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Rivalutazione pensioni 2027, quanto aumentano gli assegni: le simulazioni

30 October 2026 at 13:52

Il meccanismo della rivalutazione delle pensioni prevede un adeguamento all’inflazione. Questo scatterà dal 1° gennaio 2027, come di consueto. Non abbiamo però ancora una percentuale certa. Sarà infatti fissata da un decreto del ministero dell’Economia, che lo scorso anno è giunto il 19 novembre.

Per il momento circolano delle stime, che ipotizzano un adeguamento compreso tra il 2,5 e il 3,5%. Saremmo dunque ben al di sopra dell’1,4% riconosciuto per il 2026. Non c’è da fare nulla per ottenere una pensione leggermente più alta, dal momento che gli aumenti sono applicati in automatico dall’INPS.

Il tema però resta spinoso perché l’incognita è la legge di Bilancio. Il governo sta valutando di intervenire sul meccanismo per contenere la spesa. Non è da escludere uno stop alla rivalutazione per gli assegni più alti.

Come funziona la rivalutazione delle pensioni nel 2027

La rivalutazione non è uguale per tutti. Il sistema funziona per fasce d’importo, che vengono calcolate in multipli del trattamento minimo INPS. Questo nel 2026 è pari a 611,85 euro al mese. Con il meccanismo attualmente in vigore, l’adeguamento si applica:

  • al 100% sulla parte di pensione fino a 4 volte il minimo, cioè fino a 2.447,40 euro lordi al mese;
  • al 90% sulla parte compresa tra 4 e 5 volte il minimo, cioè tra 2.447,40 e 3.059,25 euro;
  • al 75% sulla parte che supera 5 volte il minimo, oltre 3.059,25 euro.

Il calcolo avviene per scaglioni, come per l’Irpef. Questo vuol dire che anche chi ha una pensione alta ottiene la rivalutazione piena sulla prima parte dell’assegno. Riceve però una percentuale ridotta sulle quote superiori. Per questo, oltre una certa soglia, l’aumento in euro continua a crescere ma meno che in proporzione. Di seguito c’è una simulazione, utile per capire davvero come funziona il sistema. Precisiamo però che gli importi indicati sono lordi. Per avere il netto, infatti, occorre tener conto delle trattenute Irpef.

Le simulazioni: quanto aumentano le pensioni

Applicando i tre scenari di inflazione, 2,5, 3 e 3,5%, proponiamo gli aumenti lordi mensili stimati per diverse fasce di pensione. Si tratta di simulazioni, il che vuol dire che andranno aggiornate quando sarà pubblicata la percentuale ufficiale.

Pensione lorda mensile 2026 Aumento con il 2,5% Aumento con il 3% Aumento con il 3,5%
1.000 euro 25,00 euro 30,00 euro 35,00 euro
1.500 euro 37,50 euro 45,00 euro 52,50 euro
2.000 euro 50,00 euro 60,00 euro 70,00 euro
2.500 euro 62,37 euro 74,84 euro 87,32 euro
3.000 euro 73,62 euro 88,34 euro 103,07 euro
4.000 euro 92,59 euro 111,11 euro 129,63 euro
5.000 euro 111,34 euro 133,61 euro 155,88 euro

Per le pensioni fino a 2.447,40 euro l’aumento è semplicemente proporzionale. Con il 3%, infatti, una pensione da 1.500 euro sale di 45 euro al mese, pari a 585 euro lordi in un anno (considerando le 13 mensilità).

Sopra quella soglia entra in gioco il taglio delle percentuali. Una pensione da 3.000 euro, con il 3%, ottiene il 100% della rivalutazione sui primi 2.447,40 euro e il 90% sui restanti 552,60 euro. Ciò si traduce in un aumento di 88,34 euro al mese anziché 90. Su un assegno da 5.000 euro, sempre con il 3%, l’aumento si ferma a 133,61 euro contro i 150 di un adeguamento pieno.

Pensione minima 2027, i possibili nuovi importi

La rivalutazione riguarda anche il trattamento minimo, che nel 2026 è di 611,85 euro al mese. Con un adeguamento del 2,5% salirebbe a 627,15 euro, con il 3% a 630,21 euro e con il 3,5% a 633,26 euro.

Il nuovo valore del minimo non è però solo un importo di riferimento per chi percepisce l’assegno più basso. Da questo infatti dipendono anche le soglie delle fasce di rivalutazione degli anni successivi, così come svariati limiti di reddito usati per prestazioni e agevolazioni legate alla pensione.

Cosa cambia se la manovra blocca la rivalutazione

Le simulazioni valgono con il meccanismo attuale, ma la legge di Bilancio potrebbe cambiare le carte in tavola. Tra le ipotesi allo studio c’è infatti un blocco della rivalutazione per le pensioni sopra 4 volte il minimo, cioè oltre 2.447,40 euro lordi al mese. Una soglia che riguarda circa il 45,9% dei pensionati.

Per capire l’impatto, basta guardare la tabella. Se lo stop riguardasse l’intero assegno, con un’inflazione al 3% una pensione da 3.000 euro rinuncerebbe a 88,34 euro lordi al mese, pari a circa 1.148 euro lordi l’anno.

Una da 4.000 euro rinuncerebbe invece a 111,11 euro al mese, circa 1.444 euro l’anno. Si tratta di uno scenario ipotetico, perché le modalità di un eventuale intervento non sono ancora definite. Va ricordato, inoltre, che la rivalutazione mancata non viene recuperata negli anni successivi. Di fatto l’assegno riparte ogni anno da una base più bassa, con un effetto che si trascina nel tempo.

Quando arrivano gli aumenti e cosa controllare

Gli aumenti scatteranno con la pensione di gennaio 2027, se tutto dovesse proseguire come al solito, e saranno applicati in automatico dall’INPS. Il tutto sulla base della percentuale provvisoria fissata dal decreto del ministero dell’Economia. L’eventuale differenza tra l’inflazione stimata e quella definitiva verrà poi recuperata con il conguaglio dell’anno successivo.

Per verificare i nuovi importi basterà consultare il cedolino della pensione nell’area riservata MyInps, accessibile con SPID, CIE o CNS, oppure dall’app Inps Mobile. Prima di allora sarà importante seguire due passaggi:

  • pubblicazione del decreto con la percentuale ufficiale;
  • approvazione definitiva della Manovra.

Supporto Formazione e Lavoro di novembre, quando arriva il pagamento Inps: le date

30 October 2026 at 09:08

Il mese di novembre 2026 porta con sé tutti i tipici pagamenti Inps, fra i quali spicca il Supporto per la Formazione e il Lavoro.

La misura, nota anche semplicemente come Sfl, è un sostegno al reddito di 500 euro destinato a chi si attiva fattivamente per entrare, o rientrare, nel mondo del lavoro. Scopriamo il calendario dei pagamenti di novembre.

Quando pagano il Supporto Formazione e Lavoro a novembre

Il calendario dei prossimi pagamenti Sfl vede due date: c’è un accredito il 13 novembre per le domande trasmesse all’Inps dopo il 15 del mese precedente.

Invece per le domande trasmesse entro il 15 dello stesso mese e per i pagamenti successivi al primo, l’accredito è atteso a partire dal 27 novembre.

Come controllare il pagamento Sfl Inps

Le date indicate rappresentano l’avvio dei pagamenti. Per motivi tecnici è però possibile che possano verificarsi ritardi relativi alla gestione della pratica. Per verificare la propria posizione in caso di ritardi a oltranza, essendo sicuri di essere in regola con il proprio percorso e di non avere variazioni non comunicate, è possibile consultare l’apposita sezione del portale Inps accedendo con Spid, Cie o Cns. Si può controllare anche la piattaforma Siisl (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa) per verificare che non ci siano blocchi.

Per assistenza è possibile rivolgersi a Caf, patronati e consulenti. Ed è sempre possibile chiamare il Contact center dell’Inps: 803164 (gratuito da telefono fisso) e 06164164 da cellulare (può essere a pagamento in base alla tariffa applicata dal proprio gestore).

Supporto Formazione e Lavoro, come funziona

Come si nota, le date dei pagamenti ricalcano quelle della misura gemella dell’Sfl, ovvero l’Adi (Assegno di Inclusione). Sfl e Adi sono gli eredi diretti del vecchio Reddito di cittadinanza.

Sfl si rivolge ai singoli componenti di nuclei familiari di età compresa tra i 18 e i 59 anni e in possesso di determinati requisiti di cittadinanza, soggiorno, residenza ed economici.

Come funziona

Per accedere al beneficio, è necessario:

  • presentare domanda online all’Inps;
  • iscriversi alla piattaforma Siisl;
  • sottoscrivere il Pad (Patto di attivazione digitale);
  • sottoscrivere il Patto di servizio personalizzato;
  • frequentare un corso o altra iniziativa di attivazione lavorativa.

Successivamente, il richiedente può accedere alla piattaforma Siisl e cercare in autonomia le offerte lavorative o le attività formative più utili al suo profilo. Oppure può affidarsi ai servizi di orientamento e accompagnamento al lavoro.

Sfl, spettano 500 euro al mese

Come detto, i beneficiari ottengono 500 euro al mese. Ma l’importo, erogato con bonifico da parte dell’Inps, viene erogato se c’è effettiva partecipazione del beneficiario alle attività previste e fino a un massimo di 12 mesi.

Il limite di 12 mesi può essere prorogato per ulteriori 12 mesi, con aggiornamento del Patto di servizio personalizzato, se alla scadenza è in corso un percorso formativo. Il beneficio è riconosciuto per la durata del corso o dell’attività ed è condizionato alla partecipazione effettiva, pena la decadenza.

I requisiti

Il richiedente deve essere:

  • cittadino italiano;
  • cittadino di un altro Paese dell’Unione europea;
  • familiare di un cittadino italiano o dell’Unione europea;
  • titolare del diritto di soggiorno, anche permanente, oppure ancora cittadino di paesi terzi con permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo;
  • titolare dello status di protezione internazionale o apolide con analogo permesso;
  • residente in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

L’Isee in corso di validità non deve essere superiore a 10.140 euro annui e il valore del reddito familiare deve essere inferiore a 10.140 euro annui, moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza Isee.

Ci sono poi altri requisiti relativi al possesso di beni immobili e beni mobili. Tutti i dettagli sul portale Inps (Home / Lavoro / Supporto per la Formazione e il Lavoro).

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