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Meloni: “Ok alla manovra da 26 miliardi”. Irpef al 33% solo fino a 55mila euro e niente detassazione delle tredicesime. Sale a 100mila euro la soglia di ricavi per la flat tax degli autonomi

28 October 2026 at 16:19

“Anche stavolta non abbiamo distribuito risorse a pioggia né fatto promesse che non potevamo mantenere“, rivendica Giorgia Meloni in conferenza stampa dopo il varo dell’attesa manovra pre elettorale, approvata otto giorni dopo la data usuale di trasmissione del testo al Parlamento. Ma di promesse disattese o mantenute solo a metà ce ne sono diverse. Perché la coperta è corta, anche se la legge di Bilancio, dice la premier, “vale 26 miliardi” e non i 23,5 che emergevano dal Documento programmatico approvato a metà ottobre. Per esempio salta del tutto la detassazione delle tredicesime, evocata da anni. Il più volte annunciato taglio dell’Irpef per il “ceto medio“, che tra lunedì e martedì era sembrato sfumare, arriva poi a destinazione dimezzato: il secondo scaglione, quello a cui si applica l’aliquota del 33%, si allarga sì ma solo da 50 a 55mila euro, non a 60mila come da ipotesi dei mesi scorsi, con un beneficio massimo di 500 euro l’anno. Quanto alle “risposte ai giovani” che sono scesi in piazza nelle ultime settimane, si dovranno accontentare di qualche mini bonus.

“Abbiamo fatto quello che potevamo fare”, ammette la presidente del Consiglio pur dicendosi “molto soddisfatta per la coerenza e la coesione e il senso di responsabilità” dimostrato dal centrodestra. “E confidiamo di aggiungere ogni anno. In futuro si vedrà, non dipende solo da noi, ma lavoreremo per continuare ad allargare la platea” (del taglio Irpef). Dipende, ovviamente, anche dagli elettori che l’anno prossimo sceglieranno chi scriverà la manovra 2028.

Il taglio Irpef dimezzato e il favore agli autonomi

“Fa la differenza il peso del costo della misura”, argomenta Meloni per giustificare il fatto che siano stati trovati i soldi per portare da 85mila a 100mila euro il tetto di ricavi sotto il quale gli autonomi possono accedere alla flat tax del 15% (pur con la spada di Damocle di futuri negoziati con la Commissione che non consente di offrire l’esenzione dal regime Iva sopra quella soglia). Accontentare le partite Iva “costa 250-260 milioni”, mentre garantire il taglio Irpef anche a chi guadagna fino a 60mila euro avrebbe richiesto 3 miliardi. Così non resta che sottolineare che va letta “come un altro tassello di una strategia di medio lungo termine, in una logica di legislatura”, e arriva dopo la riforma Irpef e il taglio strutturale del cuneo per i redditi medio bassi. Anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ostenta ottimismo: “Avendo fissato qual era la rotta, credo che alla fine ci sia stata anche una discreta composizione delle aspettative dei partiti e al manifesto elettorale di questo governo. Mi ritengo molto soddisfatto”.

“Un premio per i giovani lavoratori under 30, 2.500 euro tassati all’1%”

“Abbiamo previsto un pacchetto giovani”, ha spiegato Meloni, ovviamente non per “dare risposte a chi sfascia le vetrine” ma “ai tanti ragazzi che vogliono dimostrare il loro talento, che vogliono studiare, lavorare o affittare una casa”, “a chi organizza le assemblee studentesche, che ho fatto anche io”. Scomparsa la flat tax per i neoassunti ipotizzata nei giorni scorsi. Arriva invece “un premio per i giovani lavoratori under 30, 2.500 euro tassati all’1% che si possono ricevere tanto in 12 mensilità quanto in un’unica soluzione”. In attesa di maggiori dettagli, molti buoni sentimenti: “Vogliamo che un ragazzo che inizia a lavorare in Italia senta che questa nazione vuole spronarlo e vogliamo fare tutto quello che possiamo perché i ragazzi italiani non ritengano che per costruirsi un futuro bisogna fare le valigie e andarsene da questa nazione”.

“Strutturale l’esenzione dal bollo auto”

Nella manovra “rendiamo strutturale il bollo auto, secondo come lo avevamo licenziato in uno degli ultimi consigli di ministri. Quindi niente bollo auto sulle auto di piccola e media potenza, fino a 80 kilowatt, e sulle moto”, rivendica la premier. “Parliamo di circa il 70% dei veicoli in circolazione. In molti avevano cercato di sminuire questa misura sostenendo che fosse una mancetta elettorale anche perché valeva solo nel 2027 e verranno smentiti perché troveranno nero su bianco quello che avevamo ampiamente detto: la misura è strutturale e definitiva. Almeno fino a quando governa il centrodestra, perché abbiamo scoperto che al centrosinistra abbiamo scoperto che il bollo piace”.

All’1% la cedolare secca per chi affitta a canone concordato a un under 35

Sulla questione casa, a fronte del problema degli affitti che – dice Meloni – “affligge tutta Europa”, in legge di Bilancio si prevede che sugli affitti a canone concordato l’aliquota della cedolare secca passerà dal 10 al 5% ma scenderà all’1% per chi affitta a un under 35. “Significa che per il proprietario converrà affittare a un canone calmierato e converrà molto affittare a un giovane piuttosto che affittare a un normale prezzo di mercato o piuttosto che tenere la casa sfitta, non utilizzata, o magari affittarla in nero. Più case sul mercato affitti più bassi e più giovani che possono uscire di casa e costruirsi una vita”. La cedolare secca viene estesa anche agli immobili commerciali.

Un mese in più di congedo parentale

La manovra interviene anche sul congedo parentale, con una maggiorazione dei mesi retribuiti all’80% per le famiglie con più figli. “Quest’anno aggiungiamo per tutti un ulteriore mese”, ha annunciato Meloni. Per chi ha un secondo figlio i mesi indennizzati all’80% salgono complessivamente a cinque, mentre per le famiglie dal terzo figlio in poi arrivano a sei. “Per chi ha tre figli o più, i mesi di congedo parentale retribuiti all’80% con questa legge di Bilancio diventano sei”.

Sanità, 3,4 miliardi in più al Fondo sanitario nazionale

Il Fondo sanitario nazionale aumenterà di 3,4 miliardi di euro, raggiungendo quota 146,3 miliardi nel 2027. Meloni rivendica un nuovo “record”, senza indicare però il valore del finanziamento in rapporto al Pil. Una parte delle risorse aggiuntive sarà destinata a rafforzare le retribuzioni dei medici di pronto soccorso, “la prima linea e il luogo dove i cittadini misurano ogni giorno la risposta della sanità pubblica”.

La manovra prevede inoltre 1,6 miliardi per un voucher sanitario da 300 euro destinato agli over 75 con redditi da pensione fino a 28mila euro annui. Il contributo, caldeggiato dal vicepremier Antonio Tajani, servirà a coprire spese non rimborsate dal Servizio sanitario nazionale, comprese quelle farmaceutiche e le visite specialistiche. Secondo la premier, i potenziali beneficiari sono circa 5,5 milioni.

Pensioni, fondo da 850 milioni per la flessibilità in uscita

Sul fronte pensioni viene istituito un fondo da 85o milioni che finanzieranno nuove forme di “flessibilità in uscita” è previsto. Ripartizione delle risorse e modalità operative saranno definite all’inizio del 2027. La Lega punta a una nuova Quota 100, con la possibilità di anticipare il pensionamento a 64 anni. “Grande soddisfazione” per il vicepremier Matteo Salvini, che torna a rivendicare il superamento della legge Fornero. Resta da capire quali requisiti e quali eventuali penalizzazioni saranno previsti.

Rinnovi contrattuali, bonus edilizi e incentivi alle imprese: confermate le misure in scadenza

Lo schema di Bilancio proroga le principali agevolazioni della manovra precedente, per un valore complessivo indicato dal governo in circa 9 miliardi di euro. Tra le misure confermate figurano la detassazione al 5% degli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali, l’imposta all’1% sui premi di produttività, il credito d’imposta per gli investimenti nella Zes e il bonus per le mamme lavoratrici. Resta anche la superdeduzione del costo del lavoro per le nuove assunzioni: la maggiorazione è del 120%, sale al 140% per i giovani e al 180% per le lavoratrici madri. Confermate inoltre le agevolazioni per il gasolio agricolo, l‘azzeramento dell’Irpef per gli agricoltori, gli stanziamenti per Agricoltura 4.0 e il trattamento sostitutivo della retribuzione per i pescatori.

Vengono anche prorogate le detrazioni al 50% per le ristrutturazioni edilizie, evitando la riduzione al 36% prevista dal 2027 in assenza di un intervento legislativo. Confermato anche il bonus elettrodomestici, fino a 5mila euro. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha annunciato inoltre un credito d’imposta per gli investimenti in software, richiesto dall’industria.

Le misure in deficit con la clausola per l’energia: “Condizionatori in tutte scuole”

Una parte delle risorse in feciti legate alla clausola di salvaguardia per la spesa energetica sarà utilizzata per finanziare interventi di efficientamento e contenimento dei costi. Meloni ha annunciato l’obiettivo di dotare tutte le scuole di condizionatori e pompe di calore, per migliorare le condizioni nelle aule. Gli interventi riguarderanno anche università, ospedali, impianti sportivi, centri di ricerca e istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica. Sul fronte delle rinnovabili, sono previsti 1,2 miliardi di euro per sostenere circa 3 gigawatt di nuova capacità fotovoltaica e 800 milioni per recuperare capacità negli invasi idroelettrici. Per il biometano sono stanziati 700 milioni di contributi agli investimenti, affiancati da incentivi alla produzione, con l’obiettivo di aumentare l’offerta nazionale di gas rinnovabile, ridurre le emissioni e contenere gli oneri Ets per le imprese.

Altri 2,5 miliardi sono destinati alle aziende energivore e 3,53 miliardi alle piccole e medie imprese non energivore, attraverso misure per ridurre il costo dell’elettricità e sostenere gli investimenti nella transizione energetica. I benefici saranno collegati a interventi di decarbonizzazione e allo sviluppo di nuova capacità rinnovabile. Per la sicurezza e lo sviluppo tecnologico della rete ferroviaria sono infine previsti interventi per oltre 5 miliardi di euro.

Un salvadanaio previdenziale per i nuovi nati: 100 euro l’anno dallo Stato

Dal 2027 lo Stato verserà 100 euro all’anno per ogni neonato, fino al compimento dei 18 anni, nel fondo previdenziale individuale proposto nei mesi scorsi dal presidente Inps Gabriele Fava. Sul modello di quanto fatto in Germania. Il meccanismo, presentato da Meloni come un “salvadanaio“, consentirà anche ai genitori e ai familiari di effettuare versamenti aggiuntivi negli anni successivi. Le somme non saranno tassabili né pignorabili e resteranno bloccate fino alla maggiore età, salvo emergenze straordinarie per le quali sarà necessaria l’autorizzazione del giudice tutelare. Al compimento dei 18 anni, il beneficiario potrà riscattare il capitale e utilizzarlo per iscriversi all’università, avviare un’attività oppure destinarlo alla previdenza complementare.

Banche, assicurazioni e società energetiche chiamate a contribuire alle coperture

Oltre 5 miliardi di coperture arriveranno come annunciato dal settore finanziario, attraverso un pacchetto di misure che comprende l’aumento dell’Ires per banche e assicurazioni e un nuovo intervento sulla Tobin tax. Per gli istituti di credito l’aliquota Ires salirà dal 27,5% al 30,5%, mentre per le assicurazioni passerà dal 24% al 27%, ha spiegato il viceministro Maurizio Leo. Per il calcolo dell’Irap saranno modificati i criteri di deducibilità di alcune voci, tra cui spese amministrative e ammortamenti dei beni strumentali. Meloni ha difeso il contributo richiesto al settore ricordando i corposi utili registrati dagli istituti di credito. “Non so se devo aspettarmi un ricorso”, ha risposto a chi le chiedeva del rischio di contenziosi dopo le proteste delle banche, che lamentano il mancato rispetto degli accordi raggiunti lo scorso anno. “Credo si rendano conto della situazione”.

Anche alle società energetiche viene chiesto un ulteriore contributo da 700 milioni di euro. Un importo analogo arriverà dal settore dei giochi. E un po’ di soldi arriveranno pure dalla trovata di consentire agli italiani di personalizzare la propria targa: chi non può fare a meno di “sbizzarrirsi”, come ha detto Meloni, dovrà versare 600 euro.

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Manovra 2027, salta il taglio Irpef per il ceto medio: niente aliquota al 33% fino a 55.000 euro

28 October 2026 at 04:00

Un grande passo indietro che sorprende, perché nella Manovra 2027, salvo sorprese, pare che il taglio dell’Irpef per i redditi sopra i 50.000 euro salterà. Si è parlato molto in queste settimane dell’ipotesi di estendere l’aliquota del 33% fino a 55.000 euro. Un’operazione che sarebbe costata circa 1,2 miliardi di euro.

Il tutto messo da parte nella nuova stesura del disegno di legge di Bilancio, stando a quanto emerso in seguito all’ultimo vertice a Palazzo Chigi. Il testo sarà poi esaminato dal Consiglio dei ministri di quest’oggi, mercoledì 28 ottobre 2026.

Considerando le risorse limitate, il governo concentra gli interventi su alcune priorità:

  • fondo per la flessibilità in uscita dal lavoro;
  • detassazione delle tredicesime per i redditi più bassi;
  • pacchetto fiscale per i giovani;
  • nuovi aiuti alle mamme lavoratrici e alle imprese;
  • stop strutturale al bollo auto.

Perché salta il taglio Irpef per il ceto medio

L’intervento allo studio avrebbe allargato lo scaglione dell’Irpef con aliquota al 33%, oggi applicato ai redditi fino a 50.000 euro, portandolo fino a 55.000 euro. In questo modo una parte del reddito oggi tassata al 43% sarebbe passata all’aliquota più bassa. Un chiaro vantaggio per quello che viene definito ceto medio.

È stato però stimato eccessivo il costo calcolato, pari a circa 1,2 miliardi di euro, come detto. L’ipotesi, dopo un accantonamento nelle scorse settimane, era tornata in discussione, ma ora pare non avere più basi sulle quali reggersi.

Pesa la scarsità di risorse. Non a caso il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è tornato a parlare di “coperta corta”. Ha infatti spiegato che con la legge di Bilancio si cercherà di fare “quello che è possibile in questa situazione”, perché le proposte che arrivano da partiti e categorie “sono molto al di sopra di quelle che sono le disponibilità di un bilancio”.

Il pacchetto giovani: mini Irpef, flat tax e no tax area

Come detto, le misure chiave saranno altre. Spazio a un pacchetto di misure fiscali dedicate ai più giovani. Tra le ipotesi c’è una cosiddetta mini Irpef per i lavoratori under 30 con redditi bassi. Il tutto con un’aliquota ancora da stabilire e una flat tax del 5% per i neoassunti under 35.

Anche in questo caso il tetto di reddito per accedere ai benefici è ancora in valutazione e dipenderà dalle risorse disponibili. Allo studio c’è inoltre un’estensione della no tax area per gli under 25.

Le misure guardano anche alle imprese che assumono. Il governo punterebbe a rafforzare le maxi deduzioni sul costo del lavoro per le nuove assunzioni: dal 130% attuale si salirebbe al 140% per i giovani e al 180% per le giovani madri, così da rendere più conveniente l’inserimento di queste categorie nel mondo del lavoro.

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