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Vaccino a mRna contro il melanoma: a distanza di due anni il rischio di recidiva ridotto del 42%

Nuovi e incoraggianti risultati provengono da una particolare branca della ricerca contro il cancro, quella che si occupa di sviluppare un vaccino contro la malattia. Alla sessione plenaria al Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo) sono stati mostrati i risultati dello studio finale di fase 3 INTerpath-001 su un vaccino a mRna contro il melanoma e “personalizzabile” per i vari pazienti: a distanza di due anni, è stato capace di ridurre del 42% il rischio di recidiva. Questa nuova terapia adiuvante, ovvero successiva alla chirurgia, si basa su una tecnica all’avanguardia: sequenziando il Dna del tumore rimosso, è possibile creare un vaccino ad hoc per il singolo paziente, ovvero fatto a misura delle mutazioni proprie del melanoma.

“INTerpath-001 è il primo e unico studio di fase 3 che ha dimostrato che, grazie alla combinazione del vaccino a mRna con l’immunoterapia, è possibile ottenere risultati superiori alla terapia standard” spiega il responsabile Oncologia Medica Melanomi dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano Michele Del Vecchio: il polo medico di eccellenza è anche il centro, sui 157 totali che hanno contribuito allo studio, che ha coinvolto il maggior numero di pazienti al mondo nello studio (82) . La vaccinazione richiede nove somministrazioni in un anno. Con questa cura non solo vengono stimolate le cellule immunitarie ma si crea una memoria immunologica capace di riconoscere e colpire eventuali cellule tumorali residue nel tempo: il presidente della Fondazione Melonoma Paolo Ascierto parla addirittura di “riprogrammare il sistema immunitario per distruggere il cancro”.

Il vaccino non è ancora disponibile: in attesa dell’approvazione degli enti regolatori (Fda, Ema e Aifa) si valuterà la possibilità di attivare particolari programmi di accesso per i pazienti. Ciò che è certo è che farà da apripista per altri vaccini a mRna che, sfruttando il medesimo principio di funzionamento, cercheranno di curare altri tumori come quello al pancreas, al polmone o genito-urinari . Il problema risiede semmai nella parte economica: il vaccino personalizzato richiede costi molto elevati, dunque la sfida sarà quella di ridurre il prezzo per garantire accesso al maggior numero di pazienti.

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“Sì, ho un tumore. Proverò ad affrontarlo come sono capace, con l’aiuto dei medici e tanti piccoli e grandi affetti”: lo rivela Toni Capuozzo

“Amo abbastanza la privacy e trovo abbastanza insopportabile il pettegolezzo sanitario da farmi dire senza esitazione: sì, ho un tumore”. A rivelarlo è il conduttore e storico inviato di guerra Toni Capuozzo, che in un post su Facebook annuncia al pubblico di stare affrontando la malattia.

“Proverò ad affrontarlo come sono capace, con l’aiuto dei medici e tanti piccoli e grandi affetti”, spiega Capuozzo. Che aggiunge: “Tra le cose lasciate a metà i conti per il funerale di Alla”, aggiunge Capuozzo. Il riferimento è ad Alla Tcheranovskaya, una traduttrice e interprete di 68 anni di origini russe morta tragicamente il 23 dicembre 2025 a causa di un’intossicazione da monossido di carbonio nella palazzina dove vive lo stesso Capuozzo.

“I conti con la mia vita li ho fatti senza saperlo nel podcast di Luca Zaia, il Fienile”, scrive ancora il giornalista. Al messaggio di Capuozzo fa seguito, tra gli atri, l’augurio dello stesso Luca Zaia.

“Caro Toni – scrive – è una notizia che davvero mi colpisce tanto nel cuore. Voglio mandarti il mio abbraccio più forte e dirti che ti sono vicino, con tutto l’affetto e la stima che ho per te. Ripenso alla nostra bella chiacchierata al Fienile, a tutto quello che ci siamo raccontati. Ti voglio bene, Toni. Forza, amico mio, abbiamo ancora tante cose da dirci e tanti momenti da condividere. Un abbraccio grande, davvero”.

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