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“Due giorni prima del sequestro ebbi un presagio, sentii qualcosa di strano e spaventoso nei suoi confronti. Mi squarciarono le ruote dell’auto, fui pedinata”: così Piera Maggio a Verissimo

“Prima che Denise fosse rapita, avevamo avuto ritorsioni e minacce, è tutto documentato nero su bianco, l’ho raccontato agli inquirenti”: sono le parole della madre di Denise Pipitone, Piera Maggio, ospite ieri di “Verissimo”. La madre della bimba rapita ad appena quattro anni il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo (in provincia di Trapani) ha ripercorso questi 22 anni di ricerche, insieme alla conduttrice Silvia Toffanin. Proprio oggi Denise compie 26 anni ma ecco le clamorose parole della Maggio che ieri ha espresso chiaramente la sua idea sulla sorte di sua figlia.

La Maggio ha rivissuto ieri quegli strani giorni che precedettero il sequestro della figlia, prelevata mentre giocava col cuginetto davanti casa della nonna. “Due giorni prima del sequestro ebbi come un presagio, accadde una cosa strana. Eravamo di ritorno da un matrimonio e mentre stavamo rientrando, Denise era in auto nel seggiolone, ebbi come un flash: sentii qualcosa di strano e spaventoso nei suoi confronti. Mi girai a guardarla, si era appisolata. Poi è successo quello che è successo”. Questi timori non erano casuali ma frutto di paure legate a minacce nei giorni precedenti il sequestro. “Ho avuto sia minacce che ritorsioni. Quando faccio dei nomi è perché le ho subite. Nel processo di primo grado se ne è parlato tantissimo”, spiega la madre di Denise. Il processo vide come imputata l’allora 17enne Jessica Pulizzi, una delle figlie avute da Pietro Pulizzi: il padre biologico di Denise. L’uomo all’epoca era sposato con Anna Corona a cui l’uomo nascose l’esistenza di Denise. Quando la piccola scomparve, anche Piera Maggio era sposata con il padre all’anagrafe della piccola, Tony Pipitone. Jessica Pulizzi, accusata del sequestro di Denise dai giudici, fu scagionata e assolta per insufficienza di prove. Ieri, la Maggio è tornata sul processo: “Il movente c’era. La Corte di Cassazione lo ha riconosciuto, ovviamente per insufficienza di prove c’è stata l’assoluzione. Il movente qual era? Gelosia nei miei confronti. Ho subito una serie di azioni: mi squarciarono le ruote dell’auto. Fui pedinata. C’erano persone che passavano sotto casa mia 20, 30 volte al giorno con qualsiasi mezzo, ogni giorno e a qualsiasi ora. Mi si accostavano alla macchina fissando la bambina dietro. Per amore di Pietro non ho presentato denuncia: questa è l’unica cosa di cui mi pento”.

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“Non sono felicissimo, non ho mai fatto un bel viaggio, non sono mai stato all’estero. Tante cose non le ho fatte, ma poi in fondo mi dico: ma che mi frega? Mica è necessario farle”: lo sfogo di Lino Banfi

“Il nonno d’Italia” rimpiange di non aver viaggiato. Lino Banfi è tornato in tv e in una lunga intervista rilasciata durante l’ultima puntata di Verissimo ha spiegato di avere un grosso rimpianto sulla sua vita passata. “Non sono felicissimo, non ho mai fatto un bel viaggio, non sono mai stato all’estero. Non ho mai fatto una crociera con mia moglie Lucia o con i miei figli”, ha ricordato il 90enne interprete di memorabili capolavori come Vieni avanti cretino e Spaghetti a mezzanotte. il motivo di questa mancanza di viaggi riguarda il ritmo di lavoro sui set cinematografici che Banfi ha avuto tra gli anni 70 e 80. “Spesso interpretavo quattro film contemporaneamente. mi cambiavo d’abito addirittura nelle macchine”, ha aggiunto Banfi. Insomma, niente viaggi ma anche grandi soddisfazioni perché tutti lo volevano e Lino generoso non si è mai tirato indietro.

“Tante cose non le ho fatte, ma poi in fondo mi dico: ma che mi frega? Mica è necessario farle. Non è obbligatorio per forza saper nuotare, non ho avuto il tempo di imparare, non è che io ero scemo. Come gli altri hanno fatto avrei fatto anche io. Ci sono state delle volte che ho girato anche quattro film contemporaneamente, mi cambiavo nelle auto perché tutti volevano la mia partecipazione e il mio linguaggio. Papa Francesco aveva ragione quando mi diceva: un giorno parleranno tutti come te e si divertiranno a usare il tuo vocabolario banfiota”, conclude.

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Leitura da sentença de processo envolvendo professores da UMa será repetida hoje

  Será hoje, dia 26 às 09:00 h, repetida a leitura da sentença do processo que opõe Liliana Rodrigues a Alice Mendonça e Nelson Veríssimo, professores da Universidade da Madeira. Depois de ter adiado por seis vezes a leitura da sentença, a juíza Fernanda Sequeira proferiu-a no passado dia 25 de Setembro. Mas como não […]
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