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Finalmente Musetti: batte Fritz a Lione e torna a vincere un torneo dopo 4 anni. L’emozione: “Quasi un sogno, devo risvegliarmi”

Lorenzo Musetti batte anche Taylor Fritz e vince l’Atp 250 di Lione, in Francia. Il tennista carrarino è tornato a trionfare dopo quattro anni dall’ultima volta, da quando a ottobre 2022 vinse contro Matteo Berrettini a Napoli. Da lì sette finali giocate e tutte perse, più un 2026 complicatissimo, condizionato da tantissimi problemi fisici. Il primo agli Australian Open, quando ai quarti di finale era sopra per due set a zero contro Djokovic e si ritirò.

Il 24enne italiano ha battuto nettamente il rivale americano con il punteggio di 6-3, 6-4 in poco più di un’ora e 15 di partita in cui Musetti ha espresso un tennis bellissimo e molto solido: zero le palle break concesse a Fritz, con diversi turni di servizio vinti in maniera abbastanza agevole sia nel primo che nel secondo set. A fine partita, chiusa al primo match point, Musetti si è lasciato andare ed era visibilmente emozionato, visto il periodo complicato da cui arrivava.

“È stato inaspettato. I match precedenti sono stati incredibili, da montagne russe. Prima di entrare in campo sentivo un po’ di dolore ovunque, ma durante il match è scomparso. Penso di aver giocato il mio miglior tennis”, ha dichiarato Lorenzo Musetti dopo il successo. “Ho avuto lo spirito da combattente: grazie al mio team e al mio fisioterapista. Nella mia testa ero estremamente rilassato: è stata una grande performance. In me adesso c’è un mix di emozioni, un po’ un casino: non so come descriverlo, è quasi un sogno. Ora mi devo risvegliare. Mi godrò questo successo per qualche giorno“.

Non uno Slam o un Masters 1000, ma comunque un successo importante per il morale di Musetti: era infatti un 250 di tutto rispetto, visti gli avversari in tabellone. Dal connazionale Flavio Cobolli – sconfitto in semifinale – a Taylor Fritz appunto, fino a Tommy Paul e Brandon Nakashima per citarne altri. Per lui si tratta del terzo titolo a livello Atp, il primo dopo i successi ad Amburgo e Napoli appunto entrambi nel 2022. Musetti è il quarto tennista italiano a vincere un titolo nel circuito in questa stagione dopo Sinner (6), Cobolli (1) e Darderi (1).

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Il Caso Sinner cambia tutto: la WADA riscrive le regole dell’antidoping. Novità anche per i controlli a sorpresa

Il “Caso Sinner“ costringe la Wada (World Anti-Doping Agency), l’agenzia mondiale antidoping, a cambiare le regole. Dall’1 gennaio 2027, infatti, entreranno in vigore le modifiche al Codice mondiale antidoping che riguardano soprattutto i casi di contaminazione accidentale, come quello che ha portato allo stop forzato di tre mesi di Jannik Sinner nel 2025. In più ci saranno nuove regole anche per quanto riguarda i controlli antidoping a sorpresa.

Il nuovo Codice mondiale antidoping introdurrà criteri più ampi per valutare i casi di positività dovuti a contaminazioni involontarie. La modifica principale consiste nel superamento della definizione di “prodotto contaminato“, sostituita da quella più estesa di “fonte contaminata“. In questo modo, gli atleti potranno fare riferimento a un ventaglio più ampio di circostanze per dimostrare che l’assunzione di una sostanza vietata è avvenuta senza intenzionalità, come appunto nel caso di Sinner. Tra le situazioni contemplate rientra l’assunzione di medicinali o integratori che contengano sostanze proibite non riportate sulla confezione o nelle informazioni individuabili attraverso una ricerca ragionevole, anche con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale o tecnologie equivalenti.

La normativa prende in considerazione anche l’ingestione di cibi e bevande contaminati, come carne o liquidi, purché non vi siano avvisi, indicazioni sulle etichette o altri segnali che possano mettere l’atleta in guardia dalla possibile presenza di sostanze vietate. Un’ulteriore casistica riguarda il trasferimento di una sostanza proibita attraverso il contatto fisico con un’altra persona oppure con oggetti che quest’ultima abbia toccato o utilizzato.

È proprio quest’ultimo scenario nello specifico a richiamare il caso di Jannik Sinner, risultato positivo nel 2024 al clostebol in seguito a una contaminazione involontaria attraverso la pelle. La sostanza era stata trasferita dal fisioterapista Giacomo Naldi, che aveva utilizzato un prodotto contenente clostebol per curarsi una ferita a un dito e aveva successivamente trattato il tennista. La precedente formulazione del Codice, incentrata sul concetto di prodotto contaminato, non contemplava espressamente questa modalità di esposizione.

Con il nuovo sistema, gli sportivi avranno quindi maggiori possibilità di dimostrare l’origine accidentale di una positività e di ottenere una riduzione della sanzione. Le conseguenze potranno variare da un semplice richiamo, senza sospensione, fino a un massimo di due anni di stop, in base alle circostanze del caso. Resta comunque a carico dell’atleta l’onere di provare da dove provenga la contaminazione e di dimostrare che non vi siano state colpa o negligenza significative.

Un altro aspetto importante, che cambierà, riguarda le modalità con cui gli atleti devono comunicare la propria disponibilità per i controlli antidoping. A partire dal 2027, la WADA imporrà a tutti gli sportivi appartenenti al Registered Testing Pool (RTP), il gruppo sottoposto a un programma specifico di controlli, di indicare ogni giorno una finestra di 60 minuti durante la quale poter essere reperiti. L’obbligo sarà valido anche nei giorni in cui sono impegnati nelle competizioni.

Finora il tennis aveva beneficiato di una deroga per le giornate di torneo, poiché gli orari delle partite possono subire variazioni e rendere difficile stabilire in anticipo un momento preciso in cui essere disponibili. Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni, anche i tennisti dovranno però adeguarsi alla regola generale. Per affrontare le difficoltà legate alla programmazione degli incontri, l’International Tennis Integrity Agency (ITIA), in collaborazione con la WADA, ha individuato una soluzione specifica per il circuito. La principale novità sarà una riduzione significativa del numero di giocatori inseriti nel gruppo RTP.

Attualmente ne fanno parte circa 250. Dal 2027 il totale dovrebbe scendere a una cinquantina di atleti, pari a circa un quinto del numero attuale. La selezione terrà conto di diversi parametri, tra cui la posizione in classifica e una valutazione individuale del rischio. Potranno essere considerati anche eventuali precedenti legati al doping, gli infortuni e altri elementi ritenuti pertinenti. L’ITIA ha inoltre precisato che la riduzione del gruppo non comporterà una diminuzione del numero complessivo né della frequenza dei controlli antidoping. I nominativi dei giocatori inseriti nell’elenco ristretto, inoltre, non saranno resi pubblici. Rimarrà infine valido per tutti i tennisti l’obbligo di sottoporsi ai controlli quando richiesto da un ufficiale antidoping, indipendentemente dalla fascia oraria di 60 minuti precedentemente comunicata. Il mancato rilascio di un campione dopo una convocazione regolare potrà comportare una sospensione fino a quattro anni.

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Brignone a Sinner: “Fai con calma, il tuo infortunio è tra i peggiori che ci siano. Io spesso ho sottovalutato segnali del mio corpo e l’ho pagata”

“È difficile entrare nella testa di qualcuno, il mio consiglio è prendersi il tempo che gli serve: nella mia carriera spesso ho sottovalutato alcuni segnali del mio corpo e ne ho pagato le conseguenze”. Con queste parole nel corso della presentazione a Roma del documentario a lei dedicato “Federica – L’ultima Olimpiade”, alla Festa del Cinema, Federica Brignone si è rivolta a Jannik Sinner, tennista numero uno al mondo alle prese ormai da luglio con un brutto infortunio al ginocchio. “Jannik è talmente forte che se torna al 100% non si ferma più. Il suo infortunio è uno dei peggiori da gestire: un atleta non si fermerebbe mai, Sinner non ha traumi che gli impediscono di camminare”, ha detto Brignone rivolgendosi al campione italiano.

Sinner è fermo dalla finale a Wimbledon del 12 luglio vinta conto Zverev e ha già annunciato di aver finito in anticipo il suo 2026 dopo il problema al ginocchio che lo tiene lontano dai campi da più di quattro mesi. Le parole di Brignone arrivano in un momento difficile anche per lei, che dopo la rottura di tibia, perone e crociato anteriore, è tornata a Milano-Cortina 2026 in tempi record e ha anche vinto due medaglie d’oro che sanno di miracolo. Proprio nei giorni scorsi Brignone – alle prese ora con una lunga riabilitazione dopo aver dato tutto alle Olimpiadi – in un’intervista a Eurosport ha detto: “Non sono più disposta e a sciare con il dolore, cioè a dover combattere contro il mio corpo, contro i segnali che mi dà il mio corpo, combattere tutti i giorni anche solo per appoggiarti a una gamba”, ha dichiarato in un’intervista a Francesca Marsaglia per Eurosport. “Quindi – ha chiarito Brignone – o starò bene o per me la mia vita da sciatrice può anche finire qua“. Ora il consiglio a Sinner, nel momento più delicato e difficile della sua carriera.

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Sinner-Cahill, a Montecarlo è l’ora della verità: confronto sul futuro. E il like social di Jannik non passa inosservato

Darren Cahill fa rotta su Montecarlo e fa scattare l’ora X per Jannik Sinner. Mandata in archivio la stagione 2026 con un mese di anticipo per mettere al riparo il ginocchio destro, l’azzurro ha aperto le porte della sua residenza monegasca al supercoach australiano per un vertice decisivo per capire il futuro. Sul tavolo c’è il nodo più delicato della programmazione per la prossima stagione: definire le strategie dell’angolo tecnico insieme al co-allenatore Simone Vagnozzi e capire se ci sono i margini per prolungare la partnership per almeno altri 12 mesi.

L’ex mentore di Andrè Agassi e Simona Halep aveva accarezzato in passato l’idea di appendere la racchetta al chiodo per motivi familiari, salvo poi rinnovare l’intesa e rilanciare le ambizioni del fuoriclasse altoatesino. Ora, faccia a faccia nel Principato, la priorità è fare chiarezza. Le opzioni restano tutte aperte: dal rinnovo completo per affrontare compatti una nuova stagione e andare a caccia di nuovi trofei, fino a una transizione guidata dallo stesso Cahill per l’inserimento di un nuovo profilo. La sua presenza sul posto cancella le illazioni su presunti strappi e dà ufficialmente il via al cantiere per il 2027. Intanto Cahill ha anche pubblicato un post social con delle foto di Montecarlo: tra i primi like, c’è proprio quello di Jannin Sinner.

O comunque – se davvero gli strappi ci sono stati – le parti stanno lavorando adesso per ricucirli. Ad affrontare il tema era stato Brad Gilbert, allenatore di tennis che nel corso della sua carriera ha seguito anche Andre Agassi e Andy Murray (due seguiti anche da Cahill in passato). Gilbert e Cahill sono molto amici, come anche confermato da Gilbert nel corso del podcast Big T con con Andrea Petkovic. “Ho parlato molto con Darren ultimamente. Mi ha detto che tutto è iniziato quando era in viaggio verso l’aeroporto di Los Angeles per prendere il volo per Cincinnati. Aveva un appuntamento con Jannik, ma all’ultimo minuto ha ricevuto una telefonata che lo informava che l’italiano non avrebbe giocato. Da allora, è in attesa di notizie, e questo è molto frustrante“, aveva detto Gilbert. Da lì si sono susseguite una serie di riflessioni, con il rapporto tra i due che sembrava giunto al capolinea. Se avverrà o meno, sarà lo stesso Sinner a dirlo. Intanto però la chiusura anticipata del 2026 e lo stop per infortunio sono una buona occasione per l’altoatesino per discutere di futuro.

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