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Manovra, la bozza in 157 articoli: taglio dell’Irpef solo per un anno, stretta sulle pensioni. E spunta la “exit tax” per i ricchi che spostano la residenza all’estero

30 October 2026 at 21:32

Il testo della legge di Bilancio per il 2027 ha ricevuto la bollinatura della Ragioneria dello Stato, è stato trasmesso a Palazzo Chigi e poi al Colle. A stretto giro, l’autorizzazione del Capo dello Stato: la prossima settimana, alle Camere, si apriranno ufficialmente i lavori. La bozza prevede 157 articoli, che dettagliano le misure illustrate a grandi linee mercoledì scorso dal governo in conferenza stampa, con Giorgia Meloni, i vicepresidenti del Consiglio, Matteo Salvini e Antonio Tajani, e il titolare del ministero dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

Dopo una difficile genesi, prende vita il nuovo step per il taglio dell’Irpef al ceto medio: la seconda aliquota al 33% viene estesa oltre i 50mila euro, fino a 55mila euro, andando a coinvolgere una platea di circa 3,2 milioni di contribuenti. L’intervento, che comporta una riduzione del gettito di circa 1,43 miliardi, è però limitato solo al 2027. Per gli autonomi è confermata l’estensione della flat tax fino a 100mila euro: sopra gli 85mila euro, però, scatta l’applicazione dell’Iva. Si concretizza anche la dimensione del contributo chiesto al settore finanziario. Tra Dta, Ires, Irap, Tobin Tax, da banche e assicurazioni, secondo le stime della Relazione tecnica, arriveranno 5,8 miliardi di euro nel 2027. In particolare, l’addizionale Ires sale di 3 punti percentuali, viene modificato nuovamente il regime delle Dta (imposte differite attive) e la tassa sulle transazioni finanziarie viene raddoppiata dallo 0,4% allo 0,8%. Un contributo viene chiesto anche alle società energetiche, che si vedranno l’aliquota Irap aumentare di 5 punti percentuali per due anni.

Exit tax sui privati e targhe personalizzate da ben mille euro

Tra le novità non annunciate spunta l’estensione della exit tax, la tassa sui super ricchi che espatriano, già prevista per le imprese, anche ai privati. Verranno coinvolte le persone che trasferiscono la residenza fiscale all’estero e che possiedono investimenti finanziari per almeno 800mila euro: si tratta di una tassa sui guadagni maturati in Italia con azioni, partecipazioni e altri strumenti finanziari, anche se non sono ancora stati venduti. L’aliquota ordinaria è del 26%, secondo quanto indicato nella relazione tecnica, ma l’imposta non si applica all’intero valore degli investimenti: a essere tassata è soltanto la plusvalenza, cioè la differenza tra il valore raggiunto dai titoli e il loro costo di acquisto.

Inoltre la novità delle targhe personalizzate sarà più cara di quanto inizialmente ventilato: da marzo serviranno fino a mille euro per i privati e 10mila per le imprese; poi da giugno gli importi si dimezzeranno.

Pensioni, arriva la stretta. Prorogato il Fondo mutui prima casa

Arriva poi la stretta sulla rivalutazione delle pensioni: l’adeguamento all’inflazione sarà pieno solo per gli assegni fino a quattro volte il minimo (2.447,4 euro), per quelli più alti l’adeguamento sarà invece parziale. Il fondo per l’uscita dal mercato del lavoro avrà 850 milioni di euro all’anno per il triennio 2027-2029. Confermata inoltre l’Ape sociale nel 2027. Sul fronte previdenza spunta anche la riduzione graduale dei tempi di pagamento del Tfs, il trattamento di fine servizio per i dipendenti pubblici che vanno in pensione: dal 2028 l’attesa scende da 9 a 6 mesi mentre dal 2029 i tempi si riducono a 3. Per finanziare la card per gli anziani è istituito un fondo da 1,6 miliardi, mentre alla sanità sono confermate risorse per 2,4 miliardi l’anno.

Per i giovani è prorogato fino al 2029, con 400 milioni, il Fondo mutui prima casa. Sono poi confermati, come annunciato, la flat tax sull’aumento delle retribuzioni fino a 2.500 euro e l’aumento della deduzione per l’assunzione di under 36 e lavoratrici madri (al 140% e 180%). Si riducono poi le detrazioni sulle erogazioni ai partiti politici, che passano dal 26% al 19%. Sul fronte delle coperture arriva il doppio rincaro nel 2027 del costo delle sigarette, mentre nel capitolo spending review compare anche un contributo strutturale per Palazzo Chigi da 60 milioni l’anno. Confermato il rinvio di 6 di plastic e sugar tax, con un mancato gettito di 316 milioni. L’editoria incassa aiuti per l’acquisto della carta e misure per il prepensionamento di 85 giornalisti l’anno.

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Taglio dell’Irpef per il ceto medio: chi e quanti risparmieranno fino a 1.200 euro l’anno

30 October 2026 at 09:32

Tra i punti più chiacchierati della nuova legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei Ministri figurano il taglio dell’Irpef e la revisione delle aliquote, una misura strutturale pensata per alleggerire la pressione fiscale sui redditi da lavoro e da pensione nel prossimo anno.

Il Governo mantiene così la promessa di ridurre il carico fiscale per la fascia media dei contribuenti rimodulando gli scaglioni di reddito, con l’obiettivo di sostenere il potere d’acquisto delle famiglie di fronte all’aumento del costo della vita.

Cosa prevede l’intervento sulle aliquote Irpef

Il provvedimento inserito nella Manovra 2027 conferma l’architettura tripartita delle aliquote, con un ritocco che innalza il tetto della seconda fascia di reddito. Nello specifico, il quadro delle aliquote si configura come segue:

  • aliquota al 23% per i redditi fino a 28.000 euro;
  • aliquota al 33% (invece del precedente 35%) estesa ai redditi compresi tra 28.000 e 55.000 euro;
  • aliquota al 43% riservata ai soli redditi superiori a 55.000 euro.

L’intervento punta a mitigare l’effetto del fiscal drag, ovvero il drenaggio fiscale subito dai lavoratori dipendenti e dai pensionati per effetto dell’inflazione sui salari reali. Recuperando liquidità dalla tassazione, la precisa fascia di reddito che spesso risulta esclusa dalla maggior parte dei bonus e delle agevolazioni sociali riuscirà così a godere di un margine di potere d’acquisto più ampio.

Dal progetto originario all’asticella dei 55.000 euro

Nelle intenzioni iniziali dell’Esecutivo, il piano di revisione dell’Irpef prevedeva un intervento che prevedeva l’allargamento dell’aliquota del 33% fino alla soglia dei 60.000 euro. Tuttavia, i vincoli di finanza pubblica e la necessità di contenere le coperture hanno costretto il Governo a rimodulare il perimetro della misura, fissando il tetto definitivo a 55.000 euro.

Come chiarito dalla premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa di ieri, chi guadagna 55.000 euro l’anno si troverà a pagare 15.350 euro all’anno di Irpef contro i 16.550 euro dovuti all’insediamento dell’esecutivo, per un beneficio netto annuale cumulato fino a 1.200 euro annui.

Quanti contribuenti ne beneficeranno

I dati del Ministero dell’Economia evidenziano come l’estensione dello scaglione fino a 55.000 euro andrà a impattare su una fetta contenuta di contribuenti. La misura specifica sulla fascia 50.000-55.000 euro riguarda infatti circa 600.000 persone, pari a circa l’1,3% dei contribuenti italiani.

In Italia la stragrande maggioranza della popolazione, circa il 92,3%, dichiara redditi inferiori a queste cifre e beneficia del consolidamento del primo scaglione, mentre solo il 6,4% supera la soglia massima e continuerà a versare l’aliquota del 43% sulla quota eccedente.

Quanto margine di manovra resta ai conti pubblici

Finanziare la riduzione delle aliquote Irpef, seppure per una platea così stretta di contribuenti, assorbe risorse considerevoli: lo scostamento e l’impatto stimato sui conti pubblici si attesta infatti su circa 2,5 miliardi di euro all’anno per la misura complessiva, di cui circa 1,2 miliardi destinati all’estensione della fascia intermedia. Con un costo annuo strutturale di questa entità, il margine di manovra utilizzabile per investimenti produttivi, sanità o nuove politiche di sviluppo risulta estremamente ridotto.

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