Cattive notizie per il Milan che parte per la trasferta di Udine senza MarioGila, AdrienRabiot e DiegoMoreira. Un’ecatombe che costringe il tecnico RubenAmorim a stravolgere l’undici titolare che aveva in mente per la sfida contro l’Udinese. Per i rossoneri in teoria è una trasferta abbordabile, vista la crisi dei friuliani di KostaRunjaić. Le assenze però potrebbero complicare i piani.
Il difensore spagnolo ha riportato un’infiammazione da sovraccarico alla cavigliasinistra, mentre Rabiot e Moreira sono alle prese con un affaticamento, rispettivamente, al polpaccio destro e al flessoresinistro. Oltre a loro tre, sono fermi per un infortunio anche Gabbia, Chukwueze e Saelemaekers. Inoltre, sono in dubbio pure Pavlovic e Loftus-Cheek.
Il serbo dovrebbe stringere i denti, per giocare in coppia con De Winter e lasciare Tomori a sinistra al posto di Gila. A completare la difesa sarà Bartesaghi. In mezzo scelte quasi obbligate: Musah e Modric con Jashari. In attacco il tridente resta potenzialmente il migliore a disposizione di Amorim: Pulisic e Cisse dietro a Ramos. Le alternative a gara in corso sono però limitate all’osso: Hutchinson e Camarda.
The situation is being monitored constantly, but authorities remain calm because no major demonstrations have been detected so far. Surveillance efforts also extend to social media, where such events are often organized.
Authorities fear a repeat of events from the previous weekend, when a demonstration against the high cost of living degenerated into violent riots and looting carried out by young people, including minors.
The “October 17 Movement,” a group that emerged after those clashes, had initially called for another demonstration this Saturday in Duomo Square. In response, Milan has significantly increased security, particularly in its historic center.
I negozi del centro di Milano sono totalmente blindati per timore di una nuova guerriglia urbana. Le immagini in camminata tra le boutique di Via Montenapoleone. pic.twitter.com/xTIR7BUvPX
The text reads, “Commercial premises in downtown Milan are completely boarded up for fear of a new outbreak of urban unrest. A look at the scene among the boutiques on Via Montenapoleone.”
Some shops in the area have covered their storefronts with wooden panels to prevent them from being smashed, as happened a week ago.
The increased security presence is particularly visible, with officers receiving support from 500 paratroopers from the Folgore Brigade, whom the government of far-right Prime Minister Giorgia Meloni deployed to the city.
The soldiers are patrolling Duomo Square, where about 10 police vans are parked, and also moving through tunnels in the subway network and along commercial streets such as Corso Buenos Aires, among other areas of the city.
The military’s mission is to reinforce the “Safe Streets Operation,” which has deployed personnel in the country’s busiest and most tourist-heavy areas since 2008.
Preciso che ci ho fatto il servizio militare, quindi so bene di cosa parlo. E dico che sono la summa del fanatismo e dell’obbedienza ottusa. Per carità, i parà sono unità di élite. Unità da combattimento, addestrate per scenari di pic.twitter.com/HAcPEP4Bao
The text reads, “I should point out that I completed my military service, so I know exactly what I’m talking about. And I maintain that they are the epitome of fanaticism and mindless obedience. For God’s sake! Paratroopers are elite units—combat units, trained for combat scenarios.”
On Saturday morning, Deputy Prime Minister and Infrastructure Minister Matteo Salvini toured downtown Milan to monitor the situation, as the day represents a test of the Italian government’s security strategy.
Last week, Meloni also approved a decree introducing deterrent legal measures, ranging from requiring parents to pay for damage caused by their children to the preventive detention of underage protesters.
So far, authorities have identified 273 demonstrators who took part in violent protests in Milan a week ago. Most are teenagers, and the youngest is 11. Forty have already been arrested.
On Friday, authorities monitored social media users in 18 cities in northern Italy and managed to identify about 100 demonstrators, half of whom are minors.
GiovanniMalagò candidato unico e di conseguenza ri-eletto alla presidenza della Figc non è più così scontato. Dopo il commissariamento della Federazione, con lo stesso Malagò commissario, le prossimedate cerchiate sul calendario sono il 4 novembre – termine ultimo per le candidature – e il 14dicembre, quando si ri-voterà per il presidente della Federazioneitalianagiuococalcio. La rielezione di Malagò è ovviamente l’ipotesi più probabile, ma nelle stanze della Serie A – come riportato da La Gazzetta dello Sport – a sorpresa potrebbero sostenere un altro nome: AdrianoGalliani, dirigente che non ha bisogno di presentazioni visti i risultati ottenuti con il Milan da direttore sportivo e con il Monza da amministratore delegato. Ed è stato anche nella “politica del pallone”, visto che è stato anche presidente della Lega di A dal 2002 al 2006, vice dal 2013 al 2017. E stesso ruolo nella Lega di B da gennaio2021 a giugno 2022. Tutto perché i club hanno lamentato una scarsa condivisione delle scelte: dal commissariotecnico (volevano Antonio Conte e non Mancini) al capo delegazione, con DianaBianchedi che fu scelta autonomamente da Malagò. Candidatura di Galliani di cui però Giovanni Malagò non sembra essere preoccupato, come spiegato nell’intervista a Repubblica.
“Non mi sento abbandonato dalla maggioranza“, ha spiegato Malagò. “Né mi abbatto se ci sono rumors su questo, che sono anche magaricorrispondenti alla verità. Prendo atto che ci siano delle resistenze, da parte di soggetti che hanno storie importanti alle spalle, ma con il dialogo si può creare persino condivisione“. E a proposito di Galliani, Malagò ha deviato il discorso, facendo leva sul sostegno di diversiclub di Serie A: “Candidato unico? Non lo so. Però l’auspicio è che la mia candidatura continui a compattare, come è stato a giugno, un mondo che per anni ha vissuto di divisioni, anche molto forti”. A giugno ha avuto il sostegno di 19 club su 20 di Serie A (tutti, tranne la Lazio di Lotito).
Ora le cose potrebbero cambiare perché man mano il sostegno dei club di massimaserie è diminuito, soprattutto dopo la scelta del commissario tecnico, con le squadre di Serie A che avrebbero voluto appunto AntonioConte e non RobertoMancini: “Sarebbe bello ripartire da quelnumero. Sto chiamando tutti i presidenti uno per uno, ne ho sentiti già tredici e tutti mi garantiscono il loro sostegno“, ha proseguito l’attuale commissario della Figc, che però per tutti continua a essere il “presidente”. Sciolto intanto il nodotesseramento, che è ciò che ha portato al commissariamento della federazione: “Sarò dirigenteaccompagnatoredell’Aniene in Serie D di calcio a 5. Mi dimetterò se sarò eletto”.