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Impresa di Targhetta: è argento mondiale nel cavallo con maniglie, Italia sul podio dopo 113 anni. La dedica speciale: “Forza Bonni”

La medaglia d’argento mondiale al collo, il sorriso di chi ha appena realizzato un sogno e la consapevolezza che il viaggio non è ancora finito. Gabriele Targhetta, vicecampione del mondo al cavallo con maniglie con 15.233 punti, alle spalle dell’armeno Hamlet Manukyan, si gode il momento più importante della sua carriera. L’Italia torna sul podio iridato della specialità a distanza di 113 anni, dall’edizione di Parigi 1913. Un risultato straordinario che interrompe anche un digiuno di medaglie mondiali della ginnastica artistica italiana che durava dall’edizione di Kitakyushu 2021. Dopo il successo in Coppa del Mondo e il titolo europeo conquistato quest’anno a Zagabria, il ginnasta azzurro aggiunge un altro risultato prestigioso a una stagione straordinaria. “Adesso diciamo che non posso più non crederci. È successo veramente, ho la medaglia al collo e sono felicissimo“.

Poi una dedica speciale: “Ho gareggiato con leggende della ginnastica. Sto vivendo un sogno. Dedico la medaglia”, ha aggiunto ai microfoni di Rai Sport, “a tutti i ginnasti, alla squadra nazionale, alla Polizia di Stato che mi sta sostenendo tanto e a un ragazzo al quale tengo tanto: forza Bonni!”. Il riferimento è al 24enne compagno di nazionale Lorenzo Bonicelli che lo scorso anno si è infortunato gravemente agli anelli alle Universiadi di Essen e che lo seguiva sugli spalti dell’arena di Rotterdam.

Un traguardo che affonda le radici nell’infanzia. “Sono entrato in palestra per la prima volta a quattro anni e il funghetto mi ha attratto proprio perché iniziavo a girare e mi sembrava una cosa quasi scontata. Poi vedevo gli altri bambini che facevano più fatica e mi chiedevo come fosse possibile. A me veniva tutto subito, facevo pochissima fatica. Da lì, però, ci sono voluti tanto lavoro e tanto impegno. E siamo arrivati qua”, racconta Targhetta. Un talento naturale coltivato negli anni con dedizione e sacrificio, sotto la guida del suo allenatore Gian Matteo Centazzo. “In allenamento salgo sul cavallo tantissime volte. La mia sessione dura minimo un’ora e mezza, due ore, senza contare tutta la preparazione, il riscaldamento e il potenziamento. Ci dedico davvero tanto, tanto tempo”. Dice.

E adesso? Dopo l’oro europeo e l’argento mondiale, il prossimo obiettivo è provare a salire anche quell’ultimo gradino del podio, con i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028 sullo sfondo. “Si può sempre fare meglio. A livello di esecuzione cercherò di migliorare, anche se è già molto alta. Ma non è mai abbastanza. E poi posso aumentare la difficoltà, aggiungendo tre giri su una maniglia al posto di uno, come faccio in questo momento”, assicura. La giornata di Targhetta si chiude con un pensiero per il compagno di Nazionale Yumin Abbadini, atteso domani dalla finale mondiale alla sbarra, ultimo appuntamento della rassegna iridata. “In bocca al lupo a Yumin per domani alla sbarra. Sarò là a fare il tifo per te, come hai fatto tu oggi con me”. Ma l’ultimo pensiero, quello più sentito, poi è di nuovo per Lorenzo Bonicelli. “E anche un saluto a Lorenzo Bonicelli, che è sempre là a fare il tifo per noi, a supportarci. Ciao Bonn“.

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Nba, figuraccia Knicks: scatole vuote, nessun anello celebrativo per gli assistenti e mail trappola ai dipendenti

A prima vista, sembrava una serata speciale per gli allenatori dei New York Knicks. Martedì sera, durante la cerimonia che ha dato il via alla nuova stagione NBA, la squadra ha celebrato la vittoria del titolo del 2026 con la consegna degli anelli ai protagonisti del successo e l’esposizione degli stendardi celebrativi. Gli allenatori, vestiti con felpe bianche da allenamento, hanno ricevuto delle scatole nere con una striscia arancione al centro. Dentro, almeno in apparenza, avrebbero dovuto esserci gli anelli del campionato, decorati con diamanti e zaffiri blu, i colori dei Knicks.

Il primo a ricevere il proprio anello è stato Leon Rose, presidente della squadra. Quando ha aperto la scatola, ha mostrato un gioiello scintillante, impreziosito da diamanti e pietre blu, creato per celebrare il titolo NBA conquistato nel 2026. Quando è arrivato il turno degli assistenti allenatori, però, la situazione è stata diversa: hanno ricevuto le scatole, ma al loro interno non c’erano gli anelli. Le scatole erano vuote.

La consegna degli anelli non avviene sempre nello stesso momento per tutti i membri di una squadra. Progettare i gioielli, raccogliere le misure e realizzarli richiede tempo e in alcune occasioni gli assistenti allenatori o i dirigenti li ricevono in un secondo momento. È già successo, per esempio, agli Oklahoma City Thunder: alcuni assistenti e dirigenti non avevano ricevuto i loro anelli durante la cerimonia d’inizio della stagione precedente. In altri casi, invece, la consegna è avvenuta regolarmente. Gli assistenti allenatori dei Cleveland Cavaliers nel 2016 e quelli dei Los Angeles Lakers nel 2020 avevano ricevuto i propri anelli durante la celebrazione del titolo. Secondo fonti interne citate da The Athletic, agli assistenti dei Knicks è stato assicurato che riceveranno un anello.

La situazione sarebbe invece diversa per molti dipendenti di lunga data del Madison Square Garden, compresi alcuni che lavorano nell’area commerciale della società, che non ne riceveranno uno. Nella NBA è infatti abbastanza comune che anche i dipendenti delle squadre campioni ricevano un anello celebrativo, sebbene generalmente meno costoso e meno elaborato rispetto a quelli destinati ai giocatori. E qui arriva l’episodio curioso della vicenda.

Alla fine di settembre, molti dipendenti del Madison Square Garden avevano ricevuto un’email che sembrava annunciare un regalo per celebrare il titolo dei Knicks. “Congratulazioni, il tuo anello è arrivato. Questo lo offre la società: stesso gioielliere, stessa lavorazione, personalizzato con il tuo nome. Senza alcun costo“. Erano disponibili due versioni: “Championship Gold” e “Garden Classic”. Per scegliere il modello, bastava cliccare su un link. Ma non c’era nessun anello in regalo.

Secondo diverse fonti interne, l’email era in realtà un test di phishing organizzato dal Madison Square Garden. Si trattava di una simulazione di truffa informatica, pensata per verificare se i dipendenti avrebbero cliccato su un collegamento sospetto. Chi ha cliccato sul link non ha potuto scegliere alcun gioiello. Al contrario, è stato obbligato a seguire un corso di cybersecurity. La vicenda si chiude quindi con un paradosso: mentre i Knicks celebravano il titolo NBA con anelli preziosi e una grande cerimonia, alcuni allenatori sono rimasti senza gioiello e diversi dipendenti hanno scoperto che la promessa di un anello gratuito era soltanto un test per mettere alla prova la loro attenzione contro le truffe online.

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Una nuova era senza i veterani: così l’Italia degli sport invernali cerca di ripartire dopo Milano-Cortina

Milano–Cortina 2026 è stato un trionfo per l’Italia. Il record di 30 medaglie nell’edizione di casa resterà per sempre impresso nella storia dello sport azzurro. Tra i simboli del successo ci sono Federica Brignone e Francesca Lollobrigida, capaci di vincere due ori, Arianna Fontana, che ha stabilito il nuovo primato italiano di medaglie olimpiche con 14, e Federico Pellegrino, che ha regalato alle staffette dello sci di fondo due podi. Tutti atleti alla fine della loro carriera.

Pellegrino ha appeso gli sci al chiodo a marzo 2026, lasciando un vuoto nello sci di fondo, che ora è senza un leader, capace di nascondere le difficoltà del movimento. Anche Dorothea Wierer, regina del biathlon, che ha fatto uscire il suo sport dalla nicchia nel nostro Paese, raggiungendo trionfi mai visti prima, si è ritirata. Brignone, dopo il miracolo olimpico, è ancora alle prese con la riabilitazione dal grave infortunio dell’aprile 2025. In un’intervista a Eurosport, ha detto che non è più disposta a sciare con il dolore. L’intenzione di tornare c’è, ma vista l’età, 36 anni, e il recupero che dura da 1 anno e mezzo, ci vorrà tempo per rivederla in gara.

Lo stesso vale per Sofia Goggia, che ha patito un’infezione virale durante il ritiro in Sud America. La bergamasca potrebbe rientrare a inizio dicembre, ma non c’è una data certa. Fontana deve ancora svelare il suo futuro nello short track, non è chiaro se proseguirà e se la vedremo in gara questo inverno. Lollobrigida ha annunciato sui social la sua seconda gravidanza e per forza di cose salterà la stagione del pattinaggio di velocità. La campionessa olimpica di 3.000 e 5.000 metri, però, ha manifestato la volontà di puntare ai Giochi 2030 in Francia.

Della “vecchia guardia”, ossia coloro che già nei quadrienni precedenti avevano ottenuto medaglie olimpiche o mondiali, rimangono in piena attività solo Michela Moioli nello snowboard cross, Lisa Vittozzi nel biathlon e Dominik Paris nello sci alpino. Senza i suoi pilastri, l’Italia deve ricostruire il movimento in vista delle Olimpiadi 2030. Può sembrare un paradosso, ma con il ritiro e lo stop forzato di atleti che negli ultimi 15 anni hanno fatto la storia degli sport invernali l’unica via è ripartire. E bisogna farlo dai giovani. Tommaso Giacomel, al rientro dopo l’aritmia cardiaca che lo ha costretto a fermarsi durante la mass start olimpica, ha detto che è stata la sua estate peggiore e difficilmente potrà lottare per la classifica generale, ma è un talento su cui costruire il futuro del biathlon italiano, assieme a Vittozzi. Lo stesso vale per Flora Tabanelli nello sci freestyle. Post bronzo olimpico, la 18enne è stata operata al legamento crociato anteriore del ginocchio destro, fratturato a novembre 2025, e sta ultimando il recupero. Giovanni Franzoni è la grande speranza dello sci alpino. È esploso nella scorsa stagione, vincendo l’argento olimpico in discesa.

Da lui riparte il settore maschile, mentre al femminile punta su Laura Pirovano e Marta Bassino, che rientra nel gigante di Soelden dopo aver saltato l’intera scorsa stagione per infortunio. Tra i giovani talenti c’è anche Simone Deromedis, oro olimpico nello ski cross, che andrà a caccia della Coppa del Mondo generale, dopo aver chiuso secondo negli ultimi due anni. Lo slittino dovrà confermare i fasti di Milano Cortina 2026, dove ha vinto due ori e due bronzi. Tra gli atleti in rampa di lancio ci sono Riccardo Lorello nel pattinaggio di velocità, bronzo nei 5.000 ai Giochi, Elisa Confortola, Thomas Nadalini e Pietro Sighel nello short track. Le certezze restano Andrea Giovannini e Davide Ghiotto nello speed skating e lo snowboard italiano nel gigante parallelo.

Ad aprire il sipario sulla stagione invernale sono sci alpino, short track e pattinaggio di figura, cominciate nella notte. A seguire, il 13 novembre è fissata la prima tappa di Coppa del Mondo di pattinaggio di velocità. Il 21 e 22 novembre partono salto con gli sci, bob e skeleton. Sci di fondo, combinata nordica, freestyle, snowboard e biathlon scattano la settimana successiva; mentre slittino e sci alpinismo debuttano a inizio dicembre. L’Italia ha ancora frecce al suo arco, ma non ha più l’abbondanza che a Milano–Cortina 2026 ci ha consentito di salire sul podio in 12 discipline diverse. Per ritrovarla bisogna ripartire dai giovani, da quelli già affermati, ma soprattutto dagli altri, per mantenere la versatilità che negli ultimi anni ha contraddistinto gli sport invernali italiani e ci ha regalato le gioie a cinque cerchi.

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