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I deliri di Andrea Sempio nei video choc inediti mostrati in tv: “Lo stupro è una strategia di riproduzione accettata e voluta dalla natura”

La solitudine, le frasi motivazionali, ma soprattutto il suo rapporto con l’universo femminile e l’interesse per la letteratura sugli stupri. È vasto il materiale emerso dagli hard disk di Andrea Sempio e che è stato considerato di interesse investigativo dagli inquirenti. Nelle ultime ore alcuni di questi filmati sono finiti in tv, a partire da “Verità nascoste” e “Ore 11” di Milo Infante, su Rete 4 e, questa mattina, anche a “Storie italiane”, su Rai 1. Video che contengono frasi deliranti anche di apologia dello stupro.

“Sai amico mio, tu hai fatto tante cose in vita tua, alcune neanche le possiamo dire”, dice Sempio a se stesso in un video del 2015 in cui “appare visibilmente ubriaco”. In auto, nella propria camera o per strada: negli anni il 38enne si è spesso ripreso mentre parlava a se stesso in veri e propri soliloqui. In una clip trasmessa dalle trasmissioni di Infante, Andrea Sempio dice di essersi innamorato di un coltello, in altre invece parla in questi termini del sesso femminile: “C’era una ragazzina davanti a me, che ho avuto diverse occasioni di aprirla e non ho aperto, non ci ho fatto assolutamente niente perché sono un co*****e. Questa è una cosa che voglio che cambi e da domani vediamo di metterci sotto, con le missioni e tutto e vediamo come va. Sarà un po’ un casino trovare il tempo, le donne e tutto il resto però vediamo”. In macchina, commentando un tentato approccio con una donna: “Potevo fare meglio, potevo trattare meglio quella lì perché era gioiosa e un po’ mi dispiace. Forse avrei potuto essere più sessuale con quella ragazzina”. E in un altro ancora si incita così: “È vero che Garlasco non offre tantissime opportunità, tantissimi set, però domani apri, se no prendi la macchina e vai da qualche parte, ma una la apri, è chiaro? Domani un’apertura, almeno una”.

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Delitto di Garlasco, “Le Iene non hanno diffamato Stefania Cappa”: la vittoria in appello con la sentenza che ribalta tutto

Riccardo Festinese e Alessandro De Giuseppe, rispettivamente autore e inviato de “Le Iene”, sono stati assolti dall’accusa di diffamazione aggravata nei confronti di Stefania Cappa in relazione al servizio “Speciale Le Iene, delitto di Garlasco, la verità di Alberto Stasi” andato in onda il 24 maggio 2022. Lo ha deciso la Corte d’Appello di Milano, III Sezione Penale, ribaltando la sentenza datata 29 aprile 2025 della III sezione penale del Tribunale di Milano, con cui la giudice Sara Faldini aveva condannato Festinese e De Giuseppe a una multa di 500 euro ciascuno e al pagamento di 10mila euro in favore della parte civile.

Perché Stefania Cappa aveva denunciato “Le Iene”

A finire sotto i riflettori era il modo in cui il servizio del programma di Italia 1 aveva raccontato le dichiarazioni di Marco Muschitta, colui che aveva sostenuto di aver visto Stefania Cappa in bicicletta vicino alla villetta dei Poggi la mattina del delitto, salvo poi ritrattare. Secondo la giudice il servizio non aveva evidenziato l’inattendibilità di quelle dichiarazioni, finendo per accreditarle. Così facendo si era restituita una rappresentazione parziale dei fatti, insinuando un possibile coinvolgimento di Stefania Cappa nell’omicidio di Chiara Poggi. Diverso, invece, il parere della Corte d’Appello, per la quale la rappresentazione dell’accaduto così come è andata in onda è corretta.

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