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UniCredit, si chiude l’era Padoan. Dal bonus di Renzi alla svolta Orcel, ecco chi è l’ex ministro

UniCredit, si chiude l’era Padoan. Il ritratto

Pier Carlo Padoan ha annunciato di voler lasciare l’incarico da Presidente del Consiglio di Amministrazione di UniCredit. Ma non lo farà subito bensì al termine del suo mandato. Di conseguenza, rimarrà formalmente in carica fino all’assemblea degli azionisti per l’approvazione del bilancio, nella primavera del 2027.

Ma chi è Pier Carlo Padoan? Padoan, nato a Roma il 19 gennaio 1950, è stato Ministro dell’Economia e delle Finanze dal 22 febbraio 2014 al 1º giugno 2018 nei governi Renzi e Gentiloni. È stato eletto alla Camera dei Deputati dal 2018 al 2020. Dall’aprile del 2021 è Presidente del Consiglio di Amministrazione di UniCredit. Ma Padoan è stato anche direttore esecutivo per l’Italia del Fondo Monetario Internazionale (FMI) dal 2001 al 2005 e vicesegretario generale e capo economista dell’OCSE. L’ex ministro può vantare inoltre una prestigiosa carriera anche da accademico. È stato Professore di Economia presso l’Università La Sapienza di Roma e ha insegnato in vari atenei internazionali, tra cui il College of Europe a Bruges e Varsavia. Ha collaborato con la Banca Mondiale, la Commissione Europea e la Banca Centrale Europea, ed è stato consigliere economico dei presidenti del Consiglio Massimo D’Alema e Giuliano Amato.

Alcuni dei più importanti provvedimenti (con la sua firma)

Da ministro dell’Economia, durante i governi Renzi e Gentiloni, ha portato a termine importanti riforme strutturali. A Padoan si deve ad esempio l’attuazione di una misura cara al governo Renzi, il famoso “bonus degli 80 euro“. La misura è stata approvata il 18 aprile 2014 dal Consiglio dei ministri tramite il decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 ed è entrata in vigore a partire dalla busta paga del mese di maggio 2014.

In seguito, la misura è stata resa strutturale (permanente) con la Legge di Stabilità 2015 (Legge n. 190/2014). Tra le sue riforme spicca anche la “Disattivazione delle clausole di salvaguardia”. Si tratta di un blocco ripetuto degli aumenti automatici dell’IVA e delle accise attraverso le varie leggi di stabilità e di bilancio. Sempre Padoan ha reso possibile l’inserimento del canone televisivo nella bolletta elettrica con contestuale riduzione della tariffa, misura volta a contrastare l’evasione fiscale. Un provvedimento che risale al luglio 2016, in seguito alla Legge di Stabilità 2016 approvata dal governo Renzi.

Padoan ha anche dovuto gestire alcune importanti crisi bancarie, dalla ricapitalizzazione precauzionale di Monte dei Paschi di Siena (MPS), fino al decreto per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Nel 2015 ha anche firmato la Riforma delle Banche Popolari, stabilendo di fatto l’bbligo di trasformazione in società per azioni (Spa) per le banche popolari con attivi superiori a 8 miliardi di euro, abolendo il principio del voto capitario.

Per quanto riguarda invece il suo ruolo da Presidente di UniCredit, Padoan ha ricoperto una funzione di garanzia istituzionale e supervisione strategica del gruppo. Uno dei suoi primissimi atti nel 2021 è stata quello, attraverso il Cda che presiedeva, di nominare Andrea Orcel come Amministratore Delegato in sostituzione di Jean Pierre Mustier, avviando il cambio di strategia del gruppo. Sotto la guida di Padoan, il CdA ha promosso e deliberato la ricandidatura e la successiva riconferma di Orcel per un secondo mandato (2024-2027), blindando la strategia di crescita. Ha gestito anche il dossier Monte dei Paschi di Siena nel 2021 e quelle delicate trattative col Mef, deliberando infine l’interruzione dei negoziati. Più recentemente, invece, ha approvato e sostenuto la scalata finanziaria alla seconda banca tedesca, Commerzbank, autorizzando l’acquisizione di quote (fino a quasi il 50% tramite derivati) e i successivi aumenti di capitale funzionali al lancio dell’Offerta Pubblica di Acquisto.

Il comunicato di UniCredit

“Sotto la sua guida di grande successo, la Banca ha attraversato una significativa fase di trasformazione, consolidandosi come una delle principali realtà bancarie europee. Nel corso di questo periodo, il Presidente ha fornito un contributo inestimabile all’indirizzo strategico e allo sviluppo della Banca, guidando l’istituzione attraverso una fase di profondo cambiamento.

Ha accompagnato UniCredit in un percorso di trasformazione operativa e strategica, affrontando al contempo un contesto complesso, caratterizzato dalle sfide derivanti sia dall’evoluzione del quadro macroeconomico sia dal mutamento dello scenario politico. In particolare, ha costruito e gestito relazioni
con le istituzioni nazionali in tutta Europa e oltre, lavorando per assicurare il sostegno alla Banca da parte degli stakeholder presenti nei mercati in cui opera
“, si legge nella nota di Unicredit che annuncia l’uscita di Padoan.

“Durante il suo mandato in UniCredit, la Banca si è trasformata in uno dei principali gruppi bancari europei, conseguendo livelli record di redditività, creando un significativo valore per gli azionisti attraverso una politica di distribuzione ai vertici del settore e rafforzando la propria posizione patrimoniale e la propria resilienza a supporto della crescita di lungo periodo”, si legge ancora.

Commentando l’annuncio, il Consiglio di Amministrazione unanime ha dichiarato: “A nome dell’intero Consiglio, desideriamo ringraziare Pier Carlo per la sua preziosa leadership, per il suo orientamento strategico e per il costante impegno nei confronti della Banca. Ha garantito stabilità e continuità in un periodo di significativa trasformazione e di circostanze particolarmente complesse, mantenendo sempre fermo il proprio impegno verso il Consiglio di Amministrazione e tutti gli stakeholder. Gli siamo profondamente grati per il suo contributo e gli rivolgiamo i migliori auguri per il futuro”.

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UniCredit, Padoan lascerà la presidenza. Orcel: “Per me una fonte di saggi consigli e di grande esperienza”

UniCredit ha annunciato tramite una nota che Pier Carlo Padoan lascerà l’incarico di Presidente del Consiglio di Amministrazione al termine del suo mandato per motivi personali. “Sotto la sua guida di grande successo, la Banca ha attraversato una significativa fase di trasformazione, consolidandosi come una delle principali realtà bancarie europee. Nel corso di questo periodo, il Presidente ha fornito un contributo inestimabile all’indirizzo strategico e allo sviluppo della Banca, guidando l’istituzione attraverso una fase di profondo cambiamento”, si legge nella nota.

“Ha accompagnato UniCredit in un percorso di trasformazione operativa e strategica, affrontando al contempo un contesto complesso, caratterizzato dalle sfide derivanti sia dall’evoluzione del quadro macroeconomico sia dal mutamento dello scenario politico. In particolare, ha costruito e gestito relazioni con le istituzioni nazionali in tutta Europa e oltre, lavorando per assicurare il sostegno alla Banca da parte degli stakeholder presenti nei mercati in cui opera”, continua la nota.

E ancora: “Durante il suo mandato in UniCredit, la Banca si è trasformata in uno dei principali gruppi bancari europei, conseguendo livelli record di redditività, creando un significativo valore per gli azionisti attraverso una politica di distribuzione ai vertici del settore e rafforzando la propria posizione patrimoniale e la propria resilienza a supporto della crescita di lungo periodo”.

Il Consiglio di Amministrazione ha espresso il proprio sincero apprezzamento per la sua leadership, il suo impegno e la sua guida, che hanno posto solide basi per il continuo successo della Banca. Commentando l’annuncio, il Consiglio di Amministrazione unanime ha dichiarato: “A nome dell’intero Consiglio, desideriamo ringraziare Pier Carlo per la sua preziosa leadership, per il suo orientamento strategico e per il costante impegno nei confronti della Banca. Ha garantito stabilità e continuità in un periodo di significativa trasformazione e di circostanze particolarmente complesse, mantenendo sempre fermo il proprio impegno verso il Consiglio di Amministrazione e tutti gli stakeholder. Gli siamo profondamente grati per il suo contributo e gli rivolgiamo i migliori auguri per il futuro”.

L’Amministratore Delegato del Gruppo UniCredit, Andrea Orcel, ha dichiarato: “Desidero ringraziare personalmente Pier Carlo per la sua leadership e il suo supporto sin dall’inizio del mio mandato. È stato per me una fonte costante di saggi consigli e di grande esperienza, e ho molto apprezzato la nostra collaborazione. Il Consiglio di Amministrazione, il Group Executive Committee e io restiamo pienamente concentrati sull’attuazione della nostra strategia e proseguiremo con fiducia questo lavoro durante la transizione e negli anni a venire”.

Il Presidente collaborerà strettamente con Jeffrey Edberg, in qualità di responsabile del Comitato Nomine della Banca, per individuare un successore adeguato, assicurando un passaggio di consegne ordinato e senza discontinuità. La priorità sarà preservare la continuità della governance della Banca e mantenere il Consiglio di Amministrazione focalizzato sulle priorità strategiche dell’istituto. “La transizione, concordata tra le parti, sarà gestita secondo modalità e tempi che tutelino innanzitutto gli interessi della Banca e dei suoi stakeholder. UniCredit rimane pienamente focalizzata sulle proprie ambizioni di lungo termine, facendo leva sulle solide basi costruite durante il mandato di Pier Carlo Padoan”, conclude la nota.

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Manager più pagati in Italia, chi sono i CEO che guadagnano di più a Piazza Affari

Chi guida le grandi società quotate italiane e quanto guadagna? Lo rivela lo Studio sui compensi dei Board delle società italiane del Ftse Mib, realizzato da Cutillo & Partners per l’Osservatorio Executive Compensation e Corporate Governance della Luiss Business School. L’edizione 2026 analizza le remunerazioni relative al 2025 di 34 società e registra un dato significativo: per la prima volta tre amministratori delegati hanno superato contemporaneamente i 10 milioni di euro di compenso complessivo.

In cima alla classifica ci sono Carlo Messina di Intesa Sanpaolo, Andrea Orcel di UniCredit e Philippe Donnet di Assicurazioni Generali. Seguono i vertici dei grandi gruppi energetici, bancari e assicurativi, a conferma del peso di questi settori nella graduatoria dei manager meglio pagati di Piazza Affari.

I manager più pagati di Piazza Affari

La classifica considera la remunerazione complessiva, che comprende stipendio fisso, bonus di breve periodo, incentivi di lungo termine e valore degli strumenti azionari assegnati:

  • Carlo Messina – Intesa Sanpaolo: 12.620.900 euro;
  • Andrea Orcel – UniCredit: 11.474.280 euro;
  • Philippe Donnet – Assicurazioni Generali: 10.119.714 euro;
  • Claudio Descalzi – Eni: circa 8,3 milioni di euro;
  • Flavio Cattaneo – Enel: circa 7,9 milioni di euro;
  • Giuseppe Castagna – Banco BPM: 3,66 milioni di euro tra componente fissa e variabile, a cui si aggiunge la componente azionaria di lungo periodo.

Carlo Messina è il manager più pagato

Al primo posto si trova Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo dal 2013, con una remunerazione complessiva di oltre 12,6 milioni di euro. Durante il suo mandato, il gruppo ha rafforzato la propria posizione nel mercato bancario, anche grazie all’acquisizione di UBI Banca, completata nel 2021. Il modello di business comprende attività di risparmio gestito, bancassicurazione e gestione patrimoniale.

Al secondo posto c’è Andrea Orcel, alla guida di UniCredit dall’aprile 2021. Il suo compenso supera gli 11,4 milioni di euro. La strategia del manager ha puntato sulla semplificazione organizzativa, sul contenimento dei costi e sul rafforzamento della redditività, accompagnati da una politica di distribuzione del capitale agli azionisti.

Completa il podio Philippe Donnet, amministratore delegato di Generali dal 2016, con oltre 10,1 milioni di euro. Il gruppo assicurativo ha proseguito il proprio percorso di sviluppo internazionale, tra assicurazioni e risparmio gestito, attraversando anche momenti di confronto tra gli azionisti sulla governance societaria.

Energia e banche nella parte alta della classifica

Il quarto posto spetta a Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni dal 2014, con circa 8,3 milioni di euro. Nel corso della sua gestione, il gruppo ha affiancato alle attività tradizionali nel settore degli idrocarburi iniziative legate alla transizione energetica, alle rinnovabili e al gas naturale liquefatto. Segue Flavio Cattaneo, alla guida di Enel dal maggio 2023, con circa 7,9 milioni di euro. Il manager ha promosso interventi di razionalizzazione degli asset internazionali e di riduzione dell’indebitamento, con l’obiettivo di rafforzare la redditività del gruppo.

Quanto guadagna un CEO rispetto agli altri consiglieri?

Il report evidenzia una distanza significativa tra i compensi degli amministratori delegati e quelli degli altri componenti dei consigli di amministrazione. La remunerazione complessiva mediana di un CEO del Ftse Mib supera i 3,5 milioni di euro, mentre la remunerazione mediana di un amministratore non esecutivo è di 116.250 euro all’anno. Il compenso mediano del vertice esecutivo equivale quindi a circa trenta volte quello di un consigliere non esecutivo.

Un altro elemento rilevante è il peso degli incentivi di lungo periodo, che rappresentano il 37% della remunerazione mediana, per un valore di circa 1,4 milioni di euro. Si tratta soprattutto di strumenti azionari collegati al raggiungimento di obiettivi specifici. I parametri ambientali, sociali e di governance, noti come ESG, sono presenti nei sistemi incentivanti di tutte le società analizzate e possono incidere fino al 20% della componente variabile.

La classifica mostra dunque come la remunerazione dei top manager italiani sia sempre più legata non soltanto allo stipendio fisso, ma anche ai risultati aziendali e agli obiettivi di lungo periodo. Resta aperto il dibattito sulla proporzionalità dei compensi e sul rapporto tra retribuzioni dei vertici, performance delle società e remunerazione degli altri componenti dei consigli di amministrazione.

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