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Dalle origini inquietanti del sionismo alle prossime elezioni in Israele. Intervista con Francesco Lazzeri


di Giulia Bertotto


Francesco Lazzeri
è l’autore di un corposo e rigoroso saggio dal titolo “Sionismo e nazismo facce della stessa medaglia. Un connubio storico pericoloso dalle nefaste e attuali conseguenze”. (Edizioni sensibili alle foglie 2026). Francesco Lazzeri è pedagogista, è stato da sempre militante a sostegno per la causa di autodeterminazione del popolo palestinese, ha visitato i campi profughi in Libano e già nella sua tesi di laurea aveva approfondito il sistema scolastico e formativo e la questione palestinese.

L’Antidiplomatico, nella rubrica “preferivo scrivere”, lo intervista proprio per rintracciare le perniciose cause e arrivare fino alle nefaste e attuali conseguenze di quell’intreccio di ideologia, interessi economici, crimini e volontà distruttrice. Infatti le radici del primo genocidio in diretta mondiale sui social le troviamo molto prima non solo della tv, ma perfino della radio.

Abbiamo chiesto all’autore del testo di sintetizzare in tre date emblematiche – precedenti alla Nakba del 1948 e tre date successive a questa data- come si sono sovrapposte, confluite e fuse secondo lui le ideologie sionista e quella nazista. Conoscere la storia e come viene manipolata da chi domina la narrazione del passato è fondamentale per capire il presente e incidere su di esso.

Intanto il Parlamento italiano ha approvato l’ennesima legge elettorale che ci sottrae completamente le sedi che apparterrebbero alla cittadinanza, al popolo sovrano. Al contempo sta per approvare, molto probabilmente a novembre, la cosiddetta Proposta di legge contro l’antisemitismo. Possiamo trovare un rapporto tra le due cose?

Il 27 ottobre ci saranno le tesissime e attesissime elezioni in Israele. Netanyahu guida il partito Likud dal 1993, è salito al potere già nel 1996, ed è il primo ministro più longevo della storia del paese…ma come spiegato nel dialogo con Lazzeri, Netanyahu è solo il culmine ultimo e più violento di un’ideologia nata nei primi anni del Novecento.

E ancora: possiamo pensare, come ipotizza lo storico israeliano Ilan Pappé nel suo ultimo saggio “La fine di Israele” (Fazi 2025) che ormai il processo di smantellamento di questa entità colonialista sia iniziato? Le ipotesi non servono ad indovinare ma a ragionare insieme e a mettere in moto idee ed energie.


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