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Samuele Lodi è il nuovo segretario generale della Fiom: succede a Michele De Palma

29 October 2026 at 16:26

Samuele Lodi è stato eletto nuovo segretario generale della Fiom-Cgil dall’assemblea generale del Comitato centrale del sindacato. Ha ottenuto il 98,74% dei voti. Sarà quindi lui il successore di Michele De Palma, che dal 14 settembre scorso è entrato a far parte della segreteria nazionale della Cgil e viene considerato tra i papabili per la successione di Maurizio Landini al congresso confederale, che si terrà nel 2027 dopo le elezioni politiche.

Lodi nasce a Cento, in provincia di Ferrara, il 20 gennaio 1970 ed entra a lavorare in un’azienda metalmeccanica nel settembre del 1989 e subito si iscrive alla Fiom. Eletto per la prima volta delegato sindacale nel 2000, nell’ottobre del 2004 viene chiamato in distacco sindacale presso la Fiom di Ferrara, della quale diventa segretario generale nel maggio del 2014.

Nel maggio del 2019 viene eletto per la prima volta segretario generale della Fiom Emilia-Romagna e dal settembre 2021 coordina il Gruppo Fincantieri per la Fiom nazionale. Il 4 aprile 2023 viene eletto in segreteria nazionale della Fiom su proposta del segretario generale De Palma e assume la responsabilità del settore Mobilità che ricomprende automotive, navalmeccanica e ferroviario.

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Ilva, è finita: la Cassazione conferma lo stop agli altiforni. “La produzione deve rispettare salute e ambiente”

29 October 2026 at 13:33

I giochi sono fatti: l’Ilva è finita e gli altiforni resteranno spenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso straordinario confermando la sospensione dell’area a caldo della fabbrica di Taranto, decretando – sostanzialmente – la fine dell’impianto siderurgico a ciclo integrale. La Suprema Corte ha rigettato tutti motivi avanzati dalle due società, sia sotto il profilo della competenza della giustizia ordinaria in materia di disapplicazione dell’Autorizzazione integrata ambientale che nel merito delle questioni sollevate dall’associazione Genitori Tarantini nell’azione inibitoria collettiva e accolte dalla Corte d’Appello di Milano lo scorso 27 luglio: confermata la pericolosità attuale delle 2.140 tonnellate di amianto presenti nei cowpers degli altiforni, i giudici hanno spiegato che è perfino superfluo discutere la questione delle emissioni di polveri sottili dai camini.

Nelle 70 pagine della sentenza si legge che “l’ordine impartito dai giudici non determina di per sé alcun effetto segregativo sui beni dell’impresa, incidendo solo sulle modalità di esercizio dell’attività produttiva, che per fini superiori deve essere svolta nel rispetto e a protezione di beni di rango costituzionale, come la salute e l‘ambiente”. In sostanza, la Cassazione – riunita a Sezioni unite – ha confermato quanto già sostenuto in due gradi di giudizio dai magistrati milanesi, cioè che il diritto alla salute è in ogni caso preminente sulla libertà d’impresa: esistono “pericoli ‘gravi e rilevanti'” che “impongono la sospensione dell’attività” senza violare il principio di proporzionalità, “tenuto conto anche dell’annoso protrarsi della vicenda”, si legge nelle motivazioni. I giudici di merito, viene spiegato nella sentenza, hanno operato in modo “corretto e ragionevole” e “faticoso bilanciamento degli interessi”.

Per la Suprema Corte, innanzitutto, non c’era alcun vizio – come reclamavano Ilva e Acciaierie d’Italia – legato alla legittimità del Tribunale di Milano, poiché si è limitato a disapplicare l’Autorizzazione integrata ambientale in via incidentale, con effetti limitati alle parti, e a inibire alle società la prosecuzione di condotte nocive. La competenza, dunque, non era del Tribunale amministrativo regionale poiché i Genitori Tarantini chiedevano non l’annullamento dell’Aia ma di inibire una condotta privata pregiudizievole per la salute dei cittadini: “Si tratta dunque di un diritto soggettivo, costituzionalmente tutelato” e quindi la giurisdizione è del “giudice ordinario”, ha sentenziato la Cassazione.

Il decreto di sospensione dell’attività dell’area a caldo disposto dalla Corte di Appello di Milano, quindi, resta in vigore: toccherà ora ai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia, società gestore dello stabilimento, spegnere definitivamente gli impianti che erano stati posti in preriscaldo, cioè in una condizione di stand-by che avrebbe permesso un’eventuale ripartenza senza danni qualora la Cassazione avesse cancellato l’ordine dei giudici milanese. Tecnicamente, l’acciaieria potrebbe ricominciare a produrre qualora risolvesse i problemi che hanno portato all’inibitoria, ma i tempi lunghi e la condizione degli impianti sanciscono di fatto la fine della fabbrica, che aveva iniziato la sua produzione nel novembre 1964. Si apre ora una partita occupazionale e industriale che riguarda quasi 9.000 lavoratori diretti e circa 20mila considerando l’indotto.

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Michele De Palma lascia la guida della Fiom: oggi verrà scelto il suo successore. È in corsa per guidare la Cgil

29 October 2026 at 08:10

Michele De Palma lascia la guida della Fiom aprendo di fatto la sua corsa verso la possibile successione di Maurizio Landini al comando della Cgil. Il segretario generale dei metalmeccanici era stato eletto nella segreteria confederale a settembre, proprio su indicazione di Landini, ma aveva deciso di mantenere la leadership della categoria.

Due mesi dopo, però, arriva il passo indietro. Nel pomeriggio, il sindacato eleggerà il suo successore che, come da rito, verrà scelto tra uno dei componenti della segreteria di cui fanno parte Samuele Lodi, Silvia Simoncini, Barbara Tibaldi e Luca Trevisan. Lo scorso giugno, durante la celebrazione dei 125 anni della Fiom, De Palma si era detto disponibile a un secondo mandato, ma evidentemente ritiene concreta la possibilità di correre per il post-Landini.

L’attuale leader della Fiom, eletto il 6 aprile 2022, è stato uno sindacalisti più esposti negli ultimi anni, complici le grandi vertenze che hanno scosso il mondo dell’industria metalmeccanica da Whirlpool-Beko a Electrolux fino a Ilva a Stellantis, una crisi che ha visto arrivare per primo.

Pugliese, nato a Terlizzi come Nichi Vendola, De Palma ha mosso i primi passi nei movimenti giovanili e in Rifondazione Comunista e in Fiom durante l’era Landini era responsabile automotive. Nei prossimi mesi, proseguirà il suo lavoro nella segreteria generale della Cgil, che andrà a congresso dopo le elezioni politiche per volere dello stesso Landini.

Una partita alla quale il leader uscente della Fiom arriverà con un ruolo da protagonista: da più parti, viene accreditato come la figura in pole position, come anche Serena Sorrentino, per guidare il sindacato. In segreteria sono infatti gli unici a vantare un importante curriculum alla guida delle categorie. Sorrentino – 48 anni, napoletana – è stata a capo della Funzione Pubblica e aveva già fatto parte della segreteria confederale dal 2010 al 2016.

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