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Inaugurata a Roma una statua dedicata a Dox, il cane che per decenni ha servito la Polizia di Stato

29 October 2026 at 14:40

Una statua per celebrare un cane che per decenni ha servito la Polizia di Stato è stata inaugurata lo scorso martedì 27 ottobre, a Roma, al complesso di Salita del Foro Ostiense. La statua rappresenta un dono della famiglia del brigadiere Giovanni Maimone, che acquistò il cane Dox, nato nel 1946 in Baviera, per la questura di Roma.

Dox, durante i suoi anni di lavoro per la polizia romana, presso la Squadra Mobile, si è sempre distinto per le sue eccezionali capacità investigative e per un fiuto che lo ha reso protagonista di alcune delle più importanti attività dell’epoca. Con la sua attività ha contribuito in centinaia di indagini e procedimenti giudiziari, ma anche al ritrovamento di persone scomparse e malviventi.

Nel corso della sua carriera il cane è stato ferito più volte, conquistandosi numerosi riconoscimenti. La statua, secondo quanto dichiarato dalla Polizia di Stato, “intende trasmettere alle nuove generazioni il valore dell’impegno, del senso del dovere e del legame speciale che può nascere tra un uomo ed un amico a quattro zampe, quando entrambi sono chiamati a servire una missione comune”.

All’inaugurazione, a cui era presente il questore di Roma Roberto Massucci, c’era una rappresentanza di studenti degli istituti scolastici del territorio. La statua di Dox viene, infatti, considerata “uno strumento di educazione alla legalità e testimonianza concreta di come il servizio alla comunità possa lasciare un segno duraturo nel tempo”.

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“Stava accarezzando uno squalo bianco selvatico come se fosse il cane di famiglia e un attimo dopo quello squalo si è girato di scatto e si è avventato contro di lei”: le immagini dell’attacco

29 October 2026 at 11:44

Poteva finire molto peggio di come poi sono andate le cose nell’incontro ravvicinato che una signora ha avuto in Georgia con un grande squalo bianco. La donna, infatti, incuriosita dall’animale, mentre si trovava al largo di Tybee Island aveva allungato una mano per accarezzare lo squalo, quando questo improvvisamente si è girato per cercare di azzannarle la mano.

“Un attimo prima Jen, una delle nostre veterane, stava accarezzando uno squalo bianco selvatico come se fosse il cane di famiglia, e un attimo dopo quello squalo si è girato di scatto e si è avventato contro di lei” ha raccontato Jimmy Lee Armel, che faceva parte del programma di marcatura degli squali bianchi Knot Lucky con il quale si trovava anche la donna che è riuscita a sventare per poco l’aggressione dello squalo.

Armel ha affermato che la donna non è mai stata in pericolo immediato perché l’equipaggio aveva la situazione sotto controllo e lo squalo non si è avvicinato abbastanza da poterla ferire. La donna si trovava a bordo della nave che fa parte del programma Knot Lucky, che cattura, marca e rilascia gli squali bianchi per aiutare i ricercatori a studiarne i movimenti e il comportamento.

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“Sono uscito dal bagno e me lo sono ritrovato davanti. Mi ha morso alla gamba con le fauci spalancate, se avesse centrato l’arteria sarei potuto morire”: uomo denuncia l’attacco di un molosso al Lido di Venezia

29 October 2026 at 11:40

“Mi ha morso alla gamba destra con le fauci spalancate, se avesse centrato l’arteria sarei potuto morire”. Queste sono le parole che ha pronunciato l’uomo finito a essere vittima di un’aggressione da parte di un molosso all’interno di un bar del Lido di Venezia. L’uomo era appena uscito dalla toilette quando si è visto venirgli incontro uno dei due cani lasciati senza guinzaglio e museruola dai loro proprietari.

I proprietari dei due molossi erano dei due turisti austriaci, che, non appena resisi conto di quello che era successo, sono scappati dal locale e sono saliti su un autobus, per evitare di fornire le proprie generalità. Nonostante il loro tentativo di fuga, dopo poco tempo sono stati identificati dai carabinieri, che sono stati in grado di intercettare il mezzo sul quale si trovavano e di farli così scendere.

L’uomo rimasto ferito dall’aggressione subita nel locale veneziano si è recato poi al pronto soccorso dell’ospedale di Chioggia, presentandosi in seguito a sporgere denuncia per quanto verificatosi. La vittima dell’aggressione, raggiunto dal Gazzettino, ha voluto denunciare anche il rischio sanitario corso: “I cani dovrebbero indossare la museruola. E se attraverso la saliva il cane mi avesse trasmesso una patologia contro la quale l’antitetanica è inadatta? Quale malattia potrebbe avermi trasmesso?”.

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“Cinque gatti torturati e uccisi sempre con le stesse modalità tanto brutali quanto sistematiche, fate attenzione: in giro c’è un serial killer di felini”: l’allarme degli animalisti dopo i fatti di Pietrasanta

29 October 2026 at 09:51

Si chiamavano Morticia, Pandora, Andrea, Nerone e Denise. Vivevano liberi per le strade di Pietrasanta, accuditi all’interno di una colonia felina della cittadina in provincia di Lucca, ma la loro esistenza è stata stroncata da una ferocia sistematica e letale. Tra febbraio e l’autunno in corso, i cinque felini sono stati rinvenuti senza vita, tutti vittime di aggressioni brutali e torture eseguite in serie con le medesime, agghiaccianti modalità.

A far luce sulla strage sono le guardie zoofile di Lucca dell’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), che da mesi seguono il caso. I cinque animali accertati sono stati ritrovati in condizioni estreme, massacrati attraverso un modus operandi identico: trauma facciale e mandibolare, sfondamento cranico e sevizie. Violenze che l’Oipa definisce “tanto brutali quanto sistematiche”, tali da far ipotizzare agli investigatori persino la responsabilità congiunta di più persone.

Il macabro bilancio, tuttavia, potrebbe essere drammaticamente più grave. Secondo quanto emerso dalle denunce e dai rilievi sul territorio, nel corso degli ultimi mesi e anni risultano scomparsi almeno un’altra trentina di gatti nella medesima area, sollevando il forte sospetto che le uccisioni seriali e le sparizioni non siano affatto casuali, ma collegate a un unico disegno criminale.

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