❌

Reading view

Inps lancia Arianna, l’assistente IA per orientare i cittadini tra servizi e prestazioni

L’Inps accelera sul fronte dell’intelligenza artificiale e presenta Arianna, il nuovo assistente digitale sviluppato per accompagnare cittadini, lavoratori, pensionati e imprese nell’accesso ai servizi dell’Istituto. La piattaforma è stata illustrata oggi nella sede della Direzione generale dell’ente, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, Alessio Butti, del presidente dell’Inps Gabriele Fava, della direttrice generale Valeria Vittimberga e del direttore centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione Massimiliano D’Angelo.

L’obiettivo dichiarato è semplificare il rapporto tra cittadini e amministrazione, utilizzando l’intelligenza artificiale generativa per trasformare la ricerca di informazioni e servizi in una conversazione naturale. Arianna è disponibile sul portale istituzionale dell’Inps ed è integrata nell’app Inps Mobile. A differenza di un tradizionale chatbot, spiega l’Istituto, è progettata come un punto di accesso unico ai servizi, capace di comprendere il linguaggio naturale e orientare gli utenti senza che questi debbano conoscere in anticipo il nome di una prestazione o l’organizzazione interna dell’ente.

Secondo il presidente Fava, il nuovo sistema interviene su una delle criticità storiche del welfare pubblico, cioè la crescente complessità dell’accesso ai servizi. “Per generazioni è stato il cittadino a dover capire lo Stato. Adesso è lo Stato che deve imparare a capire il cittadino”, ha affermato, sottolineando come Arianna sia alimentata esclusivamente da fonti validate dall’Inps e resti sotto il controllo dell’amministrazione pubblica.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di trasformazione digitale dell’Istituto e nella strategia del cosiddetto “Welfare Generativo”, che punta a rendere i servizi pubblici più accessibili, proattivi e personalizzati. Una visione che, nelle parole della direttrice generale Vittimberga, ambisce a fare dell’Inps un laboratorio di innovazione per l’intera pubblica amministrazione, mettendo a disposizione competenze, modelli e soluzioni tecnologiche riutilizzabili anche da altre amministrazioni.

Dal punto di vista tecnologico, Arianna è costruita su un’architettura multi-agente che combina framework open source e modelli di intelligenza artificiale generativa. Il sistema, ha spiegato D’Angelo, è stato progettato per crescere nel tempo e integrare progressivamente nuovi servizi. La scelta di basare le risposte esclusivamente su contenuti verificati dall’Istituto punta a mitigare il rischio di informazioni errate e a garantire trasparenza e affidabilità.

Attualmente la piattaforma copre oltre 400 prestazioni nei principali ambiti di attività dell’Inps, tra cui pensioni, previdenza, lavoro, sostegni economici, indennità, servizi per imprese e liberi professionisti. L’assistente interpreta le richieste dell’utente, individua il bisogno e propone le informazioni e i percorsi più pertinenti, con l’obiettivo di ridurre tempi e complessità nella ricerca dei servizi.

L’iniziativa si collega anche alla strategia del governo sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione. Per Butti, Arianna rappresenta infatti una delle applicazioni concrete del modello di “Stato agentico”, cioè un’amministrazione in grado di riconoscere i bisogni degli utenti, prevenire errori e facilitare l’accesso ai diritti. Un percorso che, secondo il sottosegretario, trova un punto di equilibrio nella normativa nazionale sull’IA, costruita attorno ai principi di trasparenza e responsabilità umana nelle decisioni.

I risultati emersi dai test preliminari condotti con gli utenti mostrano indicatori positivi. L’Inps riferisce che il 97% dei casi d’uso è stato completato con successo, con un incremento di 36,6 punti percentuali rispetto alla versione precedente del sistema. Il Customer Effort Score ha raggiunto quota 4,8 su 5, mentre il Customer Satisfaction Score si è attestato a 4,5 su 5, in crescita del 18,4%. Anche durante la fase di utilizzo del servizio circa il 90% dei feedback raccolti è risultato favorevole.

Le prossime evoluzioni riguarderanno l’estensione dell’assistenza agli scenari successivi all’autenticazione, l’integrazione con ulteriori servizi e simulatori dell’Inps e il supporto diretto alla compilazione delle domande e alla gestione delle segnalazioni. L’obiettivo, secondo l’Istituto, è fare in modo che l’assistenza digitale diventi una componente sempre più centrale dell’esperienza dei cittadini, trasformando la complessità dei servizi pubblici in un percorso più semplice e guidato.

  •  

La reputazione come fattore di competitività. La Fondazione Guido Carli lancia il Manifesto per Leadership responsabili

La reputazione come infrastruttura invisibile della competitività. È da questa convinzione che partirà il 27 novembre, nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, la Convention inaugurale della stagione 2026-2027 della Fondazione Guido Carli. Un appuntamento che farà da cornice al lancio del Manifesto per Leadership responsabili, un patto rivolto a istituzioni, imprese e società civile per riaffermare il valore della credibilità in una fase segnata da policrisi, cambiamenti rapidi e nuove opportunità.

L’iniziativa aprirà anche il percorso che accompagnerà il diciottesimo anniversario della Fondazione Guido Carli, nata per custodire e tramandare l’eredità morale e culturale dello statista che fu governatore della Banca d’Italia, ministro del Tesoro e senatore della Repubblica. Le celebrazioni culmineranno il 21 maggio 2027 con la XVIII edizione del Premio Guido Carli nella cornice del Teatro dell’Opera di Roma.

“Dalla Capitale e dal cuore delle istituzioni democratiche apriremo un cantiere di idee e di progetti centrato sulla credibilità”, spiega la presidente della Fondazione Guido Carli, Romana Liuzzo. “Avvertiamo più forte che mai la necessità di favorire un’alleanza virtuosa tra chi decide, chi produce e chi rappresenta la società civile. Per questo lanceremo il Manifesto per Leadership responsabili, un patto che mette al centro una parola che riteniamo decisiva: reputazione”.

Secondo Liuzzo, la competizione globale non si misura più soltanto sul costo dell’energia o sulla corsa ai brevetti dell’intelligenza artificiale generativa. “Oggi conta anche la fiducia che una nazione, un’impresa o un’istituzione riescono a generare. In un mondo attraversato dal sovrapporsi di crisi e shock imprevedibili, il capitale reputazionale rappresenta un fattore determinante per attrarre investimenti, sostenere le filiere produttive e rafforzare la tenuta delle comunità”.

In questo quadro, il capitale reputazionale diventa un elemento decisivo per attrarre investimenti, garantire la tenuta delle filiere produttive e rafforzare la coesione delle comunità. Per questo la Convention riunirà esponenti di mondi diversi ma interconnessi, dalle infrastrutture energetiche alla farmaceutica, dal lusso all’agroalimentare, dalla finanza all’impresa sociale.

“Vogliamo rafforzare quel capitale di fiducia che consente a persone, organizzazioni e territori di affrontare il cambiamento con maggiore solidità”, osserva Liuzzo. Il richiamo è alla lezione di Guido Carli, indicata come un modello capace di coniugare rigore e visione, crescita economica e attenzione al sociale, governo del presente e fiducia nelle nuove generazioni.

“A diciotto anni dalla nascita della Fondazione vogliamo riproporre il suo metodo come stella polare: la capacità di tenere insieme rigore e visione, conti e persone, progresso economico e attenzione al sociale. È un’eredità che consideriamo più attuale che mai e che guarda con fiducia alle nuove generazioni”. Una prospettiva che la Fondazione sintetizza nell’obiettivo di “disegnare nuove mappe di speranza”.

Dopo il saluto iniziale di Romana Liuzzo, sarà il Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ad aprire i lavori della Convention, moderata da Costanza Calabrese, giornalista e conduttrice Mediaset. In dialogo con lei interverranno Ettore Prandini, presidente di Coldiretti; Alessandro Zehentner, presidente di Snam; Nico Acampora, fondatore di PizzAut; Laura Burdese, ceo di Bulgari; Alessandro Circiello, membro del TASIN del ministero della Salute; Sergio Marullo di Condojanni, presidente e amministratore delegato di Angelini Pharma; Claudia Parzani, presidente di Borsa Italiana e Maria Elena Boschi, presidente del Gruppo Italia Viva alla Camera.

Le loro testimonianze offriranno uno spaccato su come il sistema produttivo possa trasformare la reputazione in un fattore di competitività e in uno strumento di proiezione internazionale del Paese, valorizzando non solo l’eccellenza del Made in Italy, ma anche quel capitale di fiducia che contribuisce a raccontare qualità, innovazione e coesione sociale.

Saranno 170 gli ospiti ammessi nella Sala della Regina. Da Montecitorio prenderà così avvio il percorso del Manifesto per Leadership responsabili, con l’obiettivo di tradurre il tema della reputazione in un impegno concreto condiviso tra istituzioni, imprese e territori.

  •  

Lavoro, il ministero diventa piattaforma. L’IA pubblica premiata due volte a Cernobbio

Il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha ricevuto due Digital Innovation Awards 2026 al Digital Innovation Forum di Cernobbio, promosso dalla Fondazione Innovazione Digitale dal 14 al 16 ottobre. Il premio “AI per l’Europa” è andato ad AppLI, l’Assistente personale per il lavoro in Italia realizzato in collaborazione con l’Inps; quello “Pubblica Amministrazione Digitale” a SIO, il Sistema intelligente dell’Osservatorio sull’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. Si tratta di due piattaforme basate su intelligenza artificiale agentica, sviluppate con il partner tecnologico BIP, che il Ministero presenta come componenti complementari di un’unica strategia: servizi digitali nazionali per i cittadini e strumenti di conoscenza per le istituzioni.

La scelta di metodo viene prima dei premi e li spiega. Invece di moltiplicare applicazioni e sportelli, il ministero guidato da Marina Calderone ha puntato sulle piattaforme nazionali, interoperabili e co-progettate con chi i servizi li eroga davvero: l’Inps, tutte le Regioni, gli enti del sistema del lavoro. Il perno è il SIISL, il Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa nato per gestire le misure di sostegno al reddito e di attivazione e diventato l’infrastruttura su cui si innestano i nuovi servizi. AppLI è uno di questi: nato come coach sperimentale per i giovani Neet, è oggi aperto a tutti i cittadini maggiorenni con Spid o Cie e dialoga in linguaggio naturale per orientare, far emergere le competenze, cercare offerte di lavoro e di formazione, preparare curriculum e colloqui.

A un anno dall’apertura al pubblico, AppLI ha superato i 60mila utenti registrati con identità digitale, ai quali si aggiungono quanti lo consultano senza autenticarsi; più di un utente su tre è tornato per usare più servizi; il gradimento medio è 7,4 su 10 e l’87% dichiara di preferire il dialogo conversazionale ai canali tradizionali. Il dato più eloquente è però un altro e ciòè un uso volontario nonostante non sia un servizio connesso a erogare benefici economici.

SIO opera sull’altro versante dello stesso mandato: non il cittadino, ma la decisione pubblica. È l’infrastruttura cognitiva dell’Osservatorio istituito dalla legge 132 del 2025, lungo un percorso avviato al G7 Lavoro a presidenza italiana del settembre 2024. Raccoglie, con indagini conversazionali, come imprese e lavoratori usano davvero l’intelligenza artificiale; organizza la conoscenza in una base condivisa tra esperti e agenti software; rende tracciabile ogni elaborazione, perché una risposta che orienta una politica pubblica deve poter essere ricostruita e verificata. L’obiettivo dichiarato è un modello previsionale del mercato del lavoro italiano, un “gemello digitale” capace di anticipare come cambieranno professioni e competenze, con servizi dedicati a Pmi e professionisti.

C’è infine una scelta industriale che la categoria “AI per l’Europa” coglie bene: entrambe le piattaforme poggiano su architetture agentiche modulari e indipendenti dai singoli modelli linguistici, così da poter adottare nel tempo anche modelli europei. Per una Pubblica amministrazione non è un dettaglio: è la differenza tra usare l’innovazione e dipenderne.

Per questo i premi di Cernobbio – che seguono il doppio riconoscimento “PA e futuro” al ForumPA 2026 e la selezione di AppLI tra i finalisti degli European Digital Skills Awards della Commissione europea – non rappresentano, fanno sapere al ministero,  un punto di partenza nè di arrivo ma, più semplicemente, la conseguenza di un metodo di innovazione connesso alle transizioni che viviamo.

  •  
❌