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Carta Dedicata a Te, via ai pagamenti da 500 euro: come controllare lista beneficiari

28 October 2026 at 11:38

Sta per tornare la Carta Dedicata a Te per le famiglie individuate dall’Inps e dai Comuni come beneficiarie. A partire dal 4 novembre queste riceveranno il pagamento della prima tranche da 500 euro per il periodo 2026, mentre per il 2027 è previsto un altro pagamento da 500 euro.

La modalità con la quale il sostegno arriverà alle famiglie dipenderà dagli anni precedenti. Infatti, se una famiglia è già stata beneficiaria, otterrà la ricarica sulla Postepay collegata all’iniziativa. Invece per i nuovi beneficiari sarà necessario recuperare fisicamente la carta prepagata.

Carta Dedicata a Te: quando arriva

È in arrivo la ricarica per la Carta Dedicata a Te. Da mercoledì 4 novembre le carte elettroniche di Poste Italiane riceveranno un accredito di 500 euro.

Chi rientra tra i beneficiari non dovrà fare alcuna domanda, ma controllare di essere all’interno della lista dei beneficiari del proprio Comune.

Ricordiamo che la Carta Dedicata a Te 2026-2027 si divide in due tranche:

  • una in arrivo il 4 novembre 2026;
  • la seconda in arrivo ad aprile 2027.

Attenzione: fondamentale da non dimenticare è il primo utilizzo della carta. Questa deve essere utilizzata entro il 16 dicembre 2026, anche soltanto per una spesa piccola.

A chi spetta?

La Carta Dedicata a Te 2026-2027 è un contributo a sostegno dei nuclei familiari residenti in Italia che hanno un Isee ordinario non superiore a 15.000 euro.

Tra i requisiti c’è quello che tutti i componenti devono essere iscritti all’anagrafe della popolazione residente del Comune.

Attenzione: restano esclusi i nuclei che già percepiscono l’Assegno di Inclusione, la Carta Acquisti e altre misure di sostegno contro la povertà.

Restano esclusi dalla Carta Dedicata a Te anche i nuclei nei quali almeno un componente riceve un aiuto al reddito o alla disoccupazione come Naspi, DIS-COLL o cassa integrazione.

La lista dei beneficiari: come controllare

Per la Carta Dedicata a Te non c’è la necessità di fare alcuna domanda. I beneficiari sono già stati individuati in automatico dall’Inps e i Comuni hanno pubblicato o stanno pubblicando gli elenchi delle famiglie.

La fase di pubblicazione è in corso dal 13 ottobre. Si può verificare se si è negli elenchi del proprio Comune attraverso il sito dello stesso. Di solito il Comune pubblica sotto forma di avviso o notizia, o nella pagina dei servizi sociali, l’elenco dei beneficiari.

Per capire se si è tra i beneficiari, basta controllare il numero di protocollo della DSU, la dichiarazione presentata per ottenere l’Isee. Infatti, per garantire la privacy non vengono indicati nome e cognome, ma il codice che si trova nella parte alta dell’attestazione e che comincia con la sigla “INPS-ISEE-2026”.

Come si ritira la carta

Per i beneficiari della carta dedicata degli scorsi anni non c’è molto altro da fare, se non fare il primo acquisto e riattivare così la carta con l’accredito del 4 novembre.

I nuovi beneficiari invece dovranno ritirare negli uffici postali abilitati la carta. Per farlo basterà presentare il codice fiscale e un documento d’identità valido.

Come recuperare il PIN

Per utilizzare la Carta Dedicata a Te serve il PIN. Con questo si può controllare la ricarica e anche pagare per spese superiori a 50 euro.

Nel caso di smarrimento del PIN, è possibile richiedere un duplicato contattando il servizio clienti o recandosi nell’ufficio postale del proprio Comune. Basterà procedere alla sostituzione della carta o alla consegna di una nuova carta e di un nuovo PIN.

La richiesta del duplicato

La richiesta di una nuova carta comporta la compilazione di un apposito modulo. In caso di furto, smarrimento, deterioramento o indisponibilità del PIN sarà necessario sostituire la vecchia carta.

Bisognerà consegnare il modulo con la richiesta del duplicato e la copia della denuncia presentata all’autorità giudiziaria o di pubblica sicurezza, o riconsegnare la vecchia carta prepagata in caso di perdita del PIN.

Una volta ottenuta la nuova Postepay, bisognerà procedere allo stesso identico modo: un primo pagamento entro la scadenza del 16 dicembre per attivare la carta.

Attenzione: chi non rispetta questo termine perde l’accredito per il 2026, ma non quello in arrivo ad aprile 2027.

Pensioni, nuova Quota 100: la proposta a 64 anni e 36 di contributi. Il nodo delle risorse

28 October 2026 at 09:25

Nella quinta Manovra del governo Meloni potrebbe esserci un nuovo strumento per la pensione anticipata. Sappiamo già che il pacchetto previdenziale costerà oltre 1,2 miliardi. La Lega spinge per una nuova Quota 100, quindi per uscire a 64 anni con 36 di contributi, anche per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996. Solo questo però potrebbe arrivare a costare 1,5 miliardi (o anche il doppio rispetto alla dotazione iniziale di 900 milioni di euro).

Il nodo delle coperture fa pensare che l’uscita sarà possibile dalla seconda metà del 2027. Da finanziare ci sono anche l’Ape sociale per disoccupati, caregiver, invalidi e lavori gravosi. Senza provvedimenti scadono a dicembre.

Pensioni: in Manovra ipotesi Quota 100

La Lega rilancia Quota 100 per il 2027. Propone l’uscita anticipata dal lavoro a 64 anni di età con almeno 36 anni di contributi, anche per i lavoratori del sistema misto, cioè quelli che hanno iniziato a versare prima del 1996.

Non si sa se sarà approvata, si tratta di trovare le coperture nella legge di Bilancio. Si tratta di un aspetto rilevante per chi possiede contributi versati prima e dopo il 1° gennaio 1996.

La differenza si nota soprattutto nel confronto con la pensione anticipata contributiva a 64 anni, che è legata interamente al sistema contributivo. La proposta leghista allarga quindi la possibilità anche a chi ha una parte della pensione calcolata con le regole precedenti.

Come funziona Quota 100?

La vecchia Quota 100 permetteva di andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi. Si trattava di una forma sperimentale che permetteva l’uscita a chi maturava i requisiti nel periodo tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2021.

Si rivolgeva ai lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della stessa e alla gestione separata. Non poteva accedere il personale delle forze armate, delle forze di polizia e della polizia penitenziaria.

Nello specifico i requisiti per il conseguimento della pensione Quota 100 erano un’età anagrafica non inferiore a 62 anni e un’anzianità contributiva non inferiore a 38. Il requisito contributivo poteva essere perfezionato cumulando tutti e per intero i periodi assicurativi versati o accreditati presso l’assicurazione generale obbligatoria.

Pensioni 2027: da dove arrivano le risorse

Per le pensioni 2027, la legge di Bilancio è alla ricerca di risorse. Secondo Repubblica, la Ragioneria dello Stato e l’Inps starebbero valutando le modifiche al meccanismo di perequazione delle pensioni medio-alte, riducendo in alcuni casi le rivalutazioni all’inflazione proprio per liberare risorse.

Si tratta solo di un’ipotesi, ma potrebbe rendersi necessaria per rinnovare l’Ape sociale, le pensioni minime e l’isopensione che sono in scadenza a dicembre.

Anche la nuova Quota 100 richiederebbe risorse che al momento non sono state specificate, almeno 1,5 miliardi di euro ma che, secondo altre stime, potrebbero arrivare a costare il doppio dei fondi al momento disponibili (900 milioni di euro), quindi circa 1,8 miliardi.

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