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Catturato il pitone reticolato da record che spaventa Porto Rico: lungo oltre 5 metri, stritolava un gatto in giardino

Un esemplare di pitone reticolato lungo circa 5,6 metri è stato catturato a Porto Rico. Secondo le fonti locali e internazionali è il più grande mai catturato e misurato sull’isola. Il rettile sarebbe stato avvistato nel retro di un’abitazione mentre cercava di divorare un gatto domestico.

A catturarlo è stato Kevin Pavlidis, cacciatore di serpenti della Florida meridionale noto sui social come “Snakeaholic”. Ha operato in collaborazione con Proyectos Retic, un gruppo che raccoglie dati ed esemplari di pitoni invasivi. Pavlidis ha pubblicato su Instagram un video della cattura e delle operazioni di misurazione, per certificare il primato.

Il pitone reticolato più lungo mai misurato in assoluto raggiunge i 7,22 metri, quindi l’esemplare portoricano è lontano dal record mondiale, ma resta un gigante per l’isola. Non è chiaro invece quale sia stata la sorte del gatto: le cronache disponibili non chiariscono se sia sopravvissuto, né forniscono dettagli sul proprietario o sul luogo esatto dell’avvistamento.

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“Più il gatto è innamorato di te meno sei stressato”: una ricerca svela il legame segreto tra padrone e felino

“Avere un gatto in casa non basta per stare meglio: conta quanto gli si sta vicino”: è la conclusione di uno studio dell’Università di Kyoto, pubblicato su iScience, che ha seguito per un mese 29 gatti e 19 proprietari. I felini portavano al collare piccoli sensori Bluetooth che misuravano il tempo trascorso a stretto contatto con le persone, mentre i padroni compilavano questionari sull’umore. Lo riporta il Daily Mail.

Il risultato: chi passa più tempo fisicamente vicino al proprio gatto mostra livelli più alti di “vigore”, cioè energia e vitalità. Non c’è invece un legame con gli anni di convivenza. Anzi, più a lungo si possedeva il gatto, più tendevano a salire gli stati d’animo negativi. “Forse non basta tenere un gatto per averne benefici: a contare è la qualità dell’interazione”, spiega la prima autrice, Saho Takagi.

Lo studio ha poi indagato il lato biologico, finora esplorato soprattutto sui cani, dato che i gatti passano per animali indipendenti e distaccati. Misurando cortisolo (l’ormone dello stress) e ossitocina (quella del legame e della fiducia), i ricercatori hanno trovato una forte sintonia: quando l’ossitocina del gatto era alta, lo era anche quella del padrone, che mostrava meno cortisolo e meno emozioni negative.

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