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Midterm, se i rischi interferenze nel voto non riguardano (solo) l’AI

C’è tensione non soltanto politica attorno alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Il risultato decreterà l’agenda del governo di Donald Trump dei prossimi due anni, per cui l’attenzione è massima. Soprattutto per possibili irregolarità nel voto. La paura di interferenze è alta. Il timore che qualcuno possa infiltrarsi nei sistemi elettorali è reale, ma gli esperti pongono l’attenzione su altro. Ci sono dei vulnus importanti, è vero, ma non proprio quelli che ci si aspetta. Non ci sono evidenze che dimostrino irregolarità nelle tornate elettorali del passato. Piuttosto, i buchi da coprire sono altrove.

Il sito Axios ne elenca alcuni, dopo essersi confrontata con gli esperti di sicurezza nazionale. Come J. Alex Halderman, dell’Università del Michigan, secondo cui la Louisiana rimane “il dinosauro delle elezioni americane”. Il motivo è semplice: è l’unico – ed ultimo – Stato d’America in cui si continua ancora a votare a macchina. Quando scelgono il loro candidato, gli elettori premono su un tasto e il sistema immagazzina la risposta. E qui sì che gli esperti hanno avvertito che c’è il rischio di interferenza, vista la vulnerabilità agli attacchi informatici. Ma potrebbe anche verificarsi il caso che il sistema elabori la risposta in modo sbagliato. Siccome gli altri Stati hanno riscontrato delle falle, essendo impossibilitati a controllare in modo indipendente i risultati, sono passati al cartaceo. La macchina va vista solo come una fotocopiatrice che stampa la scheda contrassegnando la preferenza dell’elettore.

Anche qui ci sono però dei problemi tutt’altro che banali. Queste macchine sono comunque soggette ad hackeraggi. Molto spesso infatti, quando devono marcare la scelta dell’elettore, quest’ultimo può essere tratto in inganno. Ciò che vede sullo schermo può essere manipolato, e anche i risultati possono essere manomessi. Questi sistemi, noti come Ballot Marking Device (MBD), possono essere estremamente utili, soprattutto per chi non è in grado di compilare autonomamente una scheda cartacea. Il 23% degli americani vota tramite riconoscimento facciale. Un grande comodità, ma anche un grande rischio. Per sicurezza quindi, dentro i seggi elettorali si tende a fornire anche le schede fisiche.

Non bastasse, c’è anche qualcosa di più allarmante. A tirarla fuori lo scorso agosto è stato un ricercatore, Max Springer, che è potenzialmente riuscito a ricostruire come hanno votato gli elettori alle scorse primarie in Georgia. Gli è bastato entrare in possesso del registro elettorale e pagare la modica cifra di 20 euro per istruire un modello di intelligenza artificiale. In pochi minuti, ha ricostruito l’ordine in cui sono stati espressi i voti del 98,9% dei voti in persona. E questo solamente per due contee. “A livello statale, questa falla potrebbe compromettere le schede elettorali di milioni di cittadini della Georgia”, sottolinea Springer. Siccome il problema potrebbe estendersi ad altre contee e Stati, ciò che suggerisce è di implementare il software, risolvere il problema della macchina (senza quindi censurare l’accesso pubblico ai registri, che è un modo per garantire la trasparenza) e, nel mentre, anonimizzare i dati degli elettori.

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Inps lancia Arianna, l’assistente IA per orientare i cittadini tra servizi e prestazioni

L’Inps accelera sul fronte dell’intelligenza artificiale e presenta Arianna, il nuovo assistente digitale sviluppato per accompagnare cittadini, lavoratori, pensionati e imprese nell’accesso ai servizi dell’Istituto. La piattaforma è stata illustrata oggi nella sede della Direzione generale dell’ente, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, Alessio Butti, del presidente dell’Inps Gabriele Fava, della direttrice generale Valeria Vittimberga e del direttore centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione Massimiliano D’Angelo.

L’obiettivo dichiarato è semplificare il rapporto tra cittadini e amministrazione, utilizzando l’intelligenza artificiale generativa per trasformare la ricerca di informazioni e servizi in una conversazione naturale. Arianna è disponibile sul portale istituzionale dell’Inps ed è integrata nell’app Inps Mobile. A differenza di un tradizionale chatbot, spiega l’Istituto, è progettata come un punto di accesso unico ai servizi, capace di comprendere il linguaggio naturale e orientare gli utenti senza che questi debbano conoscere in anticipo il nome di una prestazione o l’organizzazione interna dell’ente.

Secondo il presidente Fava, il nuovo sistema interviene su una delle criticità storiche del welfare pubblico, cioè la crescente complessità dell’accesso ai servizi. “Per generazioni è stato il cittadino a dover capire lo Stato. Adesso è lo Stato che deve imparare a capire il cittadino”, ha affermato, sottolineando come Arianna sia alimentata esclusivamente da fonti validate dall’Inps e resti sotto il controllo dell’amministrazione pubblica.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di trasformazione digitale dell’Istituto e nella strategia del cosiddetto “Welfare Generativo”, che punta a rendere i servizi pubblici più accessibili, proattivi e personalizzati. Una visione che, nelle parole della direttrice generale Vittimberga, ambisce a fare dell’Inps un laboratorio di innovazione per l’intera pubblica amministrazione, mettendo a disposizione competenze, modelli e soluzioni tecnologiche riutilizzabili anche da altre amministrazioni.

Dal punto di vista tecnologico, Arianna è costruita su un’architettura multi-agente che combina framework open source e modelli di intelligenza artificiale generativa. Il sistema, ha spiegato D’Angelo, è stato progettato per crescere nel tempo e integrare progressivamente nuovi servizi. La scelta di basare le risposte esclusivamente su contenuti verificati dall’Istituto punta a mitigare il rischio di informazioni errate e a garantire trasparenza e affidabilità.

Attualmente la piattaforma copre oltre 400 prestazioni nei principali ambiti di attività dell’Inps, tra cui pensioni, previdenza, lavoro, sostegni economici, indennità, servizi per imprese e liberi professionisti. L’assistente interpreta le richieste dell’utente, individua il bisogno e propone le informazioni e i percorsi più pertinenti, con l’obiettivo di ridurre tempi e complessità nella ricerca dei servizi.

L’iniziativa si collega anche alla strategia del governo sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione. Per Butti, Arianna rappresenta infatti una delle applicazioni concrete del modello di “Stato agentico”, cioè un’amministrazione in grado di riconoscere i bisogni degli utenti, prevenire errori e facilitare l’accesso ai diritti. Un percorso che, secondo il sottosegretario, trova un punto di equilibrio nella normativa nazionale sull’IA, costruita attorno ai principi di trasparenza e responsabilità umana nelle decisioni.

I risultati emersi dai test preliminari condotti con gli utenti mostrano indicatori positivi. L’Inps riferisce che il 97% dei casi d’uso è stato completato con successo, con un incremento di 36,6 punti percentuali rispetto alla versione precedente del sistema. Il Customer Effort Score ha raggiunto quota 4,8 su 5, mentre il Customer Satisfaction Score si è attestato a 4,5 su 5, in crescita del 18,4%. Anche durante la fase di utilizzo del servizio circa il 90% dei feedback raccolti è risultato favorevole.

Le prossime evoluzioni riguarderanno l’estensione dell’assistenza agli scenari successivi all’autenticazione, l’integrazione con ulteriori servizi e simulatori dell’Inps e il supporto diretto alla compilazione delle domande e alla gestione delle segnalazioni. L’obiettivo, secondo l’Istituto, è fare in modo che l’assistenza digitale diventi una componente sempre più centrale dell’esperienza dei cittadini, trasformando la complessità dei servizi pubblici in un percorso più semplice e guidato.

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