali dell’alimento, il produttore onesto subisce la concorrenza di chi riesce a ridurre i costi ricorrendo a pratiche illegali. E le imprese che investono in qualità, controlli, materie prime e certificazioni rischiano così di perdere quote di mercato a vantaggio di operatori che sfruttano impropriamente la reputazione delle produzioni italiane.

Nuove regole per gli ospiti con Airbnb, cosa cambia davvero e da quando

25 October 2026 at 12:44

Dal 20 novembre 2026 Airbnb introdurrà  nuove regole che limiteranno le richieste dei proprietari nei confronti degli ospiti. La modifica fa seguito alle numerose lamentele dei viaggiatori e, dal prossimo mese, imporrà condizioni trasparenti, facilmente consultabili e soprattutto uguali per tutti.

Cosa cambia per gli ospiti Airbnb dal 20 novembre 2026

Chi prenota una casa vacanze su Airbnb non dovrà più occuparsi delle pulizie prima di lasciare l’alloggio, ma solo se si tratta di mansioni che normalmente spettano al personale addetto. Tra queste la piattaforma fa rientrare attività come:

  • togliere le lenzuola dai letti;
  • lavare e riporre le stoviglie;
  • portare i rifiuti fuori dalla proprietà.

In questo modo la piattaforma ha deciso di risolvere il problema segnalato negli ultimi anni da diversi ospiti, che hanno segnalato una discrepanza tra il costo del soggiorno e le incombenze richieste al momento della partenza. In alcuni casi, infatti, anche quando la la tariffa per le pulizie era stata richiesta e pagata al proprietario, i viaggiatori si sono ritrovati a dover svolgere diverse faccende domestiche prima del check-out, poiché così indicato nelle istruzioni lasciate dall’host.

Quando entrano in vigore le nuove regole Airbnb

Le nuove regole entrano in vigore alle prenotazioni effettuate a partire da venerdì 20 novembre 2026.

Se a queste si aggiungono altre richieste da parte dei proprietari, allora queste dovranno essere esposte in modo evidente agli utenti e compariranno anche nei promemoria relativi alla prenotazione. In questo modo, chi organizza una vacanza potrà conoscere meglio le condizioni dell’alloggio prima di partire e durante la preparazione del check-out.

Piatti, asciugamani e rifiuti: che cosa si potrà ancora chiedere

Airbnb lascia spazio a indicazioni ragionevoli, purché non si traducano in lavori impegnativi normalmente svolti da un professionista. Per esempio, può essere ragionevole chiedere agli ospiti di raccogliere gli asciugamani usati o di lasciare le stoviglie sporche nel lavello, senza obbligarli a lavarle e a riporle negli armadietti

Anche per la gestione dei rifiuti la piattaforma ammette qualche eccezione e richiede una valutazione del contesto. La regola generale limita le richieste di portare la spazzatura fuori dalla proprietà, ma quando esistono esigenze particolari, come la presenza di animali selvatici che potrebbero essere attirati dai rifiuti, possono essere giustificate indicazioni diverse da quelle normalmente applicabili.

Un altro esempio riguarda le restrizioni idriche. Se una destinazione è interessata da una grave siccità e sono in vigore limitazioni locali sul consumo d’acqua, il proprietario può chiedere agli ospiti di contenere la durata delle docce. Si tratta di una richiesta legata a un’esigenza concreta del territorio, non di un modo per trasferire ai viaggiatori il lavoro ordinario di gestione della struttura.

Il criterio da considerare è dunque la ragionevolezza. Le richieste devono essere proporzionate e coerenti con le circostanze, senza introdurre obblighi inattesi o sproporzionati.

Come funzioneranno i controlli e quali rischi corrono i proprietari

Le richieste che non rispettano le nuove disposizioni potranno essere segnalate e sottoposte a verifica, con interventi della piattaforma nei confronti dei proprietari.

Le conseguenze potranno variare in base al caso e alla gestione della segnalazione. Tra le misure indicate figurano:

  • dei primi messaggi di avvertimento;
  • una minore visibilità dell’annuncio nei risultati di ricerca;
  • la possibile rimozione dalla piattaforma, nei casi più gravi o reiterati.

Il proprietario avrà comunque la possibilità di contestare la valutazione attraverso una procedura di ricorso.

Le nuove disposizioni prevedono infine limiti alle richieste di stipulare contratti separati con gli ospiti. Questi saranno ammessi soltanto in circostanze specifiche, per esempio quando sono necessari per rispettare obblighi di legge o regole dell’associazione dei proprietari dell’immobile. Mentre non viene quindi riconosciuta una libertà generale di richiedere documenti e impegni aggiuntive senza limiti.

Resta inoltre fermo un punto, ovvero quello che anche se i proprietari potranno continuare a stabilire le regole della casa, tali indicazioni dovranno rispettare le politiche della piattaforma. Airbnb ha chiarito infatti che gli host non potranno imporre multe agli ospiti per violazioni delle regole domestiche.

Nuove regole Ue sul bagaglio a mano gratis a bordo, il trucco per non pagare

25 October 2026 at 09:01

Viaggiare in aereo in Europa sarà più semplice per chi vuole portare con sé un piccolo bagaglio a mano senza pagare supplementi. Con le nuove norme europee è stata riconosciuta a tutti i passeggeri la possibilità di salire a bordo con un oggetto personale gratuito, come una borsa o un piccolo zaino, da sistemare sotto il sedile davanti al proprio posto.

La misura interessa anche chi vola con compagnie low cost come Ryanair ed easyJet, spesso al centro delle discussioni sui costi aggiuntivi per il trasporto dei bagagli.

Bagaglio a mano gratis, cosa cambia

La nuova disciplina europea è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 2 ottobre 2026 e diventerà operativa dal 23 ottobre 2027.

Negli ultimi anni le compagnie hanno adottato politiche differenti per il bagaglio a mano. Alcune hanno incluso nella tariffa base soltanto una borsa personale, altre hanno consentito di portare un trolley in cabina pagando un supplemento o acquistando una tariffa più costosa (come la priority). Poiché queste differenze possono rendere meno immediato capire quale sia il prezzo effettivo di un viaggio, il legislatore europeo ha deciso intervenire rendendo trasparenti e uniformi le condizioni di trasporto dei bagagli.

Per questo motivo, le compagnie dovranno mostrare le tariffe con un bagaglio a mano incluso come opzione predefinita prima che il passeggero inizi il processo di prenotazione.

Le dimensioni accettate

Con le nuove regole, il passeggero avrà diritto a portare gratuitamente un oggetto personale di dimensioni non superiori a 40 x 30 x 15 centimetri, oppure sufficientemente piccolo da poter essere collocato sotto il sedile davanti a sé.

Per le compagnie aeree, comunque, resterà la possibilità di proporre diverse tipologie di biglietto, con servizi e franchigie differenti. Le valigie più grandi, quindi, continueranno a essere soggette alle condizioni previste dal vettore e alla tariffa scelta dal passeggero.

Pertanto, non bisogna confondere il bagaglio personale gratuito con il bagaglio a mano (di dimensioni maggiori). Sono due categorie differenti, che possono comportare condizioni di trasporto e costi diversi.

Il trucco per non pagare il bagaglio a mano

Per evitare costi aggiuntivi, la strategia più semplice sarà sfruttare il diritto al bagaglio personale gratuito e organizzare vestiti e accessori per il viaggio all’interno di una borsa o uno zainetto compatto, magari sfruttando apposite buste sottovuoto. Non si tratta di un trucco per aggirare le regole delle compagnie, ma di far valere la franchigia riconosciuta ai passeggeri.

Inoltre, prima di partire è consigliabile misurare il bagaglio pieno, perché una borsa che rientra nei limiti da vuota potrebbe superarli una volta riempita.

Le eccezioni

Per ragioni di sicurezza o per mancanza di spazio in cabina, il personale potrebbe richiedere di trasferire il bagaglio nella stiva. In questi casi, secondo le informazioni disponibili, la nuova disciplina prevede che non venga applicato nessun supplemento al passeggero.

Infine, Le nuove disposizioni si applicheranno ai voli in partenza dagli aeroporti situati nell’Unione europea. Di conseguenza, un passeggero che, per esempio, vola da Roma a Londra potrà fare riferimento alle nuove regole per la tratta in partenza dall’Italia, mentre chi vola da Londra a Roma non potrà presumere che la stessa disciplina si applichi automaticamente alla tratta di andata dal Regno Unito.

Quando conviene prenotare voli per le vacanze di Natale, le date migliori

25 October 2026 at 08:57

Organizzare i viaggi durante le festività natalizie può richiedere un dispendio di risorse non indifferente. Tra tariffe dei voli sempre più alte e una disponibilità di posti che si riduce rapidamente per via dell’elevata richiesta, agire in anticipo spesso fa la differenza. In particolare, individuare la finestra temporale corretta per acquistare un biglietto aereo permette di evitare rincari eccessivi.

Aspettare l’ultimo momento, nella speranza di trovare un’offerta migliore, potrebbe quindi rivelarsi una strategia rischiosa, soprattutto per le tratte più richieste.

Quando prenotare i voli per Natale 2026

Chi ha intenzione di viaggiare durante le prossime vacanze di Natale dovrebbe iniziare a cercare i biglietti aerei proprio in questi giorni. Il mese di ottobre, infatti, è il periodo migliore per confrontare le tariffe e bloccare le offerte più convenienti in vista delle partenze di dicembre e dei rientri di gennaio. Secondo un’analisi di Google flights basata su cinque anni di dati aggregati relativi al mercato statunitense, il periodo più conveniente per acquistare i biglietti per Natale si colloca mediamente intorno alle otto settimane prima della partenza, con un minimo di prezzo registrato circa 56 giorni prima del volo.

Ovviamente, il dato non costituisce una regola valida per tutte le rotte e per tutti i mercati. Le abitudini di viaggio, la domanda e la disponibilità dei collegamenti possono essere diverse tra Stati Uniti e Italia. Inoltre, importante come il momento dell’acquisto è poi la flessibilità sulle date.

Tuttavia, quest’analisi offre un’indicazione utile per chi sta programmando un viaggio, poiché restituisce una chiara spiegazione sulle dinamiche di mercato e permette di comprendere come variano i prezzi e come funzionano, in linea generale, gli algoritmi dei motori di ricerca.

Tenendo conto dei risultati di ricerca, infatti, per chi ha intenzione di partire da o per l’Italia nel periodo natalizio il consiglio è di iniziare subito a monitorare le tariffe e di non aspettare.

Quali sono le date migliori per partire e tornare

Oltre al momento in cui si acquista il biglietto, è importante considerare le date effettive del viaggio. Nei giorni che vanno da Natale a Capodanno, infatti, la scelta del giorno di partenza e di quello del rientro può incidere sensibilmente sul prezzo finale.

Per esempio, le giornate immediatamente precedenti il 25 dicembre sono particolarmente richieste da chi vuole trascorrere la vigilia e il giorno di Natale con la famiglia. Lo stesso accade tra il 26 dicembre e i primi giorni di gennaio, quando aumentano gli spostamenti per Capodanno e per il rientro dalle vacanze. Non esiste una combinazione universalmente più economica per tutte le destinazioni, ma la flessibilità di uno o due giorni può aiutare a individuare alternative meno costose.

L’analisi di Google segnala, in generale, che volare nei giorni feriali può essere più conveniente rispetto a partire nel fine settimana. In particolare, partire di lunedì e rientrare di martedì o mercoledì consente, nel campione analizzato, un risparmio medio di circa il 14% rispetto ai viaggi effettuati nel weekend.

Per esempio, chi deve raggiungere una città italiana per trascorrere le feste con i parenti potrebbe confrontare un volo in partenza lunedì 21 dicembre con uno previsto per martedì 22 o mercoledì 23 dicembre, verificando anche le opzioni per il ritorno. Allo stesso modo, anticipare o posticipare di qualche giorno il rientro dopo l’Epifania può già oggi fare la differenza sulle tariffe.

In ogni caso, visto che a incidere sul prezzo sono anche destinazione, aeroporto di partenza e disponibilità dei posti, la scelta migliore rimane quella di cercare più combinazioni di andata e ritorno, senza concentrarsi esclusivamente sulle date considerate tradizionalmente più comode.

I migliori vini piemontesi premiati con i Tre bicchieri 2027 di Gambero Rosso

25 October 2026 at 08:51

Sono complessivamente 82 i vini piemontesi che hanno ottenuto i “Tre Bicchieri” di Gambero Rosso. Le etichette regionali, premiate con il massimo riconoscimento della guida Vini d’Italia 2027, sono state scelte perché in grado di valorizzare territori e vitigni locali, ma con interpretazioni e stili differenti.

La selezione di Gambero Rosso in questa edizione conferma l’eccellenza dei grandi rossi, ma mette in evidenza anche una maggiore attenzione alla freschezza, alla precisione aromatica e alla bevibilità.

Come sono stati scelti i migliori vini piemontesi del 2027

I migliori vini, come ogni anno, sono stati scelti attraverso degustazioni e valutazioni della redazione e dei suoi collaboratori, con l’obiettivo di individuare le etichette che si sono distinte per:

  • qualità;
  • personalità;
  • capacità espressiva.

I Tre Bicchieri 2027 sono stati in questo modo assegnati a vini di denominazioni storiche e produzioni che negli ultimi anni hanno consolidato la propria reputazione.

L’elenco completo dei vini piemontesi premiati con i Tre Bicchieri 2027

Di seguito l’elenco integrale delle etichette piemontesi premiate dal Gambero Rosso, con annata e produttore, organizzato per tipologia e denominazione per facilitare la consultazione.

Alta Langa:

  • Alta Langa Brut Bianc ’d Bianc Giulio Cocchi 2019 – Bava/Cocchi;
  • Alta Langa Extra Brut Bera Blanc 2022 – Bera;
  • Alta Langa Extra Brut Caterina Rivella Riserva 2019 – Marcalberto;
  • Alta Langa Pas Dosé Seicento 2022 – Vite Colte.

Barbaresco:

  • Barbaresco Bric Micca 2023 – Poderi Luigi Einaudi;
  • Barbaresco Costa Russi 2023 – Gaja;
  • Barbaresco Fausoni 2023 – Sottimano;
  • Barbaresco Gallina 2023 – Ceretto;
  • Barbaresco Iago 2023 – Mura Mura;
  • Barbaresco Pajè Riserva 2021 – Produttori del Barbaresco;
  • Barbaresco Pajoré 2023 – Bel Colle;
  • Barbaresco Pora 2022 – Ca’ del Baio;
  • Barbaresco Rabajà Riserva 2019 – Giuseppe Cortese;
  • Barbaresco Riserva 2020 – Roberto Sarotto;
  • Barbaresco Tre Stelle 2023 – Cascina delle Rose;
  • Barbaresco Vanotu 2023 – Pelissero.

Barbera d’Asti e Barbera del Monferrato Superiore:

  • Barbera d’Asti L’Avvocata 2025 – Coppo;
  • Barbera d’Asti Lavignone 2025 – Pico Maccario;
  • Barbera d’Asti Superiore Genio 2024 – Gianni Doglia;
  • Barbera d’Asti Superiore La Bogliona 2021 – Scarpa;
  • Barbera d’Asti Superiore Sergio 2021 – Gozzelino;
  • Barbera d’Asti Superiore Vigne Vecchie 2022 – Vinchio Vaglio;
  • Barbera del Monferrato Superiore Albarola 2020 – Tacchino;
  • Barbera del Monferrato Superiore Bruno Bonzano 2021 – Castello di Uviglie;
  • Barbera del Monferrato Superiore Cantico della Crosia 2022 – Vicara.

Barolo:

  • Barolo 2022 – Pio Cesare;
  • Barolo 2022 – Gianluca Colombo/Segni di Langa;
  • Barolo Arborina 2022 – Elio Altare;
  • Barolo Arborina 2022 – Mauro Veglio;
  • Barolo Castellero 2022 – Giacomo Fenocchio;
  • Barolo Cerretta 2022 – Giacomo Conterno;
  • Barolo del Comune di Castiglione Falletto 2021 – Cascina Fontana;
  • Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2020 – Bruno Giacosa;
  • Barolo Fontanin 2022 – Livia Fontana;
  • Barolo Ginestra Ciabot Mentin 2022 – Domenico Clerico;
  • Barolo Lazzarito 2022 – Vietti;
  • Barolo Ornato 2022 – Palladino;
  • Barolo Paiagallo 2022 – Casa E. di Mirafiore;
  • Barolo Ravera 2022 – G. D. Vajra;
  • Barolo Ravera Bricco Pernice 2021 – Cogno;
  • Barolo Serradenari 2022 – Dosio Vigneti;
  • Barolo Sottocastello di Novello 2022 – Ca’ Viola;
  • Barolo Tre Tine 2022 – Giuseppe Rinaldi;
  • Barolo Vigna Rionda Etichetta Nera Riserva 2020 – Massolino/Vigna Rionda;
  • Barolo Vignarionda 2020 – Figli Luigi Oddero/Tenuta Parà;
  • Barolo Villero 2022 – Cavallotto/Tenuta Bricco Boschis;
  • Barolo Zinzasco 2022 – Diego Morra.

Altre denominazioni e vitigni piemontesi:

  • Boca 2022 – Davide Carlone;
  • Canelli Sant’Ilario 2025 – Cadgal;
  • Carema Etichetta Bianca Riserva 2021 – Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema;
  • Colli Tortonesi Timorasso Derthona Lacrime del Bricco 2023 – Giacomo Boveri;
  • Colli Tortonesi Timorasso Derthona Pitasso 2024 – Claudio Mariotto;
  • Colli Tortonesi Timorasso Derthona Santa Croce 2024 – La Colombera;
  • Diano d’Alba Comitatus Dianensis 2024 – Abrigo Fratelli;
  • Dogliani Papà Celso 2025 – Marziano Abbona;
  • Dogliani Superiore Vigne Dolci 2024 – San Fereolo;
  • Erbaluce di Caluso Le Chiusure 2024 – Benito Favaro;
  • Erbaluce di Caluso Rustìa 2025 – Orsolani;
  • Gattinara Osso San Grato Riserva 2020 – Antoniolo;
  • Gattinara Riserva 2020 – Torraccia del Piantavigna;
  • Gavi del Comune di Gavi Bruno Broglia 2022 – Broglia/Tenuta La Meirana;
  • Gavi del Comune di Gavi Rolona 2025 – Castellari Bergaglio;
  • Gavi del Comune di Gavi Rovereto Minaia 2025 – Nicola Bergaglio;
  • Gavi del Comune di Gavi Vigne Rade 2025 – La Toledana;
  • Ghemme Cantalupo Anno Primo 2019 – Antichi Vigneti di Cantalupo;
  • Grignolino d’Asti Monferace 2021 – Tenuta Santa Caterina;
  • Langhe Nebbiolo Ester Canale Rosso 2023 – Giovanni Rosso;
  • Langhe Riesling Hérzu 2024 – Ettore Germano;
  • Nebbiolo d’Alba Superiore San Sebastiano 2024 – Cascina Penna/Currado;
  • Nizza Cremosina 2023 – Bersano;
  • Nizza Montemareto 2023 – Michele Chiarlo;
  • Nizza San Luigi 2022 – Aresca;
  • Piemonte Pinot Nero Bricco del Falco 2022 – Isolabella della Croce;
  • Roero Arneis 2025 – Cascina Lanzarotti;
  • Roero Arneis Alteno della Fontana Riserva 2021 – Tenuta Carretta;
  • Roero Arneis Renesio Incisa Riserva 2021 – Monchiero Carbone;
  • Roero Arneis San Quirico 2025 – Giacomo Costa;
  • Roero Arneis Sette Anni Riserva 2019 – Angelo Negro;
  • Roero Valmaggiore Audinaggio 2024 – Cascina Ca’ Rossa;
  • Roero Vigna di Lino 2023 – Cascina Val del Prete;
  • Ruchè di Castagnole Monferrato Vigna del Parroco 2024 – Ferraris Agricola;
  • Valli Ossolane Nebbiolo Prünent Vigna La Fornace 2024 – Cantine Garrone.

Il risultato è un Piemonte più sfaccettato, nel quale i grandi rossi da invecchiamento convivono con bianchi sapidi, bollicine metodo classico e vini più immediati, senza che una tipologia debba necessariamente imitare l’altra. È proprio questa pluralità a rendere la selezione dei Tre Bicchieri 2027 particolarmente significativa per comprendere la direzione dell’enologia regionale.

Scadenze fiscali dal 26 ottobre al 31 ottobre 2026, le date: quali pagamenti slittano

25 October 2026 at 07:00

L’ultima settimana di ottobre 2026 concentra diversi appuntamenti fiscali che interessano contribuenti, professionisti, imprese e datori di lavoro.

Alcune delle scadenze previste tra lunedì 26 e sabato 31 ottobre, tuttavia, cadono nel fine settimana. Pertanto, come previsto dalla normativa italiana, slittano al 2 novembre.

26 ottobre 2026: ultimo giorno per il modello 730 integrativo

Entro lunedì 26 ottobre i contribuenti che hanno già presentato la dichiarazione dei redditi possono consegnare il modello 730 integrativo a un Caf o a un professionista abilitato per correggerla se si accorgono di aver:

  • commesso un errore;
  • omesso informazioni nella denuncia originaria.

La procedura è ammessa sia quando la modifica produce un risultato più favorevole, come un maggiore credito d’imposta o un minor debito, sia quando la correzione non incide sulla determinazione dell’imposta.

Al contrario, quando un errore nella dichiarazione dei redditi determina un maggior debito (meno imposte versate rispetto al dovuto) o un minor credito (un rimborso o una compensazione ottenuti in misura superiore a quella spettante), non è possibile utilizzare lo strumento semplificato del modello 730 integrativo. La normativa, infatti, stabilisce che la correzione a sfavore del contribuente richiede l’uso del modello Redditi Persone Fisiche (Pf) e il ravvedimento operoso.

26 ottobre 2026: invio degli elenchi Intrastat

Sempre lunedì 26 ottobre scade il termine per la trasmissione telematica degli elenchi riepilogativi Intrastat relativi alle operazioni intracomunitarie. L’adempimento interessa gli operatori economici che effettuano determinate cessioni di beni o prestazioni di servizi nei confronti di soggetti stabiliti in altri Stati membri dell’Unione europea.

La scadenza di ottobre riguarda in particolare:

  • i soggetti con periodicità mensile, chiamati a comunicare le operazioni effettuate nel mese di settembre 2026;
  • i soggetti con periodicità trimestrale, tenuti a trasmettere gli elenchi relativi al terzo trimestre 2026.

La data ordinaria del 25 ottobre 2026 cade di domenica. Per questo motivo, il termine slitta a lunedì 26 ottobre, primo giorno lavorativo successivo.

31 ottobre 2026: modifica dell’elenco B per il bollo sulle fatture elettroniche

Un altro appuntamento di fine mese riguarda l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche del terzo trimestre 2026. Entro sabato 31 ottobre, nello specifico, è possibile intervenire sull’elenco B messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate nell’area riservata del portale “Fatture e corrispettivi”.

Questo elenco contiene le fatture elettroniche che non riportano l’indicazione dell’assolvimento dell’imposta di bollo, ma che presentano caratteristiche per le quali l’Agenzia presume che il tributo sia dovuto. Il contribuente può controllare i documenti segnalati, escludere quelli per i quali non sussistono i presupposti e integrare l’elenco con le fatture soggette a bollo eventualmente mancanti. Se non vengono apportate modifiche, l’elenco B proposto dall’Agenzia si considera confermato.

31 ottobre 2026: dichiarazioni Iva Oss e Ioss

La fine del mese interessa anche gli operatori che utilizzano i regimi speciali Os e Ioss per determinate operazioni di commercio elettronico transfrontaliero. Nel dettaglio:

  • il regime Oss (acronimo di one stop shop) permette di dichiarare e versare in modo centralizzato l’Iva dovuta su specifiche operazioni, tra cui le vendite a distanza intracomunitarie di beni e alcune prestazioni di servizi rese a consumatori finali nell’Unione europea. In questo caso, va inviata la dichiarazione relativa al terzo trimestre 2026, che riguarda le operazioni effettuate tra luglio e settembre;
  • il regime Ioss (ovvero import one stop shop), riguarda invece determinate vendite a distanza di beni importati da Paesi o territori terzi, entro i limiti e alle condizioni stabiliti dalla normativa. Questo segue invece una periodicità mensile. Per questo motivo, gli operatori interessati devono fare riferimento alla dichiarazione pertinente ai 30 giorni precedenti.

Anche se il 31 ottobre cade di sabato, i regimi fiscali che regolano l’Iva per l’e-commerce transfrontaliero sono disciplinati da direttive comunitarie dell’Unione europea, che non prevedono rinvii ma impongono l’adempimento tassativamente nella scadenza fissata (sfruttando i portali telematici che rimangono attivi anche nei giorni festivi e prefestivi).

Quali pagamenti slittano al 2 novembre 2026

Per molte dichiarazioni annuali in scadenza al 31 ottobre, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo. E poiché il 31 ottobre cade di sabato e il 1° novembre (festivo) di domenica, bisogna procedere entro lunedì 2 novembre 2026 con i seguenti adempimenti:

  • l’invio del modello Redditi 2026, relativo ai redditi del 2025, per persone fisiche, società di persone e società di capitali con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare;
  • la dichiarazione Irap 2026 per i soggetti tenuti a presentarla;
  • la presentazione del modello 770/2026, utilizzato dai sostituti d’imposta per comunicare i dati relativi alle ritenute operate, ai versamenti effettuati e alle altre informazioni fiscali richieste;
  • la trasmissione telematica delle certificazioni uniche relative a redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione precompilata,. Si tratta di certificazioni residuali, da distinguere dalle Cu che seguono le scadenze ordinarie della campagna dichiarativa;
  • l’eventuale adesione al concordato preventivo biennale (Cpb) relativo al biennio 2026-2027, che interessa anche soggetti Isa e contribuenti forfettari, che possono aderire alla proposta dell’Agenzia delle Entrate per la determinazione preventiva del reddito rilevante ai fini fiscali;
  • la richiesta tramite modello Iva Tr da parte dei contribuenti che possono ottenere il rimborso o utilizzare in compensazione il credito Iva maturato nel terzo trimestre 2026.

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