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L’analisi del Nobel Card: necessario tassare le rendite patrimoniali per aiutare giovani e clima

L’impatto dell’intelligenza artificiale, la crescente concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi e le disuguaglianze che penalizzano le giovani generazioni: questi sono stati alcuni dei temi al centro dell’intervento di David Card, Premio Nobel per l’Economia 2021.

Nel corso delle conferenze tenutesi durante la giornata di sabato 24 ottobre al Festival Internazionale dell’Economia di Torino, l’economista canadese ha tracciato una diagnosi severa sullo stato dell’economia globale, mettendo in guardia dai facili entusiasmi legati alle nuove tecnologie e denunciando le distorsioni di un sistema fiscale che grava quasi esclusivamente sui redditi da lavoro.

La crescita dei patrimoni e il ritardo della tassazione

Uno dei temi al centro dell’intervento di Card è l’analisi della disuguaglianza, che non deriva da una semplice differenza tra stipendi, ma dall’accumulo patrimoniale di pochi. Se la disparità salariale è rimasta sostanzialmente stabile dagli anni Novanta, l’aumento generale della ricchezza a livello globale si spiega solo con profitti d’impresa e rendite di capitale cresciuti a ritmi vertiginosi, lasciati indietro da una tassazione proporzionata. Il fenomeno è guidato dai colossi tecnologici e dalle grandi piattaforme digitali americane, come Meta, Amazon e Alphabet, che monopolizzano i mercati globali e ne estraggono valore.

Le piattaforme Usa e il ritardo europeo

L’Europa continua a produrre talenti di primo livello grazie a un sistema educativo pubblico di qualità, ma soffre di una cronica scarsità di offerta e di infrastrutture industriali in grado di gareggiare sul campo dove si gioca la vera partita. Il Vecchio Continente si ritrova così nel ruolo di puro consumatore di tecnologie statunitensi, incapace di trattenere il valore generato e di far fruttare i propri cervelli all’interno di player autoctoni.

Patrimoniali, reddito universale e sostenibilità dei bilanci

Dopo l’analisi, il Nobel canadese prova a tirare le somme per indicare possibili soluzioni. Il reddito universale viene considerato una vera e propria utopia assistenziale, finanziariamente insostenibile per le casse pubbliche di qualsiasi Paese: garantire un assegno, anche modesto, a un’ampia fascia della popolazione porterebbe i bilanci statali al collasso.

Il nodo fiscale resta tuttavia aperto. Un prelievo sulle grandi ricchezza e sui dividendi patrimoniali oggi non tassati adeguatamente rappresenterebbe la risorsa chiave per finanziare le grandi transizioni del nostro tempo:

  • investimenti per l’ambiente e per la transizione energetica;
  • rafforzamento dell’istruzione pubblica.

Oggi la pressione fiscale pesa in modo punitivo sui lavoratori dipendenti e sui giovani, costretti a versare un terzo del proprio stipendio per sostenere il sistema pensionistico e la spesa sociale a favore della popolazione anziana.

Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale

Card ha ridimensionato anche la narrazione trionfalistica sull’Intelligenza Artificiale generativa. Non si tratta di una tecnologia a somma zero o priva di perdenti, perché i modelli linguistici stanno già mettendo in crisi la domanda di professioni che prima sembravano inattaccabili.

Ne è un esempio il settore del software: dopo un decennio di crescita esponenziale delle assunzioni tra il 2010 e il 2023, la richiesta di programmatori e ingegneri informatici tradizionali registra una fase di stasi. L’integrazione dell’AI nei processi industriali spinge i colossi tech ad arruolare meno personale di primo livello e a ridurre la progressione di carriera per i lavoratori intermedi. In questo modo, nei prossimi anni si rischia di penalizzare i neo-laureati e di aumentare la precarietà di chi si trova a pochi anni dalla pensione.

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I migliori vini piemontesi premiati con i Tre bicchieri 2027 di Gambero Rosso

Sono complessivamente 82 i vini piemontesi che hanno ottenuto i “Tre Bicchieri” di Gambero Rosso. Le etichette regionali, premiate con il massimo riconoscimento della guida Vini d’Italia 2027, sono state scelte perché in grado di valorizzare territori e vitigni locali, ma con interpretazioni e stili differenti.

La selezione di Gambero Rosso in questa edizione conferma l’eccellenza dei grandi rossi, ma mette in evidenza anche una maggiore attenzione alla freschezza, alla precisione aromatica e alla bevibilità.

Come sono stati scelti i migliori vini piemontesi del 2027

I migliori vini, come ogni anno, sono stati scelti attraverso degustazioni e valutazioni della redazione e dei suoi collaboratori, con l’obiettivo di individuare le etichette che si sono distinte per:

  • qualità;
  • personalità;
  • capacità espressiva.

I Tre Bicchieri 2027 sono stati in questo modo assegnati a vini di denominazioni storiche e produzioni che negli ultimi anni hanno consolidato la propria reputazione.

L’elenco completo dei vini piemontesi premiati con i Tre Bicchieri 2027

Di seguito l’elenco integrale delle etichette piemontesi premiate dal Gambero Rosso, con annata e produttore, organizzato per tipologia e denominazione per facilitare la consultazione.

Alta Langa:

  • Alta Langa Brut Bianc ’d Bianc Giulio Cocchi 2019 – Bava/Cocchi;
  • Alta Langa Extra Brut Bera Blanc 2022 – Bera;
  • Alta Langa Extra Brut Caterina Rivella Riserva 2019 – Marcalberto;
  • Alta Langa Pas Dosé Seicento 2022 – Vite Colte.

Barbaresco:

  • Barbaresco Bric Micca 2023 – Poderi Luigi Einaudi;
  • Barbaresco Costa Russi 2023 – Gaja;
  • Barbaresco Fausoni 2023 – Sottimano;
  • Barbaresco Gallina 2023 – Ceretto;
  • Barbaresco Iago 2023 – Mura Mura;
  • Barbaresco Pajè Riserva 2021 – Produttori del Barbaresco;
  • Barbaresco Pajoré 2023 – Bel Colle;
  • Barbaresco Pora 2022 – Ca’ del Baio;
  • Barbaresco Rabajà Riserva 2019 – Giuseppe Cortese;
  • Barbaresco Riserva 2020 – Roberto Sarotto;
  • Barbaresco Tre Stelle 2023 – Cascina delle Rose;
  • Barbaresco Vanotu 2023 – Pelissero.

Barbera d’Asti e Barbera del Monferrato Superiore:

  • Barbera d’Asti L’Avvocata 2025 – Coppo;
  • Barbera d’Asti Lavignone 2025 – Pico Maccario;
  • Barbera d’Asti Superiore Genio 2024 – Gianni Doglia;
  • Barbera d’Asti Superiore La Bogliona 2021 – Scarpa;
  • Barbera d’Asti Superiore Sergio 2021 – Gozzelino;
  • Barbera d’Asti Superiore Vigne Vecchie 2022 – Vinchio Vaglio;
  • Barbera del Monferrato Superiore Albarola 2020 – Tacchino;
  • Barbera del Monferrato Superiore Bruno Bonzano 2021 – Castello di Uviglie;
  • Barbera del Monferrato Superiore Cantico della Crosia 2022 – Vicara.

Barolo:

  • Barolo 2022 – Pio Cesare;
  • Barolo 2022 – Gianluca Colombo/Segni di Langa;
  • Barolo Arborina 2022 – Elio Altare;
  • Barolo Arborina 2022 – Mauro Veglio;
  • Barolo Castellero 2022 – Giacomo Fenocchio;
  • Barolo Cerretta 2022 – Giacomo Conterno;
  • Barolo del Comune di Castiglione Falletto 2021 – Cascina Fontana;
  • Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2020 – Bruno Giacosa;
  • Barolo Fontanin 2022 – Livia Fontana;
  • Barolo Ginestra Ciabot Mentin 2022 – Domenico Clerico;
  • Barolo Lazzarito 2022 – Vietti;
  • Barolo Ornato 2022 – Palladino;
  • Barolo Paiagallo 2022 – Casa E. di Mirafiore;
  • Barolo Ravera 2022 – G. D. Vajra;
  • Barolo Ravera Bricco Pernice 2021 – Cogno;
  • Barolo Serradenari 2022 – Dosio Vigneti;
  • Barolo Sottocastello di Novello 2022 – Ca’ Viola;
  • Barolo Tre Tine 2022 – Giuseppe Rinaldi;
  • Barolo Vigna Rionda Etichetta Nera Riserva 2020 – Massolino/Vigna Rionda;
  • Barolo Vignarionda 2020 – Figli Luigi Oddero/Tenuta Parà;
  • Barolo Villero 2022 – Cavallotto/Tenuta Bricco Boschis;
  • Barolo Zinzasco 2022 – Diego Morra.

Altre denominazioni e vitigni piemontesi:

  • Boca 2022 – Davide Carlone;
  • Canelli Sant’Ilario 2025 – Cadgal;
  • Carema Etichetta Bianca Riserva 2021 – Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema;
  • Colli Tortonesi Timorasso Derthona Lacrime del Bricco 2023 – Giacomo Boveri;
  • Colli Tortonesi Timorasso Derthona Pitasso 2024 – Claudio Mariotto;
  • Colli Tortonesi Timorasso Derthona Santa Croce 2024 – La Colombera;
  • Diano d’Alba Comitatus Dianensis 2024 – Abrigo Fratelli;
  • Dogliani Papà Celso 2025 – Marziano Abbona;
  • Dogliani Superiore Vigne Dolci 2024 – San Fereolo;
  • Erbaluce di Caluso Le Chiusure 2024 – Benito Favaro;
  • Erbaluce di Caluso Rustìa 2025 – Orsolani;
  • Gattinara Osso San Grato Riserva 2020 – Antoniolo;
  • Gattinara Riserva 2020 – Torraccia del Piantavigna;
  • Gavi del Comune di Gavi Bruno Broglia 2022 – Broglia/Tenuta La Meirana;
  • Gavi del Comune di Gavi Rolona 2025 – Castellari Bergaglio;
  • Gavi del Comune di Gavi Rovereto Minaia 2025 – Nicola Bergaglio;
  • Gavi del Comune di Gavi Vigne Rade 2025 – La Toledana;
  • Ghemme Cantalupo Anno Primo 2019 – Antichi Vigneti di Cantalupo;
  • Grignolino d’Asti Monferace 2021 – Tenuta Santa Caterina;
  • Langhe Nebbiolo Ester Canale Rosso 2023 – Giovanni Rosso;
  • Langhe Riesling Hérzu 2024 – Ettore Germano;
  • Nebbiolo d’Alba Superiore San Sebastiano 2024 – Cascina Penna/Currado;
  • Nizza Cremosina 2023 – Bersano;
  • Nizza Montemareto 2023 – Michele Chiarlo;
  • Nizza San Luigi 2022 – Aresca;
  • Piemonte Pinot Nero Bricco del Falco 2022 – Isolabella della Croce;
  • Roero Arneis 2025 – Cascina Lanzarotti;
  • Roero Arneis Alteno della Fontana Riserva 2021 – Tenuta Carretta;
  • Roero Arneis Renesio Incisa Riserva 2021 – Monchiero Carbone;
  • Roero Arneis San Quirico 2025 – Giacomo Costa;
  • Roero Arneis Sette Anni Riserva 2019 – Angelo Negro;
  • Roero Valmaggiore Audinaggio 2024 – Cascina Ca’ Rossa;
  • Roero Vigna di Lino 2023 – Cascina Val del Prete;
  • Ruchè di Castagnole Monferrato Vigna del Parroco 2024 – Ferraris Agricola;
  • Valli Ossolane Nebbiolo Prünent Vigna La Fornace 2024 – Cantine Garrone.

Il risultato è un Piemonte più sfaccettato, nel quale i grandi rossi da invecchiamento convivono con bianchi sapidi, bollicine metodo classico e vini più immediati, senza che una tipologia debba necessariamente imitare l’altra. È proprio questa pluralità a rendere la selezione dei Tre Bicchieri 2027 particolarmente significativa per comprendere la direzione dell’enologia regionale.

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Incidenti sul lavoro, a Baveno un uomo muore schiacciato tra un muro e un camion

Sabato mattina a Baveno, in provincia del Verbanio-Cusio-Ossola, in Piemonte, un uomo di 48 anni ha perso la vita rimanendo schiacciato tra un muro e un camion. Non è ancora chiara la dinamica dell’incidente mortale: secondo le prime ricostruzioni, un autospurgo si sarebbe messo in moto autonomamente. L’allarme nel piccolo comune sul Lago Maggiore è scattato questa mattina alle 8: sul posto, in via Due Riviere si sono recati immediatamente polizia e soccorritori, oltre ai vigili del fuoco che hanno impiegato oltre 20 minuti nelle operazioni di estrazione del corpo.

Appena quattro giorni fa, nel bresciano, un’altra morte sul lavoro con dinamica simile: un operaio è rimasto schiacciato in un cestello elevatore nello stabilimento di Acciaierie Venete a Sarezzo, nel Bresciano.

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Comprare casa vicino alla stazione, dove costa di più e dove si risparmia

Comprare casa vicino a una stazione ferroviaria può costare fino all’80% in più rispetto alla media della città. È quanto accade a Torino, dove per comprare una casa nei pressi della stazione Porta Nuova occorrono 3.994 euro al metro quadro contro i 2.220 euro/mq medi della città. A Roma Termini occorrono 6.100 euro al metro quadro contro i 3.810 euro/mq della media comunale. Ma non è una regola valida ovunque: a Napoli, per esempio, gli immobili vicini alla Stazione Centrale costano quasi un quarto in meno rispetto alla media cittadina.

A fotografare queste differenze è un’analisi di Immobiliare.it Insights, che ha confrontato i prezzi delle abitazioni in vendita entro dieci minuti a piedi dalle principali stazioni ferroviarie italiane con quelli medi dei rispettivi Comuni.

Torino è la città con il divario più alto

Tra le città analizzate, Torino registra la differenza più marcata tra i prezzi delle case vicino alla stazione e quelli medi comunali. Per acquistare un immobile entro dieci minuti a piedi da Porta Nuova occorrono in media 3.994 euro al metro quadrato, contro i 2.220 euro richiesti mediamente nel resto della città. Il sovrapprezzo raggiunge così il 79,9%.

Al secondo posto si colloca Roma. Nelle vicinanze della stazione Termini, il prezzo medio delle abitazioni in vendita arriva a circa 6.100 euro al metro quadrato, mentre la media comunale si attesta a 3.810 euro. La differenza è pari a circa il 60%, un divario che rende particolarmente costoso acquistare casa in prossimità del principale snodo ferroviario della Capitale. Completa il podio Venezia, dove comprare un’abitazione nei dintorni della stazione di Santa Lucia costa mediamente 5.049 euro al metro quadrato. Il valore supera del 54,8% la media cittadina, pari a 3.262 euro al metro quadrato.

Firenze, Bari e Milano: quanto costa la vicinanza alla stazione

Il divario tra i prezzi degli immobili nelle aree vicine alle stazioni e quelli medi comunali supera il 20% anche a Firenze e Bari. Nel capoluogo toscano, chi cerca casa a dieci minuti a piedi dalla stazione di Santa Maria Novella deve mettere in conto una spesa media di 5.719 euro al metro quadrato. Il dato è superiore del 21,9% rispetto ai 4.692 euro al metro quadrato registrati a livello comunale.

A Bari, invece, acquistare nei dintorni della stazione Centrale richiede mediamente 2.767 euro al metro quadrato, contro i 2.288 euro della media cittadina. In questo caso, la differenza raggiunge il 20,9%. Anche a Milano la prossimità alla stazione si accompagna a prezzi più elevati, sebbene lo scarto sia più contenuto. Nell’area della Stazione Centrale, il costo medio delle abitazioni in vendita è di 6.566 euro al metro quadrato, contro i 5.649 euro della media comunale. Il divario è quindi del 16,2%.

A Bologna e Trento il sovrapprezzo è più contenuto

In altre città, la differenza tra i valori immobiliari vicino alla stazione e quelli medi comunali è decisamente più ridotta. A Bologna, comprare casa nei pressi della stazione Centrale costa in media 4.116 euro al metro quadrato, l’8,6% in più rispetto ai 3.791 euro registrati nel Comune.

A Trento, invece, gli immobili situati nelle vicinanze della stazione ferroviaria hanno un prezzo medio di 3.614 euro al metro quadrato. Si tratta di un valore superiore del 6,1% rispetto ai 3.405 euro al metro quadrato della media cittadina. Questi dati mostrano come il vantaggio di vivere vicino al treno non si traduca ovunque nello stesso incremento dei prezzi. L’entità del divario varia infatti da una città all’altra e può essere molto diversa anche in funzione delle caratteristiche del mercato immobiliare locale.

Genova, Palermo e Napoli: vicino alla stazione si risparmia

L’analisi di Immobiliare.it Insights evidenzia anche tre eccezioni alla tendenza generale. A Genova, Palermo e Napoli, infatti, acquistare casa vicino alla stazione ferroviaria costa mediamente meno rispetto alla media comunale. A Genova, un’abitazione situata entro dieci minuti a piedi da Piazza Principe costa in media 1.781 euro al metro quadrato, contro i 1.833 euro della media cittadina. La differenza è contenuta, pari al 2,8%.

A Palermo lo scarto è più ampio: nei dintorni della stazione Centrale i prezzi si attestano a 1.466 euro al metro quadrato, circa il 5,8% in meno rispetto ai 1.557 euro medi del Comune. Il caso più significativo è però quello di Napoli. Qui, acquistare casa vicino alla Stazione Centrale significa spendere mediamente 2.279 euro al metro quadrato, contro i 2.990 euro della media comunale. Il prezzo risulta quindi inferiore del 23,8%.

La stazione può influenzare il valore di una casa, ma non è l’unico fattore

Nel complesso, i dati mostrano che la vicinanza ai collegamenti ferroviari rappresenta spesso un elemento capace di incidere sui prezzi delle abitazioni, ma non determina automaticamente un aumento del valore immobiliare.

A Torino, Roma e Venezia la differenza rispetto alla media cittadina è particolarmente elevata, mentre a Bologna e Trento il sovrapprezzo è più limitato. A Genova, Palermo e soprattutto Napoli, invece, le case vicine alle stazioni risultano mediamente più economiche. Per chi intende acquistare un immobile, quindi, la distanza dalla stazione è un elemento da valutare insieme agli altri fattori che influenzano il prezzo: posizione, caratteristiche dell’abitazione, servizi disponibili e qualità del contesto urbano. Il confronto con la media comunale offre un primo riferimento utile, ma non sostituisce un’analisi dei prezzi delle singole zone e delle caratteristiche specifiche dell’immobile.

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