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“Non ci arrivi, qui con me non ci parli più. Voi siete due Fonzie… che fa rima con…”: Paolo Del Debbio perde la pazienza e va su tutte le furie con due attivisti a Dritto e Rovescio

28 October 2026 at 11:00

Dopo Bruno Vespa, tocca a Paolo Del Debbio. Le manifestazioni dei giorni scorsi spopolano nei talk show generando scontri accesi tra ospiti e conduttori. Un tema approdato anche a “Dritto e Rovescio” lo scorso 22 ottobre: “Non ci arrivi, qui con me non ci parli più“, ha tuonato Paolo Del Debbio interrompendo il confronto con Ezou Lalaoui e Marina Wildt, entrambi attivisti del PCR (il Partito Comunista Rivoluzionario). Il conduttore stava dando spazio al caso di Ivan, presentato come “l’eroe anti-maranza” e vittima di un pestaggio durante i disordini, il padrone di casa, come ricostruisce Fanpage.it, ha più volte chiesto ad entrambi di dissociarsi e di condannare chi commette quelle azioni.

“Bisogna chiedersi perché è successo questo. Si sta semplificando il dibattito sul ‘chiedi scusa o no'”, hanno replicato i due attivisti ovviamente slegati dal caso in questione e da responsabilità dirette nei disordini. “Fonzie non riusciva mai a dire di aver sbagliato. Voi siete due Fonzie… che fa rima con…”, le parole di Del Debbio, che ha citato il celebre personaggio di “Happy Days”, senza pronunciare apertamente la parola “str**i”.

Lalaoui e Wildt in un’intervista a Fanpage.it hanno spiegato di aver preso parte agli scioperi del 17 ottobre ma di non aver partecipato agli scontri violenti, anche se a “Dritto e Rovescio” la puntata sembrava costruita per far rispondere delle violenze commesse da altri: “E’ uno schema ricorrente della Tv e di alcuni giornali. C’è il tentativo costante di associare l’intero movimento alle azioni violente di pochi. (…) Quello di Del Debbio è stato un modo per delegittimarci, come se non avessimo idee ben strutturate da portare avanti in un confronto. Per anni hanno dipinto i giovani come disinteressati alla politica, adesso che ci mobilitiamo non va bene lo stesso. È lo stesso trattamento paternalistico che viene riservato anche ai lavoratori, a cui si ripete che non si possono alzare gli stipendi e che certi temi non li riguardano. Noi pensiamo invece che spetti proprio al movimento giovanile e ai lavoratori rimettere radicalmente in discussione il sistema”, il racconto degli attivisti.

“Sapevamo di trovarci di fronte a interlocutori con idee diverse dalle nostre a Dritto e Rovescio, ma speravamo quanto meno di riuscire ad avere un contraddittorio. Manca, secondo noi, uno spazio mediatico che rifletta il reale dibattito della società, in tutte le sue tendenze. Molti giovani non guardano più la televisione, non leggono più i giornali, proprio per questo motivo”, hanno concluso.

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Bruno Vespa su Sabrina Brizzola: “Mi ha deluso che una giovane con un ruolo importante non si documenti”. E critica le reazioni alla polemica

28 October 2026 at 10:16

“A una settimana dal confronto in studio con Sabrina Brizzola, coordinatrice dell’Unione degli universitari, farei qualche osservazione a mente fredda, commentando le reazioni che ho trovato talvolta fuori misura”, ha così esordito Bruno Vespa nella puntata di “Porta a Porta” in onda martedì 27 ottobre. Il conduttore è tornato sulla polemica che lo ha travolto negli ultimi giorni: “Mi dispiace aver usato un tono forte, ma lo spiego con la delusione che una giovane con un importante ruolo di rappresentanza non si documenti su alcuni punti chiave venendo smentita sull’abbandono scolastico (con l’8,2% abbiamo anticipato di cinque anni il target dell’Unione Europea), sulle borse di studio (assegnate invece al 99,8% degli aventi diritto, come documentato dall’Andsu) e sugli studentati, come da replica ministeriale”, ha spiegato il giornalista.

Un passo indietro per i toni utilizzati ma non per i contenuti: “In campagna elettorale, chiunque stia all’opposizione dice bugie sui provvedimenti della maggioranza. Avendo avuto maestri che mi hanno insegnato come il controllo delle fonti sia la premessa per qualunque discussione, mi farebbe piacere che i giovani si distinguessero, combattendo la loro legittima battaglia su dati di fatto reali”, ha concluso Vespa.

Il filmato dello scontro in poche ore era diventato virale sui social: “Quando parlate voi giovani, per favore, documentatevi prima. Questo lavoro è fatto anche di studio, capisce? Quindi quando venite qui, venite preparati, dovete studiare, sennò dite delle sciocchezze che non vi giovano”, aveva sbottato il conduttore rivolgendosi a Sabrina Brizzola, 24enne coordinatrice dell’Unione degli universitari, mentre quest’ultima nel corso della sua ospitata a “Porta a Porta” aveva parlato del tasso di abbandono scolastico “molto alto in Italia”.

“Visto che lei è informata, la prego di vedersi le statistiche“, aveva aggiunto il padrone di casa dopo aver più volte chiesto a Brizzola – visibilmente innervosito – di non essere interrotto: “C’è il massimo recupero storico di abbandono scolastico. Noi siamo con un anno di anticipo rispetto ai target dell’Unione europea”. “Posso rispondere? L’Italia è l’unico paese in Europa che non copre tutte le borse di studio degli studenti universitari. Questo è un dato che se qualcuno vuole confutarmi sono contenta di ascoltare. Le borse di studio non vengono coperte, le università vengono definanziate”, aveva aggiunto la coordinatrice dell’Unione degli universitari.

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Delitto di Garlasco, “Le Iene non hanno diffamato Stefania Cappa”: la vittoria in appello con la sentenza che ribalta tutto

28 October 2026 at 10:13

Riccardo Festinese e Alessandro De Giuseppe, rispettivamente autore e inviato de “Le Iene”, sono stati assolti dall’accusa di diffamazione aggravata nei confronti di Stefania Cappa in relazione al servizio “Speciale Le Iene, delitto di Garlasco, la verità di Alberto Stasi” andato in onda il 24 maggio 2022. Lo ha deciso la Corte d’Appello di Milano, III Sezione Penale, ribaltando la sentenza datata 29 aprile 2025 della III sezione penale del Tribunale di Milano, con cui la giudice Sara Faldini aveva condannato Festinese e De Giuseppe a una multa di 500 euro ciascuno e al pagamento di 10mila euro in favore della parte civile.

Perché Stefania Cappa aveva denunciato “Le Iene”

A finire sotto i riflettori era il modo in cui il servizio del programma di Italia 1 aveva raccontato le dichiarazioni di Marco Muschitta, colui che aveva sostenuto di aver visto Stefania Cappa in bicicletta vicino alla villetta dei Poggi la mattina del delitto, salvo poi ritrattare. Secondo la giudice il servizio non aveva evidenziato l’inattendibilità di quelle dichiarazioni, finendo per accreditarle. Così facendo si era restituita una rappresentazione parziale dei fatti, insinuando un possibile coinvolgimento di Stefania Cappa nell’omicidio di Chiara Poggi. Diverso, invece, il parere della Corte d’Appello, per la quale la rappresentazione dell’accaduto così come è andata in onda è corretta.

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Jessica Biel conferma l’arrivo di un reboot della serie tv “Settimo cielo”: “Racconteremo le esperienze che vivono oggi gli adolescenti e le famiglie”

28 October 2026 at 08:44

A quasi vent’anni dal finale di “Settimo Cielo”, Jessica Biel, interprete dell’iconica Mary Camden, ha annunciato ufficialmente la produzione del reboot della celebre serie televisiva. Il longevo show, andato in onda per undici stagioni fino al 2007, tornerà in una veste rinnovata: l’attrice ha infatti confermato che il nuovo progetto non sarà una semplice replica dell’originale, pur mantenendo al centro della narrazione i valori dell’amore e dei legami familiari che hanno reso la serie un cult per milioni di spettatori.

“Ciò che vogliamo creare, il modo in cui vogliamo modernizzare la serie, riguarda le esperienze che vivono oggi gli adolescenti e le famiglie con figli di ogni età, dai più grandi ai più piccoli“, ha spiegato la Biel nell’episodio del 22 ottobre del podcast “Ladies Night” di Collider, citando temi come “questioni legate alla tecnologia, dinamiche scolastiche, bullismo, droga e alcol”.

“Vogliamo affrontare tutte queste tematiche in modo molto realistico, aspetti che l’originale sfiorava soltanto con delicatezza – ha continuato – ma all’epoca dovevamo tenere molto conto delle aspettative del nostro pubblico e avevamo parecchi vincoli. Oggi, invece, abbiamo molte meno limitazioni”.

Inoltre, la Biel, madre di due figli, Silas di 11 anni e Phineas di 6, nati dalla relazione con il marito Justin Timberlake, ritiene che una nuova versione dello show “potrebbe colmare una lacuna nell’attuale panorama televisivo”.

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“Molti fenomeni dei social spiegano dove andrò e perché. Dietrologi al quadrato, senza un’esistenza fuori dal web”: le parole di Enrico Mentana

28 October 2026 at 07:47

Lo ha detto lui stesso: dal prossimo 23 dicembre non sarà più alla conduzione del TgLa7. Enrico Mentana lascia il telegiornale che dirige dal 2010 e, a pochi giorni dall’annuncio arrivato dal palco del Premio giornalistico Franco Marchiaro di Alessandria, torna a parlare del proprio futuro con un post sui social.

“Leggo con grande divertimento che molti fenomeni dei social spiegano dove andrò dopo La7 e soprattutto perché, per poi biasimare la scelta che si sono inventati. Dietrologi al quadrato, senza un’esistenza fuori dal web, forti solo della loro faziosità: buona vita”, ha scritto il giornalista.

Per ora, dunque, nessuna conferma sulle molte ipotesi circolate in questi giorni. Di certo c’è che il contratto di Mentana con l’emittente scadrà alla fine dell’anno e non verrà rinnovato. Ad Alessandria era stato lui stesso a dare la notizia: “Il 23 dicembre saluterò i miei telespettatori, sarà il mio ultimo giorno alla conduzione del Tg de La7”.

Che il rapporto con la rete di Urbano Cairo fosse arrivato a un punto delicato, però, era emerso già da mesi. Lo scorso maggio, al Festival della Tv di Dogliani, Mentana aveva espresso in modo molto netto le proprie perplessità sull’identità editoriale di La7: “È evidente che si è voluto fare di La7 una nuova Rai3 senza però che esistano una nuova Rai2 e una nuova Rai1”. Aveva poi aggiunto che “un elettore del centrodestra non può guardare i programmi di La7 sentendosi a casa”, sostenendo che nei programmi della rete “uno si sente a casa e l’altro in trasferta, uno in poltrona e l’altro sui carboni ardenti”.

In quella stessa occasione Mentana aveva però distinto nettamente il proprio telegiornale dal resto dell’offerta della rete, rivendicandone l’autonomia: “Io non do pagelle, se Meloni ha ragione ce l’ha e basta. La mia missione è raccontare la realtà nel modo più rigoroso possibile”. E aveva criticato una televisione sempre più costruita secondo una logica “binaria”, nella quale il giornalismo rischia di trasformarsi in “una forma di tifoseria”.

Cairo, dal canto suo, aveva pubblicamente lasciato aperta la porta alla permanenza di Mentana, parlando di “grande stima” e di un rapporto amicale consolidato negli anni, ma precisando anche che per continuare sarebbe servita “la voglia da ambo le parti”. Il ripensamento, evidentemente, non è arrivato.

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