❌

Reading view

“Ci mancherà, ma che vita straordinaria ha vissuto”: è morto Fred, l’elefante simbolo del Maasai Mara e della lotta al bracconaggio

Un simbolo, oltre che un animale al quale tutti coloro che fanno parte del Mara Elephant Project (MEP) si erano affezionati. L’elefante Fred è morto per cause naturali e con lui se ne va uno degli emblemi della lotta al bracconaggio per l’avorio in Kenya.

“Molti degli elefanti della sua generazione non sono sopravvissuti al bracconaggio abbastanza a lungo da raggiungere la sua età”, ha raccontato Claire Bolles, direttrice esecutiva di Mara Elephant Project USA, ad Africa Geographic. Secondo Bolles, Fred aveva circa 55 anni ed era uno degli esemplari più conosciuti del Maasai Mara.

A renderlo eccezionale non era soltanto la mole, ma soprattutto la dimensione delle zanne: le misurazioni effettuate negli anni fanno ritenere che ciascuna pesasse oltre 45 chili, anche se il dato ufficiale verrà confermato dopo l’esame post mortem del Kenya Wildlife Service. E oggi gli elefanti con zanne di queste dimensioni sono sempre più rari: secondo una stima di Africa Geographic, in tutto il continente resterebbero poco più di 85 super tusker, almeno 26 dei quali nell’Africa orientale.

Fred veniva seguito con un collare satellitare dal 2013, nell’ambito della collaborazione tra Mara Elephant Project, Kenya Wildlife Service e Wildlife Research and Training Institute. I dati raccolti attraverso i suoi spostamenti hanno contribuito a mettere a punto strategie di conservazione e protezione utilizzate anche per altri grandi elefanti del Kenya. Il Mara Elephant Project lo ha definito un vero emblema del Maasai Mara e un simbolo dei risultati ottenuti negli ultimi anni contro il bracconaggio. “Molti degli elefanti della generazione di Fred non sono arrivati alla vecchiaia. Quanto siamo stati fortunati che lui ci sia riuscito”, ha scritto l’organizzazione. Poi il saluto: “Ci mancherà, ma che vita straordinaria ha vissuto”.

L'articolo “Ci mancherà, ma che vita straordinaria ha vissuto”: è morto Fred, l’elefante simbolo del Maasai Mara e della lotta al bracconaggio proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

“Gatti rubati per i riti sacrificali di Halloween, sono già spariti 20 felini. E nel mirino non ci sono più solo i gatti neri. Tenete gli occhi aperti”: l’allarme degli animalisti

Con l’avvicinarsi della notte di Halloween, si intensificano le segnalazioni di gatti scomparsi e di tentativi di furto all’interno delle colonie feline, alimentando il sospetto che gli animali vengano sottratti per essere impiegati in riti sacrificali. A lanciare l’allarme è la sezione Lav (Lega Anti Vivisezione) di Ancona, che ha invitato istituzioni, forze dell’ordine e proprietari di animali domestici a innalzare i livelli di guardia dopo un recente episodio registrato sul territorio provinciale.

A far scattare l’allerta nelle Marche è stata una segnalazione riguardante un presunto tentativo di sottrazione di gatti da una colonia felina situata a Chiaravalle. L’episodio è attualmente al vaglio delle autorità competenti, ma l’associazione animalista ha diffuso una nota ufficiale per prevenire ulteriori casi: “Le recenti segnalazioni destano preoccupazione e richiamano l’attenzione sulla necessità di proteggere gli animali“, scrive la Lav di Ancona.

L’invito rivolto a chi si prende cura delle colonie e ai cittadini è di “mantenere alta la vigilanza e a segnalare tempestivamente alle forze dell’ordine qualsiasi comportamento sospetto, evitando allarmismi e la diffusione di notizie non confermate”. Contestualmente, viene richiesto un rafforzamento del presidio territoriale: “In vista di Halloween, chiediamo alle forze dell’ordine di mettere in campo tutte le misure preventive possibili, rafforzando la vigilanza sul territorio e prestando particolare attenzione alle aree in cui sono presenti colonie feline. Intervenire per tempo è essenziale per prevenire possibili episodi di maltrattamento, cattura illecita o scomparsa degli animali”.

L'articolo “Gatti rubati per i riti sacrificali di Halloween, sono già spariti 20 felini. E nel mirino non ci sono più solo i gatti neri. Tenete gli occhi aperti”: l’allarme degli animalisti proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

“È irresistibile e affettuosa, ma è una grande responsabilità”: la storia di Petar, l’elettricista che ha trovato un’orsa nel bosco e non l’ha più lasciata

Pesava due chili quando Petar Tubić l’ha trovata, sola in un bosco, senza più la madre. Oggi Masa ne pesa circa 150, ma non se n’è accorta: ogni volta che può prova a salire sulle ginocchia dell’uomo che l’ha cresciuta, come faceva da cucciola. Lo riporta l’agenzia AP.

Vivono insieme sul monte Ozren, nei pressi di Doboj, nel nord della Bosnia-Erzegovina. Il legame è nato nel 2019, quando Tubić l’ha trovata abbandonata e, senza di lui, difficilmente avrebbe superato quei giorni in montagna. L’uomo se l’è portata a casa e l’ha nutrita con latte e frutta finché non si è ripresa.

Quell’incontro, racconta, ha cambiato la direzione della sua vita. Tubić, elettricista di professione, si è ritrovato a occuparsi di un animale di cui sapeva quasi nulla. Da allora non si sono più separati.

Con il tempo la famiglia si è allargata. Tubić ha adottato un’altra femmina, Ljubica, che vive nella stessa proprietà. Si prende cura anche di due lupi, di cervi, di procioni e di decine di altri animali. Vive lì con la moglie Milica e la figlia Eva, di nove anni. Fuori dal lavoro ama il parapendio, la speleologia e le escursioni, ma la famiglia trova la sua gioia principale nel tempo passato con gli animali.

La casa sul monte Ozren è diventata anche una meta per i curiosi. Molti visitatori salgono per vedere gli orsi e gli altri ospiti del rifugio.

L'articolo “È irresistibile e affettuosa, ma è una grande responsabilità”: la storia di Petar, l’elettricista che ha trovato un’orsa nel bosco e non l’ha più lasciata proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  
❌