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Harry Kane vince il pallone d’oro 2026: l’attaccante “noioso” e poco appariscente sempre in prima linea contro le discriminazioni

Bomber e gentiluomo. Il Pallone d’Oro assegnato al centravanti inglese Harry Kane premia non solo uno degli uomini gol più prolifici dell’ultimo decennio, ma anche un campione che sfugge agli stereotipi del football moderno. Nella patria dei tabloid e di una certa informazione scandalistica, Kane non ha mai regalato titoli a effetto. Al contrario: se c’è una critica nei suoi confronti, è quella di essere un po’ noioso, poco appariscente. Non si ubriaca. Non si tatua. Non fa scappatelle. Non coltiva hobby particolari, tranne il golf, che, come scrisse una volta Oscar Wilde “è il sistema migliore per rovinare una passeggiata sui prati”.

Le ragioni del trionfo nel Pallone d’Oro di Kane, quinto giocatore del football inglese a riceverlo – l’ultimo, nel 2001, era stato Michael Owen – sono però di natura calcistica. La stagione 2025-2026 è stata la migliore di questo attaccante nato il 28 luglio 1993 a Walthamstow – area a Est di Londra -, entrato a sei anni nella scuola calcio dei Ridgeway Rovers e a otto trasferito all’accademia dell’Arsenal, dove fu presto rilasciato perché “un po’ paffuto”: Harry ha firmato 61 gol con la maglia del Bayern Monaco e 12 con la nazionale. Kane è ripartito in quella attuale a passo di carica: 10 reti in 12 gare, per un totale di 156 in 159 presenze con i bavaresi. L’uragano Harry è a quota 543 in carriera: 452 con i club (280 con il Tottenham, 16 nei prestiti con Leyton Orient, Millwall, Norwich e Leicester, 156 con il Bayern) e 91 con l’Inghilterra, di cui è il King di tutti i tempi. Ma Kane non è solo uno spietato killer dell’area: ha la visione di un trequartista e la capacità di mandare a segno i suoi compagni. Un attaccante moderno, versatile, abile con i piedi e bravissimo in acrobazia.

Cresciuto con il mito di David Beckham, Kane nel 2009 fu arruolato dal Tottenham. Dopo una serie di prestiti (Leyton Orient, Millwall, Norwich e Leicester), nel 2013 avvenne finalmente il decollo in prima squadra. La data storica del gol numero uno in Premier (il totale è di 213) è il 2 novembre 2014, avversario l’Aston Villa. Kane non consuma alcol, segue una dieta curata da uno chef privato, è il primo ad arrivare al centro tecnico e l’ultimo a uscire. “Desidero chiudere la carriera senza rimpianti. Non vorrei mai guardarmi indietro e pensare che avrei dovuto rispettare le regole per fare meglio”.

La gestione di Kane è un affare di famiglia. Il fratello Charlie è l’agente. Il padre Patrick si occupa della parte finanziaria. Il profilo basso e il senso della misura sono riconducibili alle origini e all’educazione ricevuta. I genitori di Kane sono nati a Galway, città della costa occidentale irlandese. Il fratello maggiore Charlie è stato a lungo il supereroe di Harry e affidare a lui la gestione degli affari è stato un fatto naturale. In un articolo per “Players’ Tribune”, Harry ha ricordato di andare spesso in un parco dietro casa per giocare a calcio con suo padre e il fratello. “Niente porte. Niente campo da gioco vero e proprio – il racconto -. Bastava un po’ d’erba, due alberi ed eravamo felici. Devo ringraziare mio fratello Charlie per avermi sfidato uno contro uno per migliaia di ore e di avermi permesso di essere qualche volta Teddy Sheringham, uno dei miei idoli. Mio padre mi aiutò dopo la bocciatura dell’Arsenal. Era piccolo, avevo solo otto anni e mi disse le parole giuste ‘Non preoccuparti, Harry. Lavoreremo di più e troveremo un’altra squadra, va bene? E così è stato”.

Una famiglia “open mind”, di mentalità aperta. Non c’è quindi da sorprendersi che abbia prodotto un campione attento alle questioni sociali. Kane è da sempre in prima linea nella battaglia contro le discriminazioni e uno dei portavoce nel calcio della comunità LGBTQ+. È un figlio dell’Inghilterra blairiana, di una nazione che, alla fine degli anni Novanta, si aprì al mondo, salvo poi fare marcia indietro con la Brexit. È stato uno dei sostenitori del Black Live Matter (traduzione: le vite nere contano), il gesto dell’inginocchiamento rispettato a lungo in Premier League per ricordare la morte di George Floyd, ucciso dalla polizia americana a Minneapolis il 25 maggio 2020.

“Non esageriamo, non sono un asceta – le parole di Kane al magazine del Times nel 2019 -. In estate qualche mojito me lo concedo. E se stiamo in vacanza, la sera qualche volta si fa tardi. Durante l’annata calcistica però non sgarro mai. Ho una routine che rispetto con scrupolo. Sarò noioso, ma lo sport non è solo divertimento”. Meglio, durante la stagione, una tazza di tè. Una volta, dopo una tripletta, Kane telefonò alla moglie per esprimere la sua felicità e Kate, conosciuta ai tempi della scuola e sposata nel 2018, rispose: “Well done, you can make a cup of tea when you get home”. Una tazza di tè quando torni a casa, dove ti aspettano la compagna della vita e quattro figli (Ivy, Vivienne, Louis e Henry): c’è tutta la sottile ironia britannica in questa frase.

Dal 2023, Kane vive a Monaco di Baviera. I tre anni con il Bayern hanno colmato una lacuna importante della carriera. Nelle stagioni inglesi, nessun titolo. Neppure lo straccio di un trofeo da sollevare, a parte quelli individuali. In Germania, due campionati, due supercoppe e una coppa nazionale: i sogni, legittimi, sono la Champions e l’europeo 2028 con l’Inghilterra. Kane si è inserito senza problemi nello stile di vita tedesco, partecipando anche all’Oktoberfest, vestito alla bavarese. “È diverso da Londra – le sue parole -, ma le persone a Monaco di Baviera sono state davvero accoglienti. C’è molto spazio per vivere all’aria aperta ed è fantastico per la mia famiglia. È stata una scelta positiva. Siamo davvero felici qui”. A casa, ora, c’è un nuovo trofeo da accarezzare con orgoglio: il Pallone d’Oro. Meritatissimo.

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Harry Kane conquista el Balón de Oro 2026 y rompe una sequía para Inglaterra

Con la segunda mayor producción goleadora de todos los tiempos y el tercer lugar en la Copa del Mundo, el delantero inglés se consagra como el mejor futbolista del planeta en Londres.
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Crotone, pagato 2,45 euro l’ora per accudire 20 cavalli: operaio sfruttato in un maneggio. Arrestato il titolare

Lavorava per dieci ore al giorno, con una retribuzione di 2,45 euro l’ora, senza dispositivi di protezione. Erano queste le condizioni a cui era sottoposto un cittadino extracomunitario privo di permesso di soggiorno in provincia di Crotone, dove questa mattina i carabinieri del Nucleo ispettorato dal lavoro hanno arrestato il titolare del maneggio. Il blitz anticaporalato ha permesso di fare luce sulle condizioni disumane a cui era sottoposto l’operaio, costretto a lavorare in totale solitudine per dieci ore al giorno per sei giorni alla settimana e privo di qualsiasi dispositivo di protezione individuale (dpi), che accudiva oltre 20 cavalli e puliva le relative stalle.

I carabinieri, su richiesta del procuratore della Repubblica di Crotone, Domenico Guarascio, hanno sottoposto a sequestro preventivo i box e i manufatti del maneggio. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’indagato avrebbe approfittato dello stato di bisogno e di clandestinità della vittima, adescandola con la falsa promessa di aiutarla a regolarizzare la propria posizione sul territorio italiano. Secondo l’accusa, l’imprenditore aveva vessato il cittadino extracomunitario, costretto a vivere in totale isolamento e gravemente sfruttato. Il titolare del maneggio è stato posto agli arresti domiciliari per illecita intermediazione e sfruttamento lavorativo.

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Operaio muore sul lavoro in un’azienda agricola a Brindisi schiacciato da un macchinario

Un operaio di 51 anni è morto in un’azienda agricola di Brindisi, schiacciato da un macchinario che stava trasportando. L’incidente sul lavoro è avvenuto nelle campagne tra il capoluogo adriatico e San Pietro Vernotico. Sul posto è intervenuto il personale sanitario del 118, ma i tentativi di rianimare l’uomo di Cellino San Marco sono stati vani.

La dinamica dell’incidente è ancora da chiarire e sul posto è intervenuto anche il personale del servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro (Spesal) per verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza e accertare eventuali responsabilità.

La Polizia locale di Brindisi sta effettuando sul posto ulteriori accertamenti per chiarire la dinamica esatta che ha portato al decesso dell’operaio. Si tratta del quinto morto sul lavoro oggi. La notizia dell’operaio 51enne segue quella dell’incidente di stamattina nell’Agrigentino, in cui hanno perso la vita quattro operai in un incidente frontale con un tir.

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“L’animale ha seguito il suo istinto, non ne ha colpa. Qualcosa è andato storto, ma non sappiamo ancora cosa”: leopardo attacca la guardiana dello zoo, 25enne in coma con pochissime speranze di ripresa

Sabato mattina, all’interno del Safaripark Beekse Bergen nei Paesi Bassi, una guardiana cinquantenne con venticinque anni di esperienza è entrata nel recinto di due leopardi persiani maschi mentre l’area, per un errore di procedura non ancora chiarito, era accessibile anche ai felini. La violazione del rigido protocollo di sicurezza — che impone l’assoluta separazione fisica tra personale umano e predatori — si è tradotta in un attacco immediato. I colleghi, allertati dalle richieste di soccorso lanciate dalla vittima stessa via walkie-talkie, si sono precipitati nella struttura trovando la donna, cosciente ma in condizioni gravissime, con traumi critici e profondi alla testa e al collo.

La tragedia si è consumata nella mattinata di sabato. La vittima, che lavorava nella struttura da quando aveva 17 anni e operava nel settore dei grandi predatori da ormai otto anni, stava eseguendo il suo turno in solitaria nell’area che ospita due esemplari maschi di leopardo persiano. Improvvisamente, la situazione è precipitata. I colleghi inorriditi hanno udito le sue disperate grida d’aiuto risuonare attraverso i walkie-talkie in dotazione.

Precipitati sul posto, hanno trovato la donna all’interno del recinto dei felini con ferite devastanti alla testa e al collo. Immediato l’intervento dei soccorsi: la zookeeper, seppur gravemente ferita, era ancora cosciente quando è stata caricata sull’eliambulanza e trasportata d’urgenza in ospedale. “La donna è stata immediatamente operata”, ha confermato un portavoce del parco, precisando che, sebbene l’intervento sia tecnicamente riuscito e la paziente abbia superato la prima notte, le sue condizioni rimangono “preoccupanti” e le speranze di recupero ridotte al lumicino. “Siamo naturalmente e profondamente addolorati da questa notizia e stiamo facendo tutto il possibile per supportare la sua famiglia, i colleghi e le persone a lei care”.

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Pallone d’Oro 2026, oggi il vincitore: sfida tra Kane e Yamal, ma non solo. Chi sono i candidati | Orario e dove vedere la cerimonia in tv e streaming

Oggi va in scena la serata di gala più importante del mondo calcistico: si celebra infatti la 70esima edizione del Pallone d’Oro, il premio personale più ambito dai giocatori di calcio. Quest’anno la cerimonia si tiene eccezionalmente a Londra anziché a Parigi: France Football, la rivista francese che assegna il riconoscimento, ha voluto omaggiare Stanley Matthews, leggenda del calcio inglese e primo vincitore del premio nel 1956.

Come sempre l’élite del calcio si ritroverà all’interno dello stesso teatro per una serata che assegnerà il premio di miglior giocatore del 2026. Kane e Yamal sembrano partire davanti a tuti, ma nulla è scontato: è uno dei Palloni d’oro più incerti degli ultimi anni. Curiosità: contemporaneamente, alle 20:45, si giocherà la sfida tra Psg e Lione, spostata da domenica alle 20:45 a lunedì sera per motivi di ordine pubblico legati alle manifestazioni in programma a Parigi. Già l’anno scorso successe con il vincitore Ousmane Dembele, che però era infortunato e quindi partecipò alla cerimonia senza problemi.

Pallone d’oro 2026, i favoriti: Kane e Yamal davanti a tutti, poi i Psg e Messi

Ma chi sono i candidati al Pallone d’Oro? E chi tra loro è favorito? I nominati più importanti sono sicuramente Kylian Mbappé, ancora in cerca di questo prezioso riconoscimento nonostante sia da anni una delle principali stelle del calcio mondiale, Lionel Messi, che, nonostante i suoi otto Palloni d’Oro in bacheca (record di sempre), si guadagna l’ennesima candidatura a quasi 40 anni dopo aver portato l’Argentina in finale ai mondiali, Rodri, vincitore del premio nel 2024 e capitano della Spagna campione del mondo.

E poi i vari Dembelé, Fabian Ruiz, Marquinos, Vitinha, e Hakimi, stelle del Paris Saint-Germain campione d’Europa per la seconda volta di fila e reduci da ottimi risultati con le proprie nazionali ai mondiali. Per esempio Fabian Ruiz, ex Napoli, è stati anche vincitore della coppa del mondo con la Spagna da protagonista. Ma c’è un altro giocatore del Paris Saint-Germain che ha indossato anche la maglia partenopea e che potrebbe alzare l’ambitissimo premio in virtù delle grandiose prestazioni offerte durante tutto il percorso in Champions League: stiamo parlando di Khvicha Kvaratskhelia, purtroppo recentemente infortunatosi gravemente al ginocchio, tra i favoriti di questa edizione. L’unico giocatore candidato che attualmente gioca in Serie A è Lautaro Martinez, capitano dell’Inter con cui ha nettamente vinto il campionato italiano, e finalista al mondiale con l’Argentina.

Tuttavia, sono Harry Kane e Lamine Yamal quelli che, secondo i bookmakers, si contenderanno il Pallone d’Oro 2026. Il primo, leggermente favorito, è universalmente riconosciuto come uno degli attaccanti più completi attualmente in azione, e la scorsa stagione è stato protagonista sia nella vittoria delle Bundesliga con il Bayern Monaco che nella cavalcata dell’Inghilterra ai mondiali, interrotta solo da una pazza rimonta dell’Argentina in semifinale. Il secondo, invece, è senza dubbio il presente e il futuro del calcio mondiale: nonostante gli appena 19 anni è uno dei fantasisti più forti in circolazione e il suo contributo è stato determinante sia nella vittoria della Liga con il Barcellona, sia nella conquista del mondiale con la Spagna.

Capitolo Pallone d’Oro femminile. Qui la lotta è apertissima: i nomi più importanti sono quelli di Ewa Pajor (33 gol e 7 assist con il Barcellona), Caroline Graham Hansen (18 gol e 16 assist con il Barcellona), Alessia Russo (29 gol e 10 assist con l’Arsenal, arrivata terza nelle votazioni finali della scorsa edizione), e Vivianne Miedema (14 gol e 5 assist con il Manchester City, che ha condotto alla vittoria della Women’s Super League), oltre alla fuoriclasse del Barcellona e della nazionale spagnola Alexia Putellas, che forte del suo quadruple (Liga F, Supercoppa, Copa de la Reina e Champions League) è la principale candidata per vincere il suo terzo Pallone d’Oro. Tra l’altro l’ultima vincitrice dell’ambito riconoscimento è Aitana Bonmatí, anche lei calciatrice del Barcellona e della nazionale spagnola, e anche lei nel 2025 ha vinto il suo terzo Pallone d’Oro (nel suo caso, però, erano addirittura consecutivi).

Pallone d’oro 2026, orario e dove vedere in tv e streaming (anche in chiaro)

La cerimonia di premiazione del Pallone d’oro 2026 sarà trasmessa questa sera dalle 21 in diretta gratuita da Dazn, con un pre-cerimonia dalle 20 alle 21 con Alessio Di Giuseppe in collegamento dal London Palladium Theatre di Londra. A condurre la serata saranno Thierry Henry, ex attaccante francese e secondo classificato al Pallone d’Oro 2003, e Kate Scott, giornalista e conduttrice britannica.

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