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Spread ancora in calo a 114 punti base, rendimenti a 4,50% dopo l’asta dei Bot

Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è tornato a calare in apertura il 29 ottobre. Il differenziale è sceso a 114 punti base, mentre i rendimenti sono tornati al 4,50%, dopo essersi allontanati da questa soglia nella giornata di ieri. I segnali dai mercati continuano a indicare una stabilizzazione delle obbligazioni.

Nella giornata di ieri si è conclusa l’asta dei Bot, da cui il Tesoro ha ricavato 4,5 miliardi di euro a breve termine. Oggi ci saranno invece le emissioni di quattro titoli a medio e lungo termine, con l’ultima asta di ottobre.

Lo spread continua a calare, ma lentamente

Un’altra apertura in leggero calo per lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi. La normalizzazione dei mercati obbligazionari, dopo la speculazione che aveva colpito soprattutto gli Oat francesi nelle ultime settimane, continua. L’intoppo di ieri in apertura, dopo i risultati incerti delle elezioni in Israele, sembra essere stato superato.

I rendimenti dei Btp decennali lo confermano, rientrando al 4,50%. Si tratta comunque di rendite alte, sia rispetto al recente passato, sia rispetto alla media degli ultimi 25 anni, da quando è stato introdotto l’euro, ed è un punto percentuale in più dei risultati che i Btp ottenevano anche solo pochi mesi fa.

Oggi arriva la decisione di politica monetaria della Bce

Non dovrebbe cambiare molto nemmeno dopo la comunicazione della decisione di politica monetaria della Bce. I mercati si aspettano che l’Eurotower lasci i tassi di interesse invariati, rimandando a dicembre ogni possibile ulteriore stretta monetaria. Sull’Europa pesa ancora un’inflazione più alta del previsto, ma le ragioni sono contingenti e non strutturali. La Bce teme che, aumentando ancora i tassi, si finisca per rallentare eccessivamente l’economia.

Il lento calo degli spread europei

Anche nel resto d’Europa è in corso un lento rientri degli spread su livelli più bassi rispetto al picco della scorsa settimana. In Spagna, i Bonos si sono assestati a 62 punti base, ma i rendimenti sono scesi sotto la soglia del 4%.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 29 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,35% –
Btp italiani 4,50% 115
Oat francesi 4,90% 155
Bonos spagnoli 4,38% 62

Recupera lentamente anche la Francia, presa di mira dalla speculazione nelle scorse settimane. Lo spread tra Oat e Bund è a 115 punti base, mentre i rendimenti sono calati al 4,90%.

Oggi si concludono le aste dei titoli di Stato

Nella giornata di ieri si sono concluse le emissioni di due Bot, con vita residua di 4 e 1 mese, per un totale di 4,5 miliardi di euro raccolti dal Tesoro e rendimenti tra il 2,6 e il 2,8%. Nella giornata di oggi, invece, si terrà l’ultima asta di ottobre dei titoli di Stato italiani, con quelli a medio e lungo termine, che metteranno a disposizione:

  • un Btp in scadenza a febbraio 2031 con cedola annua lorda del 3,50%;
  • un Btp in scadenza a febbraio 2032 con cedola annua lorda del 3,95%;
  • un Btp in scadenza a ottobre 2036 con cedola annua lorda del 4,00%;
  • un CctEu in scadenza ad aprile 2936 con tasso annualizzato corrente al 3,70%.

Le aste riprenderanno poi a novembre. Le date da segnarsi sono:

  • l’11 novembre per l’asta dei Bot;
  • il 12 novembre per l’asta dei titoli a medio e lungo termine;
  • il 25 novembre per l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
  • il 26 novembre per la seconda asta dei Bot;
  • il 27 novembre per la seconda asta dei titoli a medio e lungo termine.

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Spread stabile a 116 punti base, rendimenti a 4,54% in crescita: pesa il prezzo del petrolio

Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è rimasto sostanzialmente stabile rispetto all’apertura di ieri, a 116 punti base. I rendimenti sono leggermente cresciuti, arrivando al 4,54%. I mercati sono incerti per via delle elezioni in Israele, che non hanno restituito un chiaro vincitore e che fanno quindi temere per una nuova escalation con l’Iran.

Nella giornata di ieri si è conclusa la prima delle aste di fine mese dei titoli di Stato, con i Btp Short e i Btp€i che hanno raccolto 3,5 miliardi di euro.

Spread stabile ma rendimenti in aumento per “colpa” delle elezioni in Israele

La normalizzazione dei mercati obbligazionari statali europei ha subito un rallentamento dopo i progressi di ieri, per via dei risultati delle elezioni in Israele.

Con più del 60% dei voti conteggiati il partito del premier uscente Benjamin Netanyahu è il più votato, ma ha perso un quinto dei suoi seggi in Parlamento. Soprattutto, né la sua coalizione, né quella dell’opposizione hanno la maggioranza, a causa dell’ottimo risultato dei partiti arabi, che hanno quasi raddoppiato i loro seggi.

Perché il petrolio e i rendimenti sono in crescita

La conseguenza di questi risultati è stato un aumento del prezzo del petrolio. I mercati temono un ritorno alle ostilità con l’Iran in un momento di instabilità per Israele, che avrebbe come conseguenza nuove difficoltà nelle esportazioni di petrolio dal Golfo Persico. Per questa ragione i rendimenti dei titoli di Stato sono tornati ad aumentare, al 4,54% per i Btp decennali italiani. Lo spread è però rimasto stabile a 116 punti base.

Anche nel resto d’Europa lo spread è fermo

Anche in Spagna lo spread è rimasto fermo ai livelli di ieri. I Bonos distano 64 punti base dai Bund, con rendimenti solo leggermente superiori rispetto a quelli di ieri, al 4,02%.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 28 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,37% –
Btp italiani 4,53% 116
Oat francesi 4,95% 158
Bonos spagnoli 4,02% 65

Stabile anche la situazione in Francia. Una novità per gli Oat, che nelle ultime settimane hanno subito fortissimi rialzi a causa della speculazione. I rendimenti sono rimasti lontani dalla soglia del 5%, con lo spread di fatto stabile a 158 punti base.

Oggi le aste dei Bot, concluse con successo quelle dei Btp Short

Ieri si sono concluse le aste dei Btp Short Term e dei Btp€i:

  • i Btp Short Term a 2 anni con scadenza a ottobre 2028 hanno raggiunto un rendimento del 3,55%;
  • i Btp€i in scadenza nel 2032 hanno raggiunto un rendimento dell’1,69%;
  • i Btp€i in scadenza nel 2035 hanno raggiunto un rendimento del 2,10%.

Oggi si terranno invece le aste dei Bot, i titoli di Stato a più breve termine. Saranno emessi:

  • un Bot con 4 mesi di vita residua (ISIN IT0005699340);
  • un Bot con 1 mese di vita residua (ISIN IT0005684888).

L’ultima asta, quella dei titoli a medio e lungo termine, si terrà invece domani 29 ottobre e comprenderà:

  • un Btp in scadenza a febbraio 2031 con cedola annua lorda del 3,50%;
  • un Btp in scadenza a febbraio 2032 con cedola annua lorda del 3,95%;
  • un Btp in scadenza a ottobre 2036 con cedola annua lorda del 4,00%.

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Lo Spread crolla a 115 punti base, cosa sta succedendo sui mercati

Secondo giorno consecutivo di netto calo per lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi. Nell’apertura del 27 ottobre il differenziale dà seguito all’ottima giornata di ieri, portandosi a 115 punti base. I rendimenti dei titoli di Stato italiani si sono assestati al 4,50%, lontani quasi due decimi dai picchi della scorsa settimana.

Nella giornata di oggi si terrà inoltre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i, con tre prodotti diversi che verranno emessi dal Tesoro nei prossimi giorni.

Lo spread sta continuando a calare insieme ai rendimenti

Rispetto all’apertura di ieri, lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è arretrato di altri 7 punti base. I rendimenti hanno subito un calo di quasi 20 centesimi di punto percentuale rispetto ai picchi della scorsa settimana, tornando al 4,50%. Sono le conseguenze della riduzione della pressione dei mercati sui titoli di debito.

Perché rendimenti e spread stanno calando

Il motivo per cui lo spread e i rendimenti si stanno riducendo così rapidamente non è intuitivo. Le cause del recente aumento di questi parametri sono ancora lì: il prezzo del petrolio è alto, l’inflazione continua a essere una preoccupazione seria, la Fed e la Bce sembrano intenzionate ad aumentare i tassi di interesse.

A ridursi è stata però la speculazione attorno a queste circostanze. La riduzione della pressione l’ha avviato Moody’s, ieri, quando ha confermato il rating Aa3 per i titoli di Stato francesi. Gli Oat erano particolarmente soggetti alla speculazione, per ragioni che si ricollegano alle difficoltà economiche e politiche della Francia, ma che non giustificavano comunque i rendimenti più alti della storia dei titoli francesi dall’introduzione dell’euro.

La decisione dell’agenzia di rating ha rassicurato i mercati e indebolito la speculazione che, per il momento, ha rinunciato ad aggredire la Francia. Non è detto, però, che in un prossimo futuro, non possa esserci un’altra offensiva, soprattutto con le elezioni del 2027 che promettono uno scontro tra due candidati non particolarmente graditi ai mercati: Marine Le Pen, di estrema destra, e Jean-Luc Mélenchon, di estrema sinistra.

La situazione dei titoli di Stato europei sta migliorando

Gli effetti di questo allentamento della speculazione si stanno vedendo in tutta Europa. In Spagna i Bonos sono tornati al 4% di rendimento, con uno spread di 65 punti base.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 27 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,35% –
Btp italiani 4,50% 115
Oat francesi 4,93% 158
Bonos spagnoli 4,00% 65

Gli Oat francesi, protagonisti in negativo delle ultime settimane, si sono ulteriormente allontanati dal 5% di rendimento, record degli ultimi 25 anni, tonando al 4,93%.

Oggi l’asta del Btp Short Term e dei Btp€i

Nella giornata di oggi si tiene l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i. I titoli che verranno emessi sono:

  • un Btp Short Term a 2 anni con cedola annuale del 3%;
  • un Btp€i a 15 anni con cedola annuale all’1,25%;
  • un Btp€i a 30 anni con cedola annuale all’2,35%.

Le prossime aste, invece, si terranno:

  • mercoledì 28 ottobre, l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre, l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

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Spread a 122 punti ma i rendimenti calano, cosa sta succedendo ai titoli italiani

Lo spread tra Btp e Bund ha aperto in leggero calo il 26 ottobre. Non è però sceso sotto la soglia dei 120 punti base, rimanendo a 122, soltanto un punto sotto la chiusura di venerdì. A scendere sensibilmente sono i rendimenti, calati sotto quota 4,60%, dopo i picchi della scorsa settimana.

Dopo la conclusione dell’emissione dei Btp Valore e dei Btp Valore insieme, domani riprenderanno le aste regolari, con quella dei Btp Short Term e dei Btp€i.

Lo spread non cala ma i rendimenti sì

L’apertura dei mercati obbligazionari ha portato a un calo dei rendimenti dei titoli di Stato italiani ma a una sostanziale stabilità dello spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi. Si tratta di un classico segnale di allentamento delle tensioni, almeno parziale, sui mercati delle obbligazioni in generale.

I rendimenti di Bund e Btp stanno calando con lo stesso ritmo, mantenendo quindi grosso modo costante il differenziale. Il dato importante è però proprio la riduzione dei rendimenti, sia per via dei preoccupanti picchi della scorsa settimana, sia per l’avvicinamento delle aste di fine mese.

Il prezzo del petrolio aiuta lo spread

Il calo dei rendimenti è contestuale a una riduzione del prezzo del petrolio. Il Wti ha aperto la settimana poco sopra i 101 dollari al Barile, mentre il Brent poco sopra i 112. Valori in senso assoluto alti, ma in riduzione rispetto alla chiusura della scorsa settimana e quindi visti come positivi dai mercati.

Cala la pressione anche sui titoli europei

Anche gli altri Paesi europei stanno beneficiando della riduzione della tensione sui mercati obbligazionari internazionali. La Spagna ha visto il suo spread calare sotto 70 punti base.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 26 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,36% –
Btp italiani 4,58% 122
Oat francesi 4,98% 162
Bonos spagnoli 4,05% 69

La Francia, che in questo momento è il Paese con i titoli di Stato maggiormente sotto pressione, è riuscita a riportare gli Oat sotto il 5% di rendimento dopo i record della scorsa settimana.

Le prossime aste dei titoli di Stato

Nella giornata di domani si terrà la prima asta dei titoli di Stato tra quelle che concluderanno il mese di ottobre. Si tratta di un asta di Btp Short Term e di Btp€i, che proporrà diversi prodotti:

  • un Btp Short Term a 2 anni con cedola annuale del 3%;
  • un Btp€i a 15 anni con cedola annuale all’1,25%;
  • un Btp€i a 30 anni con cedola annuale all’2,35%.

Le aste successive si terranno:

  • mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

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Spread Btp-Bund a 124 punti base, calano i rendimenti: oggi ultimo giorno per i Btp Valore

L’apertura del 23 ottobre ha visto lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi raggiungere un nuovo record recente a 124 punti base. Il differenziale non apriva la giornata a questi livelli dal 2024, ma si tratta comunque di un miglioramento rispetto ai picchi raggiunti nella giornata di ieri.

Anche i rendimenti sono migliorati, rientrando al 4,60% dopo che ieri avevano sfiorato il 4,70%. Oggi è l’ultimo giorno per acquistare i Btp Valore e i Btp Valore Insieme. Dopo le 13, orario in cui terminerà l’emissione si sapranno i tassi definitivi.

Lo spread continua ad aumentare

Nonostante la situazione dello spread tra Btp e Bund sembri simile a quella che ieri aveva portato il differenziale a raggiungere i 122 punti base in apertura, nelle prime ore del 23 ottobre si sono verificati movimenti più complessi e in un certo senso opposti. Ieri la pressione sui debiti pubblici europei, determinata da vari fattori, aveva portato i rendimenti a nuovi record recenti, lasciando invece invariati quelli dei Bund.

Oggi, invece, tutti i rendimenti sono in calo. Quelli dei Bund si sono però ridotti più rapidamente di quelli degli altri Paesi europei, determinando l’allargamento dello spread.

Perché i rendimenti di Bund calano quando le cose vanno male

Sembra controintuitivo, ma nei momenti di crisi i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi tendono a calare. Tradizionalmente, la Germania è vista come uno dei Paesi con il debito pubblico più solido e maggiormente sotto controllo. Gli investitori trattano quindi i suo Bund come un bene rifugio.

Questo status è al momento incrinato sia dalle difficoltà economiche del Paese, che appaiono però in via di risoluzione, sia dalla maggiore spesa pubblica degli ultimi governi tedeschi. Ciononostante, nei momenti di crisi, si può ancora notare una maggiore stabilità dei rendimenti tedeschi rispetto a quelli degli altri Paesi europei.

Francia oltre ogni record, continua la pressione sui titoli europei

Nonostante il calo dei rendimenti, la pressione sui titoli europei non si è allentata. I Bonos spagnoli hanno raggiunto 70 punti base di spread, ma è in Francia che la situazione è critica.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 22 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,36% –
Btp italiani 4,60% 124
Oat francesi 5,06% 170
Bonos spagnoli 4,06% 70

Gli Oat sono a 170 punti dai Bund, con rendimenti del 5,06%, il livello più alto da quando è stato introdotto l’euro. È il risultato di una combinazione di fattori, che vanno dalle difficoltà economiche del Paese a un debito pubblico fuori controllo, fino a un certo livello di speculazione sui titoli di Parigi e all’instabilità politica che potrebbe compromettere anche la prossima manovra finanziaria.

Ultimo giorno dell’emissione dei Btp Valore, poi le aste regolari

Oggi alle 13 so concluderà l’asta dei Btp Valore dedicati agli investitori retail. Il Tesoro ha già raccolto più di 14 miliardi di euro da questa iniziativa. In pomeriggio verranno resi pubblici i rendimenti definitivi. Dalla prossima settimana ricominceranno invece le aste regolari. Le date da segnarsi sono:

  • martedì 27 ottobre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
  • mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

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Lo spread sale a 122 punti base, rendimenti a 4,62%: mai così alti dal 2023

Lo spread tra Btp e Bund ha toccato 122 punti base in apertura del 22 ottobre. Si tratta del livello più alto del differenziale da quasi due anni, ma a preoccupare sono soprattutto i rendimenti dei titoli decennali. Nelle prime battute dell’avvio delle contrattazioni, i Btp decennali benchmark hanno toccato il 4,62%.

Il dato è a pochi decimali dai picchi del 2023, il record recente. Per trovare interessi più alti sui titoli di Stato italiani bisogna andare alla crisi del debito del 2008-2012, quando il Paese era a rischio bancarotta.

Cosa sta succedendo ai rendimenti e allo spread

C’è stato un balzo dello spread, dovuto a un aumento improvviso dei rendimenti dei titoli di Stato italiani. Non si tratta però di un problema italiano, ma globale e, in parte minore, europeo. Lo testimonia il fatto che con i rendimenti che, da quando esiste l’euro, sono stati così alti solo una manciata di volte, il differenziale con i Bund tedeschi è comunque relativamente basso, a 122 punti base.

I fattori che stanno spingendo i rendimenti così in alto sono diversi e c’entrano poco con il debito pubblico italiano:

  • tante aziende e tanti Stati tanno prendendo molti soldi in prestito in un periodo in cui le banche centrali stanno limitando la circolazione di denaro;
  • l’inflazione continua ad aumentare, così come il prezzo del petrolio, oggi tornato sopra 110 dollari al barile;
  • gli Oat francesi hanno superato il record storico di rendimento da quando esiste l’euro.

Si tratta di un misto di circostanze provenienti dall’economia, dalla finanza e dall’opinione pubblica, che stanno contemporaneamente mettendo sotto pressione l’intero mercato delle obbligazioni, statali e non.

I rendimenti al 4,62% in prospettiva

L’ultima volta che i rendimenti erano stati più alti del 4,62% era il 2023, tra settembre e ottobre. L’inflazione era al 5,7%, la Bce aveva alzato i tassi al 4,5%, l’Europa si avviava verso il suo secondo inverno senza gas russo e Trump verso il suo secondo mandato alla Casa Bianca.

Se si vuole trovare la volta precedente in cui i rendimenti sono stati più alti di quelli odierni, bisogna tornare all’inizio del 2013. L’Italia stava ancora uscendo dalla più grave crisi finanziaria del secolo, quella del 2011, in cui il debito pubblico del Paese era andato sotto attacco speculativo mentre l’Europa subiva le conseguenze della crisi economica innescata dal crollo di Wall Street nel 2008.

Francia oltre ogni record di rendimento, regge la Spagna

Che la crisi sia internazionale lo si vede dai dati degli altri Paesi europei. La Spagna, che continua a essere la più stabile, fa segnare un differenziale vicino a 70 punti base e rendimenti al 4,10%.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 22 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,40% –
Btp italiani 4,62% 122
Oat francesi 5,05% 165
Bonos spagnoli 4,10% 70

La pressione è più forte sulla Francia, indebolita da un debito fuori controllo e da un’instabilità politica che dura da anni. I rendimenti degli Oat hanno superato il livelli della crisi del 2011, arrivando al 5,05%, con lo spread a 165 punti base.

Altra giornata positiva per i Btp Valore, le prossime aste

Ieri si è conclusa la terza giornata dell’emissione dei Btp Valore, con una raccolta che ha portato il totale vicino a 12 miliardi di euro per il Tesoro. Le prossime aste regolari saranno invece:

  • martedì 27 ottobre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
  • mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

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Lo spread si mantiene stabile a 111 punti base, ma sui Btp c’è ancora pressione

Apertura stabile i 20 ottobre per i Btp, che si sono mantenuti su rendimenti e spread del tutto simili a quelli di ieri. Si tratta comunque di risultati critici, 111 punti di differenziale e rendimenti oltre il 4,55%, che testimoniano una certa pressione dei mercati finanziari verso i titoli di Stato.

Ieri si è conclusa la prima giornata dell’emissione dei Btp Valore, i nuovi titoli di Stato destinati agli investitori retail. Il Tesoro ha raccolto 4,5 miliardi, grazie a cedole molto generose che lo Stato può permettersi per la tendenza dei privati italiani a non vendere i propri titoli di Stato prima della scadenza.

Spread stabile, ma i rendimenti rimangono alti

Giornata di stabilità per lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi. L’apertura ha confermato i livelli di ieri, con il differenziale che per tutta la giornata è rimasto attorno a quota 111 punti base. I rendimenti sono però ancora piuttosto alti, al 4,55%, a confermare che c’è ancora molta pressione sui titoli di Stato.

Petrolio i gas mantengono alti i rendimenti

Negli ultimi gironi prezzi di petrolio e gas hanno ricominciato ad aumentare. Per quanto riguarda il greggio, il problema rimane il Medio Oriente. La situazione tesa a Hormuz e gli attacchi sempre più frequenti degli Houthi contro l’Arabia Saudita agitano i mercati e fanno alzare i prezzi.

Per quanto riguarda il gas invece, l’aumento dei prezzi è dovuto a una crescita della domanda. Molti Paesi europei sono rimasti indietro sulle scorte e stanno correndo ai ripari proprio nei mesi prima del periodo invernale. L’Italia ha riempito gli stoccaggi all’88%, un buon risultato ma più basso rispetto al passato.

L’aumento dei prezzi dell’energia è una delle cause principali dell’inflazione, che a sua volta è una delle metriche più osservate per determinare l’andamento dei tassi di interesse e dei titoli di Stato. Questa situazione, quindi, impedisce ai Btp di tornare ai rendimenti di qualche mese fa.

Buona partenza per i Btp Valore

Nella giornata di ieri si è tenuta la prima parte dell’emissione dei Btp Valore, dedicati agli investitori retail. Il Tesoro ha raccolto circa 4,5 miliardi di euro. Gli strumenti a disposizione sono due:

  • un Btp Valore con cedole trimestrali step-up;
  • un Btp Valore Insieme, con cedola unica alla scadenza.

I rendimenti di questi Btp, che durano 7 anni, sono tendenzialmente più alti della media dei titoli di durata simile sul mercato. Il Tesoro può permettersi questo tipo di offerta perché, tendenzialmente, i privati non vendono i propri titoli di Stato se non in rare occasioni. Il debito pubblico di proprietà dei cittadini tende quindi a essere più stabile. L’emissione dei Btp Valore continuerà fino al 23 ottobre.

A fine mese si terranno invece le aste dei titoli di Stato regolari. Le date da segnarsi sono:

  • martedì 27 ottobre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
  • mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

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Ridurre il debito pubblico si può. E conviene a tutti

Italia e Francia devono finanziare difesa e investimenti. Ma hanno un enorme debito pubblico. Una proposta del 2014, aggiornata, consente di ridurne lo stock senza trasferimenti tra paesi e senza perdite per i creditori. E può convenire anche ai “frugali”.

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Nell’Eurozona l’autobus è uno solo, le cinture fiscali no

Se la banca centrale è come l’autista di un autobus, allora lo spazio fiscale si può interpretare come una cintura di sicurezza. Nell’Eurozona il volante è unico, affidato alla Bce, ma le cinture sono tante quante i paesi membri. Quali sono le conseguenze?

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