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Pensioni, la Manovra taglia i recuperi: rivalutazione piena solo fino a 2.400 euro

31 October 2026 at 14:17

Pensioni, 850 milioni l’anno per l’addio alla Fornero: il piano nella Manovra

La Manovra 2027 passa l’esame della Ragioneria Generale dello Stato e ottiene il via libera del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per l’invio alla Camera. Nel testo inviato a Montecitorio trovano spazio diverse misure che riguardano da vicino il settore previdenziale.

Rivalutazione: recupero pieno solo per gli assegni più bassi

Sulle rivalutazioni scatta una stretta: la copertura al 100% per l’adeguamento all’inflazione viene garantita solo alle pensioni fino a quattro volte il minimo Inps (611,85 euro), ossia entro i 2.447,4 euro al mese. Oltre questa soglia l’aumento diminuisce progressivamente. Per i trattamenti “pari o inferiori a cinque volte” il minimo (3.059,25 euro), il recupero scende all’85%; si riduce al 53% per gli assegni “superiori a cinque volte” il minimo e “inferiori a sei” (fino a 3.671,1 euro). La quota scende al 47% per i trattamenti tra sei e otto volte il minimo (4.894,8 euro), al 37% tra otto e dieci volte (6.118,5 euro) e si ferma al 32% oltre i 10 volte il minimo.

Fondo per le uscite anticipate: 850 milioni all’anno

La Manovra introduce un fondo “per il supporto in uscita dal mercato del lavoro” da 850 milioni di euro all’anno per il triennio 2027-2029, indicato dalla Lega come passo avanti verso il superamento della legge Fornero. La risorsa è “destinato a finanziare interventi, da adottare”, precisa la bozza, “con successivo provvedimento legislativo, diretti a disciplinare misure di supporto in uscita dal mercato del lavoro, anche con riferimento a specifici soggetti in difficoltà e con eventuali misure in materia di ammortizzatori sociali”.

Confermata l’Ape sociale: requisito a 63 anni e 6 mesi

Viene prorogata per il 2027 l’Ape sociale. L’anticipo resta destinato a chi ha compiuto 63 anni e 6 mesi di età appartenendo a specifiche categorie: disoccupati, caregiver, persone con invalidità e chi svolge mansioni gravose. Il finanziamento prevede 180 milioni di euro in più per il 2027 e 370 milioni per il 2028, con coperture previste fino al 2032. Resta confermato il divieto di sommare l’anticipo a redditi da lavoro dipendente o autonomo, tranne che per l’attività autonoma occasionale entro i 5.000 euro lordi all’anno.

Tempi più brevi per l’incasso del Tfs statale

Si riducono i tempi di attesa per la liquidazione del Trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici. Dal 2028, per chi matura i requisiti nello stesso anno, l’attesa scende da nove a sei mesi, mentre dal 2029 serviranno tre mesi. Dal 2030, per chi va in pensione per raggiunti limiti di età, l’erogazione potrà avvenire subito alla cessazione dal lavoro. La norma alza anche il tetto del Tfs pagabile in una sola volta, riducendo le rateizzazioni fino ad azzerarle dal 2035 per i pensionati di vecchiaia.

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Manovra, Confindustria Dispositivi Medici contro il Governo: “Pronti a mobilitazione e ricorsi sul payback”

31 October 2026 at 13:29

Manovra e sanità, Confindustria sul payback: “Dal Governo conto insostenibile, è una beffa”

“Avvieremo azioni legali e proteste per difendere il settore contro le scelte scellerate del Governoa cui chiediamo, insieme al Parlamento, un intervento correttivo urgente. La manovra ci considera come il soggetto chiamato a sostenere oneri che non dipendono dalla nostra gestione, presentando un conto insostenibile, causato dagli sforamenti delle Regioni su cui le aziende non possono fare nulla. È inaccettabile: il Governo affossa così deliberatamente un intero comparto, che garantisce ogni giorno prevenzione, diagnosi, cura e salute a milioni di Italiani. I cittadini ne prendano atto”.

È la dura reazione di Fabio Faltoni, Presidente di Confindustria Dispositivi Medici, dopo l’esame del testo della legge di bilancio, che individua tra i punti critici la certificazione degli importi relativi al 2019 – 2023, da pagare entro luglio 2027, il conseguente inserimento nel conteggio anche degli anni Covid e il ritocco dei tetti di spesa di un inconsistente 0,1%.

“Secondo le nostre stime, il payback relativo al periodo 2019 – 2029 costerà alle imprese complessivamente circa 12,5 miliardi di euro e il Governo ha scelto di non fare nulla, anzi: ha ritoccato i tetti di un inutile 0,1% che ha il sapore della beffa senza agire sulle cause. Ci troviamo davanti a una richiesta sul pregresso di 520 milioni di euro per ciascuno dei prossimi 5 anni con un payback che cresce in media di ben 1,5 Mld all’anno” – continua Faltoni.

“Non resteremo in silenzio: se non saranno stralciati, durante l’iter parlamentare della Manovra, i commi da 2 a 6 dell’art. 73, impugneremo le scelte del Governo in tutte le sedi competenti, per difendere le nostre imprese e i loro lavoratori. Il settore non può più limitarsi ad appelli inascoltati. Annunciamo, fin d’ora, una mobilitazione di tutta la filiera.

Chiederemo conto al Governo e al Parlamento di scelte che mettono a rischio investimenti, ricerca, posti di lavoro e, in ultima istanza, l’accesso dei cittadini alle tecnologie sanitarie. È surreale che questo provvedimento arrivi a seguito della pubblicazione dell’ordinanza del Consiglio di Stato in cui si rinvia alla corte europea la tematica payback riscontrando quattro gravi motivi di incompatibilità”, conclude Faltoni.

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