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Bonus casa, quanto costa rimandare i lavori al 2027 (se non ci sarà una proroga)

26 October 2026 at 09:34

Per chi deve cambiare gli infissi o affrontare una ristrutturazione, la manovra del Governo Meloni entra anche nel preventivo dei lavori e come sempre nelle nostre tasche. Pagare entro dicembre oppure aspettare il 2027 può modificare la quota di spesa recuperabile tramite la dichiarazione dei redditi.

Il calendario indicato dall’Agenzia delle Entrate prevede, infatti, una riduzione delle aliquote nel 2027. Una proroga potrebbe mantenere le condizioni attuali. Così, abbiamo svolto Le simulazioni su 10.000, 30.000 e 50.000 euro di spesa.

Quali bonus scendono nel 2027 senza una proroga

Per l’Ecobonus, sulle spese sostenute nel 2026 la detrazione è del 50% per l’abitazione principale, con i requisiti previsti, e del 36% negli altri casi. Per le spese del 2027 le percentuali scendono rispettivamente al 36% e al 30%. Il recupero avviene in dieci rate annuali di pari importo.

Lo stesso passaggio di aliquote riguarda il bonus ristrutturazioni, per il quale il limite di spesa agevolabile resta di 96.000 euro per unità immobiliare. L’Ecobonus segue invece massimali specifici in base all’intervento, quindi, avere un preventivo da 50mila euro non significa automaticamente poter agevolare l’intero importo.

Per ottenere l’aliquota maggiorata, inoltre, non basta chiamare l’immobile “prima casa”. La spesa deve essere sostenuta dal proprietario. Un inquilino o un familiare che paga i lavori può avere diritto alla detrazione ordinaria, quando ricorrono le condizioni, senza accedere necessariamente alla percentuale più alta.

Il nostro confronto considera due scenari, cioè il pagamento nel 2026 e quello nel 2027 senza una proroga delle aliquote. Se venissero confermate integralmente le percentuali attuali, a parità delle altre condizioni la differenza fiscale mostrata nelle tabelle si azzererebbe.

Quanto si recupera su 10mila, 30mila e 50mila euro

Per l’abitazione principale il passaggio dal 50% al 36% riduce la detrazione di 14 euro ogni 100 euro di spesa ammessa.

Spesa 2026 al 50% Quota annua per 10 anni 2027 al 36% Quota annua per 10 anni Detrazione in meno
10.000 € 5.000 € 500 € 3.600 € 360 € 1.400 €
30.000 € 15.000 € 1.500 € 10.800 € 1.080 € 4.200 €
50.000 € 25.000 € 2.500 € 18.000 € 1.800 € 7.000 €

Su lavori da 30.000 euro, dunque, pagare nel 2027 senza proroga comporterebbe 4.200 euro di recupero fiscale in meno, equivalenti a 420 euro per ciascuno dei dieci anni.

Il costo nominale dopo il recupero integrale della detrazione passerebbe da 15.000 a 19.200 euro. L’esborso iniziale resterebbe però di 30.000 euro in entrambi i casi.

Negli altri casi agevolabili, compresi gli immobili diversi dall’abitazione principale, la riduzione sarebbe di sei punti, dal 36% al 30%.

Spesa 2026 al 36% Quota annua per 10 anni 2027 al 30% Quota annua per 10 anni Detrazione in meno
10.000 € 3.600 € 360 € 3.000 € 300 € 600 €
30.000 € 10.800 € 1.080 € 9.000 € 900 € 1.800 €
50.000 € 18.000 € 1.800 € 15.000 € 1.500 € 3.000 €

Conta il pagamento, anche con acconto e saldo in anni diversi

Per le persone fisiche che sostengono la spesa fuori dall’attività d’impresa vale generalmente il criterio di cassa, cioè conta l’anno del pagamento. Firmare il preventivo o ricevere la fattura entro dicembre non equivale a sostenere la spesa. Per i pagamenti soggetti a questo obbligo occorre utilizzare il bonifico parlante, con i dati richiesti.

Anche un acconto può quindi incidere sul confronto. Prendiamo un intervento agevolabile da 30.000 euro sull’abitazione principale, pagato dal proprietario con tutti i requisiti necessari.

Con 10.000 euro versati nel 2026 e 20.000 nel 2027, senza proroga, il recupero teorico sarebbe di 5.000 euro sull’acconto e di 7.200 euro sul saldo. In totale, 12.200 euro, contro i 10.800 euro ottenibili pagando tutto nel 2027 e i 15.000 euro pagando tutto nel 2026.

Le due quote inizierebbero a essere utilizzate nelle dichiarazioni relative ai rispettivi anni di pagamento.

Prima di anticipare la spesa, controllare quante tasse si possono ridurre

La percentuale del bonus indica un beneficio potenziale. Per recuperarlo integralmente serve capienza fiscale, cioè un’imposta sufficiente ad assorbire la rata annuale, tenendo conto anche delle altre detrazioni.

Se la quota del bonus è di 1.500 euro e l’Irpef disponibile per assorbirla è di 1.000 euro, si possono utilizzare soltanto quei mille euro. La parte eccedente della rata non viene ordinariamente rimborsata né trasferita all’anno successivo. La verifica va quindi fatta anche considerando eventuali cambiamenti di reddito durante i dieci anni di recupero.

Per chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro entrano inoltre in gioco i limiti alle spese detraibili, collegati anche alla composizione familiare. Un reddito elevato, quindi, non garantisce da solo il recupero integrale degli importi in tabella.

La decisione va presa confrontando il vantaggio fiscale effettivamente utilizzabile con il costo dell’anticipo. Su 30.000 euro per l’abitazione principale la differenza teorica è di 4.200 euro in dieci anni. Se pagare prima richiede un finanziamento o comporta un preventivo più caro, interessi e maggiorazioni possono assorbirne una parte. Il conto utile per la famiglia parte da qui: spesa ammessa, detrazione recuperabile e liquidità necessaria per affrontare i lavori.

Spese sanitarie, anziani card da 300 a 500 euro per gli over 75. La proposta

26 October 2026 at 06:42

Una card sanitaria da 300 a 500 euro per gli anziani over 75, destinata a coprire alcune spese mediche non sostenute dal Servizio sanitario nazionale. È una delle ipotesi allo studio del Governo per la Legge di Bilancio 2027. La proposta, sostenuta in particolare da Forza Italia e discussa durante l’ultimo vertice dei leader di maggioranza, potrebbe richiedere risorse comprese tra 2,5 e 2,8 miliardi di euro. L’importo del beneficio, i requisiti economici e il numero dei destinatari non sono ancora definiti. La misura dovrà essere valutata in relazione alle risorse disponibili per la Manovra e agli altri interventi previsti dal Governo.

Anziani card 2027, come funzionerebbe il bonus fino a 500 euro

L’ipotesi prevede l’introduzione di un contributo economico destinato agli anziani che devono sostenere spese sanitarie non coperte dal sistema pubblico. Il beneficio potrebbe essere riconosciuto sotto forma di card sanitaria con un importo compreso tra 300 e 500 euro, da utilizzare per determinate prestazioni mediche e acquisti legati alla salute.

La proposta rappresenta una possibile alternativa al sistema del cashback sanitario, che prevederebbe la restituzione di una quota delle somme già pagate per le cure. La card potrebbe risultare accessibile anche agli anziani con redditi bassi che non riescono a beneficiare pienamente delle detrazioni fiscali per mancanza di capienza Irpef.

Non sono ancora state comunicate le modalità operative, né è stato chiarito se il contributo sarà accreditato automaticamente oppure richiederà una domanda.

Chi potrebbe ricevere il bonus sanità 2027: le soglie di reddito

La platea dei possibili beneficiari comprenderebbe gli anziani con almeno 75 anni, individuati sulla base di specifici requisiti economici. Il Governo sta valutando diverse soglie di reddito, dalle quali dipenderanno il numero dei destinatari e l’importo riconosciuto a ciascuno.

Il valore definitivo del contributo dipenderà dal finanziamento complessivo della misura e dai criteri di accesso che saranno stabiliti nella Legge di Bilancio.

Quali spese mediche si potranno pagare con card per gli anziani

Il nuovo contributo dovrebbe essere destinato principalmente alle prestazioni sanitarie che comportano un esborso diretto per gli anziani. Maurizio Casasco, responsabile economico di Forza Italia, ha indicato alcune delle spese che potrebbero essere finanziate attraverso la card. Tra queste figurano “visite odontoiatriche, protesi, sostegno domiciliare, farmaci e ticket sanitari”.

La proposta punta a destinare le risorse “direttamente a sostegno di anziani e fragili”, come spiegato da Casasco. L’elenco delle prestazioni ammesse dovrà essere definito nel dettaglio. Resta quindi da chiarire se saranno previsti limiti per singole categorie di spesa o specifiche condizioni per ottenere il rimborso.

Perché la nuova card potrebbe sostituire il cashback sanitario

La proposta nasce anche dalla necessità di rendere più immediato il sostegno economico alle persone anziane. Attualmente, molte spese sanitarie possono beneficiare di una detrazione Irpef del 19%, generalmente sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa.

Il recupero avviene però attraverso la dichiarazione dei redditi e dipende anche dall’imposta effettivamente dovuta dal contribuente. Chi ha un reddito particolarmente basso potrebbe non riuscire a utilizzare interamente la detrazione. Un contributo diretto consentirebbe invece di sostenere alcune spese senza dover attendere la dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.

La possibilità di introdurre questo meccanismo resta comunque subordinata all’approvazione della misura e alla definizione delle modalità di utilizzo. Per finanziare il nuovo sostegno agli anziani, le simulazioni prevedono un impegno economico fino a 2,8 miliardi di euro.

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