Bosnia, elicottero precipitato: ecco chi sono le quattro vittime. I ritratti
Bosnia, elicottero precipitato: ecco chi sono le vittime
Nell’incidente che ha coinvolto un elicottero italiano impegnato nell’ambito dell’operazione Eufor Althea in Bosnia-Erzegovina, sono deceduti quattro militari: due appartenenti all’Esercito Italiano e due al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana (CRI). Ma chi sono le vittime? A perdere la vita sono stati Simone Ruggia e Claudio Marchesi, che appartenevano alla componente aerea dell’Esercito, e il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci della Croce Rossa.
Per Procacci – riporta Il Corriere della Sera – era la prima missione internazionale. Originaria di Andria, alla salute aveva dedicato tutta la sua vita: si era trasferita a Roma per studiare Medicina e durante l’Università si era impegnata nella Croce Rossa. Proprio lo scorso marzo aveva giurato come sergente, prima donna a raggiungere il grado di sottufficiale nel Corpo militare volontario della Croce Rossa italiana.
A questo corpo apparteneva anche il lombardo Zecchillo, tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare all’Ospedale di Legnano. Dal 1990 tenente della Croce rossa, aveva una grande competenza nelle attività di soccorso e intervento in casi di emergenza. Autore di numerose pubblicazioni, aveva tenuto diversi corsi ed era stato relatore di molte tesi di laurea alle Facoltà di Medicina delle Università di Milano e Varese.
Le vittime dell’Esercito
Ruggia e Marchesi erano tecnici di volo, e facevano parte del Primo reggimento Aviazione dell’esercito “Antares” di Viterbo. Ruggia era originario di Salerno. Era un appassionato di corsa e di immersioni subacquee. Sui social scrivevano di lui: “E tu Simone accetti e superi sempre nuove sfide”. Marchesi, 35 anni, era originario di Orvieto, nel Ternano. Appassionato di sci e calcio, sport che aveva praticato da ragazzo. Oltre ai quattro morti, nella tragedia di ieri si contano anche undici feriti (dieci militari dell’Esercito e uno della Croce Rossa): “Nessuno di loro versa in pericolo di vita“, ha precisato ieri sera il ministero della Difesa.
Da quanto è trapelato ieri sera, il Chinook precipitato subito dopo il decollo era partito mercoledì proprio dalla base nella città laziale, e dopo una tappa all’aeroporto militare di Pratica di Mare, aveva raggiunto la Bosnia. Allo stesso raggruppamento apparteneva anche l’elicottero precipitato ad Abu Dhabi nel 1980, un incidente durante una dimostrazione che costò la vita a tredici persone.
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