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Alexander Zverev è il nuovo numero 1: un re che non viene considerato tale. Limiti e meriti del campione arrivato in vetta con 10 anni di ritardo

L’annuncio della fine del 2026 di Jannik Sinner lo aveva reso inevitabile. Bisognava solo capire dove sarebbe terminata una rincorsa durata oltre 10 anni e che molti ormai credevano non sarebbe mai arrivata a conclusione. Alexander Zverev è il nuovo numero uno del mondo. È bastato raggiungere i quarti di finale nel 500 di Vienna (grazie alla vittoria contro Tallon Griekspoor) per completare il sorpasso su Jannik Sinner nella classifica mondiale: 9.450 punti per entrambi (tedesco avanti però per la regola prevista nei pari meriti). Nella Race invece il tedesco è molto più avanti, mettendo insieme oltre 9mila punti in questa stagione. Attualmente quasi 1.500 più dell’azzurro.

Un risultato che arriva all’ombra dei 30 anni, quando quasi nessuno ci avrebbe più scommesso, figlio di perseveranza, tanto lavoro e quella fortuna che non guasta mai. Si, perché è inutile girarci intorno, per raggiungere la vetta del ranking Zverev ha avuto bisogno anche dei guai fisici che hanno colpito Carlos Alcaraz e Sinner (il primo bloccato per cinque mesi, il secondo fermo dalla finale di Wimbledon). Il numero uno è il secondo tabù spezzato dal tedesco in questo 2026, dopo essersi sbloccato negli Slam con i titoli al Roland Garros e allo Us Open. Due traguardi che hanno cancellato anni di delusioni, alleviato pressioni e limiti psicologici, rimosso la fastidiosa etichetta di “incompiuto”. Un traguardo meritato quello di Sasha: ha vinto più partite di tutti, ha vinto più Slam ed è stato più continuo. E poi c’è il fisico. In un tennis sempre più intenso, la solidità e la gestione fisica sono ormai una caratteristica non secondaria. Una dote tanto importante quanto un rovescio.

Eppure il numero uno di Zverev racchiude anche un paradosso: il nuovo leader del ranking non è considerato tale da tutti. Tutti i meriti del tedesco infatti si scontrano con alcuni dati: nessun titolo Masters 1000 nel 2026 (finora) e un rendimento contro i top 10 non certo da numero uno del mondo. Zverev quest’anno ha vinto tre partite contro un giocatore nella top 10 e non ha mai battuto un avversario diretto. Con Sinner cinque sconfitte su cinque partite, con Alcaraz ha perso l’unico confronto in Australia. E anche da Novak Djokovic è stato sconfitto a Pechino.

Questa prima posizione mondiale di Zverev arriva dopo un percorso lungo dodici anni, cominciato da Braunschweig, città della Bassa Sassonia. È qui che, il 5 luglio 2014, Sasha trionfa nel Challenger ad appena 17 anni presentandosi al mondo del tennis. Gli appassionati all’improvviso imparano a conoscere il suo nome e due anni dopo arriva anche il primo titolo Atp a San Pietroburgo superando Stan Wawrinka. Ma è nel 2017 che la rincorsa di Zverev diventa importante. Mentre Roger Federer e Rafa Nadal si dividono gli Slam, lui mette insieme due Masters 1000 agli Internazionali d’Italia (battendo Djokovic) e a Montreal (superando Federer) e sale fino alla posizione numero 3 del mondo. La vetta ormai è lì a un passo, molti già lo preannunciano, e invece Zverev non riesce a fare quell’ultimo step.

Negli Slam fatica e delude, nei momenti clou i suoi limiti vengono a galla, spesso contro i Big Three. Gli exploit non mancano. Nel 2018 elimina Federer e Djokovic e vince le Atp Finals; tre anni dopo replica il successo alle Finals e vince l’oro olimpico a Tokyo (superando ancora Nole in semifinale). Vittorie pesanti a cui si unisce però la sconfitta nella finale dell’Us Open 2020 contro Dominic Thiem dove c’è tutto Zverev, nel bene e nel male: il tedesco va in vantaggio due set a zero, si fa rimontare, è ad un passo dal vincere ma alla fine perde. Alti e bassi che non trovano mai una consacrazione definitiva. Durante la semifinale al Roland Garros 2022 contro Nadal arriva poi il grave infortunio alla caviglia. Ha 25 anni, ancora nessun titolo Slam in bacheca, e aumentano quelli che pensano che non li avrà mai.

Lo stop di sette mesi è uno spartiacque della carriera del tedesco. La stagione seguente torna in semifinale al Roland Garros (sconfitto da Casper Ruud) e in top 10, mentre nel 2024 ritrova la seconda posizione mondiale e la finale in un torneo del Grande Slam, sempre a Parigi, perdendo da Alcaraz. La rivalità con il giovane spagnolo e con Sinner parte ufficialmente in questa stagione, anche se il tedesco appare sempre distante dai due. Arriva in finale anche in Australia nel 2025, è convinto di essere vicino al livello di Sinner e invece l’altoatesino lo batte tre set a zero in una partita che poi condiziona psicologicamente tutta la sua stagione. Zverev chiude comunque il 2025 al terzo posto della classifica, lontano però 6mila punti dal numero 2 di Sinner. È una voragine quella che lo separa dal duo Alcaraz-Sinner. Per colmarla c’è bisogno di regolarità, tanta pazienza e anche una mano della fortuna. Come quella arrivata in questo 2026.

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Alcaraz vence entre contrastes y Vacherot neutraliza a Jódar

Ninguno quiere el premio, o así lo parece. Como si se hubieran contagiado. Lo tiene a tiro Nikoloz Basilashvili hasta cuatro veces, pero el georgiano se adorna —ese exceso de confianza en la volea no tocaba— y termina pagándolo caro, muy caro. Tanto que le cuesta el set (o sea, el partido) después de que Carlos Alcaraz, igualmente errático, haya desperdiciado tres opciones de cerrar el duelo; una de ellas con toda la pista para él, clamorosa. Al final no lo lamentará. El murciano vence en un episodio de contrastes (6-1 y 7-6(11), después de 1h 41m) y progresa en Viena, donde se las verá este viernes en los cuartos de final (no antes de las 15.00, Movistar+) con un rival sobradamente conocido para él: será el décimo pulso con Tommy Paul, con un balance favorable de 7-2.

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ZVEREV SE CORONARÁ EL LUNES

Jódar, primerizo en la élite, continúa en pleno crecimiento y descubriendo los entresijos del máximo nivel. En este proceso de aprendizaje, uno de los aspectos a mejorar es su rendimiento en los tie-breaks, en los que la experiencia resulta fundamental.

Este curso, el madrileño ha tenido que dilucidar 24, de los cuales ha ganado 11 y perdido 13. Empezó con fuerza —ganó siete de los diez primeros que jugó—, pero últimamente ha menguado; en concreto, se ha hecho solo con dos de los diez últimos.

Precisamente, si alguien domina esa zona terminal es Djokovic (39), que empezó bien contra Struf y al final se diluyó. Conforme transcurrió el partido fue perdiendo vigor y el tenista alemán, que se había inclinado en los ocho precedentes entre ambos, lo apeó. Dejó, pues, escapar una magnífica oportunidad.

Quien no lo hizo fue Alexander Zverev, que el próximo lunes abrirá oficialmente su reinado al derrotar en Viena a Tallon Griekspoor (6-4 y 7-5). El triunfo anticipa su ascenso a la cima. Allí también, el italiano Flavio Cobolli abandonó lesionado y entre lágrimas ante su compatriota Matteo Berrettini.

Cabe recordar que actualmente es sexto tanto en el ranking como en la carrera anual, así como que debería ser el referente de su país en las Finales de la Copa Davis. Se resintió de unos problemas arrastraba desde la semana previa en Lyon.

Por otra parte, Elena Rybakina confirmó que finalizará el año en lo más alto. Su triunfo contra Yulia Putintseva en Tokio (6-2 y 6-3) le garantiza la posición, que obtuvo tras el US Open. La kazaja, de 27 años, ha ganado este año en Australia y Nueva York.

© Lisa Leutner (REUTERS)

Alcaraz celebra la victoria contra Basilashvili, este jueves en Viena.
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Juan Carlos Ferrero: "Decir que no es fundamental, pero no fui demasiado estricto con Alcaraz"

El ex número uno y ex entrenador de Alcaraz admite que no vio la final del Open de Australia y niega que su exigencia fuera uno de los motivos de la ruptura: «Mi relación con él no era paternal, ni mucho menos». Tras su etapa juntos, ya prepara su regreso al circuito en 2027 con un nuevo jugador. Leer

El ex número uno y ex entrenador de Alcaraz admite que no vio la final del Open de Australia y niega que su exigencia fuera uno de los motivos de la ruptura: «Mi relación con él no era paternal, ni mucho menos». Tras su etapa juntos, ya prepara su regreso al circuito en 2027 con un nuevo jugador.
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Shelton não vê diminuição da hegemonia de Sinner e Alcaraz: “Injusto”

Para o norte-americano Ben Shelton, número quatro do mundo, a hegemonia de Jannik Sinner e Carlos Alcaraz no tênis não está ameaçada. O italiano e o espanhol tiveram uma temporada marcada por lesões, passando por altos e baixos.

Ainda assim, segundo Ben Shelton, é “injusto” dizer que o domínio dos rivais está diminuindo no circuito. O alemão Alexander Zverev garantiu o primeiro lugar no ranking mundial da ATP no final do ano.

“Honestamente, eu não diria que o domínio deles (Sinner e Alcaraz) está diminuindo. É verdade que cada vez mais jovens estão competindo por títulos importantes e ganhando destaque, mas dizer que eles estão perdendo sua hegemonia me parece injusto”, disse Ben Shelton.

Sinner teve um problema no joelho na reta final da temporada e não joga desde o US Open. O italiano deve retornar às quadras no Six Kings Slam, torneio de exibição na Arábia Saudita, após o adiamento da disputa para dezembro por preocupações com a segurança.

Já Alcaraz teve uma lesão no punho e ficou ausente do circuito entre abril e agosto, perdendo dois Grand Slams e alguns torneios Masters 1000.

“Eles venceram dois dos quatro torneios do Grand Slam disputados este ano e Sinner conquistou cinco títulos de Masters 1000. Não sei até que ponto se pode dizer que o domínio deles diminuiu”, avaliou Shelton.

“Acho que ambos provavelmente estarão em ótima forma para o Aberto da Austrália do ano que vem. É uma pena para o tênis que eles não tenham podido competir em parte desta temporada”, lamentou o norte-americano.

Carlos Alcaraz afirmou que Alexander Zverev fez por merecer a liderança do ranking da ATP. O espanhol elogiou o tenista alemão.

“Ele merece totalmente. O tênis não se resume a entrar em quadra e jogar bem. Não basta ser o melhor em uma única partida: o que realmente importa é a consistência que você mantém ao longo da temporada”, iniciou Alcaraz.

“Alguns jogadores se destacam pelo estilo ou pelo nível de jogo, enquanto outros se sobressaem por seus atributos físicos. No caso do Sascha (Zverev), acho que ele tem os dois”, complementou o espanhol.

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El Alcaraz más fresco, ante el reto a cubierto

Sonríe Carlos Alcaraz, de vuelta en Viena. Queda ya lejos aquella primera aparición de 2021, cuando empezaba a elevar el vuelo —tenía solo 18 años— y el alemán Alexander Zverev tuvo que tirar de oficio para reducirlo en las semifinales. “Cinco años pueden parecer poco tiempo, pero, al mismo tiempo, para mí ha sido un camino muy largo. Desde la primera vez que competí aquí hasta hoy he conseguido grandes cosas, aunque sigo sintiéndome el mismo chico de entonces, con la misma ambición y los mismos sueños. Continúo disfrutando”, dice después de batir a Karen Khachanov en el retorno: 6-4 y 7-6(5), tras 2h 04m. Chocará el jueves con Nikoloz Basilashvili o Jurij Rodionov, por decidir.

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JÓDAR, CERTERO EN BASILEA

Al estreno de Alcaraz se unió, en paralelo, el de Rafa Jódar en el torneo de Basilea (también ATP 500). El madrileño, de 20 años, resolvió sin dudas frente a Alejandro Tabilo, al que derrotó por 6-4 y 6-2 (en 1h 25m). Se enfrentará el jueves al monegasco Valentin Vacherot (27 años y 31º del mundo).

En la línea exhibida recientemente en Shanghái, el español firmó una actuación seria y desbordó de nuevo al chileno, a quien ya había derrotado dos veces en verano (Washington y Cincinnati) y al que domina por 3-1 en los cruces.

Jódar encaró el pulso con determinación y supo resolver con aplomo los instantes de mayor tensión; de hecho, anuló las seis opciones de rotura que se costeó su adversario.

La victoria —56ª en los 74 partidos que ha disputado este año— supone otro paso adelante en su objetivo de acceder a la Copa de Maestros —hoy día entra en el corte— y también al top-10. Es noveno en la race (carrera anual) y undécimo en el ranking.

No obstante, en este último caso es noveno de forma virtual, con una renta de 79 puntos sobre Alex De Miñaur y 119 sobre Novak Djokovic. Se jugará con ambos una plaza en Turín; ahora mismo los supera, con una ventaja de 279 puntos sobre el primero y 344 sobre el segundo.

De Miñaur competirá durante estos días en Viena, mientras que Nole lo hará en Basilea. El serbio conquistó el título de Pekín el 6 de octubre y cedió a la primera en Shanghái. Ha expresado su deseo de clasificarse una vez más para el encuentro maestro.

Por otra parte, el suizo Stan Wawrinka se despidió del tenis al caer ante Jiri Lehecka (7-5 y 7-6(2). Se va con 41 años, tras haber ganado tres grandes (Australia 2014, Roland Garros 2015 y US Open 2016) y haber sido número tres. También posee el oro olímpico en dobles (2008) y la Copa Davis (2014).

© Lisa Leutner (REUTERS)

Alcaraz accede a la pista del Wiener Stadthalle, este martes en Viena.
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Alcaraz reconoce lo que le falta tras su lesión: "Todavía no estoy donde quiero estar"

El español supera a Khachanov (6-4 y 7-6(5)) en su debut en el ATP 500 de Viena, donde busca ritmo de competición antes de afrontar el tramo decisivo de la temporada, con París, las ATP Finals y la Copa Davis en el horizonte. Leer

El español supera a Khachanov (6-4 y 7-6(5)) en su debut en el ATP 500 de Viena, donde busca ritmo de competición antes de afrontar el tramo decisivo de la temporada, con París, las ATP Finals y la Copa Davis en el horizonte.
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Alcaraz é direto sobre Zverev top 1 do mundo: “Estou muito feliz por ele”

Carlos Alcaraz afirmou que Alexander Zverev fez por merecer a posição de número 1 do mundo no ranking da ATP. O tenista espanhol, em entrevista durante o ATP de Viena, analisou a fase do alemão e destacou a consistência e os atributos físicos como diferenciais.

“Ele merece totalmente”, declarou Alcaraz.

“O tênis não se resume a entrar em quadra e jogar bem. Não basta ser o melhor em uma única partida: o que realmente importa é a consistência que você mantém ao longo da temporada. Alguns jogadores se destacam pelo estilo ou pelo nível de jogo, enquanto outros se sobressaem por seus atributos físicos. No caso do Sascha, acho que ele tem os dois.”

Alcaraz sublinhou que a capacidade física de Zverev é um fator crucial para ele se manter no topo e disputar títulos continuamente. Essa constância, segundo o espanhol, foi justamente o que o levou a ser premiado com a liderança no ranking mundial.

“Ele possui um nível extraordinário de tênis e atributos físicos que lhe permitem competir o ano todo, chegar às finais semana após semana, evitar lesões graves e manter a consistência sem demonstrar muito desgaste”, pontuou Alcaraz.

“É por isso que acho que ele é mais do que merecedor do primeiro lugar e teve uma temporada extraordinária. Estou muito feliz por ele, porque sei o quanto ele trabalhou duro para alcançar esse objetivo. É um prêmio muito merecido.”

Apesar das declarações de Alcaraz, Alexander Zverev ainda não é o top 1 do mundo. Ele alcançará a posição ao final da próxima semana e já tem sua liderança garantida até o encerramento da temporada, independentemente dos resultados futuros.

Confronto em Viena?

Os dois tenistas, Alcaraz e Zverev, estão competindo no ATP de Viena e podem se encontrar em uma eventual final. Ambos entram em quadra nesta terça-feira (27) para seus respectivos jogos. O espanhol enfrentará o russo Karen Khachanov, enquanto o alemão terá como adversário o também espanhol Martin Landaluce.

Zverev exalta liderança do ranking até o fim de 26: “Sonho realizado”

Esse texto foi gerado por inteligência artificial com base no conteúdo produzido pela Itatiaia. Todas as informações são apuradas e checadas por jornalistas. O texto final também passa pela revisão da equipe de jornalismo da CNN Brasil.

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