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Samuele Lodi è il nuovo segretario generale della Fiom: succede a Michele De Palma

Samuele Lodi è stato eletto nuovo segretario generale della Fiom-Cgil dall’assemblea generale del Comitato centrale del sindacato. Ha ottenuto il 98,74% dei voti. Sarà quindi lui il successore di Michele De Palma, che dal 14 settembre scorso è entrato a far parte della segreteria nazionale della Cgil e viene considerato tra i papabili per la successione di Maurizio Landini al congresso confederale, che si terrà nel 2027 dopo le elezioni politiche.

Lodi nasce a Cento, in provincia di Ferrara, il 20 gennaio 1970 ed entra a lavorare in un’azienda metalmeccanica nel settembre del 1989 e subito si iscrive alla Fiom. Eletto per la prima volta delegato sindacale nel 2000, nell’ottobre del 2004 viene chiamato in distacco sindacale presso la Fiom di Ferrara, della quale diventa segretario generale nel maggio del 2014.

Nel maggio del 2019 viene eletto per la prima volta segretario generale della Fiom Emilia-Romagna e dal settembre 2021 coordina il Gruppo Fincantieri per la Fiom nazionale. Il 4 aprile 2023 viene eletto in segreteria nazionale della Fiom su proposta del segretario generale De Palma e assume la responsabilità del settore Mobilità che ricomprende automotive, navalmeccanica e ferroviario.

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Michele De Palma lascia la guida della Fiom: oggi verrà scelto il suo successore. È in corsa per guidare la Cgil

Michele De Palma lascia la guida della Fiom aprendo di fatto la sua corsa verso la possibile successione di Maurizio Landini al comando della Cgil. Il segretario generale dei metalmeccanici era stato eletto nella segreteria confederale a settembre, proprio su indicazione di Landini, ma aveva deciso di mantenere la leadership della categoria.

Due mesi dopo, però, arriva il passo indietro. Nel pomeriggio, il sindacato eleggerà il suo successore che, come da rito, verrà scelto tra uno dei componenti della segreteria di cui fanno parte Samuele Lodi, Silvia Simoncini, Barbara Tibaldi e Luca Trevisan. Lo scorso giugno, durante la celebrazione dei 125 anni della Fiom, De Palma si era detto disponibile a un secondo mandato, ma evidentemente ritiene concreta la possibilità di correre per il post-Landini.

L’attuale leader della Fiom, eletto il 6 aprile 2022, è stato uno sindacalisti più esposti negli ultimi anni, complici le grandi vertenze che hanno scosso il mondo dell’industria metalmeccanica da Whirlpool-Beko a Electrolux fino a Ilva a Stellantis, una crisi che ha visto arrivare per primo.

Pugliese, nato a Terlizzi come Nichi Vendola, De Palma ha mosso i primi passi nei movimenti giovanili e in Rifondazione Comunista e in Fiom durante l’era Landini era responsabile automotive. Nei prossimi mesi, proseguirà il suo lavoro nella segreteria generale della Cgil, che andrà a congresso dopo le elezioni politiche per volere dello stesso Landini.

Una partita alla quale il leader uscente della Fiom arriverà con un ruolo da protagonista: da più parti, viene accreditato come la figura in pole position, come anche Serena Sorrentino, per guidare il sindacato. In segreteria sono infatti gli unici a vantare un importante curriculum alla guida delle categorie. Sorrentino – 48 anni, napoletana – è stata a capo della Funzione Pubblica e aveva già fatto parte della segreteria confederale dal 2010 al 2016.

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La Cgil cancella Camusso dalla foto di Landini con Lula: “Errore tecnico”. L’ex segretaria: “Ma quale incidente…”

Una foto pubblicata dalla Cgil per festeggiare la rielezione del presidente Luiz Inácio Lula in Brasile diventa un caso. Nello scatto postato sui social, infatti, si vede il segretario generale Maurizio Landini stringere la mano al leader sudamericano, senza nessuno attorno. Ma la foto originale, scattata quando i due si incontrarono nel 202o in occasione della visita di Lula al Papa e allo stesso sindacato, c’era anche Susanna Camusso.

“La vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva alle elezioni presidenziali del Brasile è una straordinaria notizia per il popolo brasiliano e per tutte le lavoratrici e i lavoratori che nel mondo continuano a battersi per la democrazia, la giustizia sociale, la pace e l’uguaglianza”, il testo che accompagna lo scatto incriminato nel quale Landini e Lula si stringono la mano, sorridenti, ma sullo sfondo non c’è nessun altro.

Peccato che nella foto originale, compariva proprio la ex segretaria Camusso, di cui Landini ha preso la successione. Letteralmente sbianchettata per l’occasione. Ad accorgersene è stato Il Foglio e, dopo le polemiche, è intervenuta anche l’attuale senatrice Pd: “Non è stato certo un incidente. Quando si cancella una persona da una foto lo si fa in maniera deliberata e ben ponderata. Per questo ritengo sia meglio seppellire sotto un ‘no comment’ questa pessima vicenda”, ha detto Camusso al Corriere.it.

La Cgil, da par suo, si dice “stupefatta” per la polemica e sostiene di essere in “buona fede” poiché “la foto originale, senza alcuna modifica, è stata pubblicata sul sito istituzionale della Cgil nazionale, dove è tuttora, ben prima della messa online sui social”. E fornisce la propria spiegazione, definendo “becera strumentalizzazione” le ricostruzioni giornalistiche: “Come si può notare – sottolinea la Cgil – la cancellazione non riguarda solo Susanna Camusso, ma anche un’altra persona, ed è riconducibile ad un errore tecnico per seguire le strette dinamiche social. Errore tecnico che è sfuggito al controllo finale prima della pubblicazione”.

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Pensioni, la simulazione con i nuovi coefficienti: perdite fino a 35.000 euro

Due giorni fa il Ministero del Lavoro e il Mef hanno aggiornato i coefficienti di trasformazione per il biennio che va dal 2027 al 2028.

Secondo le simulazioni elaborate dall’Osservatorio Previdenza della Cgil, a parità di età anagrafica e di capitale accumulato, i lavoratori che accederanno al riposo dal 1° gennaio 2027 subiranno riduzioni degli assegni che possono tradursi in perdite complessive fino a oltre 35.000 euro nell’arco dell’intero pensionamento.

Come cambiano i coefficienti dal 2027

Nel sistema contributivo, l’importo della pensione non si calcola sull’ultimo stipendio ma sulla somma totale delle cifre versate durante la carriera (il cosiddetto montante contributivo). Per trasformare questo capitale in una rata mensile, l’Inps lo multiplies per un coefficiente percentuale che cresce con l’età di uscita. Poiché i dati demografici mostrano un aumento della longevità, le tabelle vengono ricalcolate ogni due anni al ribasso, spalmando lo stesso tesoretto su un periodo di vita stimato più lungo.

Per esempio, chi è andato in pensione di vecchiaia a 67 anni nel 2026 aveva una percentuale di trasformazione al 5,608%, che scenderà al 5,514% dal prossimo anno. Questo aggiornamento comporta, a pari anzianità contributiva, una contrazione immediata dell’assegno pari all’1,68% rispetto al 2026. Se si allarga il confronto ai coefficienti del 2024, si nota una curva discendente del 3,65% a 67 anni che supera il 4% per uscite a 71 anni.

Cosa indicano i numeri delle simulazioni

Per leggere correttamente i numeri elaborati dal sindacato, è importante chiarire cosa rappresentano le fasce di importo analizzate:

  • i valori nella prima colonna non rappresentano l’ultimo stipendio percepito, ma la pensione mensile lorda che si sarebbe ottenuta a 67 anni con i parametri del 2024;
  • per raggiungere una pensione contributiva da 1.000 euro mensili serve un montante accantonato di circa 230.000 euro, che corrisponde mediamente a una Ral di circa 20.000-22.000 euro mantenuta per 35-40 anni di carriera continuativa;
  • si devono differenziare gli uomini dalle donne, a parità di coefficiente moltiplicatore, perché gli indici demografici danno alle ultime un’aspettativa di vita più lunga, dunque una perdita accumulata maggiore.

Quanto si perde da 1.000 a 4.000 euro al mese

Le simulazioni della Cgil mettono a confronto gli importi teorici maturati a 67 anni sulla quota contributiva della pensione. L’impatto economico cresce in valore assoluto all’aumentare della retribuzione pensionabile, incidendo in misura rilevante anche sui redditi medi e bassi:

Assegno mensile teorico nel 2024 Nuovo assegno mensile lordo nel 2027 Perdita mensile lorda Perdita annuale lorda Mancato incasso totale stimato (uomini) Mancato incasso totale stimato (donne)
1.000 euro 963,48 euro -36,50 euro -475 euro -6.923 euro -8.822 euro
1.500 euro 1.445,00 euro -55,00 euro -712 euro -10.385 euro -13.234 euro
2.000 euro 1.926,96 euro -73,04 euro -950 euro -13.846 euro -17.645 euro
3.000 euro 2.890,44 euro -109,56 euro -1.424 euro -20.769 euro -26.467 euro
4.000 euro 3.854,00 euro -146,00 euro -1.898 euro -27.694 euro -35.290 euro

Chi viene colpito dai nuovi coefficienti e le regole di calcolo

Il ricalcolo delle tabelle riguarda esclusivamente chi accederà al pensionamento a partire dal 1° gennaio 2027. Le pensioni già in corso di erogazione non subiranno alcuna modifica. L’incidenza sui trattamenti futuri varia in base al sistema di calcolo applicato dall’Inps:

  • per chi ha iniziato a versare dal 1° gennaio 1996, col sistema interamente contributivo, la revisione al ribasso si applica all’intero importo della prestazione;
  • per chi possiede anzianità contributiva antecedente al 1996, la contrazione interessa unicamente la quota di pensione calcolata con il metodo contributivo;
  • chi sceglie di rimanere nei ranghi aziendali, oltre la scadenza, può compensare in parte il calo accumulando ulteriore montante e beneficiando di un coefficiente legato a un’età anagrafica più avanzata.

L’aumento dell’età di vecchiaia dal 2027

Agli effetti penalizzanti sui coefficienti si somma lo scatto delle soglie anagrafiche. Dal 2027 il requisito ordinario per la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e 1 mese (per poi attestarsi a 67 anni e 3 mesi nel 2028), mentre per la prestazione anticipata contributiva occorreranno 64 anni e 1 mese.

Come confermato dalle simulazioni dei sindacati, l’obbligo di lavorare un mese in più apporta un beneficio contributivo marginale sul capitale complessivo, insufficiente a neutralizzare la contrazione percentuale applicata dalle nuove tabelle di trasformazione.

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