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Scuola del Fatto, anno accademico 2026-2027: scopri le promozioni sui corsi e iscriviti!

La Scuola di Cittadinanza “Domenico De Masi” del Fatto Quotidiano ha inaugurato l’anno accademico 2026/2027 con un nuovo programma di corsi dedicati ad alcuni dei principali temi del dibattito contemporaneo: geopolitica, ambiente, economia politica, società e democrazia.

Il programma è stato presentato sabato 24 ottobre, durante l’Open Day “Intelligenza collettiva IN CORSO”, un incontro trasmesso in diretta streaming che ha offerto l’occasione di conoscere i nuovi percorsi formativi e approfondirne contenuti e obiettivi insieme ai docenti e ai responsabili scientifici della Scuola.

Perchè “Intelligenza collettiva IN CORSO”? Il titolo dell’open day racchiude quelle che sono le principali caratteristiche della Scuola del Fatto che vuole creare, prima di tutto, una community, un luogo dove l’intercambio tra allievi e docenti è costante e di reciproco arricchimento. In secondo luogo la Scuola del Fatto mira a formare cittadini consapevoli e preparati su quelli che sono i principali temi e dilemmi del nostro tempo, perchè solo con la conoscenza si impara davvero a leggere tutto quello che accade ogni giorno intorno a noi, a decifrarlo e a capirne le reali implicazioni nella nostra vita quotidiana.

Tra i protagonisti dell’iniziativa gli interventi dei docenti Pino Arlacchi, Nicola Armaroli, Marco D’Eramo, Vittorio Agnoletto, Gabriele Guzzi, Giulio Di Donato, Emiliano Bosio, Jeffrey Sachs e Massimo Di Felice, insieme alla direttrice della Scuola, Miriam Mirolla.

Per chi non ha potuto seguire l’appuntamento, è possibile rivedere la registrazione integrale dell’Open Day sul canale YouTube del Fatto Quotidiano.

Iscrizioni a prezzi agevolati fino al 31 ottobre

In occasione della presentazione del nuovo anno accademico, la Scuola del Fatto ha attivato per questa settimana una serie di promozioni per favorire l’accesso ai corsi.

Le offerte sono disponibili fino al 31 ottobre compreso, con condizioni differenziate per fasce d’età e per gli abbonati ai prodotti del Fatto Quotidiano.

Per gli under 30, ogni corso singolo dell’anno accademico 2026/2027 è disponibile a 150 euro anziché 500 euro. La promozione è aperta a tutti i giovani con meno di 30 anni, inclusi coloro che sono già abbonati al Fatto Quotidiano, ed è valida esclusivamente durante la settimana promozionale.

Scopri i corsi e l’offerta under 30

Per gli over 30 non abbonati, è prevista una tariffa agevolata di 350 euro per ogni corso singolo, anziché 500 euro. Anche in questo caso, l’offerta è valida fino al 31 ottobre e non richiede la sottoscrizione di un abbonamento.

Consulta l’offerta over 30 e scegli il tuo corso

Per gli abbonati al Fatto Quotidiano, invece, le agevolazioni non sono limitate alla settimana dell’Open Day. Chi possiede un abbonamento attivo a uno dei prodotti del Fatto può acquistare un corso singolo a 250 euro anziché 500 euro, oppure scegliere un pacchetto di tre corsi a 600 euro anziché 1.500 euro. Per accedere alle tariffe riservate è sufficiente iscriversi utilizzando l’indirizzo email associato al proprio abbonamento.

Scopri le agevolazioni riservate agli abbonati

In un mondo che cambia rapidamente diventa sempre più importante avere in mano degli strumenti per leggere i fenomeni che stanno alla base di questo cambiamento.

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“Non abbiamo aule sufficienti per tutti gli alunni. Gli studenti fanno lezione in moduli prefabbricati”

Hanno vinto premi in tutt’Italia, hanno un corso di pasticceria, un altro serale ma non hanno un edificio adeguato per fare scuola. La denuncia arriva dall’Ipsar “Veronelli” di Casalecchio di Reno, città metropolitana di Bologna: 900 alunni, 170 docenti e una dirigente, Rosalba De Vivo, orgogliosa del suo istituto ma altrettanto determinata nel chiedere soluzioni a Città Metropolitana. A raccontarci la situazione del “Veronelli” è un insegnante che ha risposto alla nostra campagna “Il futuro non si arma, si insegna” (firma qui), con una petizione per chiedere stipendi dei docenti adeguati all’Europa e una maggiore attenzione per la scuola (Chi vuole può raccontarci la sua storia a redazioneweb@ilfattoquotidiano.it).

“La struttura è vecchia e fatiscente“, ha scritto il docente, “ma la cosa più grave è che non abbiamo abbastanza aule per tutti gli alunni, non c’è un’aula magna per i collegi docenti. Da quest’anno useremo dei moduli prefabbricati come aule extra. Venga a vedere: ogni giorno gli alunni devono entrare in un’aula diversa garantendo le lezioni a rotazione”.

Una situazione che non conosce risoluzione da almeno cinque anni. La preside non nega nulla ma aggiunge: “Ho scritto fiumi di parole agli enti coinvolti ma…”. De Vivo non vuole far polemica. Sa di essere una rappresentante dello Stato. Uno status, quest’ultimo, tuttavia, che non le impedisce di spiegarci i fatti: “Per anni questa scuola è stata la succursale dell’alberghiero di San Pietro Terme. Solo nel 2018 ha raggiunto la sua autonomia. Durante il periodo pandemico si è registrato uno stallo nelle iscrizioni ma dal 2021 ad oggi siamo passati da 650 a 900 alunni”.

La preside ci tiene ad evidenziare il lavoro fatto per dare lustro al “Veronelli” che oggi può vantare diversi corsi. “Quest’anno abbiamo 42 classi. Un record storico per il nostro istituto ma continuiamo ad avere problemi con gli spazi. Non abbiamo un’aula magna, ma nemmeno una vera e propria presidenza che possa garantire la privacy. Tutto ciò ci limita perché non possiamo accogliere convegni, seminari che permettano anche ai nostri alunni di fare esperienza”. Città Metropolitana nella primavera scorsa ha proposto come soluzione l’installazione di moduli in bioedilizia dove, per due anni, troveranno spazio sette classi. “Purtroppo siamo a fine ottobre ma non li possiamo ancora usare perché mancano ancora alcuni allacci alle utenze. Io – dice De Vivo – scrivo, scrivo ma più di così. Il vero problema è che non sappiamo nulla del futuro della nostra scuola, non conosciamo la programmazione delle istituzioni. Servirebbe un piano che ci permetta di capire le soluzioni al di là dei moduli provvisori. Questo istituto non può andare avanti a vivere in questo modo. Noi facciamo il possibile ma ci serve una mano da parte delle istituzioni”. Un appello che arriva non solo dalla preside ma dal personale scolastico che alla pari dei ragazzi è costretto a vivere in una sorta di precariato.

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