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Quanto guadagna Il Volo, cachet dei concerti e ricavi del trio italiano

28 October 2026 at 14:16

Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble hanno costruito una carriera internazionale che li ha portati dai programmi televisivi italiani ai palcoscenici più prestigiosi del mondo. Ma quanto guadagna davvero Il Volo? La risposta non è semplice: i compensi individuali, il patrimonio personale e gli incassi complessivi del gruppo non sono pubblici in modo completo.

Chi è Il Volo, il trio italiano più famoso nel mondo

Il Volo è un trio musicale italiano composto da Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble, tre cantanti che uniscono la tradizione lirica e operistica alla musica pop. Il gruppo si è formato nel 2009, quando i tre artisti si sono incontrati durante la partecipazione al programma televisivo Ti lascio una canzone, condotto da Antonella Clerici su Rai 1. Da quel momento hanno iniziato un percorso che li ha portati a esibirsi sui palcoscenici internazionali e a conquistare un pubblico anche fuori dall’Italia. La svolta è arrivata con la vittoria al Festival di Sanremo 2015 grazie al brano Grande amore, con cui hanno poi partecipato all’Eurovision Song Contest, classificandosi al terzo posto. Nel corso degli anni Il Volo ha pubblicato album, intrapreso tournée internazionali e partecipato a concerti ed eventi televisivi, costruendo un progetto musicale riconoscibile e una carriera che rappresenta anche la base dei suoi ricavi.

Quanto incassa Il Volo per un concerto

Il dato più concreto per comprendere il valore economico del trio arriva da un progetto realizzato in Sicilia nel 2025, nell’ambito delle iniziative legate ad Agrigento Capitale italiana della Cultura. Secondo fonti di stampa, il contratto stipulato con Il Volo Srl prevedeva un compenso diretto di 200.000 euro per i tre cantanti, a cui si aggiungevano importi per attività collaterali, tra cui conferenze stampa e iniziative promozionali. La cifra, tuttavia, non rappresenta il guadagno netto dei tre artisti. Si tratta di un compenso complessivo riconosciuto al gruppo, da distinguere dagli eventuali costi sostenuti e dalle imposte.

Lo stesso progetto aveva dimensioni economiche più ampie: la componente artistica, comprendente orchestra, coro, arrangiamenti e direzione musicale, valeva circa 312.000 euro, mentre la produzione televisiva superava i 370.000 euro. Il costo totale dell’operazione arrivava a sfiorare 1,25 milioni di euro.

Questi numeri aiutano a capire quanto possa essere articolato il budget di un grande evento musicale. Il cachet dei protagonisti è soltanto una parte della spesa complessiva, che può includere scenografie, personale tecnico, musicisti, logistica e riprese televisive.

Per i normali concerti del tour, invece, non esiste una tariffa ufficiale pubblica valida per ogni data. Il compenso può variare in base al Paese, alla capienza della location, alla natura dell’evento e agli accordi con gli organizzatori.

Intorno ai compensi de Il Volo circolano da anni cifre molto elevate. Alcune pubblicazioni parlano di cachet che possono raggiungere il milione di euro per concerto, mentre per le esibizioni negli Stati Uniti vengono riportate stime comprese tra 150.000 e quasi 500.000 dollari.

Un’altra fonte di ricavi per Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble è rappresentata dalla televisione. Negli ultimi anni il trio ha partecipato a programmi musicali, concerti evento e produzioni speciali che hanno contribuito a consolidarne la popolarità anche presso il pubblico generalista. Tra questi progetti rientra la collaborazione con Mediaset, che ha previsto prime serate dedicate al gruppo e appuntamenti natalizi come il concerto Il Volo – Incanto di Natale, trasmesso su Canale 5 il 24 dicembre 2025, su cui però non risultano pubblicate cifre ufficiali sul compenso riconosciuto ai cantanti per la singola esibizione.

I ricavi da dischi, streaming e diritti musicali

Il patrimonio economico costruito dal trio non dipende soltanto dai concerti. La discografia rappresenta un altro tassello importante, soprattutto considerando la capacità del gruppo di raggiungere ascoltatori in Italia, negli Stati Uniti e in altri mercati internazionali.

Il successo di brani come Grande amore, con cui Il Volo ha vinto il Festival di Sanremo nel 2015, ha contribuito a rafforzare la notorietà del gruppo e a mantenere vivo l’interesse per il suo repertorio. La canzone ha accompagnato il trio anche all’Eurovision Song Contest, dove si è classificato al terzo posto.

A questi risultati si aggiungono le vendite degli album, gli ascolti sulle piattaforme digitali e gli eventuali proventi legati ai diritti musicali. Non esiste, tuttavia, una somma fissa che un artista incassa per ogni riproduzione in streaming: i ricavi dipendono dagli accordi contrattuali, dai titolari dei diritti e dai meccanismi di distribuzione delle piattaforme.

Naspi e Dis-Coll di novembre, date di pagamento e chi subisce il taglio del 3%

28 October 2026 at 09:12

A novembre 2026 una parte dei beneficiari di Naspi e Dis-Coll troverà sul conto un accredito più basso del mese precedente. Il motivo è la riduzione automatica del 3% al mese, che scatta dopo i primi mesi di indennità. A novembre riguarda chi ha iniziato a percepire l’assegno nella tarda primavera.

Per capire se il taglio riguarda il proprio assegno, basta conoscere la data di decorrenza della prestazione. Di seguito le regole per le due indennità, le simulazioni di calcolo su diversi importi, le date di accredito previste per novembre e una guida pratica per controllare il pagamento.

Naspi ridotta a novembre: chi riceve meno

La riduzione non dipende dal mese dell’anno, ma da quanti mesi di indennità sono già stati percepiti. Per la Naspi il taglio parte infatti dal primo giorno del sesto mese di fruizione. Per chi aveva già compiuto 55 anni alla data di presentazione della domanda, invece, scatta dal primo giorno dell’ottavo mese.

In pratica entra nel sesto mese a novembre chi ha la decorrenza della Naspi a giugno 2026, mentre tra gli over 55 tocca a chi ha iniziato ad aprile. Chi riceve l’indennità da prima continua a vedere l’importo scendere mese dopo mese, fino alla fine del periodo spettante. Detto ciò, l’accredito copre di norma le giornate già maturate, per cui la prima riduzione può comparire sul conto con un mese di ritardo rispetto all’inizio del sesto mese.

Come funziona il taglio del 3% per Naspi e Dis-Coll

Naspi

La Naspi spetta ai lavoratori dipendenti che perdono il lavoro in modo involontario e che hanno almeno 13 settimane di contributi negli ultimi quattro anni. Dura la metà delle settimane contributive dello stesso periodo, fino a un massimo di 24 mesi. L’importo è pari al 75% della retribuzione media mensile fino a una soglia aggiornata ogni anno dall’Inps, più il 25% della parte eccedente. Il tutto entro un tetto massimo che viene rivalutato annualmente.

La riduzione del 3% scatta ogni mese, a partire dal sesto o dall’ottavo per gli over 55. Un calo progressivo, con ogni taglio che si applica all’importo del mese precedente, per cui la perdita cresce con il passare del tempo.

Dis-Coll

La Dis-Coll è l’indennità di disoccupazione per collaboratori coordinati e continuativi iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa. Serve almeno un mese di contribuzione tra il 1° gennaio dell’anno precedente e la cessazione del rapporto, e l’indennità dura tanti mesi quanti sono quelli contribuiti nello stesso periodo. Esiste però un massimale, fissato a 12 mesi.

Anche per la Dis-Coll, dal 2022, la riduzione del 3% scatta dal primo giorno del sesto mese (in precedenza partiva dal quarto). Per i mesi indennizzati l’Inps riconosce inoltre i contributi figurativi.

Naspi e Dis-Coll, le simulazioni di calcolo

Le simulazioni sono sempre utili in casi del genere e nella tabella proponiamo l’andamento di 4 assegni ipotetici, a partire dal primo mese di riduzione. Precisiamo che gli importi sono lordi e che sull’indennità garantita si applica l’Irpef, con le detrazioni previste per il lavoro dipendente. Ciò vuol dire che il netto accreditato sarà più basso.

Assegno iniziale (lordo) Primo mese di taglio Secondo mese Terzo mese Perdita mensile al terzo mese
Naspi da 1.000 euro 970,00 euro 940,90 euro 912,67 euro 87,33 euro
Naspi da 1.300 euro 1.261,00 euro 1.223,17 euro 1.186,47 euro 113,53 euro
Naspi da 1.500 euro 1.455,00 euro 1.411,35 euro 1.369,01 euro 130,99 euro
Dis-Coll da 900 euro 873,00 euro 846,81 euro 821,41 euro 78,59 euro

Un assegno Naspi da 1.300 euro lordi, quindi, dopo tre mesi di riduzione scende a circa 1.186 euro, con una perdita di oltre 113 euro al mese. Per un over 55 con Naspi iniziata ad aprile 2026 e un importo di 1.200 euro. Il primo taglio porta invece l’assegno a 1.164 euro.

Quando arrivano Naspi e Dis-Coll a novembre 2026

Per Naspi e Dis-Coll non esiste una data unica di pagamento, come invece accade per le pensioni, in pagamento stavolta dal 2 novembre. L’Inps dispone gli accrediti in base alla lavorazione delle pratiche da parte delle sedi territoriali. Secondo il calendario diffuso dai patronati, a novembre lo schema dovrebbe essere questo:

  • chi riceve già l’indennità: accredito indicativamente tra il 7 e il 15 novembre;
  • nuove domande accolte: prima mensilità tra il 16 e il 24 novembre.

Precisiamo però che le date sono indicative e possono slittare di qualche giorno. Il 7 novembre cade di sabato, per cui i primi accrediti per chi è già in pagamento sono più probabili da lunedì 9 novembre.

Come controllare importo e accredito

Per sapere quanto si riceverà e quando, i passaggi da seguire sono pochi:

  1. accedere al sito dell’Inps o all’app Inps Mobile con Spid, Cie o Cns;
  2. aprire il Fascicolo previdenziale del cittadino e la sezione dedicata ai pagamenti, dove compaiono data di disposizione e importo;
  3. controllare la data di decorrenza indicata nel provvedimento di accoglimento, da cui si calcola il mese di fruizione;
  4. confrontare l’importo con quello del mese precedente: una differenza del 3% indica che la riduzione è partita;
  5. in caso di importo diverso dal previsto o di accredito mancante, contattare il contact center Inps all’803 164 da rete fissa o allo 06 164 164 da cellulare, oppure rivolgersi a un patronato.

Chi trova un nuovo impiego mentre percepisce l’indennità deve comunicarlo all’Inps entro 30 giorni, indicando il reddito annuo presunto. A seconda del contratto e del reddito, l’assegno può essere sospeso, ridotto o venire meno. Chi pensa di avviare un’attività autonoma, invece, può valutare la liquidazione anticipata della Naspi, mentre chi cerca un nuovo lavoro può guardare alle offerte della stagione invernale.

Manovra 2027, salta il taglio Irpef per il ceto medio: niente aliquota al 33% fino a 55.000 euro

28 October 2026 at 04:00

Un grande passo indietro che sorprende, perché nella Manovra 2027, salvo sorprese, pare che il taglio dell’Irpef per i redditi sopra i 50.000 euro salterà. Si è parlato molto in queste settimane dell’ipotesi di estendere l’aliquota del 33% fino a 55.000 euro. Un’operazione che sarebbe costata circa 1,2 miliardi di euro.

Il tutto messo da parte nella nuova stesura del disegno di legge di Bilancio, stando a quanto emerso in seguito all’ultimo vertice a Palazzo Chigi. Il testo sarà poi esaminato dal Consiglio dei ministri di quest’oggi, mercoledì 28 ottobre 2026.

Considerando le risorse limitate, il governo concentra gli interventi su alcune priorità:

  • fondo per la flessibilità in uscita dal lavoro;
  • detassazione delle tredicesime per i redditi più bassi;
  • pacchetto fiscale per i giovani;
  • nuovi aiuti alle mamme lavoratrici e alle imprese;
  • stop strutturale al bollo auto.

Perché salta il taglio Irpef per il ceto medio

L’intervento allo studio avrebbe allargato lo scaglione dell’Irpef con aliquota al 33%, oggi applicato ai redditi fino a 50.000 euro, portandolo fino a 55.000 euro. In questo modo una parte del reddito oggi tassata al 43% sarebbe passata all’aliquota più bassa. Un chiaro vantaggio per quello che viene definito ceto medio.

È stato però stimato eccessivo il costo calcolato, pari a circa 1,2 miliardi di euro, come detto. L’ipotesi, dopo un accantonamento nelle scorse settimane, era tornata in discussione, ma ora pare non avere più basi sulle quali reggersi.

Pesa la scarsità di risorse. Non a caso il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è tornato a parlare di “coperta corta”. Ha infatti spiegato che con la legge di Bilancio si cercherà di fare “quello che è possibile in questa situazione”, perché le proposte che arrivano da partiti e categorie “sono molto al di sopra di quelle che sono le disponibilità di un bilancio”.

Il pacchetto giovani: mini Irpef, flat tax e no tax area

Come detto, le misure chiave saranno altre. Spazio a un pacchetto di misure fiscali dedicate ai più giovani. Tra le ipotesi c’è una cosiddetta mini Irpef per i lavoratori under 30 con redditi bassi. Il tutto con un’aliquota ancora da stabilire e una flat tax del 5% per i neoassunti under 35.

Anche in questo caso il tetto di reddito per accedere ai benefici è ancora in valutazione e dipenderà dalle risorse disponibili. Allo studio c’è inoltre un’estensione della no tax area per gli under 25.

Le misure guardano anche alle imprese che assumono. Il governo punterebbe a rafforzare le maxi deduzioni sul costo del lavoro per le nuove assunzioni: dal 130% attuale si salirebbe al 140% per i giovani e al 180% per le giovani madri, così da rendere più conveniente l’inserimento di queste categorie nel mondo del lavoro.

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