❌

Normal view

Richiamo uova biologiche per salmonella, ritirati vari lotti: quali sono e cosa fare

27 October 2026 at 14:48

Il Ministero della Salute e diverse catene distributive hanno diffuso una serie di avvisi di richiamo precauzionale relativi a uova biologiche commercializzate con i marchi Olivero Claudio e Fornasero.

I provvedimenti si sono resi necessari per un potenziale rischio microbiologico legato alla presenza del batterio Salmonella typhimurium nei lotti interessati.

Le avvertenze per i consumatori

Per tutte le partite indicate nelle allerte ufficiali, la raccomandazione è di non consumare assolutamente il prodotto.

Uova biologiche ritirate

I consumatori eventualmente in possesso delle uova coinvolte, sia in confezione originale sia acquistate sfuse, possono restituirle presso il punto vendita d’acquisto per ottenere la sostituzione o il rimborso.

Richiamo uova biologiche Olivero Claudio

Il richiamo riguarda diciassette lotti di uova biologiche prodotte nello stabilimento di Monasterolo di Savigliano (CN). Di seguito i dati per identificare la merce coinvolta:

  • Denominazione di vendita: Uova biologiche;
  • Marchio del prodotto: Olivero Claudio;
  • Commercializzato da: Olivero Organic Soc.Agr.Coop.;
  • Lotti di produzione: dal 1A280926 al 1A141026 (nello specifico: 1A280926, 1A290926, 1A300926, 1A011026, 1A021026, 1A031026, 1A041026, 1A051026, 1A061026, 1A071026, 1A081026, 1A091026, 1A101026, 1A111026, 1A121026, 1A131026, 1A141026);
  • Date di scadenza: comprese tra il 26 ottobre 2026 e l’11 novembre 2026;
  • Formato: sfuso o confezionato;
  • Produttore: Olivero Claudio;
  • Sede dello stabilimento: Monasterolo di Savigliano (CN);
  • Marchio di identificazione dello stabilimento: 128CN019.

La causa del ritiro è l’identificazione di Salmonella typhimurium all’interno delle partite indicate.

Richiamo uova biologiche Fornasero

Un ulteriore avviso di richiamo, diffuso per la medesima motivazione microbiologica, interessa alcuni lotti a marchio Fornasero. I dettagli relativi al prodotto:

  • Denominazione di vendita: Uova biologiche;
  • Marchio del prodotto: Fornasero;
  • Commercializzato da: Olivero Organic Soc.Agr.Coop.;
  • Lotti di produzione: 1A300926, 1A041026, 1A111026;
  • Date di scadenza: comprese tra il 28 ottobre 2026 e l’8 novembre 2026;
  • Formato: sfuso o in confezioni da 4 uova;
  • Produttore: Olivero Claudio;
  • Sede dello stabilimento: Monasterolo di Savigliano (CN);
  • Marchio di identificazione dello stabilimento: 128CN019.

I rischi legati al batterio Salmonella typhimurium

La salmonellosi è un’infezione dell’apparato digerente causata da batteri Gram-negativi del genere Salmonella. Il contagio avviene prevalentemente per via alimentare tramite l’ingestione di cibi contaminati, in particolare uova e derivati o carni avicole non sottoposti a un’adeguata cottura.

L’infezione si manifesta di norma dopo un periodo di incubazione compreso tra le 6 e le 72 ore con sintomi quali diarrea, crampi addominali, nausea, vomito e febbre.

Sebbene nella maggior parte degli individui adulti e sani l’affezione tenda a risolversi favorevolmente nell’arco di pochi giorni, il rischio di complicazioni e disidratazione è significativamente più elevato tra i bambini piccoli, gli anziani, le donne in gravidanza e i soggetti immunocompromessi.

Il rischio legato al batterio Salmonella typhimurium viene eliminato solo raggiungendo temperature superiori a 70 °C al cuore dell’alimento durante la cottura.

Gerry Scotti, quanto vale la sua ricchezza tra televisione, società e immobili

27 October 2026 at 14:29

Quarant’anni di televisione, programmi di successo e investimenti imprenditoriali: il patrimonio di Gerry Scotti è il risultato di una carriera costruita nel tempo, che ha permesso al conduttore di affiancare ai compensi dello spettacolo diverse attività societarie e immobiliari. Volto storico di Mediaset, Scotti ha saputo trasformare la popolarità televisiva in una realtà economica articolata, con partecipazioni aziendali e proprietà distribuite tra Milano, Alassio e Pavia. Ma quanto vale la sua ricchezza e quali sono le principali fonti delle sue entrate?

Dagli esordi in radio al successo con Mediaset

Nato il 7 agosto 1956 a Miradolo Terme, in provincia di Pavia, Gerry Scotti ha iniziato la propria carriera in radio, prima di approdare alla televisione e conquistare una posizione di primo piano nell’intrattenimento italiano.

Nel corso degli anni ha condotto trasmissioni diventate familiari a milioni di telespettatori, da Passaparola a Chi vuol essere milionario?, passando per Caduta libera. Più recentemente è tornato al centro dell’attenzione con La ruota della fortuna, storico quiz televisivo associato al nome di Mike Bongiorno e riproposto su Canale 5.

Quanto guadagna Gerry Scotti in televisione

Stabilire quanto guadagni oggi Gerry Scotti non è semplice, perché non sono disponibili dati pubblici aggiornati e verificati sui suoi attuali contratti televisivi. Nel maggio 2019 il Corriere della Sera aveva riportato una stima di circa 10 milioni di euro annui. Si tratta, però, di un’indicazione riferita a diversi anni fa, che non può essere considerata una misura certa dei compensi attuali.

Un episodio significativo riguarda la partecipazione al Festival di Sanremo del 2025, quando Scotti affiancò Carlo Conti nella conduzione di una serata della manifestazione. In quell’occasione il presentatore dichiarò di aver accettato l’invito senza percepire un cachet.

Il patrimonio societario e la holding GTI

Una parte significativa degli interessi economici riconducibili a Scotti passa attraverso GTI, holding che detiene partecipazioni in quattro società controllate. Secondo i dati relativi al 2023 riportati dalla stampa, la holding ha registrato un fatturato di 541.230 euro e utili per circa 2,1 milioni di euro. Il risultato è legato principalmente ai dividendi distribuiti dalle società partecipate, pari complessivamente a 2,5 milioni di euro.

GTI dispone inoltre di immobilizzazioni materiali e finanziarie per 19,7 milioni di euro. Di questa cifra, 11,01 milioni sono riconducibili a immobili di proprietà. Tra le società controllate figura Good Time Production, attiva nella produzione televisiva e collegata a una parte delle attività professionali del conduttore. Nell’esercizio preso in esame, la società ha realizzato ricavi per 4,5 milioni di euro e un utile di 2,3 milioni.

Le case tra Milano e Alassio

Il mattone rappresenta un’altra componente degli investimenti attribuiti a Gerry Scotti. Secondo le stime Cerved citate nelle ricostruzioni giornalistiche, il conduttore possiede tre appartamenti a Milano e un villino di otto vani ad Alassio. Il valore complessivo delle proprietà, comprese le pertinenze, è stimato in circa 5,7 milioni di euro.

A Milano risulta inoltre usufruttuario di un’abitazione di 13,5 vani, valutata indicativamente 3,1 milioni di euro. Gli investimenti del mattatore di Canale 5 però non si limitano alle abitazioni. Scotti ha infatti partecipato anche a un’iniziativa immobiliare nella sua città d’origine, Pavia, attraverso NCP, acronimo di Nuovo Cinema Pavia. La società è proprietaria dell’immobile che ospita il cinema Movie Planet. L’investimento per il complesso è stato pari a 16,6 milioni di euro. Nel periodo considerato, NCP ha registrato ricavi per 544.000 euro e una perdita di 119.966 euro. Il valore dell’immobile resta iscritto nel patrimonio aziendale ed è soggetto ad ammortamento nel tempo.

Manager più pagati in Italia, chi sono i CEO che guadagnano di più a Piazza Affari

27 October 2026 at 08:41

Chi guida le grandi società quotate italiane e quanto guadagna? Lo rivela lo Studio sui compensi dei Board delle società italiane del Ftse Mib, realizzato da Cutillo & Partners per l’Osservatorio Executive Compensation e Corporate Governance della Luiss Business School. L’edizione 2026 analizza le remunerazioni relative al 2025 di 34 società e registra un dato significativo: per la prima volta tre amministratori delegati hanno superato contemporaneamente i 10 milioni di euro di compenso complessivo.

In cima alla classifica ci sono Carlo Messina di Intesa Sanpaolo, Andrea Orcel di UniCredit e Philippe Donnet di Assicurazioni Generali. Seguono i vertici dei grandi gruppi energetici, bancari e assicurativi, a conferma del peso di questi settori nella graduatoria dei manager meglio pagati di Piazza Affari.

I manager più pagati di Piazza Affari

La classifica considera la remunerazione complessiva, che comprende stipendio fisso, bonus di breve periodo, incentivi di lungo termine e valore degli strumenti azionari assegnati:

  • Carlo Messina – Intesa Sanpaolo: 12.620.900 euro;
  • Andrea Orcel – UniCredit: 11.474.280 euro;
  • Philippe Donnet – Assicurazioni Generali: 10.119.714 euro;
  • Claudio Descalzi – Eni: circa 8,3 milioni di euro;
  • Flavio Cattaneo – Enel: circa 7,9 milioni di euro;
  • Giuseppe Castagna – Banco BPM: 3,66 milioni di euro tra componente fissa e variabile, a cui si aggiunge la componente azionaria di lungo periodo.

Carlo Messina è il manager più pagato

Al primo posto si trova Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo dal 2013, con una remunerazione complessiva di oltre 12,6 milioni di euro. Durante il suo mandato, il gruppo ha rafforzato la propria posizione nel mercato bancario, anche grazie all’acquisizione di UBI Banca, completata nel 2021. Il modello di business comprende attività di risparmio gestito, bancassicurazione e gestione patrimoniale.

Al secondo posto c’è Andrea Orcel, alla guida di UniCredit dall’aprile 2021. Il suo compenso supera gli 11,4 milioni di euro. La strategia del manager ha puntato sulla semplificazione organizzativa, sul contenimento dei costi e sul rafforzamento della redditività, accompagnati da una politica di distribuzione del capitale agli azionisti.

Completa il podio Philippe Donnet, amministratore delegato di Generali dal 2016, con oltre 10,1 milioni di euro. Il gruppo assicurativo ha proseguito il proprio percorso di sviluppo internazionale, tra assicurazioni e risparmio gestito, attraversando anche momenti di confronto tra gli azionisti sulla governance societaria.

Energia e banche nella parte alta della classifica

Il quarto posto spetta a Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni dal 2014, con circa 8,3 milioni di euro. Nel corso della sua gestione, il gruppo ha affiancato alle attività tradizionali nel settore degli idrocarburi iniziative legate alla transizione energetica, alle rinnovabili e al gas naturale liquefatto. Segue Flavio Cattaneo, alla guida di Enel dal maggio 2023, con circa 7,9 milioni di euro. Il manager ha promosso interventi di razionalizzazione degli asset internazionali e di riduzione dell’indebitamento, con l’obiettivo di rafforzare la redditività del gruppo.

Quanto guadagna un CEO rispetto agli altri consiglieri?

Il report evidenzia una distanza significativa tra i compensi degli amministratori delegati e quelli degli altri componenti dei consigli di amministrazione. La remunerazione complessiva mediana di un CEO del Ftse Mib supera i 3,5 milioni di euro, mentre la remunerazione mediana di un amministratore non esecutivo è di 116.250 euro all’anno. Il compenso mediano del vertice esecutivo equivale quindi a circa trenta volte quello di un consigliere non esecutivo.

Un altro elemento rilevante è il peso degli incentivi di lungo periodo, che rappresentano il 37% della remunerazione mediana, per un valore di circa 1,4 milioni di euro. Si tratta soprattutto di strumenti azionari collegati al raggiungimento di obiettivi specifici. I parametri ambientali, sociali e di governance, noti come ESG, sono presenti nei sistemi incentivanti di tutte le società analizzate e possono incidere fino al 20% della componente variabile.

La classifica mostra dunque come la remunerazione dei top manager italiani sia sempre più legata non soltanto allo stipendio fisso, ma anche ai risultati aziendali e agli obiettivi di lungo periodo. Resta aperto il dibattito sulla proporzionalità dei compensi e sul rapporto tra retribuzioni dei vertici, performance delle società e remunerazione degli altri componenti dei consigli di amministrazione.

❌