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Il volo low cost da record tra Amsterdam e Mumbai: quasi 10 ore su un aereo da tratte brevi, senza sedili reclinabili e con 4 bagni per 195 passeggeri. Il prezzo? 478 euro andata e ritorno

Vorreste andare in India volando con una compagnia low cost e pagando appena 478 euro per un biglietto diretto di andata e ritorno? Ebbene sappiate che potete farlo, ma a un patto: abbandonare qualsiasi idea di comodità. L’esperienza prevede infatti di trascorrere circa dieci ore chiusi in un aereo a fusoliera stretta, identico ai velivoli impiegati dai vettori economici europei per i brevi spostamenti di una o due ore. A bordo non ci sono schermi per l’intrattenimento, non c’è connessione a Internet e gli schienali non sono reclinabili. Lo spazio riservato alle gambe si ferma a 71 centimetri — lo stesso standard offerto da Wizz Air — e per circa 200 passeggeri sono disponibili appena quattro bagni. L’unica concessione riguarda i pasti e le bevande analcoliche, che vengono serviti gratuitamente.

Questa configurazione estrema è la realtà del volo “6E 21” operato da IndiGo, la principale compagnia low cost indiana, sulla rotta di quasi 6.900 chilometri che collega Mumbai ad Amsterdam. Fino al 24 ottobre la tratta veniva coperta utilizzando i Boeing 787 a doppio corridoio noleggiati da Norse Atlantic, ma dal 25 ottobre la compagnia ha introdotto l’Airbus A321Xlr, inaugurando la rotta più lunga al mondo mai operata con questo jet a corridoio singolo progettato per le distanze intercontinentali.

Secondo le statistiche rilevate da Flightradar24, il collegamento dalla megalopoli indiana allo scalo olandese richiede una durata media effettiva di 9 ore e 40 minuti, mentre il tragitto inverso da Amsterdam a Mumbai scende a una media di 8 ore e 51 minuti grazie alla spinta dei venti favorevoli. A livello operativo, come attesta il database di analisi aeronautiche Cirium, la compagnia ha depositato ufficialmente un “block time” (l’arco di tempo complessivo previsto da gate a gate) di quasi 10 ore e mezza.

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“Chi sgarra perde la valigia”: Ryanair cambia ancora le regole sui bagagli, dal 10 novembre scatta la chiusura anticipata dei banchi del check-in

Ryanair cambia ancora le sue regole, e questa volta il rischio di veder sfumare il proprio viaggio ancor prima di raggiungere i controlli di sicurezza è decisamente alto per chi è abituato ad arrivare in aeroporto sul filo di lana. A partire da martedì 10 novembre, la compagnia aerea irlandese imporrà una nuova stretta sui tempi di consegna delle valigie: i banchi per la registrazione e il rilascio dei bagagli da stiva (bag drop) chiuderanno tassativamente 60 minuti prima dell’orario di partenza del volo, cancellando il precedente limite fissato a 40 minuti.

Quei 20 minuti in meno, che sulla carta potrebbero sembrare uno scarto marginale, nella caotica realtà aeroportuale possono segnare il confine tra una partenza serena e la perdita del volo, specialmente se si mettono in conto imprevisti come il traffico cittadino, il ritardo di una navetta o file prolungate ai terminal.

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L’aereo EasyJet atterra a Berlino, ma in stiva non c’è neanche una valigia: “Tutti i bagagli lasciati a Napoli per carenza di carburante”. La scoperta choc dei passeggeri all’arrivo

Il volo è arrivato a destinazione senza intoppi, ma quando i passeggeri si sono radunati davanti ai nastri di riconsegna, ad attenderli c’è stata un’amara sorpresa: l’aereo era completamente vuoto. Nessun bagaglio da stiva era stato caricato a bordo del volo Easyjet EJU5054 decollato giovedì della scorsa settimana dall’aeroporto di Napoli Capodichino e diretto a Berlino. La motivazione fornita dalla compagnia aerea britannica, riportata dal quotidiano tedesco Bild, ha dell’incredibile: un limite di peso imposto da una carenza di carburante.

La macchina è atterrata all’aeroporto di Berlino-Brandeburgo (BER) alle 23:19, rispettando sostanzialmente il ruolino di marcia. I problemi sono iniziati al terminal arrivi. Benjamin Hammerschmidt, un passeggero di Eichwalde intervistato dal quotidiano locale Märkische Oderzeitung (MOZ), ha raccontato che sul tabellone del nastro trasportatore è apparsa quasi subito la scritta “completed” (operazione conclusa), sebbene nessuna valigia fosse stata scaricata. Solo dopo un quarto d’ora di smarrimento collettivo, i viaggiatori hanno appreso la doccia fredda: le stive dell’aereo erano vuote.

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