❌

Normal view

Nvidia quiere resucitar las centrales nucleares que Alemania cerró tras Fukushima, pero para llenarlas de servidores de inteligencia artificial

29 October 2026 at 18:45

Alemania cerró sus últimas centrales nucleares en abril de 2023, después de una retirada acelerada por el accidente de Fukushima. Tres años más tarde, sus instalaciones podrían tener una segunda vida bastante distinta: albergar los ordenadores que hacen funcionar la inteligencia artificial. Nvidia quiere estudiar esa posibilidad, pero no para volver a producir electricidad nuclear. El atractivo no está en sus reactores.

El fabricante de chips ha llegado a un acuerdo preliminar con PreussenElektra, la empresa alemana encargada de desmantelar varias centrales, para evaluar si sus antiguos terrenos pueden convertirse en grandes centros de datos. Por ahora no se ha decidido construir ninguno, aunque la idea parte de una ventaja importante: buena parte de la infraestructura necesaria ya existe.

De producir electricidad a alojar miles de servidores

Levantar un centro de datos no consiste únicamente en llenar un edificio de ordenadores. Hace falta mucho terreno, una conexión eléctrica potente y sistemas capaces de impedir que los servidores se sobrecalienten. Conseguir todo eso desde cero puede llevar años y elevar considerablemente la factura.

Las centrales nucleares tienen características que podrían facilitar ese trabajo. Ocupan extensas zonas industriales, disponen de conexiones a la red y cuentan con infraestructuras que podrían aprovecharse. Nvidia y PreussenElektra estudiarán cuáles siguen siendo útiles y qué habrá que adaptar para instalar equipos informáticos.

PreussenElektra gestiona el cierre y desmantelamiento de ocho centrales alemanas. Entre ellas están Grohnde, Stade y Unterweser, pero ninguna de las empresas ha confirmado qué emplazamientos examinará. Tampoco se sabe cuántos servidores podrían albergar ni qué cantidad de electricidad necesitarían.

La propuesta es distinta de los proyectos que buscan alimentar centros de datos con nuevos reactores nucleares. Aquí los reactores seguirán apagados, pues se pretende reutilizar los terrenos y sus instalaciones, no reactivar la producción atómica.

Un plan atractivo que todavía tiene muchas incógnitas

Para Nvidia, transformar estas zonas industriales podría ahorrar tiempo y dinero frente a construir instalaciones nuevas. También permitiría aprovechar emplazamientos que están perdiendo su actividad original. Pero esa ventaja, de momento, solo existe sobre el papel. Las conexiones que antes servían para enviar electricidad a la red no tienen por qué estar preparadas ahora para recibirla en cantidades tan grandes.

Las empresas también tendrán que averiguar cuánto costaría adaptar cada lugar, qué permisos harían falta y cómo convivirían los servidores con las tareas de desmantelamiento. El agua y la refrigeración también importan, aunque Nvidia ya investiga formas de reducir el consumo de agua en sus centros de datos.

No hay ubicaciones elegidas, presupuesto anunciado ni contratos de construcción. PreussenElektra insiste en que la evaluación sigue abierta y puede terminar sin ningún proyecto. Lo que sí demuestra el acuerdo es hasta qué punto la expansión de la IA está obligando a buscar espacio y electricidad donde antes había otra industria.

© Difoosion

Vista aérea de la central nuclear de Brokdorf, una de las instalaciones alemanas gestionadas por PreussenElektra. Nvidia estudia aprovechar antiguas centrales para instalar centros de datos de inteligencia artificial

Lavoro, occupazione stabile al 63% ma la disoccupazione sale a quota 6,3%

29 October 2026 at 10:20

Secondo gli ultimi dati Istat relativi all’occupazione, il mese di settembre mostra un’economia in cui la spinta alla creazione di nuovi posti di lavoro va rallentando mentre ci sono importanti segnali di precarizzazione per via della sostituzione di contratti indeterminati con contratti a termine.

Ma c’è anche il rovescio della medaglia, rappresentato dalla contestuale diminuzione degli inattivi su base annua (-293mila), che indica un segnale di fiducia nel complesso. Le persone tornano a cercare un’occupazione, anche se l’assorbimento da parte delle imprese stenta a stare al passo nel breve termine.

Occupazione e disoccupazione a settembre 2026

Il dato più preoccupante è relativo al tasso di disoccupazione: a settembre 2026 è pari al 6,3%. A settembre 2025 era pari al 5,9% mentre a settembre 2024 era del 6,1%.

Guardando i dati in dettaglio, a settembre 2026 il numero di occupati è pari a 24 milioni e 328mila unità. Un dato più o meno stabile rispetto al mese precedente.

Cresce, dunque, la disoccupazione mentre contestualmente cresce anche l’inflazione. Un colpo per il portafoglio, soprattutto per chi è socialmente più fragile.

Questo l’andamento della disoccupazione giovanile (15-24): settembre 2026 al 19,9%, settembre 2025 al 20,5% e settembre 2024 al 18,6%.

La crescita dei dipendenti a termine, che sono 2 milioni e 567mila unità, è compensata dal calo dei dipendenti permanenti (che sono 16 milioni e 490mila unità).

Rimane stabile il numero dei lavoratori autonomi (pari a 5 milioni e 270mila unità).

L’occupazione rispetto a settembre 2025 (+198mila occupati in un anno) interessa:

  • i dipendenti permanenti (+71mila);
  • quelli a termine (+89mila);
  • e gli autonomi (+38mila).

Nel confronto mensile i tassi di occupazione, disoccupazione e inattività rimangono invariati:

  • tasso di occupazione 63%;
  • tasso di disoccupazione 6,3%;
  • tasso di inattività 32,7%.

Chi cerca lavoro in Italia

La crescita delle persone in cerca di lavoro (+0,3%, pari a +4mila unità) coinvolge soprattutto le donne, i 25-34enni e i 35-49enni.

Il numero dei disoccupati

Secondo l’Istat, il numero di disoccupati diminuisce tra gli uomini e nelle classi d’età. Il tasso di disoccupazione è stabile al 6,3% e quello giovanile cala al 19,9% (-0,4 punti).

Rispetto al trimestre precedente, le persone in cerca di lavoro crescono del 7,2% (+108mila unità) e gli inattivi di 15-64 anni diminuiscono dello 0,8% (-101mila unità).

Popolazione per genere e condizione professionale

Di seguito i dati relativi all’occupazione del mese di settembre 2026 (variazioni congiunturali):

Valori assoluti
(migliaia di unità)
set26
ago26
(assolute)
set26
ago26
(percentuali)
lug-set26
apr-giu26
(assolute)
lug-set26
apr-giu26
(percentuali)
MASCHI
Occupati 13.955 -12 -0,1 +17 +0,1
Disoccupati 844 -6 -0,7 +41 +5,3
Inattivi 15-64 anni 4.487 +24 +0,5 -56 -1,2
FEMMINE
Occupati 10.373 +5 0,0 -30 -0,3
Disoccupati 776 +10 +1,3 +66 +9,5
Inattivi 15-64 anni 7.634 -27 -0,4 -46 -0,6
TOTALE
Occupati 24.328 -7 0,0 -13 -0,1
Disoccupati 1.620 +4 +0,3 +108 +7,2
Inattivi 15-64 anni 12.121 -3 0,0 -101 -0,8

Qui sotto i le variazioni tendenziali:

set26
set25
(assolute)
set26
set25
(percentuali)
MASCHI
Occupati +126 +0,9
Disoccupati +41 +5,0
Inattivi 15-64 anni -110 -2,4
FEMMINE
Occupati +72 +0,7
Disoccupati +77 +11,0
Inattivi 15-64 anni -183 -2,3
TOTALE
Occupati +198 +0,8
Disoccupati +117 +7,8
Inattivi 15-64 anni -293 -2,4

Occupati per posizione professionale e carattere dell’occupazione

Qui sotto una tabella che mostra la distribuzione degli occupati per posizione professionale a settembre 2026 (variazioni congiunturali):

Valori assoluti
(migliaia di unità)
set26
ago26
(assolute)
set26
ago26
(percentuali)
lug-set26
apr-giu26
(assolute)
lug-set26
apr-giu26
(percentuali)
OCCUPATI 24.328 -7 0,0 -13 -0,1
Dipendenti 19.057 -7 0,0 +18 +0,1
– permanenti 16.490 -108 -0,7 +35 +0,2
– a termine 2.567 +101 +4,1 -17 -0,7
Indipendenti 5.270 0 0,0 -32 -0,6

Qui sotto un altro punto di vista sull’occupazione, tenendo conto delle variazioni tendenziali:

set26
set25
(assolute)
set26
set25
(percentuali)
OCCUPATI +198 +0,8
Dipendenti +160 +0,8
– permanenti +71 +0,4
– a termine +89 +3,6
Indipendenti +38 +0,7

 

Cedolare secca al 5% e all’1% per gli under 35, cosa cambia per chi affitta casa dal 2027

29 October 2026 at 09:06

Il pacchetto casa della Manovra 2027 modifica le aliquote della cedolare secca sugli affitti.

La cedolare secca resta al 21% sugli affitti tradizionali, ma può calare al 5% o addirittura all’1% per una specifica categoria.

Cedolare secca al 5% sugli affitti a canone concordato

La prima novità riguarda i contratti abitativi a canone concordato. Attualmente, chi sceglie la cedolare secca per questo tipo di locazione paga un’imposta pari al 10% del canone annuo.

Per capirci: un ipotetico affitto da 850 euro al mese si traduce su base annuale in un incasso per il proprietario di casa di 10.200 euro, sul quale va pagata una cedolare secca da 1.020 euro. Sempre a patto che si opti per questa opzione.

Dal 2027, secondo quanto previsto dal Ddl di Bilancio, l’aliquota scenderebbe al 5%. E sull’esempio considerato, si andrebbe a pagare 510 euro, ovvero la metà.

Va specificato: il canone concordato non viene stabilito liberamente fra le parti (locatario e locatore) ma deve rispettare le fasce definite dagli accordi territoriali stipulati tra le associazioni dei proprietari e degli inquilini.

Questi accordi tengono conto di diversi elementi, tra cui la zona in cui si trova l’immobile, la superficie e le caratteristiche dell’abitazione. Il risultato è un canone generalmente inferiore a quello applicato sul mercato libero. Si applicano poi altri sconti relativi all’Imu. La riduzione fiscale punta a compensare il proprietario per il prezzo calmierato. Il patto fra le parti è il seguente: il padrone di casa accetta di incassare un affitto più basso, ma in cambio paga meno tasse.

Cedolare secca all’1% per chi affitta ai giovani

Ma la novità più rilevante riguarda i proprietari che affittano a inquilini con un’età non superiore a 35 anni.

Per i contratti a canone concordato che rispettano i requisiti di legge, la Manovra 2027 introduce una cedolare secca all’1%.

Tornando al nostro ipotetico affitto da 850 euro al mese, in questo caso la cedolare secca da pagare su base annua è pari ad appena 102 euro.

L’obiettivo è favorire l’accesso alla locazione da parte dei giovani, che possono avere maggiori difficoltà a sostenere i prezzi del mercato libero o a offrire le garanzie richieste dai proprietari.

Secondo le indicazioni attualmente disponibili, non sarebbe previsto un limite di reddito per accedere alla misura. Ma ciò dovrà essere confermato durante il passaggio parlamentare: il testo della Manovra emerso dal Cdm, infatti, dovrà essere vagliato da Camera e Senato, dove arriveranno specifiche, ma anche eventuali modifiche e correzioni.

Questioni aperte

Restano da chiarire anche anche alcune questioni operative: per esempio, se l‘età dell’inquilino sia determinante soltanto al momento della firma oppure anche durante tutta la durata del contratto. Che succede, infatti se l’affittuario alla firma del contratto ha 34 anni e poi, l’anno successivo, ne compie 35? L’aliquota rimane all’1% o scatta la maggiorazione al 5%?

Bisognerà inoltre capire come debbano essere gestite le locazioni con più intestatari di età differenti (ad esempio due fidanzati, uno di 36 anni e l’altro di 34).

C’è poi da scoprire cosa accade agli affitti che riguarda le frazioni di immobili. Soprattutto nelle città universitarie, infatti, gli affitti possono riguardare solo singole stanze, con uso garantito di cucina, bagno, aree comuni e pertinenze. Bisognerà capire se un singolo appartamento possa essere affittato secondo modalità differenti a persone di età differente.

Bonus 300 euro over 75 in Manovra, chi può richiederlo e quali spese sanitarie si possono pagare

29 October 2026 at 08:10

La Manovra 2027 ha introdotto un voucher sociale di 300 euro per gli italiani over 75, valido per determinate spese sanitarie.

Oltre al requisito anagrafico ce n’è anche uno economico: avere una pensione fino a 28.000 euro l’anno. La misura è stata presentata dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri che ha approvato la Manovra.

Bonus 300 euro over 75

La platea di beneficiari ammonta a 5,5 milioni di persone e il costo complessivo del provvedimento ammonta a 1,6 miliardi di euro.

Assegno di Inclusione di novembre, date dei pagamenti e come verificare il saldo

29 October 2026 at 07:00

A novembre 2026 si rinnova l’appuntamento con l’Assegno di inclusione. E anche in questo mese le date del pagamento dell’Adi sono due.

Il primo pagamento Inps è fissato al 13 novembre per quanto riguarda le nuove domande accolte, maggiorate di eventuali arretrati e in presenza di requisiti confermati. Si passa al pagamento del 27 novembre, invece, per i vecchi fruitori che sono già beneficiari della ricarica ordinaria. Il calendario è stato indicato dall’Inps nel messaggio n. 214 del 22 gennaio 2026.

Come controllare il saldo

Per controllare l’avvenuta erogazione dell’Assegno di inclusione, si può entrare nel portale Inps. L’ingresso è garantito ai possessori di Spid, Cie o Cns.

Un’alternativa è controllare saldo e movimenti della Carta di Inclusione direttamente negli uffici postali o tramite gli sportelli Postamat.

Che fare se l’assegno di inclusione non arriva

Può capitare che, alla data fissata, l’accredito non risulti ancora erogato. Nella maggior parte dei casi non c’è da preoccuparsi: l’erogazione può anche non essere istantanea e può avvenire in diversi momenti della giornata. Ciò si deve all’enorme mole di beneficiari, che può creare dei ritardi nella gestione delle pratiche a causa di tempi tecnici. Il più delle volte basta solo pazientare.

Si ricorda infatti che dalla nascita dell’Assegno di inclusione a gennaio 2024, i nuclei familiari che hanno ricevuto almeno una mensilità dell’Adi sono oltre 1 milione, pari a circa 2,4 milioni di persone in totale.

In caso di ritardo a oltranza, bisogna controllare all’interno della procedura Adi per vedere se la propria richiesta è

  • accolta;
  • respinta;
  • in evidenza;
  • sospesa per la necessità di un supplemento istruttorio.

In caso di problemi, in generale, basta correggere i dati errati o aggiungere quelli mancanti. Per la corretta gestione delle domande respinte, in evidenza o sospese, si rimanda al messaggio Inps numero 684 del 14 febbraio 2024. Dal sito dell’Inps è inoltre scaricabile un tutorial dettagliato, contenente il messaggio 622 del 9 febbraio 2024 con l’allegato 1 del sopracitato messaggio 684/2024.

In caso non si riesca a risolvere da soli, è sempre possibile rivolgersi a un Caf, a un patronato o al proprio consulente di fiducia.

È anche possibile contattare telefonicamente il Contact center dell’Inps, ai numeri:

  • 803164 (gratuito da telefono fisso);
  • 06164164 da cellulare (può essere a pagamento in base alla tariffa applicata dal proprio gestore).

Si ricorda che per continuare a beneficiare dell’Adi è indispensabile mantenere i requisiti richiesti, compreso un Isee 2026 in corso di validità. Il limite Isee per accedere all’Adi è fissato a 10.140 euro. La mancata presentazione della nuova Dsu (Dichiarazione Sostitutiva Unica) può comportare la sospensione dell’erogazione fino alla messa in regola della propria posizione.

Chi a novembre 2026 riceve una somma inferiore potrebbe semplicemente trovarsi nella fase di rinnovo: si ricorda che la prima mensilità successiva al rinnovo viene corrisposta al 50% dell’importo spettante.

Date del pagamento dell’Assegno di inclusione a novembre

Chiudiamo facendo un micro-recap a beneficio della chiarezza.

Ecco quando viene pagato l’Assegno di inclusione a novembre:

  • venerdì 13 novembre 2026 c’è l’accredito per le nuove attivazioni dell’Adi, dopo l’accoglimento della domanda e la sottoscrizione del Pad (Patto di Attivazione Digitale) e nell’accredito possono essere riconosciute anche eventuali mensilità arretrate se spettanti;
  • venerdì 27 novembre 2026 c’è la ricarica per chi ha già ricevuto almeno una mensilità in precedenza e continua a rispettare le condizioni richieste.

Primeras imágenes del misil de crucero de bajo coste Rusty Dagger lanzado desde tierra, un arma nacida para Ucrania que ya eligen el Ejército y la Armada de EE UU

29 October 2026 at 06:30

Un misil pensado para despegar desde un avión acaba de demostrar que también puede hacerlo desde tierra. La empresa estadounidense Zone 5 Technologies ha difundido las primeras imágenes de una nueva versión del Rusty Dagger, desarrollado inicialmente para Ucrania y ahora elegido para programas militares estadounidenses.

Las fotografías, facilitadas al medio especializado The War Zone, muestran al misil elevándose tras abandonar un lanzador terrestre. Sin embargo, la compañía no ha revelado dónde ni cuándo se hicieron las pruebas, y tampoco ha identificado el programa al que pertenecen. Lo que sí confirma es que el proyecto está dejando atrás su uso exclusivo desde aviones.

¿Qué cambia en el Rusty Dagger para poder lanzarse desde tierra?

Primera imagen oficial del misil lanzado desde tierra | Fotografía: Zone 5 Primera imagen oficial del misil lanzado desde tierra | Fotografía: Zone 5

La nueva variante recibe el nombre de Block 40 y conserva buena parte del diseño anterior. Su principal novedad está en la parte trasera: incorpora un pequeño cohete de combustible sólido que proporciona el impulso inicial necesario para despegar sin ayuda de un avión. Después continúa su vuelo como un misil de crucero.

Según Zone 5, puede llevar una carga explosiva de entre 45 y 113 kilos y también mantiene la posibilidad de lanzarse desde cazas o aviones de transporte. La empresa habla asimismo de utilizarlo desde plataformas marítimas, aunque las imágenes publicadas solo muestran disparos desde tierra.

Por otro lado, todavía faltan datos importantes. Las versiones anteriores tenían alcances anunciados de hasta unos 55 kilómetros en determinadas condiciones de vuelo, pero no está confirmado cuánto puede recorrer esta nueva configuración terrestre. Tampoco se conoce el precio exacto por unidad.

El planteamiento en sí recuerda al del misil español SQUALL, concebido para operar desde tierra o buques: fabricar armas relativamente económicas que puedan producirse en grandes cantidades.

El Ejército y la Armada estadounidenses ya lo incluyen en sus planes

Zone 5 asegura que versiones del Rusty Dagger han sido seleccionadas para programas del Ejército y la Armada de Estados Unidos. Eso no equivale a una compra masiva confirmada ni significa que el nuevo modelo terrestre esté ya desplegado.

El Ejército participa en una iniciativa que pretende adquirir más de 10.000 misiles asequibles en tres años, a partir de 2027, entre las distintas empresas participantes. La Armada, por su parte, impulsa el programa CHAOS para desarrollar armas antibuque destinadas especialmente a países aliados.

La apuesta forma parte de una tendencia mucho más amplia, pues Estados Unidos busca misiles de largo alcance que no cuesten millones por unidad.

La empresa, participada mayoritariamente por la noruega Kongsberg, también está ampliando sus fábricas en California y Texas y prepara otra instalación en Ohio. Su objetivo es que cada centro pueda producir más de 2.500 unidades al año a finales de 2027.

El Rusty Dagger ya pasó por pruebas de lanzamiento aéreo y su fabricante afirma que una versión está en servicio en Ucrania. La gran incógnita ahora es cuándo llegará la variante terrestre a las unidades militares.

© Difoosion

Preparación del misil de crucero Rusty Dagger Block 40 para una prueba de lanzamiento desde tierra | Fotografía: Zone 5

Cuánto cuesta HBO Max en España: precio de cada plan y qué incluye cada uno

29 October 2026 at 04:45

Elegir una plataforma de streaming en la actualidad ya no depende únicamente de sus series. Los anuncios, la calidad de imagen y la posibilidad de ver contenido en varias pantallas pueden hacer que dos suscripciones aparentemente parecidas terminen siendo muy diferentes.

Con HBO Max ocurre precisamente eso. En España puedes contratarla desde 6,99 euros al mes, pero también hay modalidades más completas, descuentos por pagar un año entero y una opción con deportes. Aquí te vamos a mostrar cuánto cuesta cada plan, qué incluye y cuál te conviene contratar.

Tabla de contenidos

  1. Precio de HBO Max en España en 2026
  2. ¿Qué cambia entre los planes de HBO Max?
    1. Básico con anuncios: la opción más barata
    2. Estándar: sin anuncios y con descargas
    3. Premium: 4K y hasta cuatro pantallas
    4. HBO Max DAZN: la modalidad para los aficionados al deporte
  3. ¿Cómo pagar menos por HBO Max?
    1. Contrata HBO Max anual si lo usas todo el año
    2. Revisa las ofertas de tu operador y evita pagar dos veces
    3. Suscríbete solo cuando tengas algo que ver
  4. HBO Max frente a Disney+, Prime Video y Netflix
    1. ¿HBO Max o Disney+?
    2. ¿HBO Max o Prime Video?
    3. ¿HBO Max o Netflix?
  5. ¿Qué ver en HBO Max si te suscribes?
    1. Series que justifican una suscripción
    2. Películas y documentales para todos los gustos

Precio de HBO Max en España en 2026

Pagar por todo un año supone un ahorro importante en la facturación Pagar por todo un año supone un ahorro importante en la facturación

Como bien te mencionamos al principio del artículo, el precio de HBO Max en España parte de los 6,99 euros mensuales del plan Básico con anuncios y llega a los 15,99 euros del Premium. También existe HBO Max DAZN, una modalidad con contenido deportivo que cuesta 44,99 euros al mes.

Para que puedas comparar los planes de HBO Max, te recomendamos echarle un vistazo a la tabla que hemos preparado. En la misma también podrás conocer sus principales características.

Plan Precio mensual y anual Publicidad Calidad máxima y pantallas simultáneas Descargas
Básico con anuncios 6,99 € / 69,90 € Sí Full HD (1080p) / 2 No
Estándar 10,99 € / 109 € No en series y películas Full HD (1080p) / 2 Hasta 30
Premium 15,99 € / 159 € No en series y películas 4K UHD y HDR / 4 Hasta 100
HBO Max DAZN 44,99 € / No disponible Posible en deportes 4K UHD en contenido compatible / 4 (máximo 2 en deportes) Hasta 100

Es importante aclarar que los precios corresponden a las suscripciones habituales, sin promociones especiales. O sea, si contratas el servicio mediante un operador, las condiciones podrían variar. Además, el 4K, el HDR y Dolby Atmos requieren contenido y dispositivos compatibles.

Otro detalle importante que no podemos dejar fuera es que los deportes no están incluidos automáticamente en los planes ordinarios. Para determinados eventos necesitas contratar un complemento o la modalidad HBO Max DAZN.

¿Qué cambia entre los planes de HBO Max?

Los planes que ofrece HBO Max en España se diferencian principalmente por la calidad de imagen y la presencia de publicidad Los planes que ofrece HBO Max en España se diferencian principalmente por la calidad de imagen y la presencia de publicidad

El catálogo habitual de series y películas es similar entre los tres planes principales. Lo que realmente cambia es la publicidad, la posibilidad de descargar contenido y la calidad de reproducción.

Básico con anuncios: la opción más barata

Por 6,99 euros al mes, este plan permite ver HBO Max en dos dispositivos al mismo tiempo y con resolución de hasta 1080p. Es suficiente para la mayoría de móviles, tabletas y televisores Full HD.

¿Dónde está el inconveniente? En los anuncios que aparecen durante la reproducción y en que no permite descargar películas o episodios para verlos sin conexión.

Si únicamente usas HBO Max de vez en cuando, quizá te compense soportar algunos cortes publicitarios a cambio de pagar menos.

También puedes contratarlo por 69,90 euros al año, lo que equivale a unos 5,83 euros mensuales.

Estándar: sin anuncios y con descargas

Por su parte, el plan Estándar cuesta 10,99 euros al mes y mantiene las dos reproducciones simultáneas y la resolución Full HD.

La gran diferencia es que puedes ver películas y series sin interrupciones publicitarias y guardar hasta 30 descargas para disfrutarlas sin Internet.

Resulta especialmente cómodo para viajar o descargar capítulos antes de salir de casa. Eso sí, las descargas están sujetas a ciertas restricciones y no todos los contenidos pueden guardarse localmente.

Su precio anual es de 109 euros. Si usas HBO Max con frecuencia y no necesitas 4K, probablemente sea la opción más equilibrada de todas.

Premium: 4K y hasta cuatro pantallas

Si tienes un televisor 4K y buscas la mejor calidad disponible, el precio de HBO Max Premium es de 15,99 euros mensuales, o 159 euros al año.

Esta modalidad permite cuatro reproducciones simultáneas y hasta 100 descargas. También incorpora compatibilidad con Dolby Vision, HDR10 y Sonido Dolby Atmos en determinados títulos.

Eso no significa que todas las películas puedan verse con estas características. La resolución y el sonido dependerán tanto del contenido como de tu dispositivo.

Premium puede merecer la pena en hogares donde varias personas ven series diferentes. En cambio, si usas un solo móvil o un televisor Full HD, esos cinco euros adicionales respecto al Estándar no te van a aportar demasiado.

HBO Max DAZN: la modalidad para los aficionados al deporte

Por 44,99 euros al mes, esta suscripción combina HBO Max Premium con el complemento Deportes y canales de DAZN.

Incluye contenidos seleccionados de LALIGA, Fórmula 1, MotoGP, Premier League y otras competiciones, según los derechos de emisión que rigen en cada evento.

Admite cuatro reproducciones simultáneas, aunque solo dos pueden corresponder a eventos deportivos. No tiene tarifa anual y conviene revisar qué partidos o carreras incluye exactamente antes de contratarlo.

Si únicamente te interesan Eurosport, el tenis o el ciclismo, existe además un complemento llamado Deportes que puedes añadir a un plan normal. Se factura mensualmente y su precio depende del proveedor.

¿Cómo pagar menos por HBO Max?

La única forma de pagar menos por HBO Max es contratando un plan anual La única forma de pagar menos por HBO Max es contratando un plan anual

No hace falta renunciar a tus series favoritas para reducir la factura. Hay varias formas de ahorrar, aunque algunas solo compensan si utilizas la plataforma durante todo el año.

Contrata HBO Max anual si lo usas todo el año

El pago anual ofrece un descuento frente a doce mensualidades consecutivas. A continuación te mostramos los ahorros con las tarifas actuales:

  • Básico con anuncios: 69,90 euros al año frente a 83,88 euros, un ahorro de 13,98 euros.
  • Estándar: 109 euros al año frente a 131,88 euros, un ahorro de 22,88 euros.
  • Premium: 159 euros al año frente a 191,88 euros, un ahorro de 32,88 euros.

Para contratar HBO Max anual, deberás entrar en el sitio web de la plataforma, seleccionar el plan que te interese y elegir la modalidad Anual antes de confirmar el pago.

Si ya tienes una cuenta, puedes consultar las opciones disponibles desde el apartado “Suscripción”, el cual está ubicado en tu perfil.

Eso sí, ten presente que el importe anual se cobra de una vez. No merece la pena si solo vas a utilizar el servicio durante dos o tres meses.

Revisa las ofertas de tu operador y evita pagar dos veces

HBO Max también puede contratarse mediante operadores como Movistar, Orange, Vodafone o compañías del grupo MásMóvil. Algunas tarifas de fibra, móvil o televisión incluyen acceso a la plataforma o permiten añadirlo como parte de un paquete.

Por eso, antes de pagar una suscripción independiente, comprueba si tu operador ya te ofrece HBO Max. Y fíjate en el coste total: una oferta aparentemente barata puede exigir contratar servicios adicionales.

Tampoco conviene dar por hecho que existe un mes gratis. Desde hace bastante tiempo, HBO Max no ofrece una prueba gratuita, aunque pueden aparecer promociones muy puntuales que podrían permitirte acceder a un mes de prueba.

Suscríbete solo cuando tengas algo que ver

Si quieres ver una temporada específica y después no tienes nada pendiente, una suscripción mensual puede salirte muchísimo mejor que la anual. Puedes contratar un mes, disfrutar del contenido que te interesa y cancelar la renovación antes del siguiente cobro.

Conservarás el acceso hasta el final del periodo pagado, por lo que puedes contratar la suscripción y darla de baja el mismo día. Eso sí, si contrataste HBO Max mediante un operador, tendrás que gestionar la cancelación con ese proveedor.

HBO Max frente a Disney+, Prime Video y Netflix

La principal diferencia de estos servicios es el contenido que ofrecen (series y películas) La principal diferencia de estos servicios es el contenido que ofrecen (series y películas)

El precio importa y mucho, pero también tiene peso el catálogo, los anuncios y las limitaciones de cada servicio. A continuación te mostramos las principales diferencias entre HBO Max y sus competidores en España.

¿HBO Max o Disney+?

Disney+ tiene unos precios mensuales idénticos: 6,99 euros con anuncios, 10,99 euros en Estándar y 15,99 euros en Premium. Ambos servicios reservan el 4K y las cuatro pantallas para su modalidad superior.

Disney+ destaca por Marvel, Star Wars, Pixar y sus producciones familiares, mientras que HBO Max apuesta por las series de HBO, Warner Bros., DC y Discovery.

La realidad es que en este caso la elección depende pura y exclusivamente de qué películas y series te interesan.

¿HBO Max o Prime Video?

Prime Video está incluido en Amazon Prime, que cuesta 4,99 euros al mes o 49,90 euros al año. También incluye otras ventajas de Amazon, por lo que resulta especialmente interesante si ya utilizas sus servicios.

La contrapartida es que incluye anuncios en películas y series, y retirarlos requiere pagar un complemento mensual.

Eso sí, Prime Video permite disfrutar de contenido compatible en 4K sin contratar una modalidad Premium, algo que HBO Max reserva para su plan más caro.

¿HBO Max o Netflix?

En la actualidad, Netflix cuesta 8,99 euros al mes con anuncios, 14,99 euros en Estándar y 21,99 euros en Premium. Tampoco ofrece un descuento anual equivalente al de HBO Max.

Por tanto, HBO Max resulta más económico en sus tres niveles principales. Eso no significa que sea automáticamente mejor: Netflix cuenta con producciones originales y estrenos exclusivos que pueden interesarte más.

Si sigues varias series en ambas plataformas, alternar meses puede resultar más razonable que mantener las dos suscripciones continuamente.

¿Qué ver en HBO Max si te suscribes?

El catálogo es uno de los principales motivos para contratar el servicio. Y aunque cambia con el tiempo, hay bastantes producciones que merecen una oportunidad.

Series que justifican una suscripción

Entre sus grandes títulos encontrarás The Last of Us, La caza del dragón, Succession, The White Lotus y Los Soprano. También merece la pena echar un vistazo a The Pitt o Hacks si prefieres historias más actuales.

Eso sí, no todo son producciones estadounidenses. Si te apetece descubrir historias nacionales, te recomendamos echarle un vistazo a estas 15 series españolas que puedes ver en HBO Max.

Y si sueles disfrutar de las producciones del Reino Unido, ¡enhorabuena! También encontrarás una gran cantidad de series británicas en HBO Max.

Películas y documentales para todos los gustos

En lo que a cine respecta, el universo de Harry Potter, las películas de DC y las producciones de Warner Bros aportan variedad más allá de las series.

Conviene buscar cada película en la app antes de suscribirse, porque los derechos de distribución pueden hacer que algunos títulos entren y salgan del catálogo.

También encontrarás documentales, historias reales y programas de Discovery. Si prefieres empezar por una recomendación, esta selección de documentales de HBO Max te vendrá como “anillo al dedo”.

En definitiva, el plan Estándar suele ser la elección más sensata para ver series sin anuncios, mientras que Premium compensa cuando quieres 4K y utilizar varias pantallas. Y si solo tienes una serie pendiente, no necesitas comprometerte un año: un mes bien aprovechado puede ser más que suficiente.

© Difoosion

HBO Max dispone de varios planes de suscripción en España, con diferentes precios, calidad de imagen y número de pantallas simultáneas, además de opciones con anuncios, descargas y contenido deportivo
❌