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Alto Tâmega e Barroso investe 116,5 mil euros em melhoria das paragens

VTM

A Comunidade Intermunicipal (CIM) do Alto Tâmega e Barroso está a investir cerca de 116.500 euros na melhoria das condições de acesso e utilização do transporte público de passageiros, através da instalação de painéis digitais de informação e do reforço da sinalética nos seis municípios da região.

Do investimento previsto, cerca de 45 mil euros destinam-se à instalação de painéis digitais de informação ao público, enquanto os restantes 71.500 euros serão aplicados em sinalética. A intervenção pretende tornar a informação sobre os transportes mais clara e acessível, facilitando a utilização do serviço por parte da população.

O investimento surge numa altura em que a procura pelo transporte público está a aumentar, de acordo com os dados da CIM. Em 2025, a rede do Alto Tâmega e Barroso transportou 711.298 passageiros, mais 15% do que em 2024.

A iniciativa complementa a instalação de 251 sinais de identificação de paragens de autocarro em vias nacionais e municipais da região, bem como a substituição de infraestruturas existentes que já não apresentam condições adequadas.

As duas intervenções são financiadas pelo Programa de Incentivo ao Transporte Público Coletivo de Passageiros, Incentiva+TP, que apoia medidas de promoção do transporte coletivo. Entre as áreas abrangidas pelo programa estão a modernização dos sistemas de informação ao público, a gestão e monitorização da oferta e a qualificação das paragens e interfaces.

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Foi sob Roma que a população ibérica mais se transformou

Os romanos alteraram mais a genética da Península Ibérica do que as invasões que se seguiram, conclui novo estudo. Pelo caminho, investigadores descobriram dois irmãos sepultados a 725 quilómetros de distância. A análise do ADN de centenas de habitantes da Península Ibérica revelou que o domínio romano provocou alterações genéticas mais profundas do que as migrações dos povos germânicos que se seguiram. O novo estudo, publicado na revista Cell, concluiu que a presença romana na Península Ibérica teve um impacto genético muito superior ao das migrações que acompanharam a queda do Império Romano, vários séculos mais tarde. Os investigadores analisaram

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Gas a 97 euro, l’Ue paga già +12 miliardi per il Gnl USA: verso taglio dei consumi

Il prezzo del gas ha toccato un nuovo picco. L’indice TTF di Amsterdam ha raggiunto quota 97,29 euro al megawattora, una quota che non si registrava dal 2022. Il Brent invece ha registrato un calo dell’1,2%, chiudendo a 115 dollari al barile, mentre il WTI ha fatto segnare una discesa del -1,85% attestandosi a 101,36 dollari al barile.

Il dato in crescita, quello del gas, si scontra quindi con diverse realtà: l’incertezza geopolitica, la ricomposizione delle scorte e la vicinanza con l’inverno. Non aiuta la situazione dei trasporti attraverso Hormuz, dove ora passa verso l’Europa e l’Asia un terzo del metano esportato a Occidente e Oriente rispetto ai volumi precedenti all’inizio del conflitto.

Gas come nel 2022: 97,29 euro al megawattora

Lunedì 26 ottobre, il prezzo del gas all’indice TTF di Amsterdam ha raggiunto quota 97,29 euro al megawattora. Non succedeva dal 2022, dallo scoppio della crisi tra Russia e Ucraina. In serata il prezzo è poi sceso a 95,81 euro al megawattora, comunque un aumento del 2,13% rispetto al giorno precedente e quindi ancora un valore piuttosto elevato. Il superamento dei 100 dollari al megawattora potrebbe essere solo una questione di ore o giorni.

Gli analisti si domandano cosa c’è dietro l’attuale crescita delle quotazioni del gas e le motivazioni sono ormai sempre le stesse, anche se con alcune nuove incertezze. Da una parte i ritardi nella ricomposizione delle scorte, il fatto che si sta avvicinando effettivamente l’inverno e poi ci sono le motivazioni di natura geopolitica, come le incertezze rispetto a nuovi possibili attacchi sull’Iran da parte degli Stati Uniti.

Lo Stretto di Hormuz infatti continua a rappresentare una strettoia fisica e artificiale al passaggio di gas e petrolio verso l’Europa e l’Asia. Ma anche il Qatar, uno dei massimi venditori al mondo di Gnl, con la riduzione della produzione, sta aumentando le importazioni di gas naturale liquido statunitense.

Quanto costa il Gnl Usa: +12 miliardi

Dalla guerra tra Russia e Ucraina, l’Europa ha iniziato a importare Gnl americano. Un prodotto più costoso rispetto al gas russo e che già gravava sul bilancio. Ora con la crisi in Medio Oriente, la pressione per stoccare il gas è ancora più alta.

Considerando solo gli acquisti di gas naturale liquefatto, soprattutto americano, il rincaro nelle bollette europee è di circa 12 miliardi di euro. Miliardi in più, nonostante una domanda inferiore di ben 24 milioni di tonnellate acquistate.

Perché paghiamo così tanto? Il motivo è legato alla forte esposizione al mercato spot, dove i prezzi fluttuano ogni giorno. Come spiega l’analisi del Messaggero, per comprare più Gnl dagli Stati Uniti l’Europa paga da otto mesi i prezzi del giorno segnati dal TTF europeo, quello che ha raggiunto quota 97 euro al megawattora, mentre negli Stati Uniti si paga l’equivalente di 8 euro al megawattora. Dall’inizio della guerra il gas europeo è più che triplicato (+200% nell’ultimo anno).

L’Europa è tra i continenti più esposti: compra circa il 65% del suo Gnl sul mercato spot, mentre un quarto dei suoi contratti a lungo termine sono legati agli indici dei prezzi del gas. Questo perché incompatibile con la politica green che punta alla riduzione dell’utilizzo del gas.

Il livello degli stoccaggi

La situazione però è sotto controllo. Anche se i prezzi del gas naturale sono elevati, l’inverno europeo potrebbe risultare più caldo della media degli scorsi anni e questo potrebbe ridurre la necessità di acquistare ulteriore gas.

Il riempimento a livello comunitario è sotto il 75%, il minimo dal 2009, ma gli stoccaggi italiani sono quasi pieni, al 90%.

Il 29 ottobre si potrebbe parlare di misure di riduzione forzata dei consumi di gas, qualora però la situazione dovesse peggiorare. Per “peggiorare” si intendono temperature più basse rispetto alla media e che necessiterebbero di maggior riscaldamento. In quel caso l’Unione Europea potrebbe ritrovarsi ad affrontare una carenza di gas del 12-15% rispetto alla domanda. È lo scenario peggiore.

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Bloqueo de EE.UU. hunde la sobrevida de niños cubanos con leucemia

Históricamente, la medicina cubana garantizaba índices de supervivencia cercanos al 90% en pacientes pediátricos con leucemia; hoy, debido a la falta de medicamentos provocada por el cerco financiero, esta cifra se sitúa por debajo del 50%.
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