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La Scandalosa Proibizione del Papa ai Cattolici Tradizionalisti di Entrare in Processione a San Pietro.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato da Messa in Latino, che ringraziamo per la cortesia. Ci sembra scandaloso e sbalorditivo il comportamento della Santa Sede, e del papa Leone XIV, evidentemente molto mal consigliato, nei confronti di questi fedeli cattolici. Che fra l’altro, in Paesi come la Francia, dove la frequenza alla messa è ridotta a cifre bassissime, costituiscono una testimonianza forte e costante. Nel disinteresse della gerarchia. Buona lettura e condivisione.

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Christian Marquant: il Papa ci ha negato San Pietro ritenendo che l’anno scorso l’accesso sia stato strumentalizzato
 Enrico  venerdì, 23 Ottobre 2026, 16:45

Il Presidente dell’Associazione Paix Liturgique, che ha dedicato una vita nella difesa della Messa di sempre, conclude con parole dirette, chiare e incisive il nostro incontro.

Prendendo le mosse dalla testimonianza di o’Reilly, ha ricordato che in Francia esistono ben cento scuole circa fondate da famiglie tradizionaliste. Creare scuole è perfino più facile che creare una cappella col consenso dei vescovi…

Passando all’esame della situazione ecclesiale, osserva il Relatore che è ben triste essere ignorati dalla gerarchia della Chiesa. Ignorati nel senso letterale: non sanno chi siamo, che cosa facciamo. Non conoscono altro che la Fraternità S. Pio X, e anche quella assai male.

Facciamo un esempio: nel 1976 un sondaggio dell’IFOP (ente ufficiale) aveva certificato che il 50% dei cattolici francesi (sia praticanti, sia non) dicevano che la Chiesa era andata troppo avanti con le riforme e il 25% circa dava ragione a Lefebvre che aveva ordinato sacerdoti senza autorizzazione. Reazione dei vescovi: nessuna,

Nel 2001 (quindi prima di Benedetto XVI) il 25% avrebbe voluto seguire la liturgia tradizionale. Solo il 10% era contrario, il resto indifferente.

Dopo il motu proprio gli stessi sondaggi, in vari paesi, riportavano una percentuale di circa un terzo che avrebbe voluto frequentare la Messa antica; e tra gli altri, l’assoluta maggioranza non era contraria ad una liberalizzazione.

Ebbene: la Chiesa ufficiale non ha mai riconosciuto questo anelito dei fedeli.

Eppure in Francia, in 50 anni, i cattolici praticanti sul totale della popolazione sono passati dal 50% al 4% (considerando chi va a Messa almeno una volta al mese); 2% chi ci va ogni settimana. I fedeli hanno ‘votato con i loro piedi’. Ma la Chiesa ufficiale se ne infischia.

Perché non spiegare queste cose al Papa? Ci abbiamo provato, tramite mons. Schneider, che ha ottenuto udienza nel dicembre scorso. Nel corso dell’incontro, parlando della Messa in San Pietro l’anno scorso, Papa Leone ha osservato: “Quella Messa è stata strumentalizzata“. Che cosa intendeva? Forse è stato infastidito dalla grande affluenza o, più ancora, dal fatto che la stampa vi abbia dato grande risalto.

E di fatto quest’anno la Messa a San Pietro è stata negata!

Anzi, notizia freschissima, non solo la Messa, ma perfino l’accesso alla basilica ci è stato interdetto, e questo senza nemmeno l’apparenza di un pretesto (che comunque sarebbe inverosimile).

Vedremo domani, che cosa succederà.

Quest’anno, ci sono pochi alti prelati al nostro convegno. Il vento non è favorevole in questi ultimi mesi ed essi sentono dove gira l’aria. Ci sono pochi vescovi con il coraggio di un Atanasio o Ilario di Poitiers…

Ma noi laici non ci facciamo certamente intimidire. Abbiamo visto momenti ben peggiori e le difficoltà, quando non addirittura le persecuzioni, sono coessenziali nella Chiesa militante.

In Francia, dopo Summorum Pontificum, ci sono state 700 domande di nuove Messe (e queste solo solo quelle recensite). Quante ne sono state ottenute? Solo una frazione. Bisogna quindi perseverare nel chiedere, insistere, combattere persino. Quaerite et invenietis, pulsate, et aperietur vobis…

Christian racconta di aver chiesto almeno dieci volte un incontro col card. Roche. Senza esito. Ai dipendenti del suo Dicastero che chiedevano la ragione della richiesta, rispondeva: per salutarlo, visto che venivo regolarmente a trovare il suo predecessore; per ricevere istruzioni e anche solo per bere un caffé insieme. Nulla: nemmeno un confronto sincero.

E’ più facile prendere la strada facile del declino, a quanto pare, che reagire e invertire il pendio.

Evidentemente, hanno paura di noi. Noi non esistiamo ufficialmente, ma facciamo paura, perché i nuovi sacerdoti e i fedeli simpatizzano per noi e non comprendono le ragioni (ché sono irrazionali e inesistenti) di impedirci di pregare come tutti i nostri avi hanno fatto.

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Il Pentagono istituisce nuove unità per lo spionaggio economico e il sabotaggio

Non sono mancate le rimostranze al Congresso quando l’amministrazione Trump ha nominato Stephen Feinberg, miliardario newyorkese, numero due del Pentagono. In precedenza, Feinberg era stato a capo di Cerberus Capital Management, società che detiene svariati interessi finanziari in aziende fornitrici del Pentagono. Dal 2018 al 2021, durante il primo mandato di Trump, ha inoltre presieduto il President’s Intelligence Advisory Board (il comitato consultivo presidenziale per l’intelligence).

Feinberg è finito al centro dell’attenzione quando il Pentagono ha investito miliardi per acquisire partecipazioni in oltre una dozzina di aziende private. Sono emersi seri timori riguardo al fatto che Feinberg stia convogliando fondi verso imprese in cui lui stesso, o la famiglia di Donald Trump, hanno degli interessi.

Le sue iniziative più recenti, tuttavia, sembrano avere poco a che fare con il mondo degli affari: appaiono piuttosto come un tentativo di creare, all’interno del Dipartimento della Difesa, un doppione della Central Intelligence Agency (CIA).

Oggi sono stati pubblicati due importanti articoli, basati su diverse “fughe di notizie” relative a questi piani. È difficile che si tratti di una coincidenza; è molto probabile che tali indiscrezioni siano state diffuse ad arte da alcune “fonti” nell’ambito di una lotta di potere tra apparati.

Il Washington Post è in prima linea:

Il Pentagono punta a creare un programma di spionaggio sotto copertura profonda per contrastare la Cina – Washington Post, 22 ottobre 2026
Lo spionaggio economico è diventato una nuova priorità per il Dipartimento della Difesa. Eppure, il Pentagono non vanta una grande esperienza nel campo dello spionaggio umano.

Secondo una mezza dozzina di persone informate sull’iniziativa, il Pentagono sta cercando di sviluppare un solido programma di spionaggio sotto copertura profonda, finalizzato a condurre una guerra economica contro la Cina e altri concorrenti degli Stati Uniti.

Questo nuovo programma di spionaggio di ultima generazione – che prevede l’impiego di agenti statunitensi sotto le spoglie di imprenditori o altri professionisti del settore privato, senza alcun legame palese con il governo americano – costituirebbe la componente segreta di una più ampia campagna di guerra economica portata avanti dal Pentagono, hanno riferito le fonti. Questo nuovo programma di spionaggio, che si avvale di agenti sotto “copertura non ufficiale” (noti come NOC, *nonofficial cover officers*), è supervisionato da Tom Rakusan – veterano della CIA con 39 anni di servizio e attuale consulente senior del vice segretario alla Difesa Steve Feinberg. A riferirlo sono fonti informate sui fatti, che hanno richiesto l’anonimato per discutere di questa delicata iniziativa.

Rakusan, ritiratosi dalla CIA nel 2021, nel 2017 aveva raggiunto la carica di vice direttore delle operazioni, diventando di fatto il principale responsabile delle attività di spionaggio dell’agenzia. In seguito, ha guidato la risposta della CIA alla campagna di interferenza russa nelle elezioni presidenziali del 2016.

Dopo aver lasciato l’agenzia, Rakusan è entrato in Cerberus Capital Management – ​​società di *private equity* co-fondata da Feinberg – per poi seguire il miliardario al Pentagono nel 2025.

Non è chiaro perché il Pentagono senta il bisogno di infiltrare agenti in aziende straniere a fini di spionaggio economico, proprio mentre il suo compito primario dovrebbe essere quello di condurre guerre contro nemici dichiarati. Non bisogna lasciarsi sviare dal riferimento alla “Cina”: gli Stati Uniti hanno infatti una lunga esperienza nello spionaggio ai danni dei propri stessi alleati.

I piani del Pentagono sembrano essere in contrasto con la normativa vigente. La CIA, che a differenza del Pentagono è istituzionalmente dedita allo spionaggio clandestino, non ha nascosto – e a ragione – il proprio forte disappunto per questa iniziativa. Continua a leggere: Il Pentagono istituisce nuove unità per lo spionaggio economico e il sabotaggio.

Pubblicato da b alle 15:45 UTC | Commenti (123)

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